La convenzione PIF: persone giuridiche, competenza territoriale, estradizione

Responsabilità delle persone giuridiche Il principio sancito dall’art. 3 sulle responsabilità penale dei dirigenti delle imprese ha comportato una significativa svolta in diritto penale, avendo aperto la strada negli ordinamenti interni all’affermazione delle responsabilità da reato degli enti, in apparente contraddizione con un principio storico del diritto penale secondo il quale “societas delinquere non potest”.

D’altra parte l’affermazione del ruolo fondamentale delle imprese nel sistema delle finanze comunitarie, sia in quanto beneficiarie di fondi sia in quanto soggetti su cui gravano obbligazioni collegate ad entrate comunitarie, si trova già nel preambolo della Convenzione, a chiara dimostrazione della sua importanz... _OMISSIS_ ...| Come si vedrà in seguito, l’Italia ha adempiuto a tale obbligo dapprima con una legge che in tale parte ha costituito una legge delega (L. 300/2000), sia con l’emanazione del relativo decreto delegato, il D.P.R. 231/2001, divenuto di fondamentale importanza nel diritto penale italiano.


Competenza territoriale La Convenzione prevede poi alcune regole procedurali in materia di competenza ed estradizione per rendere effettivo il sistema sanzionatorio previsto nei primi articoli.

Si pensi in particolare a quei casi, ai quali si dirige principalmente la Convenzione, in cui la frode riguarda due o più Paesi, caso frequente nelle frodi comunitarie.

Lo sviluppo dell’economia e soprattutto la disponibilità di... _OMISSIS_ ...fino a non molti anni fa di difficile accesso, ed oggi invece divenuti parte della stessa Unione Europea, ha reso molto frequenti le frodi transnazionali; si pensi, per esempio, all’impresa italiana che apre una filiale in un altro Stato Membro della U.E., diretta da personale italiano e locale, attraverso la quale partecipa a gare per l’ottenimento di fondi europei gestite dall’ente nazionale.

In caso di eventuali frodi commesse, per esempio, attraverso documenti falsi predisposti in Italia ma utilizzati nell’altro Paese, dove vengono ottenuti i fondi che, in ipotesi, vengono poi trasmessi alla casa madre italiana dalla filiale, si pone evidentemente un problema di competenza per il perseguimento della eventuale frode. In un caso sim... _OMISSIS_ ...o;Italia che l’altro paese comunitario avrebbero buoni motivi per invocare la propria giurisdizione, in quanto la autorità giudiziaria italiana potrebbe addurre che il reato è stato ideato, parzialmente messo in atto in Italia e che l’Italia è stata poi la destinazione finale dei fondi, ma le autorità giudiziarie dell’altro Stato membro potrebbero invocare il fatto che la condotta si è concretizzata prevalentemente nel loro paese e che in esso si è ottenuto il profitto materiale con l’aggiudicazione dei fondi stessi.

La Convenzione non detta una regola per risolvere tali potenziali conflitti di giurisdizione, ma si raccomanda che tutti gli Stati della U.E. adottino regole il più possibile ampie per estendere la propria giurisdizione, in... _OMISSIS_ ...e che restino aree scoperte di cui potrebbero subito approfittare gli autori dei reati, spostando la commissione degli stessi nei Paesi che offrono meno prospettive di perseguimento penale. A costo di generare potenziali conflitti di giurisdizione, quindi, è bene che in primo luogo condotte come quella descritta sopra possano essere perseguite penalmente sia in uno che nell’altro Stato, mentre gli eventuali conflitti saranno poi risolti dalle rispettive autorità giudiziarie anche attraverso l’opera degli organismi internazionali di cooperazione giudiziaria (Eurojust, la rete giudiziaria europea e lo stesso OLAF).

Da notare che la Convenzione contempla anche la possibilità che la legislazione di uno Stato Membro permetta la punibilità di un proprio ... _OMISSIS_ ...olto in questi casi anche nell’altro Stato, dando peraltro al singolo Stato Membro la possibilità di non optare per tale regola.


Estradizione Corollario, se così si può’ dire, di tale regola è il principio per cui qualora una frode transnazionale sia stata commessa dal cittadino di uno Stato Membro in un altro Stato Membro, e lo Stato di nazionalità dello stesso non preveda la estradizione dei propri cittadini, questo Stato Membro si deve impegnare a creare una legislazione che preveda la punibilità dei propri nazionali per le frodi contro gli interessi finanziari della U.E. commesse all’estero.

In altre parole, come si diceva in precedenza, non deve esistere un’area grigia: o il cittadino di uno Stato Me... _OMISSIS_ ...messo una frode in un altro Stato Membro può essere ivi estradato, o altrimenti lo Stato di cui egli è cittadino deve adottare misure effettive per perseguirlo al proprio interno, anche se il reato è stato commesso all’estero.

Non si può sfuggire a questa alternativa.

Lo stesso Stato che non estradi i propri cittadini deve quindi impegnarsi a sottoporre la questione della presunta colpevolezza degli stessi per tali reati alle proprie giurisdizioni al fine dell’eventuale esercizio dell’azione penale. In tal caso, potrà richiedere allo Stato in cui è stato commesso il presunto reato gli atti istruttori già compiuti, i quali saranno trasmessi con le modalità di cui all’art. 6 della Convenzione europea di estradizione.
... _OMISSIS_ ... questi principi ribadiscono che la materia della estradizione, con le sue difficoltà giuridiche, non può risultare indirettamente in uno strumento che non permetta una piena ed effettiva tutela dell’interesse in gioco, gli interessi finanziari della U.E. in questo caso.

I principi espressi dalla Convenzione PIF in materia di estradizione non si discostano da quelli generali di cui alla Convenzione europea di estradizione di Parigi del 1957; in particolare, per stabilire quando un soggetto può definirsi “cittadino” di u...


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