Quando è necessario comunicare al Comune l'intervento edilizio

Opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni. Questa categoria rappresenta, per certi versi, una «codificazione» della giurisprudenza formatasi in tema di concessione edilizia e di permesso di costruire, che, in ragione della mancanza del presupposto della trasformazione edilizia e urbanistica richiesta dall’art. 1 della legge n. 10/1977 e dall’art. 3, co. 1, lett. e), T.U., aveva escluso la necessità del titolo edilizio per le c.d. «opere precarie», ossia per quei manufatti destinati ad alterare in modo soltanto temporaneo l’assetto del territorio.

Invero, il problema ch... _OMISSIS_ ...tato era l’individuazione dei criteri alla luce dei quali definire la precarietà di un’opera, visto che, astrattamente, è possibile definire come tale o ciò che non è stabilmente infisso al suolo (criterio strutturale) oppure ciò che è destinato a soddisfare un’esigenza temporanea (criterio funzionale) o ancora ciò che la normativa urbanistica definisce come tale (criterio normativo) o infine il manufatto che il provvedimento dell’autorità amministrativa autorizza per un periodo temporalmente delimitato (criterio costitutivo).

A parte un’eccezione poco significativa, dovuta alla peculiarità della normativa regionale siciliana, la giurisprudenza ha aderito al criterio funzionale, affermando che ai fini della precarietà non sono ril... _OMISSIS_ ...teristiche costruttive, i materiali impiegati e l’agevole rimovibilità o la non stabile infissione al suolo, ma le esigenze temporanee alle quali l’opera eventualmente assolva. Tale temporaneità deve quindi essere ricavata dall’intrinseca destinazione materiale del manufatto ad un uso realmente precario e temporaneo, per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con conseguente e sollecita eliminazione, senza che assuma rilievo la destinazione soggettivamente data dal costruttore.

La precarietà non va peraltro confusa con la stagionalità, ossia con l’utilizzo della struttura in un determinato periodo dell’anno, che non implica automaticamente la precarietà, potendo essere l’opera destinata a soddisfare bisogni non e... _OMISSIS_ ...ntingenti, ma permanenti nel tempo o comunque regolarmente ripetibili.

L’adozione del criterio «funzionale» ha portato altresì al rifiuto degli altri criteri, tanto che è stata ritenuta illegittima una norma di regolamento comunale che aveva fatto rientrare tra i manufatti precari le installazioni di tipo semifisso collegate, in via esclusiva, ad un’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, che non avessero alcun tipo di fondazione, ancorché fossero fissate al suolo mediante appositi sistemi di ancoraggio. Così disponendo, il regolamento comunale si basava su una nozione scorretta di manufatto precario e pertanto finiva con l’introdurre nel sistema un titolo abilitativo atipico e contrastante c... _OMISSIS_ ...eve ritenersi un principio generale fissato dalla legislazione statale in materia di governo del territorio, secondo il quale è inammissibile la configurazione di provvedimento abilitativo che consenta di realizzare opere edilizie in contrasto con la normativa urbanistica.

Resta fermo, nondimeno, che se l’opera è oggettivamente inamovibile e saldamente assicurata al suolo, essa non può mai essere considerata precaria e ritenersi sottratta a permesso di costruire, anche se intende soddisfare esigenze temporanee.

Le conclusioni raggiunte dalla giurisprudenza penale e amministrativa sono state avallate dalla giurisprudenza costituzionale, come si è visto al paragrafo precedente, e dal d.l. n. 40/2010, che, nel momento in cui fa riferimento al... _OMISSIS_ ...tive esigenze contingenti e temporanee» adotta un criterio proprio funzionale, per cui sembra ancora possibile fare riferimento all’elaborazione giurisprudenziale sopra sinteticamente delineata.

La norma fa poi riferimento al fatto che le opere siano destinate «ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni». Non è chiaro se, così disponendo, il legislatore abbia inteso definire un requisito ulteriore che devono possedere le opere «dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee» oppure se abbia voluto enucleare una categoria di manufatti sottoposti ad attività edilizia libera distinta da quella descritta nella prima parte della... _OMISSIS_ ...
La prima soluzione è quella maggiormente condivisibile, poiché, se il legislatore avesse voluto enucleare due categorie autonome di opere avrebbe formulato diversamente la norma, ad es. prescrivendo che sono liberalizzate le opere dirette a soddisfare esigenze contingenti e temporanee «e quelle destinate» (corsivo nostro) ad essere rimosse al cessare della necessità e comunque non oltre novanta giorni.

Discussa è inoltre la natura del termine, da alcuni ritenuto inderogabile e improrogabile, da altri considerato ordinatorio e prorogabile e anche la sua decorrenza, se dalla realizzazione delle opere o dalla cessazione delle esigenze contingenti e/o temporanee a cui è preordinato il manufatto.

Se gli si riconosce natura peren... _OMISSIS_ ...opera dovrà considerarsi «nuova costruzione» ai sensi dell’art. 3, co. 1, lett. e.5), T.U. e per realizzarla sarà necessario il permesso di costruire.

La giurisprudenza successiva all’entrata in vigore del d.l. n. 40/2010 sembra aver aderito a quest’ultima impostazione, dal momento che si è chiarito che, una volta trascorsi novanta giorni dalla realizzazione dell’opera, la stessa deve essere sempre rimossa e che se le esigenze contingibili e temporanee perdurino oltre detto termine, gli interessati debbono necessariamente acquisire un idoneo titolo abilitativo.

Deve osservarsi, peraltro, che tale conclusione appare in linea con l’orientamento della giurisprudenza penale di legittimità, che ritiene integ... _OMISSIS_ ...i costruzione abusiva di cui all’art. 44, co. 1, lett. b), T.U. nelle ricorrenti ipotesi in cui un soggetto sia autorizzato a mantenere un’opera sul demanio marittimo per un determinato periodo e non la rimuova alla scadenza del termine prefissato, affermando che il mantenimento oltre la scadenza fa perdere al manufatto la natura precaria.

Una specifica ipotesi di opera precaria ex lege è stata prevista dall’art. 5, co. 1, lett. d), del d.l. 43/2013, conv. con modif. in legge n. 71/2013, che annovera in questa categoria i Padiglioni dei Paesi, i manufatti e qualunque altro edificio da realizzare, connessi all’Expo 2015 per i quali sussista l’obbligo di smontaggio o di smantellamento al termine dell’evento.

In ... _OMISSIS_ ...o caso, dunque, non rileverà in alcun modo il termine di novanta giorni previsto in via ordinaria dall’art. 6, co. 2, lett. b), T.U., ma unicamente il fatto che la struttura sia destinata ad essere rimossa al termine dell’Expo 2015.

La norma prosegue mantenendo ferma l’applicazione della normativa in materia di risparmio energetico e di autorizzazione paesaggistica, che, pertanto, dovrà essere acquisita ove necessario nonostante la precarietà della struttu...


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