Occupazione acquisitiva: nuovi orientamenti in materia di prescrizione del credito risarcitorio

Con la sentenza SSUU 26 febbraio 1983 n. 1464, dopo un’ampia ricognizione dello stato delle questioni, la Corte di Cassazione affermò che nelle ipotesi in cui la P.A. occupi un fondo di proprietà privata per la costruzione di un’opera pubblica e tale occupazione sia illegittima, la radicale trasformazione del fondo da un lato comporta l'estinzione in quel momento del diritto di proprietà del privato e la contestuale acquisizione (a titolo originario), della proprietà in capo all’ente costruttore, dall’altro costituisce un illecito (istantaneo, sia pure con effetti permanenti) che abilita il privato a chiedere, nel termine prescrizionale di cinque anni dal momento della trasformazione del fondo nei sensi prima indicati, la condanna dell’ente mede... _OMISSIS_ ...e il danno derivante dalla perdita del diritto di proprietà.

Alla citata sentenza viene attribuita la creazione dell'istituto dell'occupazione acquisitiva.

Tante furono le critiche mosse, da parte della dottrina, alla riferita ricostruzione; la stessa Corte di Cassazione, prese sulla questione una posizione diversa da quella espressa dalle Sezioni Unite nella richiamata sentenza e dopo di allora condivisa da numerose pronunce, tutte nello stesso senso. Con la sentenza 18 aprile 1987 n. 3872 la Sezione II osservò infatti che alla stregua dei principi risultanti dall'art. 42 cost. e dagli art. 834, 922, 934 e 936 c.c., l'occupazione illegittima di un suolo privato da parte della p.a., seguita dalla costruzione dell'opera pubblica, non può comporta... _OMISSIS_ ... acquisizione del bene alla mano pubblica, atteso che, nonostante l'esecuzione dell'opera, il privato resta titolare del suo diritto di proprietà, fin quando non vi rinunci.

Conseguentemente la prescrizione dell'azione di risarcimento del danno subito dal proprietario non inizia a decorrere dal compimento dell’opera, non produttivo dell'estinzione del diritto di proprietà.

Breve parentesi, in quanto la Cassazione con decisione a SS.UU (sent. n. 3940 del 10 giugno 1988), ha modo di affermare che una «nuova riflessione critica sui temi ora enunciati e su quelli con essi connessi, conduce questa Corte a Sezioni unite a ribadire la validità dell'indirizzo instaurato con la sentenza n. 1464 del 1983 e da allora incontrastatamente seguito... _OMISSIS_ ...la pronuncia n. 3872 del 1987, dalla giurisprudenza di merito (nell'ambito della quale non è dato registrare alcun significativo dissenso)».

Aggiunge la Corte, a confutazione della tesi per cui l’istituto dell’occupazione acquisitiva, negando l’esperibilità dell’azione di rivendicazione del privato conto la P.A., finirebbe con il premiare, e quindi con l'incentivare, un comportamento dell'amministrazione palesemente illecito e contrastante con i principi della legalità, che «L'acquisizione del fondo alieno per via di occupazione definitiva illegittima anziché attraverso la rituale procedura espropriativa comporta infatti, per il privato, un ristoro più completo e per l'ente occupante oneri più gravi.

Mentre ... _OMISSIS_ ... espropriazione non rappresenta una integrale riparazione della perdita subita dal proprietario, bensì il massimo di contributo garantito all'interesse privato, tenuto conto dell'interesse pubblico che l'espropriazione mira a realizzare, il risarcimento del danno dovuto al proprietario del fondo arbitrariamente occupato non potrà mai essere inferiore al valore venale di esso e potrà all'occorrenza superare tale misura in ragione dei frutti perduti.

La somma attribuita a titolo di rivalutazione monetaria a differenza di quella dovuta a titolo di indennità da espropriazione (principio di consolidata giurisprudenza); l'ammontare della somma risarcitoria non è poi soggetta a decurtazione (come invece quella indennitaria) qualora dalla esecuzione dell'opera... _OMISSIS_ ...i un vantaggio ad altra parte del fondo; il maturare, infine, a carico della p.a. di un debito risarcitorio di entità superiore a quello indennitario non dovrebbe lasciare andar esente da addebito, nei confronti dell'ente di appartenenza, il funzionario responsabile della lievitazione del costo della opera pubblica».

La legittimità dell’istituto dell’occupazione sembra in buona sostanza riposare anche su ragioni equitative; la soluzione offerta dalla Corte conduce infatti a soddisfare sia il proprietario, attraverso un adeguato risarcimento, che l’Amministrazione, costretta diversamente a subire dannose dispersioni di ricchezza. Il risarcimento del danno, parametrato al valore venale del bene, consente altresì di ricondurre ... _OMISSIS_ ...uo;occupazione entro i parametri di legalità, viceversa pregiudicati qualora si consentisse la privazione della proprietà senza corresponsione del controvalore del bene. Emerge di conseguenza l’importanza del profilo risarcitorio, quale strumento atto a riequilibrare patrimonialmente il sacrificio imposto al privato.

E’ allora di tutta evidenza che l’effettività della tutela risarcitoria e le segnalate ragioni di equità e di legalità ad essa sottese, risultano fortemente condizionate dall’operatività della prescrizione del credito risarcitorio ed in particolare dalla soluzione che si voglia dare alle diverse problematiche che, sul punto, hanno da sempre caratterizzato l’istituto dell’occupazione acquisitiva: durata dell... _OMISSIS_ ... sua decorrenza, interruzione ed ambito di operatività.

Riguardo al primo profilo da segnalare che la connotazione a partire dalla sent. Cass. SSUU 1464/1983, in termini di illecito istantaneo, seppur ad effetti permanenti, dell’occupazione appropriativa, che così si caratterizza dalla fattispecie di occupazione usurpartiva di cui è affermata la natura di illecito permanente [1] con conseguente impedimento alla decorrenza della prescrizione [2], ha condotto ad affermare che il diritto di credito al risarcimento è assoggettato alla prescrizione quinquennale [3].

Affermata la durata quinquennale della prescrizione del credito risarcitorio, si tratta di stabilire la data di decorrenza della stessa.

Al riguardo è stato... _OMISSIS_ ...il termine di prescrizione decorre dal momento di consumazione dell'illecito. In particolare suddetto termine è ricondotto al momento della scadenza dell'occupazione legittima, qualora l'opera sia realizzata nel corso della stessa [4]; ciò in quanto è dalla scadenza dell'occupazione autorizzata e non dalla realizzazione dell'opera pubblica, che consegue la perdita della proprietà del privato e l'acquisto a titolo originario a favore dell'ente pubblico del bene irreversibilmente trasformato [5] ed è da questo momento che si perfeziona il fatto illecito [6].

In via di ulteriore precisazione, assume rilevante importanza il momento di realizzazione dell'opera; il dies a quo della prescrizione viene così ricondotto alla data di scadenza dell'occupazione l... _OMISSIS_ ... anteriore, a quella di scadenza del termine stabilito dalla dichiarazione di pubblica utilità, qualora l'opera pubblica sia realizzata nel corso di tale occupazione o di tale termine, oppure al momento dell'irreversibile trasformazione del fondo, qualora quest'ultima risulti avvenuta dopo quelle scadenze [7]. A parte ancora l'ipotesi ove la proponibilità della domanda giudiziale risarcitoria sorga per effetto dell’annullamento in sede giurisdizionale degli atti ablatori; in tale fattispecie il termine di pr...


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Autore

Melloni, Ines

Laureata in giurisprudenza, funzionario del Comune di Reggio Emilia