La strada vicinale: manutenzione e autotutela

La manutenzione della strada vicinale Una problematica fondamentale in relazione alla quale è necessario distinguere tra vie vicinali pubbliche e private è quella della manutenzione e della sistemazione della strada, che è rimessa dall'art. 1 d. l. lgt. 1446/1918 ad un Consorzio la cui costituzione è facoltativa per le vie vicinali private e obbligatoria quelle pubbliche (art. 14 legge 126/1958), tanto che, ove gli utenti o i Comuni non vi provvedano, è previsto un intervento in via sostitutiva del prefetto [1], senza che peraltro ciò escluda la possibilità per gli interessati di esperire contro il Comune il rimedio del ricorso avverso il silenzio previsto dall'art. 21-bis legge 1034/1971.

Nel caso di vie vicinali private il concorso del Comune alle spese è f... _OMISSIS_ ... essere concesso, al massimo fino al quinto della spesa (limite da ritenersi inderogabile), soltanto per le opere di sistemazione o ricostruzione, e di conseguenza la responsabilità per i danni derivanti dalla mancata manutenzione di strade vicinali private non può gravare sull'amministrazione comunale, chiamata a svolgere unicamente compiti di vigilanza e polizia [2].

Nelle strade soggette a pubblico passaggio la partecipazione del Comune a tutte le spese di manutenzione, di sistemazione e ricostruzione è obbligatoria e varia inderogabilmente da quinto alla metà dell'importo complessivo, a seconda della diversa importanza della strada e da ciò si è desunta la responsabilità del Comune per i danni derivanti dall'omessa manutenzione di una strada vicinale di u... _OMISSIS_ ...].

Non è possibile invece giungere alla conclusione per cui l'assimilazione delle strade vicinali a quelle comunali prevista dall'art. 2, co. 6, d. lgs. 285/1992 abbia abrogato l'art. 2 d. l. lgt. 1446/1918, che prevede quanto si è appena detto, e abbia consacrato il principio per cui ogni spesa relativa alle strade vicinali debba essere sostenuta dal Comune: detta assimilazione si riferisce infatti alla sola disciplina della circolazione, e non al soggetto che deve ritenersi titolare della strada e provvedere alla sua manutenzione [4].

L’onere di contribuzione in capo al comune, secondo una decisione del Consiglio di Stato [5], grava solo se sia costituito detto consorzio, in quanto la strada vicinale ha pur sempre natura privata, e da ... _OMISSIS_ ...he gli oneri di manutenzione spetteranno principalmente ai privati, in perfetta coerenza con quanto disposto dall’all. F della legge 2248/1865.

Esso, dopo aver stabilito (art. 22) che il suolo delle strade statali, provinciali e comunali appartiene rispettivamente allo stato, alle province e ai comuni e aver prescritto (artt. 30, 37 e 39) che alla costruzione, alla sistemazione e al mantenimento delle strade statali, provinciali e comunali provvedono gli enti sopra indicati, per le strade vicinali prevede (art. 51), che la riparazione e conservazione sta a carico di quelli che ne fanno uso per recarsi alle loro proprietà, sia che queste si trovino e no contigue alle strade stesse.

A tal proposito occorre evidenziare che per «ute... _OMISSIS_ ...ndersi ogni proprietario il cui fondo, per la sua natura o per la sua condizione ricavino o possano ricavare un obiettivo vantaggio dalla via vicinale. Questa definizione permette di chiarire che il concetto di «utente» non coincide con quello di «proprietario frontista», in quanto nella nozione sono compresi anche coloro che sono titolari di fondi non contigui alla strada, ma dovrà essere escluso chi, pur essendo proprietario di un fondo contiguo alla via, non trae da essa un significativo vantaggio, neppure potenziale [6].

Una pronuncia di primo grado più recente [7] ha adottato invece un’impostazione più rigorosa per i Comuni prevedendo che il dovere di contribuzione sussista a prescindere dalla formazione del consorzio, la c... _OMISSIS_ ... infatti è necessaria soltanto per imporre la ripartizione delle spese tra gli utenti ma non in capo al comune, e che quest'ultimo deve tener conto degli interessi pubblici collegati all'utilizzazione della strada (servizio antincendio, emergenze sanitari, protezione civile) e di come sia ripartito il consumo della via.

In particolare, qualora vi sia un «consumo notevole» della strada da parte di un singolo utente o di un gruppo ristretto, l'onere economico deve gravare in misura proporzionale su questi ultimi, a prescindere dalla formale istituzione di un consorzio.

A tale partecipazione alle spese è commisurato il diritto del Comune di concorrere col proprio voto alla gestione del Consorzio [8], le cui deliberazioni che approvano... _OMISSIS_ ...cutivi delle opere di sistemazione e ricostruzione delle strade, devono essere adottate col voto favorevole di tanti utenti che rappresentino o abbiano assunto un complessivo contributo pari almeno ai sei decimi della spesa totale (computato il Comune: art. 6 d. l. lgt. 1446/1918).

Deve essere tuttavia adottata all'unanimità la deliberazione con la quale i consorziati procedono all'approvazione delle tabelle millesimali in quanto essa – determinando il valore delle singole proprietà individuali e delle singole quote di proprietà comune e così la misura del carico delle spese e del diritto di partecipazione della volontà assembleare – finisce con l'incidere sulla sfera dei diritti soggettivi e degli obblighi dei consorziati e riveste natura c... _OMISSIS_ ...].

Quanto alla tutela processuale, dette deliberazioni sono sottoposte alla giurisdizione del G.A., salvo il caso in cui, deducendo l'estraneità alle competenze del consorzio medesimo dell'opera per cui sono richiesti i contributi, il consorziato contesti in radice l'esistenza del potere impositivo e così faccia valere un diritto soggettivo, con conseguente giurisdizione del G.O. [10].

Il contributo, per espressa previsione di legge (art. 7 d. l. lgt. 1446/1918) «costituisce onere reale del fondo». Con tale espressione in diritto civile si intende ogni prestazione di carattere periodico che è dovuta da un soggetto solo in quanto è nel godimento di un bene [11] (nel nostro caso: della strada vicinale), che risponde non soltanto... _OMISSIS_ ...oni il cui obbligo si è maturato dal momento del suo possesso, ma anche di quelle maturate in precedenza.

Ciascun utente tuttavia non può essere costretto a pagare annualmente un contributo superiore al doppio dell'imposta principale gravante sul suo fondo, e, se l'amministrazione lo consente, può chiedere di corrispondere in tutto o in parte il suo contributo non in denaro, ma mediante la prestazione di giornate di lavoro o di opere determinate (art. 8 d. l. lgt. 1446/1918).

Agli utilizzatori «ordinari» (che sono quelli visti sinora) devono poi aggiungersi quelli «speciali», che sono coloro che utilizzano la strada per soddisfare un bisogno soltanto temporaneo e circoscritto nel tempo, come può essere il costruttore di u... _OMISSIS_ ...deve far transitare i materiali sulla strada. Anch’essi, ai sensi dell’art. 9 d. l. lgt. 1446/1918 dovranno contribuire alla manutenzione della via, in ragione della maggior spesa che tale uso temporaneo renda necessaria, e il contributo sarà determinato con lo stesso procedimento di costituzione del consorzio, regolato all’art. 2 d. l. lgt. 1446/1918 [12].

Ci si potrebbe chiedere infine se per gli interventi manutentivi realizzati dal comune sulla strada vicinale richieda il consenso dei propr...


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Autore

Doro, Fabio

magistrato TAR