Denuncia di inizio attività: la responsabilità del professionista

È opportuno soffermarsi sui profili della responsabilità del professionista per attestazioni false o non veritiere. L’art. 29, co. 3, T.U. prevedeva che «per le opere realizzate dietro presentazione di denuncia di inizio attività, il progettista assume la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale. In caso di dichiarazioni non veritiere nella relazione di cui all’articolo 23, comma 1, l’amministrazione ne dà comunicazione al competente ordine professionale per l’irrogazione delle sanzioni disciplinari».

Successivamente alle modifiche apportate dall’art. 17, co. 2, d.l. n. 133/2014, la norma non fa più riferimento alla «denuncia di inizio atti... _OMISSIS_ ...alla «segnalazione certificata di inizio attività», e ciò, come si avrà occasione di vedere tra poco, pone problematiche interpretative di non poco momento.

Immutata, invece, è la formulazione dell’art. 23, co. 6, T.U., che continua a prevedere che «il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale … in caso di falsa attestazione del professionista abilitato, informa l’autorità giudiziaria e il consiglio dell’ordine di appartenenza».

La responsabilità del professionista, pertanto, oltre che sul piano civilistico (inadempimento del contratto d’opera intellettuale stipulato col committente), si ha sicuramente anche dal punto di vista disciplinare e, molto probabilmente, anche pen... _OMISSIS_ ...RLF| Iniziando da quest’ultimo profilo, la giurisprudenza è sempre stata costante nel ritenere che egli assume la qualifica di persona esercente un servizio di pubblica necessità ex art. 359 c.p., e ciò anche in virtù dell’espresso richiamo a tale norma contenuto nell’art. 29, co. 3, T.U..

Sennonché, posto che – come si è anticipato – nel testo di quest’ultima disposizione risultante delle innovazioni apportate dal d.l. n. 133/2014 non si fa più riferimento alla d.i.a. ma alla s.c.i.a., è necessario chiedersi se il professionista che sottoscrive una relazione asseverata prodotta a corredo di una «super d.i.a.» possa essere ancora qualificato come una persona esercente un servizio di pubblica necessità e, più in ... _OMISSIS_ ...a ancora configurabile una sua responsabilità penale per dichiarazioni false o mendaci.

Ad avviso di chi scrive, la risposta potrebbe essere positiva, e non tanto in virtù di un’applicazione analogica dell’art. 29, co. 3, T.U. – operazione che desta perplessità, stante l’impossibilità di ricorrere all’analogia in malam partem nella materia del diritto penale – ma perché il professionista che sottoscrive i progetti e la relazione tecnica allegate alla d.i.a. sembrerebbe poter essere qualificato come persona esercente un servizio di pubblica necessità sulla base della semplice definizione contenuta nell’art. 359 c.p. e quindi prescindendo dall’espressa equiparazione contenuta nel citato art. 29, co. 3, T.U..
... _OMISSIS_ ...o;art. 359 c.p., infatti, prevede che «agli effetti della legge penale, sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità … i privati che esercitino … professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi», e con riferimento al professionista che sottoscrive le tavole progettuali e la relazione tecnica allegate alla d.i.a. sussistono entrambi i presupposti.

Esso, di regola, sarà un geometra, un ingegnere o un architetto, e dunque un professionista che deve aver superato uno specifico esame di abilitazione; inoltre, il denunciante deve necessariamente ricorrere all’opera di questa persona, perch... _OMISSIS_ ...one del professionista costituisce un elemento essenziale della d.i.a., in assenza della quale la denuncia non ha alcun effetto abilitante.

Occorre, inoltre, considerare che la giurisprudenza ha riconosciuto la qualifica di persona esercente un servizio di pubblica necessità al professionista che sottoscrive le tavole progettuali e la relazione tecnica allegate ad un’istanza di concessione edilizia o di condono anche se con riferimento a queste fattispecie manca una norma analoga all’art. 29, co. 3, T.U., al quale dunque andava e va riconosciuta una mera funzione ricognitiva di un principio già ricavabile dall’art. 359 c.p..

Infine, non è privo di rilevanza che, con specifico riferimento alla d.i.a., i giudici di legittimità a... _OMISSIS_ ...ato che, a prescindere dalla formulazione letterale dell’art. 29 T.U., il progettista si pone come persona esercente un servizio di pubblica necessità anche e soprattutto in ragione posizione di particolare rilievo che esso assume nel procedimento di d.i.a., ove la dichiarazione del privato sostituisce l’atto di assenso della P.A. e al principio autoritativo si sostituisce quello dell’autoresponsabilità dell’amministrato, che è legittimato ad agire in via autonoma, valutando l’esistenza dei presupposti richiesti dalla normativa in vigore.

In altri termini, è la stessa configurazione della d.i.a. come atto a controllo successivo che fa assumere alla condotta del professionista abilitato una specifica rilevanza pubblicistica: la rel... _OMISSIS_ ... presenta, infatti, finisce col sostituire, in via ordinaria, i controlli dell’ente territoriale e quindi garantisce la legalità e la correttezza dell’intervento.

I suesposti rilievi inducono a ritenere che, anche se l’art. 29 T.U. non fa più riferimento alla d.i.a., il professionista che sottoscrive l’asseverazione e le tavole progettuali allegate alla denuncia possa essere (ancora) qualificato come persona esercente un servizio di pubblica necessità, con ogni conseguenza in ordine alla configurabilità di una sua responsabilità penale per il caso di dichiarazioni false o mendaci.

Più precisamente, arrivati a questo punto, occorre chiedersi se in queste fattispecie possa venire in rilievo l’art. 481 c.p., che preved... _OMISSIS_ ...also ideologico in certificati e punisce con la reclusione fino ad un anno o la multa da euro 51 a euro 516 «chiunque, nell’esercizio … di un … servizio di pubblica necessità, attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità».

La questione di fondo da affrontare è la possibilità di qualificare come «certificato» la relazione di accompagnamento alla d.i.a., e la giurisprudenza ha risposto positivamente sia per quanto concerne la descrizione dello stato dei luoghi antecedente alle opere da realizzare sia con riferimento alla dichiarazione di conformità agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti dell’intervento edilizio che il denunciante intende... _OMISSIS_ ...|
Maggiori controversie si sono registrate, invece, in ordine alla parte progettuale della relazione allegata alla d.i.a., poiché, secondo un primo orientamento, essa rifletterebbe non una realtà oggettiva ma una semplice intenzione del denunciante di realizzare le opere in essa descritte ed ancora inesistenti, e, per la parte in cui attesta l’assenza di vincoli, un giudizio espresso dall’ag...


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