Il proprietario confinante che lamenti la violazione delle distanze ha diritto sia al ripristino che al risarcimento del danno

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI E LEGALI --> DISTANZE --> DOPPIA TUTELA

In tema di violazione delle norme sulle distanze, una volta che venga disposta la demolizione delle opere realizzate in violazione delle norme sulle distanze legali, il risarcimento del danno deve essere computato tenendo conto della temporaneità della lesione del bene protetto dalle norme violate e non già avendo riguardo al valore di mercato dell'immobile, diminuito per effetto della detta violazione, essendo il relativo pregiudizio suscettibile di essere eliminato.

L'art. 872 c.c., attribuisce al privato la tutela risarcitoria del proprio diritto soggettivo a seguito della violazione delle norme urbanistiche integrative del codice civile, senza s... _OMISSIS_ ...'annullamento di provvedimenti amministrativi.

La questione del rapporto tra privati e della lesione di diritti soggettivi risulta diversa rispetto a quella riguardante l'efficacia dell'atto amministrativo, non rilevando dunque la disapplicazione del medesimo quale presupposto della azione risarcitoria promossa dal terzo contro il privato richiedente. Laddove il danno da violazione della normativa edilizia in tema di distanze, volumi e altezze di cui all'art. 872 c.c., consiste nel deprezzamento commerciale del fabbricato danneggiato per diminuzione di visuale, esposizione, luce, aria, sole e amenità in genere.

Nel caso in cui siano violate disposizioni non integrative delle norme sulle distanze, ma norme amministrative diverse da quelle in mate... _OMISSIS_ ..., mancando un asservimento di fatto del fondo contiguo, la prova del danno è richiesta ed il proprietario è tenuto a fornirne una dimostrazione precisa, sia in ordine alla sua potenziale esistenza che alla sua entità obiettiva, in termini di amenità, comodità, tranquillità ed altro, oltre che l'accertamento del nesso tra la violazione e il pregiudizio subito, la prova del quale, a carico della parte interessata, deve riguardare sia la sussistenza che l'entità del danno.

Dalla violazione delle norme relative alle distanze tra le costruzioni previste dall'art. 873 c.c. e dai regolamenti locali, incidenti sui rapporti di vicinato, deriva a favore del privato, che si pretenda leso, un'azione per la eliminazione dello stato di cose abusivamente creato (vera e propr... _OMISSIS_ ... avente per oggetto la riduzione in pristino), ed altresì un'azione per il risarcimento del danno che ne sia derivato.

In tema di distanze fra costruzioni o di queste con i confini vige il regime della c.d."doppia tutela", per cui il soggetto che assume di essere stato danneggiato dalla violazione delle norme in materia è titolare, da un lato, del diritto soggettivo al risarcimento del danno o alla riduzione in pristino nei confronti dell'autore dell'attività edilizia illecita (con competenza del G.O.) e, dall'altra, dell'interesse legittimo alla rimozione del provvedimento invalido dell'amministrazione, quando tale attività sia stata autorizzata, consentita e permessa (conosciuto dal G.A.).

In tema di violazione delle distanze ... _OMISSIS_ ..., previste dal codice civile e dalle norme integrative dello stesso, quali i regolamenti edilizi comunali, al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria, ed il danno che egli subisce (danno conseguenza e non danno evento), essendo l'effetto, certo ed indiscutibile, dell'abusiva imposizione di una servitù nel proprio fondo e, quindi, della limitazione del relativo godimento, che si traduce in una diminuzione temporanea del valore della proprietà medesima, deve ritenersi "in re ipsa", senza necessità di una specifica attività probatoria.

Nelle controversie concernenti le distanze vige il regime ... _OMISSIS_ ...a tutela, per la quale il soggetto che si ritiene danneggiato può ottenere dal giudice amministrativo solo l’eventuale rimozione del titolo edilizio che ha autorizzato lo svolgimento di un’attività in violazione di norme di legge, facendo valere la propria posizione che ha i caratteri propri dell’interesse legittimo, mentre ove voglia far valere il proprio diritto soggettivo al risarcimento o alla riduzione in pristino, deve rivolgersi al giudice ordinario che può eventualmente disapplicare il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell’art. 5 della legge 20 marzo 1865 n. 2248, all. E.

In tema di violazione delle distante tra costruzioni previste dal codice civile e dalle norme integrative dello stesso, quali i regolamenti ed... _OMISSIS_ ... al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria, ed il danno che egli subisce (danno conseguenza e non danno evento), essendo l'effetto, certo ed indiscutibile, dell'abusiva imposizione di una servitù nel proprio fondo e, quindi, della limitazione del relativo godimento, che si traduce in una diminuzione temporanea del valore della proprietà medesima, deve ritenersi in re ipsa, senza necessità di una specifica attività probatoria.

In tema di violazione della distanze tra costruzioni previste dal codice civile e dalle norme integrative dello stesso, quali i regolamenti edilizi comunali, al proprietario co... _OMISSIS_ ...menti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria ed il danno che egli subisce (danno conseguenza e non danno evento), essendo l'effetto, certo ed indiscutibile, dell'abusiva imposizione di una servitù nel proprio fondo e, quindi, della limitazione del relativo godimento, che si traduce in una limitazione temporanea del valore della medesima, deve ritenersi "in re ipsa", senza necessità di una specifica attività probatoria.

L'aver eseguito la costruzione in conformità della ottenuta licenza o concessione non esclude di per sé la violazione delle prescrizioni del codice civile e delle norme speciali in materia di distanze legali e... _OMISSIS_ ...tto del vicino, a seconda dei casi, alla riduzione in pristino o al risarcimento dei danni.

In tema di violazione delle distanze tra costruzioni al proprietario confinante che lamenti tale violazione compete sia la tutela in forma specifica, finalizzata al ripristino della situazione antecedente al verificarsi dell'illecito, sia quella risarcitoria, ed il danno che egli subisce (danno conseguenza e non danno evento), essendo l'effetto, certo ed indiscutibile, dell'abusiva imposizione di una servitù nel proprio fondo e, quindi, della limitazione del relativo godimento, che si traduce in una diminuzione temporanea del valore della proprietà medesima, deve ritenersi "in re ipsa", senza necessità di una specifica attività probatoria.

Le no... _OMISSIS_ ...enti urbanistici, disciplinanti le distanze tra costruzioni, comunque queste siano considerate, nella loro accezione di spazio tra edifici frontistanti o in riferimento al distacco tra fabbricato e confini ovvero nel loro rapporto con l'altezza dell'opera, hanno carattere integrativo delle norme del codice civile, onde la loro violazione comporta la sanzione sia del risarcimento del danno e sia della riduzione in pristino, ai sensi dell'art. 872 c.c., trattandosi di norme destinate a tutelare l'interesse dei vicini alla fruizione di un distacco congruo e q...


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