ACCORDI

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Le modalità di attribuzione o acquisto della cittadinanza in Spagna

In Spagna vige una versione dello jus sanguinis “ammorbidita”, secondo cui diventa cittadino spagnolo chi nasce da padre o madre spagnola oppure chi nasce nel Paese da genitori stranieri di cui almeno uno sia nato in Spagna. Si può acquisire la cittadinanza anche per residenza, di regola dopo dieci anni, oppure per matrimonio con cittadino spagnolo, dopo un anno. La Costituzione spagnola consente, a condizione di reciprocità, il mantenimento della doppia cittadinanza (doble nacionalidad)

La cittadinanza per nascita o per naturalizzazione nei Paesi Bassi e in Belgio

La legislazione dei Paesi Bassi in materia di cittadinanza ha modificato la propria fisionomia a partire dal 2000: da quel momento l'attribuzione della cittadinanza agli stranieri non è stata più concepita come mezzo per agevolare la partecipazione degli immigrati alla vita dello Stato (secondo l’impostazione degli anni '50), ma è stata configurata come un traguardo posto a coronamento di un percorso di integrazione. Attualmente i Paesi Bassi hanno un sistema misto di ius sanguinis e jus soli

Cittadinanza e integrazione: dinamiche di sviluppo

Dai dati EUROSTAT risulta che, in termini assoluti, il numero più elevato di stranieri residenti nell’UE si registra in Germania, Spagna, Regno Unito, Italia e Francia. Mentre in alcuni Stati gli immigrati sono prevalentemente della medesima etnia – come, ad esempio, accade in Germania, ove l’immigrazione è prevalentemente turca – in altri Stati ciò non accade, così in Italia si stima che l’immigrazione provenga da 192 Paesi diversi, un elemento molto significativo in un'ottica di integrazione

Cittadinanza nazionale, doppia cittadinanza e cittadinanza della UE

Pur tenendo conto dei risultati di vari studi e di altre analoghe analisi, anziché esaminare le diverse normative trasversalmente, questo testo si propone di analizzare una per una le legislazioni dei seguenti Paesi europei in materia: Italia, Francia, Confederazione elvetica, Germania, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Belgio, corredando l’esame della sintesi dei più rilevanti indirizzi giurisprudenziali, specialmente con riguardo all’Italia.

L'attribuzione della cittadinanza italiana agli stranieri

L’Italia è uno dei Paesi che, in ambito europeo, ha la normativa più severa per l’attribuzione della cittadinanza agli stranieri. Tale normativa — principalmente dettata dalla legge91/1992 — è fondata sullo jus sanguinis, che, in linea generale, comporta l’acquisto della cittadinanza per trasmissione diretta della stessa da parte di madre e/o padre italiani. È invece previsto solo in ipotesi marginali l'acquisto jure soli, in base al quale è cittadino colui che nasce nel territorio dello Stato

La tassa ipotecaria, l'imposta catastale e il tributo speciale catastale negli espropri per pubblica utilità

Il D.Lgs 347/1990, oltre alle imposte ipotecarie, previste con riguardo alle formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione ed annotazione eseguite nei pubblici registri immobiliari, contempla, all’art. 19, le tasse ipotecarie, che hanno per oggetto determinate operazioni inerenti il servizio ipotecario. Ai fini impositivi va tenuta distinta la formalità, soggetta all’imposta ipotecaria, dalla sua esecuzione, soggetta alla tassa ipotecaria.

Espropri per pubblica utilità: i tributi sui trasferimenti e l'I.V.A.

L’IVA è un’imposta indiretta sul consumo in quanto colpisce il reddito nel momento in cui esso viene destinato al consumo, quale fatto espressivo di capacità contributiva, ed è stata introdotta nell’ordinamento italiano con il DPR 633/1972 dal 1° gennaio 1973. L’art.1 stabilisce che l’IVA si applica sulle «cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate

Tributi sull'indennità nelle espropriazioni per pubblica utilità

Le somme percepite con procedimento espropriativo sono soggette all’IRPEF dal 1° gennaio 1992, in virtù delle modifiche apportate all’art.81 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Tale ultima disposizione, dedicata ai redditi diversi, era stata, infatti, integrata con la fattispecie reddituale costituita dalle «plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione

Il prelievo dell'IRPEF negli espropri per pubblica utilità: deprezzamento del bene ed indennizzo

L’ente espropriante che eroga l’indennità di esproprio è tenuto ad operare, sull’intera somma così come liquidata, la ritenuta nella misura del 20%, che dovrà poi versare all’Erario, in qualità di sostituto d’imposta. L’ente espropriante, come tutti i sostituiti d’imposta, deve quindi inviare, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, al soggetto espropriato una certificazione dell’ammontare dell’indennità corrisposta, l’importo della ritenuta operata e l'avvenuto versamento della stessa

Modalità di attuazione del prelievo dell'I.R.P.E.F. a seguito di esproprio per pubblica utilità

Il soggetto che effettua il pagamento, e che assume il ruolo di sostituto d’imposta, può anche non essere l’ente espropriante, nei casi in cui quest’ultimo abbia depositato la somma presso la Cassa Depositi e Prestiti. In tale circostanza sarà la Cassa stessa che, al momento di corrispondere la somma, dovrà trattenere l’importo della ritenuta eventualmente applicabile, come è stato chiarito dal Consiglio di Stato e successivamente confermato dal Ministero delle Finanze (risoluzione n.5/865)

Raffronto tra l’indennità di esproprio e il valore dichiarato del bene ai fini I.C.I.

L’imposta comunale sugli immobili (ICI) è stata istituita, con D.Lgs.504/992: si tratta di un’imposta locale sul patrimonio immobiliare, a carattere proporzionale (ad aliquota unica) reale (in quanto prescinde da ulteriori condizioni economiche del contribuente) e periodica (riferita all’anno solare). Il collegamento tra il valore dichiarato ai fini ICI e l’indennità di esproprio aveva trovato collocazione, innanzitutto, all’art. 16 di tale decreto, che è stato successivamente abrogato dal T.U.E

Edificabilità e proprietà dell'area: presupposti al raffronto tra indennità d'esproprio e valore dichiarato a fini I.C.I.

La decurtazione che poteva subire l’indennità di esproprio a causa del comportamento tenuto dall’espropriato con riferimento agli obblighi fiscali relativi all’ICI è venuta meno, come pure vengono a perdere rilevanza le complesse questioni concernenti il raffronto tra indennità di esproprio e valore denunciato ai fini di tale imposta. Peraltro, dall’anno 2012, l’ICI è stata sostituita da un nuovo tributo, l’IMU (Imposta Municipale Unica) ad opera dell’art.13 del cosiddetto decreto "Salva Italia"

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