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IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> MOTIVAZIONE

I provvedimenti repressivi degli abusi edilizi hanno natura vincolata, e pertanto non devono fondarsi su un supporto motivazionale atto a dimostrare la sussistenza di un interesse pubblico attuale e concreto alla demolizione ovvero a comparare le ragioni di interesse pubblico con gli interessi privati coinvolti e sacrificati.

Al fine di improntare il proprio agire al rispetto del principio di trasparenza, deve essere la P.A., soprattutto quando fa valere una pretesa sanzionatoria, a dover chiarire ogni passaggio utile a far comprendere al destinatario di un atto che si riveli limitativo della sua sfera giuridica, le ragioni sottese all’adozione della sanzione applicata, nonché il suo contenuto negli sviluppi logici funzionali alla sua determinazione conclusiva.

I provvedimenti che irrogano sanzioni previste dalla legge in materia edilizia non necessitano di alcuna specifica motivazione in ordine all'interesse pubblico a disporre il ripristino della situazione conforme a legge, né l’amministrazione risulta dotata di discrezionalità nello stabilire le sanzioni derivanti dall'inosservanza della normativa urbanistica e di tutela ambientale.

Stante la doverosità ed il carattere vincolato dei provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, la valutazione circa la compatibilità... _OMISSIS_ ...disciplina urbanistica e paesaggistica non dev’essere effettuata d’ufficio dall’amministrazione comunale, ma dev’essere oggetto di una apposita richiesta.

I provvedimenti adottati in tema di abusi edilizi, trattandosi di atti dovuti e vincolati, risultano sufficientemente motivati già solo con il riferimento alla compiuta descrizione delle opere abusive, alla constatazione della loro esecuzione in assenza del necessario titolo abilitativo edilizio e all'individuazione della norma applicata.

I provvedimenti di demolizione, in quanto atti vincolati non richiedono una specifica valutazione delle ragioni di interesse pubblico, poiché ciò che rileva è la conformità o meno dell’intervento edilizio alle norme applicate; né, è richiesta una comparazione dell'interesse pubblico con gli interessi privati coinvolti e sacrificati.

I provvedimenti sanzionatori e ripristinatori di abusi edilizi non abbisognano di una particolare motivazione, e ciò sia in relazione alla natura dovuta e interamente vincolata dell’atto sanzionatorio, sia in ragione del fatto che l’interesse pubblico all’adozione della misura repressiva è in re ipsa.

I provvedimenti sanzionatori di abusi edilizi non abbisognano di particolare motivazione (in particolare, in tema di sussistenza di interesse pubblico attuale alla d... _OMISSIS_ ...;esercizio del potere repressivo-sanzionatorio risulta sufficientemente giustificato, quanto al presupposto, dalla mera descrizione delle opere abusivamente realizzate, stante la previsione legislativa della conseguente misura sanzionatoria.

Il decorso di un lungo lasso di tempo tra la commissione dell'abuso e la sanzione dello stesso non determina un aggravamento dell’onere motivazionale a carico dell’Amministrazione.

Nei casi di lungo tempo dall'abuso edilizio, l'onere della motivazione dell'iniziativa sanzionatoria si impone quale contrappeso alla mancanza di termini di prescrizione/decadenza per l'esercizio del potere repressivo.

Un onere di motivazione si può eccezionalmente configurare ove il decorso di un lasso di tempo davvero notevole (nella specie, oltre 50 anni) fra la realizzazione dell'opera irregolare, ma munita pur sempre di un formale titolo, e l'adozione della misura repressiva, abbia ingenerato un solido affidamento in capo al cittadino (specialmente, ma non necessariamente, ove si tratti di un terzo acquirente).

I provvedimenti di repressione degli abusi edilizi, in quanto atti vincolati, sono sufficientemente motivati con l'affermazione dell'accertata irregolarità dell'intervento, essendo in re ipsa l'interesse pubblico alla rimozione dell'abuso - anche se risalente nel tempo - senza necessità di una motivazione su puntuali ragioni di ... _OMISSIS_ ...ecifica comparazione con gli interessi privati coinvolti.

L’ordine di riduzione in pristino dello stato dei luoghi è viziato per inadeguatezza dell’istruttoria se la sua motivazione è fondata su un accertamento non risultante in termini corrispondenti tra gli atti del relativo procedimento (nella specie, per aver fatto leva su collocazione e volumetria dell'intervento nonostante i sopralluoghi si riferissero al solo uso di materiali difformi da quelli originari).

La motivazione di provvedimenti repressivi di abusi edilizi si esaurisce con una adeguata descrizione dell’illecito: è dunque illegittimo il provvedimento nel quale tale descrizione sia del tutto omessa, impedendo con ciò all'interessato sia di localizzare esattamente l’opera da rimuovere, sia di difendersi contro l’ordine di demolizione.

Non sussiste alcuna incertezza in ordine al contrasto degli abusi commessi con la normativa paesaggistico-ambientale e urbanistico-edilzia se nella sanzione edilizia è fatto espresso riferimento al fatto che i lavori abusivi sono stati realizzati in zona vincolata e che il provvedimento è emanato ai sensi del d.lgs. 29.10.1999 n. 490 Tit. II, Capo II e III.

La motivazione della sanzione edilizia che non indichi il tipo di abuso contestato o le norme urbanistiche violate, ma si richiami alla mancanza totale di titolo edilizi... _OMISSIS_ ...

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