I rapporti tra la CEDU e le sentenze n.348 e 349 della Corte Costituzionale

Nozioni generali Le due sentenze 348 e 349 del 2007 della corte costituzionale, in materia di indennità d’esproprio e di risarcimento del danno da occupazione appropriativa, sono solo in parte sovrapponibili nel loro percorso argomentativo, come si vedrà nel paragrafo che segue. Tuttavia, per intendere la portata delle questioni da esse sollevate, è necessaria una sintetica premessa di carattere generale sugli strumenti attraverso i quali le fonti internazionali acquisiscono efficacia nel nostro ordinamento, nonché sulla loro capacità innovativa e sulla forza di resistenza rispetto alle altre fonti dell’ordinamento.

Ai sensi dell’art. 10 cost., l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalme... _OMISSIS_ ...e.

Come è unanimemente riconosciuto, l’art. 10 rinvia alle norme c.d. consuetudinarie, ossia alle norme che corrispondono ad una prassi costantemente seguita dagli stati.

Pur non mancando norme consuetudinarie particolari, ossia concernenti solo alcuni stati, le consuetudini internazionali sono indirizzate alla generalità degli stati. accanto a norme strumentali (quali, ad es., quelle che regolano la validità e l’efficacia dei trattati, ossia disciplinano una fonte subordinata di produzione normativa), si distinguono le norme materiali, fonte di diritti e obblighi sostanziali per gli stati [1].

Tra le norme consuetudinarie materiali di diritto internazionale si annovera quella secondo cui uno stato estero gode della im... _OMISSIS_ ...a dalla norma consuetudinaria di diritto internazionale par in parem non habet iurisdictionem) dalla giurisdizione degli altri stati [2], e quindi, dalla passività alla potestà tributaria di questi ultimi, che della giurisdizione (in un’accezione lata) costituisce uno degli attribuiti.

Le norme di diritto internazionale consuetudinario sono gerarchicamente sovraordinate rispetto alle leggi ordinarie, proprio in forza del richiamo operato dall’art. 10 cost.

Quanto alle norme internazionali pattizie, esse assumono nell’ordina-mento interno il rango che, nella gerarchia delle fonti, ricopre l’atto normativo in cui l’ordine di esecuzione è contenuto. Pertanto, se l’ordine di esecuzione è, come d’ordinario, c... _OMISSIS_ ...legge che autorizza la ratifica del capo dello stato (artt. 80 e 87 cost.), le norme convenzionali internazionali assumono la forza e l’efficacia delle leggi ordinarie.

In generale, si ritiene che la norma di fonte internazionale, anche se non costituzionalizzata per effetto del rinvio di cui all’art. 10 della carta fondamentale, gode pur sempre di una capacità di resistenza rispetto alla contraria previsione interna sopravvenuta.

Così, in particolare, corte cost. 19 gennaio 1993, n. 10 [3], occupandosi delle previsioni della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a roma il 4 novembre 1950 e resa esecutiva in italia con la l. 4 agosto 1955 n. 84, nonché del patto inte... _OMISSIS_ ...tivo ai diritti civili e politici, patto che è stato firmato il 19 dicembre 1966 a New York ed è stato reso esecutivo in italia con la l. 25 ottobre 1977 n. 881, ha rilevato che si tratta di norme derivanti da una fonte riconducibile a una competenza atipica e, come tali, insuscettibili di abrogazione o di modificazione da parte di disposizioni di legge ordinaria [4].

Tale ricostruzione, unanimemente condivisa nel caso in cui la norma internazionale sia immediatamente precettiva e di chiara interpretazione [5], è stata prospettata come estensibile anche allo specifico caso di norme generali della citata convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, quante volte la corte europea dei diritti dell’uomo ne abbia sp... _OMISSIS_ ...ncreto significato in modo non equivoco.

Infatti, sebbene la corte europea abbia anche di recente ribadito che il suo compito non è quello di esaminare in astratto la legislazione di uno stato, ma di limitarsi ad esaminare per quanto possibile i problemi sollevati dallo specifico caso sottoposto alla sua attenzione [6], va tuttavia rilevato che dall’analisi delle motivazioni delle decisioni possono emergere le linee ricostruttive di una violazione di sistema [7], che, secondo alcuni autori [8], dovrebbe comportare, al pari del caso sopra esaminato di norme formulate in termini immediatamente precetti, l’obbligo di disapplicazione della contraria disciplina interna.

Secondo tale opinione, pertanto, per quanto generali possano essere l... _OMISSIS_ ...ella convenzione, esse sono destinate a divenire di stringente precettività a seguito delle puntualizzazioni interpretative della corte europea [9].

Senza pertanto ipotizzare una totale sovrapposizione tra problematiche legate all’applicazione del diritto comunitario e questioni poste dalle norme della convenzione, è parso che la medesima esigenza di certezza ed uniforme applicazione delle regole operi anche con riferimento alla convenzione europea una volta che si considerino l’obbligo delle alte parti contraenti di riconoscere ad ogni persona soggetta alla loro giurisdizione i diritti e le libertà definiti dal titolo i della convenzione stessa (art. 1 di quest’ultima), l’istituzione della corte europea, chiamata ad assicurare il rispe... _OMISSIS_ ...ni derivanti per gli stati (ossia per tutti gli organi dello stato, ivi inclusi i giudici) dalla convenzione e dai suoi protocolli (art. 19 della convenzione), la competenza assegnata alla corte, che si estende a tutte le questioni concernenti l’interpretazione e l’applicazione della convenzione (art. 32 della convenzione).

Dubbi su tale lettura del sistema sono di recente stati sollevati dalla s.c., con l’ordinanza 11887/2006 [10], secondo la quale, in senso contrario, depongono i seguenti argomenti:

l’abrogazione della legge dello stato si verifica nelle sole ipotesi di cui agli art. 15 disp. prel. c.c. e 136 cost., che non tollerano la disapplicazione da parte del giudice, pur quando quest’ultimo possa avvalersi ... _OMISSIS_ ...rpretazione del giudice internazionale;

il giudice è soggetto soltanto alla legge, per cui ammettere un potere (o addirittura un obbligo) di disapplicazione significherebbe ammettere un pericoloso varco al principio di divisione dei poteri, avallando una funzione di revisione legislativa da parte del potere giudiziario che appare estranea al nostro sistema costituzionale;

le norme della convenzione europea sopra citata non possono ritenersi “comunitarizzate”, ossia assoggettate al medesimo regime, che si esaminerà nel prosieguo e che caratterizza le norme di derivazione comunitaria, in virtù del par. 2 dell’art. 6 del trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, in quanto il rispetto dei diritti fondamentali della convenzione co... _OMISSIS_ ...irettiva per le istituzioni comunitarie, non una norma comunitaria rivolta agli stati membri;

Poiché anche le limitazioni della sovranità statale che consentono l’applicazione delle regole comunitarie incontrano i controlimiti rappresentati dai principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e dai diritti inalienabili della persona umana [11], deve in ogni caso essere verificato il rispetto dei principi costituzionali [12].

In definitiva, la s.c. ha ritenuto che l’eventuale contrasto della norma interna con la regola convenziona...


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Autore

De Marzo, Giuseppe

Magistrato della Corte di Cassazione