D.i.a. ed immobili vincolati: la soluzione del T.U.

uo;art. 4, co. 8, lett. a), del d.l. n. 398/1993, nel testo sostituito dalla legge n. 662/1996, precludeva la possibilità di sostituire l’autorizzazione edilizia con d.i.a. qualora l’immobile interessato dall’intervento fosse assoggettato a vincolo storico-artistico o paesaggistico, o a disposizioni immediatamente operative di piani paesaggistici o di piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesistici ed ambientali o di piani di bacino o che comunque fosse sottoposto dagli strumenti urbanistici a discipline espressamente volte alla tutela delle caratteristiche paesaggistiche, ambientali, storico-archeologiche, storico-artistiche, storico-architettoniche e storico-testimoniali del fabbricato stesso.

Nonostan... _OMISSIS_ ...one fosse chiara nell’escludere che la d.i.a. potesse operare con riferimento ad immobili vincolati, non erano mancate in dottrina autorevoli opinioni che ritenevano superabile questa (apparentemente) rigida preclusione con l’acquisizione del nulla osta da parte dell’autorità preposta alla tutela del vincolo.

A tale conclusione poteva giungersi a partire dall’art. 4, co. 15, del d.l. n. 398/1993, il quale prevedeva che in caso di provvedimento inibitorio, gli interessati avessero facoltà di inoltrare una nuova d.i.a., qualora le condizioni mancanti potessero essere soddisfatte mediante «… acquisizioni di autorizzazioni, nulla osta, pareri, assensi comunque denominati…»: ebbene, se l’acquisizione di tali a... _OMISSIS_ ...(tra cui potevano, secondo questa ricostruzione, essere inquadrati i nulla osta delle autorità preposte alla tutela dei vincoli) era possibile ex post, a maggior ragione si sarebbe dovuta considerata ammissibile prima della presentazione della d.i.a..

Il T.U. ha fatto chiarezza sul punto, ammettendo espressamente la possibilità di realizzare interventi sottoposti a d.i.a. anche su immobili vincolati, previo rilascio del parere o dell’autorizzazione richiesti dalla normativa sul vincolo e regolando le modalità di acquisizione dell’atto di assenso.

Le previsioni sono state, in seguito, confermate dal D. Lgs. n. 301/2002, dopo che la legge n. 443/2001 ne aveva anticipato l’entrata in vigore, riproducendole e abrogando il comma 8 ... _OMISSIS_ ... 4 del d.l. n. 398/1993.

È doveroso ricordare, altresì, che nell’importante sentenza n. 303/2003 la Corte costituzionale ha statuito che la possibilità di operare con d.i.a. su immobili vincolati è espressione di un principio fondamentale che le Regioni a statuto ordinario, nell’esercizio della loro potestà legislativa nella materia del «governo del territorio», sono tenute a rispettare.

Quanto al procedimento da seguire, l’ipotesi più semplice è quella in cui il denunciante si è già procurato l’atto di assenso, poiché, in questo caso, sarà sufficiente che egli lo alleghi alla d.i.a. che presenta al Comune, e il termine di trenta giorni per l’inizio dei lavori e per l’esercizio del potere in... _OMISSIS_ ...erà dal momento della presentazione della d.i.a..

Nell’ipotesi in cui l’interessato si sia limitato a presentare la d.i.a., senza aver richiesto il rilascio dell’atto di assenso, le possibilità che si pongono sono due, a seconda che l’immobile oggetto dell’intervento sia o meno sottoposto ad un vincolo la cui tutela compete, anche in via di delega, al Comune.

Nel primo caso, il termine per l’esercizio del potere inibitorio decorrerà dal rilascio del relativo atto di assenso (art. 23, co. 3, T.U.), mentre nel secondo, il competente ufficio comunale convocherà una conferenza di servizi ai sensi degli artt. 14, 14-bis, 14-ter e 14-quater della legge n. 241/1990, e il termine di trenta giorni decorrerà dal momento... _OMISSIS_ ...nclusa favorevolmente la conferenza di servizi (art. 23, co. 4, T.U.).

Nel caso in cui l’atto di assenso non sia stato rilasciato o la conferenza di servizi abbia esito non favorevole, la denuncia «è priva di effetti»: così disponendo il legislatore concepisce il parere o il nulla osta dell’autorità preposta alla tutela del vincolo come una condizione di efficacia della d.i.a., in assenza del quale non sarà possibile iniziare i lavori e le opere che siano eventualmente state eseguite dovranno essere considerate come realizzate sine titulo. Dal punto di vista penalistico, la Cassazione, dopo che in una pronuncia sembrava essersi orientata a ritenere sempre applicabile il reato di cui all’art. 44, co. 1, lett. b), T.U., pare ... _OMISSIS_ ...iso, poiché ha chiarito che le sanzioni penali sono applicabili solamente laddove l’intervento rientri tra quelli realizzabili con «super d.i.a.».

In giurisprudenza è stato considerato illegittimo il provvedimento inibitorio motivato sulla base della mancata allegazione dell’atto di assenso dell’autorità preposta alla tutela del vincolo, e ciò comporta che il Comune, in questo caso, abbia un vero e proprio dovere di convocare la conferenza di servizi, conclusione che risulta suffragata anche dall’utilizzazione, nell’art. 23, co. 4, T.U. dell’indicativo presente «convoca» e dal principio di leale collaborazione tra privato e P.A..

Quanto agli atti di assenso da acquisire, si può rilevare... _OMISSIS_ ... una contraddizione tra l’art. 23, co. 3, T.U., che parla genericamente di «vincoli» e l’art. 22, co. 6, T.U., che si riferisce, invece, ai vincoli storico-artistici, paesaggistico-ambientali e relativi all’assetto idrogeologico: non c’è dubbio, comunque, che, nonostante la discrepanza tra i due dettati normativi, frutto di un’ennesima svista del legislatore, gli interventi con d.i.a. siano possibili a prescindere dalla tipologia del vincolo.

Ovviamente, non dovrà trattarsi di vincolo d’inedificabilità assoluta, previsto da norme primarie, statali o regionali, o dalla pianificazione di settore, quali i piani territoriali paesistici, urbanistico-territoriali, i piani di parco o i piani di bacino.

Il... _OMISSIS_ ...e è indubbiamente quello dei beni sottoposti a vincolo paesaggistico, e la norma di riferimento è l’art. 149 del D. Lgs. n. 42/2004, che prevede che l’autorizzazione paesaggistica non sia necessaria: a) per l’esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria o di restauro e risanamento conservativo, che non alterino lo stato dei luoghi o l’aspetto esteriore degli edifici; b) per gli interventi inerenti l’esercizio dell’attività agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l’assetto idrogeologico del territorio; c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le oper... _OMISSIS_ ...antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi dell’art. 142, co. 1, lett. g), del D. Lgs. n. 42/2004.

Da questa previsione si ricava, pertanto, che nelle ipotesi di ristrutturazione, sia «leggera» sia «pesante» o realizzata mediante demolizione e successiva ricostruzione dell’edificio, l’autorizzazione paesaggistica deve essere sempre richiesta.

L’art. 146 del D. Lgs. n. 42/2004 definisce l...


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