Osservazioni sull’efficacia della protezione degli interessi finanziari della U.E. nell’ordinamento italiano

La Commissione Europea ha vigilato sulla attuazione della Convenzione PIF nei vari ordinamenti nazionali degli Stati Membri.

Tale potere trova legittimazione nell’art. 10 della Convenzione stessa, che fa obbligo agli Stati Membri di comunicare alla Commissione Europea i testi delle normative nazionali di attuazione della Convenzione.

La Commissione ha redatto e redige poi dei rapporti sullo stato della attuazione.

Ad oggi, la Commissione ha redatto due rapporti, uno nel 2004 e uno nel 2008 sullo stato di attuazione della normativa.

Considerando il rapporto più recente del 2008, che si compone di una relazione di carattere generale e di un allegato dettagliato, in esso la Commissione ha rilevato: che in materia... _OMISSIS_ ... spese, cinque Stati della vecchia struttura a 15, tra cui l’Italia, e 3 Stati appartenenti al gruppo degli Stati che hanno aderito alla U.E. nel 2004, non avevano pienamente dato attuazione all’art. 1 comma 1 lett. A) della Convenzione. Per quanto riguarda l’Italia, in particolare, la Commissione ha rilevato che non sono coperte tutte le voci di spesa in relazione ad ipotesi di distrazione di fondi comunitari.

Il rapporto ha invece rilevato un maggior grado di attuazione della normativa in relazione all’art. 1 comma 1 lett. B) in materia di frodi alle entrate.

Per quanto riguarda la condotta di falsificazione di documenti o di presentazione di false dichiarazioni, la Commissione si è preoccupata di verificare che la stes... _OMISSIS_ ...ue oggetto di disposizione penale, o in quanto condotta integrante autonomo reato, o quanto meno in quanto parte integrante del reato di frode. Alcuni Stati hanno infatti replicato ai rilievi della Commissione che tali condotte erano comune sanzionate, anche in assenza di uno specifico autonomo reato, in quanto costitutive del reato di truffa.

In materia di sanzioni, la Commissione ha notato che la Convenzione richiede almeno la previsione di sanzioni amministrative per le frodi di minore valore economico, ma sanzioni penali efficaci, con effetto dissuasivo dalla commissione di ulteriori reati e al tempo stesso proporzionate al tipo di frode, per i reati più gravi, al di sopra dei 4.000 e dei 50.000 euro.

Ora, nel rapporto del 2008 la Commission... _OMISSIS_ ...he in alcuni Stati, tra cui l’Italia, esiste una disparità di trattamento tra tipi di frodi o tra le circostanze concrete che possono determinare la sanzione finale, di tal che tale sistema lascia a desiderare i termini di funzione preventiva delle sanzioni stesse.

Questo appunto e’ stato mosso in particolare all’Italia.

Ora, una certa contraddittorietà nella normativa italiana in materia di tutela degli interessi finanziari della U.E. potrebbe vedersi sotto alcuni profili quali:


un eccesso di norme con rischi di sovrapposizione ma anche, per effetto dei principi giuridici sull’interpretazione della legge, di sostanziale inefficacia pratica di alcune di esse (640 bis, 316 ter, art. 2 legge 23.... _OMISSIS_ ...
una tecnica di redazione di alcune norme tale per cui le stesse hanno di fatto perso la loro efficacia deterrente e punitiva (le stesse norme sopra citate, ma anche l’avere previsto il reato di cui all’art. 640 bis come circostanziato anziché come fattispecie autonoma)
una tecnica di redazione di alcune norme processuali che evidenziano disparità di trattamento tra reati analoghi (640 bis e 316 ter con art. 33 bis c.p.p.).

Sotto il primo profilo, la questione è sorta principalmente in virtù della formulazione degli art. 640 bis c.p., 316 ter .p. e il reato di cui all’art. 2 della legge 898/86 in materia di frodi ai danni del fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia FEOGA.

L’... _OMISSIS_ ...p. che ha introdotto nel nostro ordinamento la figura specifica di frode contro lo Stato e altri enti pubblici, nonché contro le Comunità Europee, è stato inserito nel nostro sistema giuridico non con la L. 300/2000, ma dieci anni prima, con la L. 55/90 che conteneva anche modifiche alle misure di prevenzione e norme per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle procedure di appalto per opere pubbliche.

Una norma che puniva la frode contro gli interessi finanziari comunitari, quindi, a onore del vero, esisteva nel nostro ordinamento ben da dieci anni prima che venisse attuata la Convenzione PIF (così come va ricordato che fin dal 1990, in virtù di un’altra legge, la legge 86 del 1990, esiste anche l’art. 316 bis c.p. ... _OMISSIS_ ...malversazione di denaro pubblico, tra cui i fondi europei); di ciò si sarebbe potuto tenere conto in sede di attuazione della Convenzione. Invece, in tale occasione, si introdusse l’art. 316 ter c.p. con una formulazione molto simile a quella dei già esistenti art. 640 bis c.p. e art. 2 legge 898/86.

Sui rapporti tra art. 640 bis c.p. (e precedentemente 640 comma 2 c.p.) e art. 2 legge 898/86 esisteva un dibattito giurisprudenziale in quanto una parte di decisioni ravvisava quest’ultima norma come sussidiaria rispetto al preesistente art. 640 comma 2 c.p., e poi art. 640 bis c.p. dopo la sua introduzione nel 1990, cosicché la stessa sarebbe stata applicabile ai casi che non erano coperti dalle ipotesi di truffa, e in sostanza alle ipotesi in cui la... _OMISSIS_ ...hiarazione non fosse ritenuta integrare la condotta di “artifici e raggiri” di cui all’art. 640 e 640 bis c.p.

Un altro orientamento giurisprudenziale [1], però, qualificò l’art. 2 L. 898/86 come norma speciale, e quindi prevalente in caso di conflitto di norme, rispetto alle ipotesi di truffa, basandosi sul concetto che anche una mera dichiarazione falsa poteva integrare “artifici e raggiri” di cui alle ipotesi di truffa.

Ciò portava quindi, di fatto, ad una non applicazione delle ipotesi di truffa nelle situazioni rientranti nell’art. 2 L. 898/86, punito però meno gravemente rispetto all’art. 640 bis c.p.

Fu necessario quindi uno specifico intervento legislativo nel 1992 [2] che in... _OMISSIS_ ...usola di sussidiarietà in apertura dell’art. 2 L. 898/86.

La norma venne ciononostante sottoposta a scrutinio di costituzionalità per asserita violazione dell’art. 3 Cost., ma la Corte Costituzionale nel 1994 e 1998 dichiarò infondat...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 12621 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 2,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo