La s.c.i.a. applicata all'edilizia: come cambia il procedimento

In virtù delle norme di interpretazione autentica di cui all’art. 5 del d.l. n. 70/2011, il procedimento di cui all’art. 23 T.U. rimane applicabile unicamente a quegli interventi che, ai sensi della normativa statale o regionale, possono essere eseguiti con d.i.a. in luogo del permesso di costruire; per gli interventi edilizi minori in passato assentibili con la d.i.a. c.d. «semplice» e oggi sottoposti a s.c.i.a., invece, si dovrà necessariamente far riferimento in primo luogo alla procedura delineata dall’art. 19 della legge n. 241/1990 e soltanto in via suppletiva all’art. 23 T.U..

Tanto premesso, si deve osservare, innanzitutto, che il fatto che il legislatore, confortato sul punto dalla giurisprudenza costituzionale, abb... _OMISSIS_ ...a disciplina della s.c.i.a. alla potestà legislativa esclusiva statale in materia di «determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale» sembrerebbe escludere che le Regioni possano disciplinare in modo diverso il procedimento della s.c.i.a., ad esempio prevedendo che l’attività non possa essere iniziata immediatamente ma solo decorso un certo periodo di tempo.

Un’altra problematica interpretativa che si era posta era quella relativa agli immobili vincolati, posto che il nuovo testo dell’art. 19 della legge n. 241/1990 esclude che la s.c.i.a. potesse operare nei «casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici e... _OMISSIS_ ...o;.

Immediatamente dopo l’entrata in vigore del d.l. n. 78/2010, coloro che ritenevano applicabile la s.c.i.a. alla materia edilizia si erano chiesti cosa sarebbe successo nel caso in cui si intendesse eseguire un intervento edilizio su un immobile vincolato.

In buona sostanza, tre erano le possibili risposte:

a) la prima alternativa era quella di ritenere che l’intervento potesse comunque essere effettuato con s.c.i.a., sia pure acquisendo preventivamente l’atto di assenso dell’autorità preposta alla tutela del vincolo: secondo questa teoria, dunque, la preclusione di cui all’art. 19 della legge n. 241/1990 doveva essere interpretata come impossibilità di sostituire con s.c.i.a. gli atti di assenso ... _OMISSIS_ ...e autorità preposte alla tutela dei vincoli ambientali, paesaggistici e culturali;

b) la seconda possibile soluzione era ritenere che, stante la formulazione letterale dell’art. 19 della legge n. 241/1990, la s.c.i.a. fosse inapplicabile in radice e che gli interventi su beni vincolati potessero essere effettuati soltanto con permesso di costruire;

c) una terza tesi riteneva anch’essa insuperabile la lettera della disposizione sulla s.c.i.a. e riteneva che gli interventi sugli immobili vincolati fossero ancora sottoposti alla d.i.a..

Le ultime due ricostruzioni, pur essendo maggiormente rigorose al testo della legge n. 241/1990 non apparivano soddisfacenti in quanto contrastanti con la ratio semplificatrice del d.l. n.... _OMISSIS_ ... lato, l’impostazione che riteneva necessario il permesso di costruire portava ad un irragionevole «appesantimento» del regime autorizzatorio, mentre, dall’altro, l’orientamento che reputava ancora vigente la d.i.a. finiva col creare un sistema fondato su una molteplicità di titoli edilizi, ancora una volta però «complicato» più che «semplificato» dall’introduzione della s.c.i.a..

Ecco perché nella nota del 16 settembre 2010 il Ministero della Semplificazione aveva accolto il primo dei tre orientamenti che si sono riportati e, assai opportunamente, l’art. 5, co. 2, lett. c), secondo periodo del d.l. n. 70/2011 ha specificato che «le disposizioni di cui all’articolo 19 della legge 7 a... _OMISSIS_ ...241 si interpretano … nel senso che, nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, la Scia non sostituisce gli atti di autorizzazione o nulla osta, comunque denominati, delle amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale».

Passando al piano più strettamente procedimentale, anche la s.c.i.a., non diversamente dalla d.i.a., deve essere presentata allo sportello unico dell’edilizia accompagnata dalla relazione asseverata del professionista che attesti la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge per lo svolgimento dell’intervento, che sono gli stessi che si sono individuati per la d.i.a. (sussistenza di un titolo che permette la realizzazione dell’opera, interv... _OMISSIS_ ... nell’ambito di applicazione della s.c.i.a. ex art. 22 T.U., conformità alla disciplina urbanistica e edilizia, alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza), nonché dagli elaborati progettuali e dall’indicazione dell’impresa a cui affidare i lavori.

Nell’ottica della semplificazione procedimentale, e con l’obiettivo di adottare una modulistica la più possibile uniforme su tutto il territorio nazionale, con accordo stipulato in sede di Conferenza unificata in data 12 giugno 2014, il Governo, le Regioni e gli enti locali hanno adottato un modulo «semplificato e unificato» per la presentazione della s.c.i.a., che tuttavia le Regioni possono adeguare in relazione alle specifiche normative di settore.

Tornan... _OMISSIS_ ...ne asseverata del professionista, è bene ricordare che, ai sensi del terzo periodo del primo comma dell’art. 19 della legge n. 241/1990, essa potrà sostituire i pareri e gli organi di cui la normativa vigente preveda l’acquisizione o le verifiche preventive la cui esecuzione è richiesta dalla legge.

Ad ogni buon conto, si deve osservare che il legislatore ha fatto «salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti»», con ciò chiarendo, da un lato, che queste potranno comunque pronunciarsi ex post, anche ad intervento edilizio già eseguito e, dall’altro, che la necessità di acquisire pareri o verifiche preventive non ha alcun effetto sospensivo o interruttivo del termine per l’esercizio del p... _OMISSIS_ ...o.

Qualora tali «verifiche» postume diano esito negativo, è da credere che la P.A. possa sollecitare la conformazione dell’attività o, in caso di impossibilità di provvedere in tal senso, vietare la prosecuzione dei lavori e ordinare la rimozione delle opere già eseguite, esercitando i propri poteri inibitori o di autotutela.

A seguito delle innovazioni introdotte dall’art. 5, co. 2, lett. b), n. 2 del d.l. n. 70/2011 la s.c.i.a. potrà essere presentata anche mediante posta raccomandata con avviso di ricevimento, con la precisazione che, in tal caso, la segnalazione si considererà presentata dal momento della ricezione della stessa da parte della P.A..

Per le ipotesi di false attestazioni, si deve tener co... _OMISSIS_ ... incriminatrice contenuta nell’art. 19, co. 6, della legge n. 241/1990, che prevede la pena della reclusione da uno a tre anni per «chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara o attesta falsamente l’esistenza dei requisiti o dei presupposti», sempre che «il fatto non costituisca più grave reato».

Tenuto conto che l’art. 481 c.p. fissa la pena in una misura inferiore, la responsabilità del professionista in caso di falsità delle attestazioni conte...


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