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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> RETROCESSIONE --> DIRITTO ALLA RETROCESSIONE

L’art. 46 del DPR n. 327/2001 attribuisce all’espropriato un vero e proprio diritto potestativo ad ottenere - spontaneamente a cura della p.a. ovvero mediante una sentenza di natura costitutiva - un nuovo trasferimento a titolo derivativo della proprietà del bene non utilizzato dall'espropriante, previo accertamento della decadenza della dichiarazione di p.u.. A tale diritto potestativo corrisponde, dal lato passivo, non un obbligo di prestazione bensì una situazione di mera soggezione (cd. pati), giacché la p.a. è tenuta a subire un nuovo trasferimento del bene.

Nell'espropriazione parziale, la dichiarazione di inservibilità è il frutto di una valutazione discrezionale dell’amministrazione, al cospetto della quale il privato vanta una posizione di interesse legittimo, mentre il diritto soggettivo alla retrocessione parziale dei beni nasce soltanto se la stessa amministrazione abbia dichiarato, appunto, che quei beni non servono più all'opera pubblica.

Il caso della mancata utilizzazione del bene espropriato per i fini indicati dalla dichiarazione di pubblica utilità è disciplinato mediante l'istituto della retrocessione, che, per l'ipotesi in cui fatta la espropriazione, l'opera di cui si è stata dichiara... _OMISSIS_ ...non sia eseguita e siano trascorsi i termini a tal uopo concessi o prorogati, prevede, alla L. n. 2359 del 1865, art. 63, la titolarità in capo agli espropriati di uno jus ad rem di carattere potestativo e a contenuto patrimoniale, che li legittima a domandare l'accertamento della cessazione di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità per l'intervenuta decorrenza dei termini di costruzione delle opere e dei lavori e di quelli di espletamento della procedura espropriativa, onde ottenere la restituzione dei beni espropriati.

Nell’ipotesi di retrocessione totale sussiste un vero e proprio diritto soggettivo perfetto del proprietario ad ottenere la restituzione del bene inutilmente espropriato, essendo egli titolare di uno ius ad rem di carattere potestativo e di contenuto patrimoniale.

Nel caso della retrocessione totale, disciplinato dall’art. 22 della L.P. BZ n. 10/1991, il proprietario espropriato ha un diritto potestativo direttamente azionabile in sede giurisdizionale, dove può chiedere la pronuncia di decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e la retrocessione del bene al prezzo di retrocessione stabilito dall’art. 19 della medesima legge. Nel caso della retrocessione parziale, disciplinato dagli artt. 19 e 20 della L.P. BZ n. 10/1991, è necessaria la previa dichiarazione d’inservibilità del “relitto” da parte della P.A... _OMISSIS_ ...rivato, purché tuttora proprietario del fondo da cui furono in precedenza distaccate le superfici espropriate, può poi chiedere la retrocessione del fondo “inservibile” al prezzo di retrocessione stabilito dall’art. 19. In quest'ultimo caso il proprietario non vanta un diritto alla retrocessione, direttamente tutelabile davanti al giudice ordinario, ma un mero interesse legittimo all’accertamento dell’inservibilità dei beni, cui soltanto consegue il diritto alla retrocessione.

In ipotesi di retrocessione totale la posizione del proprietario è quella di un diritto soggettivo perfetto; nel caso pertanto di mancata esecuzione o mancato inizio dell'opera pubblica entro il termine di dieci anni decorrenti dalla data di esecuzione del decreto di esproprio, ovvero se risulta anche in epoca anteriore l'impossibilità della sua esecuzione, i soggetti espropriati hanno il diritto di domandare al giudice la pronuncia di retrocessione dei beni previa declaratoria di decadenza della dichiarazione di pubblica utilità.

Secondo una giurisprudenza ormai consolidata, l'incompleta realizzazione dell'opera non dà luogo alla retrocessione totale di quelle aree non ancora utilizzate alla scadenza della data fissata per l'ultimazione dell'opera, ma solo alla retrocessione parziale dei relitti e ciò anche nel caso in cui uno di essi venga a coincidere con l... _OMISSIS_ ... in danno di un singolo proprietario, il quale non è, pertanto, titolare di una posizione di diritto soggettivo tutelabile innanzi all'autorità giudiziaria ordinaria finché non sia intervenuta la dichiarazione di inservibilità di cui all'art. 61 della legge 25 giugno 1865, n. 2359.

Ai fini dell'indagine sulla proponibilità della domanda di retrocessione di beni espropriati, occorre distinguere l'ipotesi in cui l'opera pubblica non sia stata eseguita, e siano decorsi i termini a tale uopo concessi o prorogati (art. 63 l. 25 giugno 1865 n. 2359), dall'ipotesi in cui, dopo la esecuzione totale o parziale dell'opera medesima, alcuni dei fondi espropriati non abbiano ricevuto la prevista destinazione (art. 60 e 61 della citata legge), atteso che, mentre nel primo caso il diritto soggettivo alla retrocessione, azionabile davanti all'Ago, sorge automaticamente per effetto di detta mancata realizzazione, e quindi a prescindere da qualsiasi valutazione discrezionale della p.a., nel secondo caso il diritto stesso nasce solo se ed in quanto l'amministrazione, con valutazione discrezionale (al cospetto della quale la posizione soggettiva del privato è di interesse legittimo) abbia dichiarato che quei fondi più non servano all'opera pubblica.

Mentre con riferimento alla retrocessione totale sussiste un vero e proprio diritto soggettivo dell'originario proprietario ad ottenere la re... _OMISSIS_ ...

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