OBBLIGAZIONI

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Diffida emessa dal rappresentante del creditore

Anche se la diffida normalmente proviene direttamente dal creditore, quale titolare esclusivo dell’interesse da gestire, già una risalente giurisprudenza ammetteva l’efficacia della diffida intimata dal rappresentante fornito di procura del creditore, portata a conoscenza del debitore adeguatamente, come quella emessa dal difensore che dichiari di agire in nome e per conto del creditore-assistito. In tale eventualità, sorse il problema se la procura dovesse essere, o meno, conferita per iscritto

La diffida: requisiti formali e pubblicità

La diffida ad adempiere consta di tre elementi: l’intimazione dell’adempimento, l’indicazione del tempo concesso al debitore, la menzione dell’effetto risolutivo qualora il debitore non assolva ai suoi obblighi entro il termine stabilito. La disposizione in commento prevede l’adozione della forma scritta. A tal proposito, alcuni ritengono che dovrà avere sempre forma scritta, altri che il vincolo formale sia l'eccezione, e che quindi vada imposto solo nei casi espressamente previsti dalla legge.

L'intimazione ad adempiere

La diffida produce i suoi effetti quando perviene nella sfera di conoscibilità del debitore, sulla base della presunzione di conoscenza degli atti recettizi che pervengono all’indirizzo del destinatario. Si dispone che la proposta, l’accettazione, la loro revoca ed ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia

Giurisprudenza relativa ai contratti di credito

Il mutuo fondiario, contratto connotato dalla prestazione di garanzia ipotecaria da parte del proprietario di immobili, non è un mutuo di scopo, visto che per la relativa validità non risulta previsto che la somma erogata dall'istituto mutuante debba essere necessariamente destinata a una specifica finalità, a cui il mutuatario è tenuto ad attenersi, o che l'istituto mutuante debba controllare l'utilizzazione che viene fatta della somma erogata.

Mutuo fondiario e credito cooperativo

In tema di credito fondiario, la prelazione ipotecaria si estende ai frutti civili dell'immobile ipotecato dopo la dichiarazione di fallimento non solo nel caso in cui il creditore fondiario continui l'esecuzione individuale in presenza della procedura fallimentare, ma anche nel caso in cui opti per la vendita fallimentare, trattandosi di situazione sostanzialmente identica alla prima, nella sussistenza della medesima condizione di creditore fondiario.

Credito agrario e finanziamento di soccorso

La banca che riceve una domanda di finanziamento di soccorso di cui alla L. n. 31 del 1991, art. 4 si trova, quanto all'esercizio del credito, nella medesima condizione nella quale si sarebbe trovata prima che tale legge fosse emanata ovvero nel vigore delle norme da essa stessa richiamate. La posizione dell'ente creditizio, cioè, è negozialmente autonoma, per cui non vi è alcun diritto soggettivo dell'imprenditore richiedente all'ottenimento del credito da parte della banca.

Contratti di credito al consumo e normative europee

L'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13/CEE deve essere interpretato nel senso che le espressioni «oggetto principale del contratto» e «perequazione tra il prezzo e la remunerazione, da un lato, e i servizi o i beni che devono essere forniti in cambio, dall'altro» non comprendono, in linea di principio, tipi di clausole presenti nei contratti di credito conclusi tra un professionista e consumatori.

Il contributo pubblico per le agevolazioni industriali (D.M. n. 233 del 1989)

Sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario, perché investono posizioni di diritto soggettivo, le controversie relative all'esecuzione di un contratto stipulato dalla pubblica amministrazione con il privato, destinatario di erogazioni pubbliche di agevolazione degli insediamenti produttivi.

L’inadempimento definitivo e la possibilità dell’adempimento da parte del diffidato

La diffida non può operare quando l’adempimento della prestazione pattuita è divenuto definitivamente impossibile, poiché in tal caso l’assegnazione di un nuovo termine sarebbe inutile, e si vanificherebbe la funzione dell’intimazione. Si ritiene che l’irrimediabilità che ne consegue sia indipendente dalle cause che l’hanno determinata; ciò anche nel caso in cui il suo verificarsi dipendesse dal comportamento negligente o doloso del debitore, posto che in tal caso, l’inadempimento sarebbe certo

Diffida ad adempiere ed adempimento inesatto

Resta da vedere cosa accade se l’adempimento è inesatto o parziale. Il problema resta sempre quello di come accertare l’interesse cui il contratto è diretto. Quando le indicazioni contenute nel contratto denotano la rilevanza, anche se del tutto soggettiva, dell’interesse del creditore all’adempimento con le esatte modalità richieste, allora l’inadempimento della controparte avrà un valore decisivo. Nella verifica del contratto si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti

Diffida ad adempiere e rapporto tra l’esecuzione, la difformità, i vizi dell’opera

Il codice civile non accorda al compratore la possibilità di esperire nei confronti del venditore l’azione di esatto adempimento, cioè pretendere la riparazione della cosa viziata o la consegna di un’altra cosa in sostituzione di quella rivelatasi affetta da vizi. Egli ha però diritto al risarcimento dei danni, sia quelli che ha sofferto per aver ricevuto una cosa di valore inferiore rispetto a quello previsto dal contratto, sia quelli che siano derivati dai vizi della cosa diversa dalla venduta

Costituzione in mora, imputabilità e colpevolezza nell'inadempimento

Oltre alla sopravvenuta impossibilità e all’inutilità della prestazione, vi sono anche altre situazioni di inadempimento definitivo. Si tratta di comportamenti del debitore fonte di una situazione di incertezza circa il buon esito dello scambio o perché sono espressivi della volontà di non adempiere o perché fanno presumere la sua inettitudine a svolgere certe prestazioni, addirittura solo preparatorie: le due situazioni esprimono un rifiuto di adempiere e un pericolo dell’inadempimento futuro

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