Esercizio del diritto di prelazione e riscatto in materia agraria

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> PRELAZIONE E RETRATTO --> DEL COLTIVATORE

Ai fini della soggezione di un terreno a prelazione o riscatto, occorre una qualità positiva del terreno, e cioè che esso abbia destinazione agricola nel PRG, per cui tutto ciò che non è agricolo, non è suscettibile di prelazione. In altri termini la contrapposizione non è tra agricolo ed edilizio, ma tra agricolo e non agricolo, dovendosi ritenere che vanno esclusi dall'acquisto privilegiato i terreni, la cui destinazione, se pur non edificatoria, sia da considerare urbana in contrapposizione ad agricola in base al piano regolatore.

Ai fini di escludere il diritto di prelazione (e quello succedaneo di riscatto) ai sensi della L. n. 590 d... _OMISSIS_ ..., è sufficiente che il terreno alienato sia compreso in una zona per la quale il piano regolatore od il programma di fabbricazione del Comune (previsto dal primo), anche se non ancora approvato, prevedano in alternativa un'utilizzazione edilizia, turistica od industriale, cioè diversa da quella agricola.

Ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione in materia agraria, non è rilevante la contrapposizione tra "area edificabile" (per la quale non è ammesso tale diritto) e "area non edificabile" (con riguardo alla quale esso è viceversa consentito), bensì quella tra aree destinate ad usi "agricoli" e aree destinate, invece, ad "utilizzazione" diversa (ovvero edilizia, industriale o turistica), ancorché non edifica... _OMISSIS_ ...n suscettibili di utilizzazioni economiche per effetto dello sfruttamento agricolo.

La destinazione urbanistica impressa al terreno, anche se in concreto non ancora attuabile, esclude il diritto di prelazione ex art. 8 l. 590/1965, avendo in questo caso il piano attuativo solo funzione di completamento e/o integrazione del P.R.G.: per la destinazione urbanistica di ciascuna zona non rilevano dunque la mancanza degli atti e dei progetti applicativi della generica destinazione già amministrativamente decisa, ad es., piani particolareggiati e piani di lottizzazione.

Le condizioni alle quali è subordinata la proficua utilizzazione del meccanismo del riscatto agrario devono sussistere tanto alla data in cui nasce il relativo diritto, coincidente con ... _OMISSIS_ ...fondo al terzo, quanto alla data in cui lo stesso è esercitato, identificantesi con il momento nel quale la dichiarazione del retraente perviene al retrattato, che segna la conclusione del procedimento acquisitivo con il subingresso del primo al secondo.

Ove il mutamento della destinazione, da agraria ad industriale (o, comunque, urbana), del fondo oggetto del diritto di retratto agrario, viene a verificarsi tra la vendita del fondo al terzo e la comunicazione al retrattato, rimane impedito il perfezionamento della vicenda acquisitiva in favore del traente, poiché non si prospetta giustificabile tutelare la formazione della piccola proprietà coltivatrice attraverso il riscatto di un fondo che non si presti più a tale destinazione.

Il mutamento d... _OMISSIS_ ...ne, da agraria ad edilizia o urbana in generale, del fondo oggetto del retratto agrario non rileva solo quando sopravvenga dopo il concreto esercizio del retratto medesimo, dovendo la destinazione agricola essere sussistente al momento della decisione del giudizio in cui il retratto sia ancora in discussione.

Perchè operi la previsione ci cui alla L. 26 maggio 1965, n. 590, art. 8, comma 2, con conseguente inapplicabilità delle norme sulla prelazione agraria, è sufficiente che sia in itinere - attraverso atti conoscibili dalla generalità - un procedimento diretto alla realizzazione di un nuovo strumento regolatore che abbia per oggetto i terreni oggetto di vendita (prevedendone una utilizzazione edilizia, industriale o turistica).

Ai fini dell'i... _OMISSIS_ ...lla prelazione agraria è priva di effetti una mera richiesta, proveniente da un privato e diretta alla Amministrazione comunale, perché sia adottata una variante al vigente piano regolatore, mentre il procedimento per l'approvazione del nuovo piano è in itinere ai sensi e per gli effetti di cui alla L. n. 590 del 1965, art. 8, comma 2 allorché le competenti autorità comunali deliberino di procedere a una variazione del precedente assetto urbanistico del territorio, fissandone, anche se genericamente, i contenuti.

Nell'ottica di favorire solo l'utilizzazione agricola futura del fondo, il legislatore della l. 590/1965 ritiene che sia sufficiente, perché sia escluso il diritto di prelazione, che il nuovo assetto del territorio, con la prospettiva di una utilizzaz... _OMISSIS_ ...o diversa da quella agricola, sia in itinere.