La rivincita della Cassazione sull'occupazione illegittima: i confini della sentenza Guiso-Gallisay

I confini della sentenza Guiso–Gallisay del 22 dicembre 2009 Ma è ancora sul tema dei confini della decisione della Grande Camera che occorre riflettere.

Secondo chi scrive, infatti, l’obbligo di conformazione dei giudici nazionali richiesto dal giudice europeo deve circoscriversi ai fatti di occupazione acquisitiva non riguardando, per converso, quelli relativi alla c.d. occupazione usurpativa.

A tale conclusione si giunge per più ordini di ragioni.

Ed infatti, la Corte è giunta alle conclusioni sopra rassegnate valorizzando, per un verso, l’esistenza di una dichiarazione di pubblica utilità resa all’interno di un procedimento di occupazione d’urgenza e, per altro verso, la circostanza che il giud... _OMISSIS_ ...veva ritenuto l’esistenza di una perdita della proprietà agganciata all’epoca dell’irreversibile trasformazione.

Si tratta, a ben considerare, di elementi “tipici” della costruzione dell’occupazione acquisitiva, ma che secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite si differenziano nettamente dalle coordinate dell’occupazione usurpativa, connotata secondo la Cassazione da un tasso di illiceità assoluto proprio perché correlato all’assenza di una valida dichiarazione di pubblica utilità .

Per tali ragioni non è dunque pensabile che la sentenza che si commenta possa trovare estensione ai casi di occupazione usurpativa nei quali il passaggio della proprietà deve considerarsi tuttora incerto [1], se s... _OMISSIS_ ...stessa giurisprudenza di legittimità resa in tema di c.d. rinunzia abdicativa – il tema meriterebbe un ulteriore approfondimento che in questa sede non è comunque possibile operare –.

Del resto, i criteri di quantificazione operati dalla Corte dei diritti umani, anche in punto di rivalutazione e di quantificazione degli interessi, appaiono assolutamente propri dei casi di occupazione acquisitiva, non potendosi in alcun modo estendere a quelli che vengono applicati per le ipotesi di occupazione usurpativa.

Sicché ritenere che alla sentenza in esame debbano conformarsi anche i giudici chiamati a liquidare il risarcimento del danno da occupazione usurpativa sembra assolutamente da escludere.

Resta allora da capire quali... _OMISSIS_ ...fetti di questa sentenza sui giudizi in tema di occupazione usurpativa.

Se, infatti, il giudice europeo si è espresso nel senso ricordato e se questi principi non riguardano, come si è tentato di dimostrare, l’occupazione usurpativa, rimane tuttora forte il rischio di una difformità fra il sistema risarcitorio interno in tema di occupazione usurpativa e quello che la Corte europea non sembra avere posto in discussione, avendo per l’appunto inteso applicare il revirement giurisprudenziale solo ai casi di “minore illegalità” rappresentati dall’occupazione acquisitiva.

Certo, questo non significa che il sistema di quantificazione del risarcimento in tali ipotesi (che, è il caso di ricordare, potrà riguardare anche le i... _OMISSIS_ ...o;amministrazione adotta l’atto di acquisizione sanante in assenza di dichiarazione di p.u.) debba direttamente indirizzarsi verso l’attribuzione al proprietario del plusvalore rappresentato dal costo di costruzione, potendosi anche valutare i criteri alternativi che la parte interveniente aveva prospettato proprio nel corso del procedimento.

Sembra allora che la limitazione del risarcimento del danno al valore venale del fondo per le ipotesi appena espresse rendere evidente un vulnus ai principi di cui all’art.117 1^ comma Cost. – in relazione all’art.1 Prot.n.1 alla CEDU – se è vero, come ha di recente affermato Corte cost.n.317/09, che il sistema di protezione dei diritti umani previsto dalla CEDU va preferito tutt... _OMISSIS_ ...esso realizza una maggior tutela rispetto a quella offerta a livello interno – art.53 CEDU –.

Ne consegue che il giudice chiamato a quantificare il risarcimento del danno da occupazione usurpativa che si dovesse trovare a considerare il valore di un bene sul quale è stata realizzata un’opera pubblica ha ben chiaro che il riconoscimento del solo valore venale del bene attribuito secondo la legislazione nazionale si dimostra enormemente inferiore a quello attribuito dal giudice europeo.

Da ciò la necessità di procedere ad una verifica del sistema interno secondo i parametri recentemente ribaditi – rectius precisati – dalla Corte costituzionale (sentt.nn.311 e 319 del 2009) ed eventualmente di investire la Corte costi... _OMISSIS_ ... relativa questione solo nel caso in cui non sia possibile pervenire ad una soluzione interpretativa del sistema interno compatibile con quello CEDU.

Le ragioni (forti) di un dialogo fra Corti nazionali e sovranazionali Rimangono, dunque, alcuni dubbi che, a parere di chi scrive non rappresentano affatto un deficit in termini di certezza, anzi dimostrando come la giurisdizione nazionale sia sempre di più e progressivamente destinata a subire le decisioni delle giurisdizioni sovranazionali, ma anche a diventare l’artefice principale nel sistema di tutela dei diritti fondamentali.

Il punto è allora di capire qual’è o quale dovrebbe essere l’atteggiamento giusto per far germinare da tale situazione frutti virtuosi per la protezi... _OMISSIS_ ... umani.

Il tema, lo si comprende, è quello del dialogo fra il giudice europeo e quello nazionale [2].

In aggiunta a quanto già sopra accennato, va detto che secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo – sul punto già la sentenza Scordino c.Italia – 27 marzo 2003, aveva riconosciuto che spetta alle autorità nazionali di interpretare e applicare il diritto nazionale in senso conforme ai principi della convenzione, ed in particolare ai criteri interpretativi elaborati dalla corte europea, quest’ultima potendo però verificare l’operato della corte nazionale i giudici nazionali devono conformarsi, nell’applicare il diritto interno, alla CEDU ed alla giurisprudenza della Corte di Strasburg... _OMISSIS_ ...| Agli stessi è sì riservato in via prioritaria il sindacato ermeneutico sul diritto nazionale, purchè questo si compia in consonanza con i dettami della CEDU.

E’ in definitiva questo il senso finale del principio di sussidiarietà che anima i rapporti fra giudice nazionale e Corte europea.

Orbene, la Grande Camera, nella sentenza qui commentata, ha ben presente il tema delle ricadute delle proprie pronunzie sulla giurisdizione nazionale italiana, avendo dato atto delle sentenze nelle quali la stessa aveva preso direttamente in considerazione la CEDU.

In questa prospettiva, il cambio di orientamento operato dalla Corte europea viene espressamente rivolto ai giudici italiani, ai quali, per questo motivo, si chiede di o... _OMISSIS_ ...conforme al nuovo indirizzo.

Ora, occorre chiedersi in che termini questo dialogo fra “giudici” possa funzionare.

Esso – in assenza di un meccanismo di rinvio pregiudiziale del tipo di quello previsto nel sistema del diritto comunitario fra giudice nazionale e Corte di Giustizia – soffre certamente di quell’asimmetria di base correlata al meccanismo operativo che individua un ruolo di istanza ultima della Corte di Strasburgo, chiamata ad intervenire quando nessun’altro ri...


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Autore

Conti, Roberto

Magistrato della Corte di Cassazione