La sentenza n.348 della Corte Costituzionale e gli effetti dello ius superveniens

La natura sui generis della CEDU Al momento ci si deve accontentare dell’affermazione circa la natura “sui generis” della CEDU che, pur non giungendo ad essere di tale portata da giustificare la non applicazione della normativa interna - come aveva ipotizzato Corte cost.n.10/1993- condiziona l’operato del giudice nazionale e della stessa Corte costituzionale.

E’, del resto, Corte cost.n.348/2007 a riconoscere, senza mezzi termini, ed in modo inconfutabile la maggior forza di resistenza delle norme CEDU rispetto a leggi ordinarie successive, pur poi ritenendo che le norme CEDU sono di rango subordinato alla Costituzione, ma intermedio tra questa e la legge ordinaria-punto 4.5. sent.n.348- o, detto in diverse parole, dotate di li... _OMISSIS_ ...tuzionale- p.4.7.sent.n.348/2007-.

Quando la Corte afferma che essa è tenuta ad accertare «il contrasto e, in caso affermativo, verificare se le stesse norme CEDU, nell’interpretazione data dalla Corte di Strasburgo, garantiscono una tutela dei diritti fondamentali almeno equivalente al livello garantito dalla Costituzione italiana» il giudice delle leggi, certo, intende porre le basi dogmatiche per eventuali- e forse ipotetiche- decisioni di non accoglimento di questioni di costituzionalità basate sulla CEDU. Ma questa riserva, a ben considerare, sembra essere una riserva di sistema.

Essa si inserisce in un momento storico nel quale i “controlimiti” rilevanti ai fini del rapporto fra diritto interno e diritto comun... _OMISSIS_ ...a stemperarsi- pur se continuamente riaffermati dal giudice delle leggi—v. sul punto i diversi contributi resi da Antonio Ruggeri-.

Ed in ogni caso non sembra ammettere che il sindacato di costituzionalità possa prescindere da una tutela maggiore eventualmente apprestata ad un diritto dalla CEDU- allorché ciò non si ponga in contrasto con altro canone costituzionale-.

Il test di controllo sulle norme CEDU, in altre e diverse parole, sarà rivolto esclusivamente ad acclarare che il valore protetto dalla Convenzione in modo da verificare che lo stesso non sia in contrasto con un valore costituzionale.

In questa prospettiva, l’affermazione che il parametro rappresentato dalla norma interposta può individuarsi solo “... _OMISSIS_ ...rpretazione data dalla Corte di Strasburgo” costituisce un pieno riconoscimento di quello che più volte si era detto anche dalla giurisprudenza di legittimità circa il ruolo della giurisprudenza europea (come non ricordare Cass.S.U. nn.1341 ss 2004 in tema di legge Pinto e/o Cass.28507/2005) e sull’efficacia di cosa interpretata che va attribuita alle pronunzie di Strasburgo.

Si tratta di una conclusione che la Consulta trae da un principio generale –«poiché le norme giuridiche vivono nell’interpretazione che ne danno gli operatori del diritto, i giudici in primo luogo (p.4.6. sent.n.348/2007), applicato alla peculiare forza della Convenzione ed al suo modo di operare nei singoli ordinamenti-» la naturale conseguenza che de... _OMISSIS_ ...;art. 32, paragrafo 1, della Convenzione è che tra gli obblighi internazionali assunti dall’Italia con la sottoscrizione e la ratifica della CEDU vi è quello di adeguare la propria legislazione alle norme di tale trattato, nel significato attribuito dalla Corte specificamente istituita per dare ad esse interpretazione ed applicazione-.

Se dunque la norma CEDU vive «nell’interpretazione del giudice cui tale compito è stato espressamente attribuito dagli Stati membri» si comprende ancora una volta quanto rilevante ed immanente diventi per il giudice la conoscenza della giurisprudenza di Strasburgo.

Non può, allora, non cogliersi una straordinaria sinergia fra la posizione espressa dal giudice delle leggi e quanto affermato ... _OMISSIS_ ...della Corte dei diritti dell’uomo Jean-Paul Costa in occasione di un incontro di studio tenuto dal Consiglio Superiore della Magistratura il 10 ottobre 2007, allorché dichiarò che il giudice nazionale è il giudice sia naturale che primario della Convenzione, avendo la Corte un ruolo ultimo di “controllo” europeo.

Conclusioni che fin d’ora chiamano la giustizia italiana a nuove sfide di professionalità.


La sentenza 24 ottobre 2007, n. 348 della Corte costituzionale. L’illegittimità del calcolo dell’indennità di esproprio La sentenza 24 ottobre 2007, n. 349 della Corte costituzionale trova una conferma nella sentenza 24 ottobre 2007, n. 348, emanata lo stesso giorno, che boccia gli attuali criteri per ... _OMISSIS_ ...i indennizzi nelle procedure di espropriazione.

I risarcimenti assegnati ai proprietari di aree edificabili, infatti, sono troppo bassi.

Le precedenti sentenze, come la 283/1993, nel dichiarare non fondata la questione relativa all’art. 5-bis della l. 359 del 1992, hanno in ogni modo affermato che l’indennità di espropriazione non garantisce all’espropriato il diritto ad un indennizzo esattamente commisurato al valore venale del bene.

Esse in ogni caso impongono che l’indennità non possa essere meramente simbolica ed irrisoria, ma debba essere congrua, seria, adeguata.

La Corte ha sempre posto in rilievo il carattere transitorio di tale disciplina, giustificata dalla grave congiuntura economi... _OMISSIS_ ... sta attraversando ed ha precisato che la valutazione sull’adeguatezza dell’indennità deve essere condotta in termini relativi, avendo riguardo al quadro storico-economico ed al contesto istituzionale.

Il criterio dichiaratamente provvisorio previsto dalla l. 359/1992 è divenuto oggi definitivo, ad opera dell’art. 37 del d.p.r. 8 giugno 2001, n. 327, che riporta una norma di contenuto identico.

È venuta meno, in tal modo, una delle condizioni che avevano indotto questa Corte a ritenere la norma censurata non incompatibile con la Costituzione.

La sfavorevole congiuntura economica non può essere considerata come motivo persistente. Essa riveste il carattere della eccezionalità.

I problemi di equilibr... _OMISSIS_ ...a pubblica permangono anche al giorno d’oggi; essi, però, non hanno il carattere straordinario ed acuto della situazione dei conti pubblici verificatasi nel 1992, che ha portato allora il Parlamento e il Governo italiano ad adottare misure di salvataggio drastiche e successivamente non replicate.

Un’indennità congrua, seria ed adeguata, richiesta dalla sentenza n. 283 del 1993, non può adottare il valore di mercato del bene come mero punto di partenza per calcoli successivi che si avvalgono di elementi del tutto sganciati da tale dato, concepiti in modo tale da lasciare alle spalle la valutazione iniziale, per addivenire ad un indennizzo troppo distante dal valore reale.

Per la Corte europea dei diritti dell’uomo la legislazion... _OMISSIS_ ...eve prevedere un idoneo meccanismo di determinazione dei valori di espropriazione che possa rientrare in quel margine di apprezzamento, all’interno del quale è legittimo che il singolo Stato si discosti dagli standard previsti in via generale dalle norme CEDU.

La relatività dei valori è stata affermata dalla stessa Corte costituzionale italiana.

I criteri di calcolo fi...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 12847 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 5,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo

Autore

Conti, Roberto

Magistrato della Corte di Cassazione