L’inadempimento definitivo e la possibilità dell’adempimento da parte del diffidato

La diffida non può operare quando l’adempimento della prestazione pattuita è divenuto definitivamente impossibile, poiché in tal caso l’assegnazione di un nuovo termine sarebbe inutile, e si vanificherebbe la funzione dell’intimazione [1].

Si ritiene che l’irrimediabilità, che ne consegue, sia indipendente dalle cause che l’hanno determinata; ciò anche nel caso in cui il suo verificarsi dipendesse dal comportamento negligente o doloso del debitore [2], posto che in tal caso, l’inadempimento sarebbe certo ed assoluto [3].

Tale situazione determina, dal punto di vista oggettivo, l’impossibilità della prestazione, e, dal punto di vista soggettivo, l’inutilità dell’utilizzo della diffida stessa, ... _OMISSIS_ ...e realizzare la sua funzione di conservazione del contratto, mediante l’adempimento tardivo, sebbene sotto la coazione della risoluzione de iure.

La giurisprudenza ricorre spesso ai caratteri oggettivi e soggettivi dell’inadempimento; e ritiene prevalenti ora gli uni ora gli altri, al fine di individuare l’inadempienza avente carattere irrimediabile.

In una controversia in cui una casa editrice aveva omesso di fornire ad un insegnante un volume di aggiornamento di un’enciclopedia, inviando, in seguito alla ricezione di una diffida ad adempiere, un volume appartenente ad un’edizione diversa dalla richiesta, la Suprema Corte osservò che l’editore non aveva pregiudicato in modo irreparabile le esigenze dell&rsquo... _OMISSIS_ ...che se c’era tale difformità grafica, e che la società venditrice aveva da subito spedito il volume mancante, esprimendo in tal modo una volontà di adempiere in tempi ragionevoli.

La Corte precisò, anche, che le stesse qualità del creditore possono influenzare le sorti della decisione circa la definitività o meno dell’inadempimento, e, nel caso di specie, la professione di insegnante non riceveva un pregiudizio definitivo, mentre, il pregiudizio sarebbe stato diverso se recato ad un commerciante che ha esigenze espositive e promozionali del prodotto [4]. Quest’ultima osservazione della Corte non è stata condivisa da taluni, per il fatto che una qualsiasi persona che accede alla cultura tramite l’enciclopedia, non può nutrire un interes... _OMISSIS_ ...uello di un negoziante, e che l’interesse del contraente è quello che si voleva realizzare con le modalità indicate nel contratto, e che può avere un contenuto non patrimoniale, «ma anche morale o ideale» [5].

Se da un lato non viene quindi ritenuta intimabile la diffida qualora l’inadempimento si palesi come definitivo ed irreparabile (ovvero se la prestazione non è più eseguibile da parte dell’obbligato, o per ragioni oggettive o per cause dipendenti dal debitore) sia perché il sistema normativo non permetterebbe in tal caso una sanatoria da parte del debitore, sia perché la concessione di un termine per adempiere decorerebbe inutilmente (situazioni in cui si dovrebbe allora agire solo giudizialmente) [6]; dall’altro lato ... _OMISSIS_ ...situazioni ove non si può negare il rimedio ex art. 1454 c.c., che consente di risolvere rapidamente il “conflitto” insorto tra le parti interessate [7]. E in questo ultimo senso sono fatte le considerazioni che seguono.

Non sempre l’inadempimento del debitore può avere già compromesso in modo irreversibile l’interesse del creditore. Infatti può accadere che vi siano ipotesi in cui il creditore abbia ancora la possibilità di trarre una qualche utilità dal contratto (anche se tale utilità potrebbe risultare minore a causa del ritardo dovuto all’inadempimento iniziale), e quindi di servirsi della diffida ad adempiere.

Ciò appare rilevante perché, se la diffida venisse emessa ma senza una pur astratta possibilità di co... _OMISSIS_ ...o;adempimento tardivo, non potrebbe produrre alcun effetto risolutivo conseguente al decorso del termine; si opterebbe allora per una domanda giudiziale ex art. 1453 c.c., essendo il contraente motivato ad ottenere subito lo scioglimento del vincolo, e quindi anche il risarcimento del danno e la restituzione delle prestazioni eseguite [8].

Una situazione giuridica di ritardo nell’adempimento presuppone che la prestazione sia ancora possibile. Se la prestazione è invece impossibile [9] esclude definitivamente che quest’ultima venga successivamente adempiuta.

È altresì necessario, per aversi un ritardo, e non un inadempimento definitivo, che la prestazione possa essere ancora utile per il creditore: infatti sussistono prestazion... _OMISSIS_ ...mpiute solo in certi momenti, come ad esempio quella di eseguire un concerto fissato per un certo giorno e per una certa ora [10].

Può essere infatti possibile che, in relazione all’utilità che il creditore attende dalla prestazione, benché si sia verificato un ritardo intollerabile, egli confidi ancora per l’esecuzione della prestazione, ed utilizzi la diffida per fare chiarezza circa le sorti del contratto; ciò si verifica se da un lato l’inadempimento non ha appunto ancora leso in modo rilevante il suo interesse economico, e dall’altro egli vuole evitare che i suoi interessi economici vengano ulteriormente pregiudicati in modo non indifferente.

Il punto è verificare però quando il ritardo nell’adempimento assuma ... _OMISSIS_ ...ssenziale [11], allorché i contraenti non abbiano qualificato il termine come essenziale, tale da costituire causa di risoluzione sebbene la prestazione sia ancora possibile. In tali casi, o l’essenzialità risulta ugualmente dal contenuto del contratto, tramite clausole contrattuali (ad esempio se chiedo al sarto di confezionarmi l’abito per il matrimonio di un certo giorno), e allora in tal caso il contratto può essere risolto (altrimenti, affermare l’irresolubilità significherebbe erroneamente ammettere che il ritardo è essenziale solo se è oggetto di clausola ex art. 1457 c.c.), o la tempestività della prestazione non si ricava in alcun modo. In quest’ultimo caso (si pensi all’esempio di prima, ove non venga però dichiarato che l’abito ... _OMISSIS_ ...eterminata cerimonia), il fatto che il contraente, pur inadempiente, non possa anticipatamente comprendere l’essenzialità del ritardo, non comporta subito la risoluzione del contratto, altrimenti ogni termine per l’adempimento verrebbe considerato essenziale.

Appare necessario che l’importanza del ritardo risulti a seguito dell’inutile decorso del termine della diffida [12]; il contraente infedele potrebbe anche opporsi alla diffida e chiedere al giudice un maggior termine ex art. 1183 c.c. perché più adatto al caso di specie: ma, tuttavia, non deve essere tralasciato l’aspetto relativo alla tolleranza che il creditore ha dimostrato nei confronti della parte inadempiente.

In definitiva, dalla disciplina posta dagli ... _OMISSIS_ .... c.c. discende che al creditore spetta la facoltà di scelta tra il ritenere il debitore come semplicemente in ritardo, ovvero come definitivamente inadempiente.

La legge esprime tale facoltà consentendo al creditore di scegliere tra la “risoluzione del contratto” e l’“adempimento”, il che risulta, non solo nell’art. 1453 c.c. in cui tale scelta viene esplicitamente co...


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