Metodi di computo delle distanze legali dal confine e tra edifici

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI E LEGALI --> DISTANZE --> COMPUTO

Nella scienza delle costruzioni, la misurazione della distanza fra due strutture avviene con metodo lineare quando considera il minimo distacco delle facciate di un fabbricato da quelle dei fabbricati che lo fronteggiano; la misurazione si chiama lineare perché è fatta come se le facciate avanzassero parallelamente verso l’edificio che si trova di fronte. La stessa misurazione avviene invece con metodo radiale quando considera la minima distanza intercorrente tra le due strutture considerate, e in tal caso considera non la direzione dettata dall’inclinazione delle fronti, come appunto nel metodo lineare, ma quella che fornisce la distanza minore.

... _OMISSIS_ ...do radiale occorre verificare l’assenza di porzioni di edificio entro una circonferenza di raggio pari ad una certa distanza con centro in ciascuno dei suoi spigoli, mentre con il metodo lineare occorre verificare l’assenza di porzioni di edifici antistanti a distanze inferiori a quella minima.

La misurazione con metodo lineare si impiega quando si debbano considerare le distanze richieste per assicurare aria e luce ai fabbricati, e quindi per evitare le c.d. intercapedini; la misurazione radiale, che dà risultati più restrittivi, è invece evidentemente più coerente con il concetto di distanze di sicurezza, richieste per evitare pregiudizi alla statica degli edifici.

La distanza fra pareti di edifici antistanti, prevista dal D.M. 2 a... _OMISSIS_ ...1444, art. 9, va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non solo alle parti che si fronteggiano e tutte le pareti finestrate, prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela.

La distanza di dieci metri, che deve sussistere tra edifici antistanti, va calcolata con riferimento a ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano. Tale calcolo si riferisce a tutte le pareti finestrate e non soltanto a quella principale, prescindendo altresì dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela, indipendentemente dalla circostanza che una sola delle pareti fronteggiantesi sia finestrata e che tale parete sia quella del nuovo edificio o dell’edificio preesistente, o della progettata sopraele... _OMISSIS_ ... ancora che si trovi alla medesima o a diversa altezza rispetto all’altra.

Nella valutazione delle distanze dal confine, anche ai fini del diritto di veduta, si deve fare riferimento all'interesse del proprietario dell'edificio frontistante, che non può essere obbligato a costruire a distanze variabili, che tengano conto della linea spezzata del fronte dell'edificio preveniente.

In tema di distanze legali fra edifici, mentre non sono a tal fine computabili le sporgenze estreme del fabbricato che abbiano funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria di limitata entità, come la mensole, le lesene, i cornicioni, le grondaie e simili, rientrano nel concetto civilistico di ‘costruzione’ le parti dell'edificio, quali sc... _OMISSIS_ ... corpi avanzati (c.d. ‘aggettanti’) che, seppure non corrispondono a volumi abitativi coperti, sono destinate ad estendere ed ampliare la consistenza del fabbricato.

L'art. 9, comma 1, n. 2), del D.M. n. 1444 del 1968 prescrive una “distanza minima assoluta” di 10 metri tra gli edifici ricadenti in zone diverse dalla zona A: ai fini del computo di tali distanze assumono rilievo tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, qualunque ne sia la funzione, aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione, compresi, quindi, anche i corpi accessori, a prescindere dalla data della loro costruzione.

Il metodo di misurazione legale del distacco che deve ammettersi per la veduta da una finestra si calc... _OMISSIS_ ...iale, mentre i distacchi tra gli edifici vanno misurati con il metodo lineare

La distanza di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, prevista dall'art. 9 del d.m. n. 1444/1968, va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano e a tutte le pareti finestrate e non solo a quella principale, prescindendo anche dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela.

Ai fini del computo delle distanze tra edifici assumono rilievo tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, qualunque ne sia la funzione, aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione (quali ad es. i balconi), salvo che non si tratti di sporti e di aggetti di modeste dimensioni con funzi... _OMISSIS_ ...ecorativa e di rifinitura, tali da potersi definire di entità trascurabile rispetto all'interesse tutelato dalla norma riguardata nel suo triplice aspetto della sicurezza, della salubrità e dell'igiene.

Gli sporti, cioè le sporgenze da non computare ai fini delle distanze tra costruzioni perché non attinenti alle caratteristiche del corpo di fabbrica che racchiude il volume che si vuol distanziare, sono i manufatti come le mensole, le lesene, i risalti verticali delle parti con funzione decorativa, gli elementi in oggetto di ridotte dimensioni, le canalizzazioni di gronde e i loro sostegni, non invece le sporgenze, anche dei generi ora indicati, ma di particolari dimensioni, che siano quindi destinate anche ad estendere ed ampliare per l'intero fronte dell'edi... _OMISSIS_ ...utilizzabile per l'uso abitativo.

La distanza tra edifici antistanti va calcolata con riferimento ad ogni punto dei fabbricati e non alle sole parti che si fronteggiano, prescindendo dal fatto che esse siano o meno in posizione parallela e avendo riguardo a tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, qualunque ne sia la funzione, aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione.

La misurazione della distanza tra costruzioni, prescritta dall'art. 873 c.c., deve essere effettuata in modo lineare e non radiale, come invece previsto in materia di vedute (art. 907 c.c.).

Il computo delle distanze di cui all’art. 9 del D.M. n. 1444 del 1968 va effettuato con riguardo ad ogni punto dei fabbricati, no... _OMISSIS_ ...le parti che si fronteggiano e presuppone la presenza di due pareti antagoniste, delle quali almeno una finestrata.

Circa il rapporto fra le sporgenze del fabbricato e la disciplina delle distanze legali fra edifici, non sono computabili le sporgenze estreme che abbiano funzione meramente ornamentale, di rifinitura od accessoria di limitata entità, mentre rientrano nel concetto civilistico di "costruzione" le parti dell'edificio, cosiddette "aggettanti", che seppure non corrispondenti a volumi abitativi coperti sono destinate ad estendere ed ampliare la consistenza del fabbricato e vanno perciò assoggettate alle prescrizioni in tema di distanze.

In caso di interventi di nuova costruzione per variazioni di volumetria, superfic... _OMISSIS_ ...a distanza prevista dalle disposizioni regolamentari vigenti, va riferita al nuovo fabbricato nel suo complesso se lo strumento urbanistico contenga una norma espressa in tale senso, oppure, in mancanza, alle sole parti eccedenti le dimensioni dell'edificio originario.

La distanza dalla battigia deve essere calcolata in orizzontale e non in aderenza alla superficie del terreno con il computo quindi delle eventuali irregolarità da questo presentate.

La verifica della distanza legale fra costruzioni deve essere effettuata tenendo conto del porticato secondo la regola del vuoto per pieno.

La mi...


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