Provvedimenti inibitori l'intervento edilizio

La giurisprudenza sembra essersi consolidata, non senza incertezze, nel senso che il termine per l’esercizio del potere inibitorio sia da qualificarsi come perentorio, sia pure con l’importante specificazione che il suo decorso non rende legittima l’attività oggettivamente abusiva né comporta il venir meno di ogni potere in capo alla P.A..

Essa, infatti, potrà pur sempre esercitare i poteri di vigilanza e sanzionatori di cui agli artt. 27 e ss. T.U., che di per sé sono inesauribili e non sottoposti ad alcun termine di prescrizione o decadenza.

Ciò significa che, scaduto il termine, il privato potrà effettuare l’intervento e cambierà l’oggetto del controllo pubblico, che non si concentrerà più sulla denuncia, ma sul... _OMISSIS_ ...à edilizia, e la P.A. potrà sì incidere sulla posizione del denunciante, ma esercitando poteri che, anche se nella sostanza permettono di giungere allo stesso risultato a cui si sarebbe giunti esercitando il potere inibitorio, sono diversi da quest’ultimo.

La giurisprudenza ha ritenuto, inoltre, che entro i trenta giorni il provvedimento inibitorio debba essere non solo adottato, ma anche notificato, con la precisazione, tuttavia, che, ai fini del rispetto del termine, dovrebbe essere sufficiente che la P.A. avvii l’atto alla spedizione: il provvedimento, dunque, potrà giungere a conoscenza del destinatario anche dopo i trenta giorni previsti per l’esercizio del potere inibitorio, senza che ciò comporti l’illegittimità del provve... _OMISSIS_ ...rsquo;inizio dell’intervento edilizio denunciato.

Quest’ultimo orientamento, peraltro, non è univoco, esistendo anche delle pronunce che sembrano ritenere rispettato il termine per l’esercizio del potere inibitorio soltanto nel caso in cui il denunciante riceva materialmente il provvedimento entro i trenta giorni, argomentando dalla natura ricettizia dell’atto e osservando che, ritenendo che il termine per l’esercizio del potere inibitorio sia rispettato con il semplice avvio alla spedizione dell’atto, potrebbero porsi dei rilevanti problemi dall’atto pratico poiché il denunciante, scaduti i trenta giorni dalla consegna della d.i.a., potrebbe già aver avviato i lavori.

Le pronunce che aderiscono al... _OMISSIS_ ...ientamenti che si sono esposti criticano quest’ultima ricostruzione, osservando che essa ha il difetto di ridurre ulteriormente il termine (di per sé già breve) per l’esercizio del potere e che finisce col porre a carico della P.A. il rischio di decadere dal potere a causa di un ritardo nel compimento di un’attività, come quella della notifica, estranea alla sua sfera di disponibilità; viene invocato, inoltre, l’art. 149, co. 3, c.p.c., che, recependo l’indirizzo della giurisprudenza costituzionale in materia di notifica degli atti giudiziari, prevede che «la notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della consegna del plico all’ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha la leg... _OMISSIS_ ...rsquo;atto».

Dalla perentorietà del termine, la giurisprudenza ha desunto altresì che il potere inibitorio costituisce una potestà amministrativa esercitata in via d’urgenza e che, di conseguenza, la completezza o la superficialità dell’istruttoria svolta dalla P.A. deve essere apprezzata tenendo conto della documentazione fornita dal denunciante e dal ristretto limite per l’esercizio del potere.

È stato notato in dottrina che un problema potrebbe porsi qualora il denunciante dopo i trenta giorni non abbia ancora iniziato l’opera e il Comune si accorga dell’assenza dei presupposti una volta scaduto il termine. Se si parte dalla premessa secondo cui esso sarebbe perentorio, si ha infatti una sorta d... _OMISSIS_ ...rigia», poiché, da un lato, la P.A. non potrebbe esercitare il proprio potere inibitorio, ma dall’altro, non potrebbe nemmeno intervenire ex art. 27 T.U., che presuppone, quantomeno, che i lavori siano iniziati sine titulo o su area assoggettata a vincolo di inedificabilità assoluta o relativa, mentre qui si ha che l’attività edilizia non è ancora stata intrapresa.

Un’interpretazione coerente del dato normativo porterebbe ad affermare che la P.A., pur conoscendo dell’illiceità dell’attività che il denunciante intende intraprendere, dovrebbe attendere l’inizio dell’opera, per poi esercitare i poteri di controllo previsti dall’art. 27 T.U., ordinando la demolizione o, nei casi più urgenti, la sospensione dei ... _OMISSIS_ ...ione evidentemente irragionevole, in quanto, oltre che essere pregiudizievole per il privato, è difficilmente giustificabile anche sul piano dell’interesse pubblico poiché, come è facilmente intuibile, è più facile vietare l’inizio di un’attività illecita piuttosto che rimuoverne ex post gli effetti.

Le soluzioni astrattamente possibili, a parte il ricorso ai poteri di autotutela, sono due. La prima consiste nel dare dell’art. 27 T.U. un’interpretazione «adeguatrice», ritenendolo riferito anche alla possibilità di vietare, una volta scaduto il termine per l’esercizio del potere inibitorio, l’esecuzione di un’opera assentita con d.i.a. ma non ancora iniziata. Questa ricostruzione, se risolve il problem... _OMISSIS_ ...ifetto di rendere assai problematica la distinzione tra potere di controllo e di vigilanza e potere inibitorio, pertanto si può, alternativamente (e questa è la seconda soluzione possibile) ritenere che quest’ultimo venga meno nel momento in cui, per effetto dell’inizio dell’opera, viene meno anche il suo oggetto, ossia la comunicazione della volontà di intraprendere l’intervento.

Un problema complesso è quello dell’applicabilità della disciplina urbanistica, anche relativa al regime del contributo di costruzione, che sopravvenga una volta presentata la d.i.a., ma prima della scadenza del termine per l’esercizio dei poteri inibitori.

Sul punto un primo orientamento giurisprudenziale, in virtù del principio te... _OMISSIS_ ...m, propende nel senso dell’applicabilità della normativa sopravvenuta, rilevando che la d.i.a. produce effetti al trentesimo giorno dalla sua presentazione e solo in questo momento il procedimento può dirsi perfezionato.

Una conferma in tal senso sarebbe data dall’art. 39, co. 5-bis, T.U. e dall’art. 40, co. 4-bis, T.U., che, nel regolare, rispettivamente, l’annullamento del titolo edilizio e la sospensione e la demolizione degli interventi abusivi da parte della Regione prevedono che le disposizioni in esame si applichino anche agli interventi eseguiti con «super d.i.a.» e che si faccia riferimento «alla normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della scadenza del termine di 30 giorni dalla presentazione... _OMISSIS_ ....

Se si segue questa ricostruzione, si presenta un altro problema, ossia l’individuazione del tipo di provvedimento che la P.A. può adottare in caso di contrasto con uno strumento urbanistico sopravvenuto solo adottato: l’alternativa è tra il provvedimento inibitorio per sopravvenuta mancanza di una condizione legittimante oppure la pronuncia di una misura di salvaguardia ordinaria ex art. 12, co. 3, T.U. e la sospensi...


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