La convenzione sulla protezione degli interessi finanziari della Unione Europea

La tutela dei propri interessi finanziari è sempre stato un settore particolarmente significativo per la Unione Europea e negli ultimi quindici anni ha avuto uno straordinario sviluppo; questa evoluzione è stata particolarmente rilevante proprio dal punto di vista giuridico, essendo il settore in cui più che in ogni altro sono state gettate le basi per la creazione di uno spazio giudiziario europeo comune, concetto di cui si parla da moltissimi anni, ma che, se si eccettua la Convenzione di Schengen del 1985 – peraltro di origine non comunitaria - fino ai primi anni ‘90 non si era tradotto in atti normativi particolarmente importanti da renderlo effettivamente operante.

Una delle ragioni di questo maggiore interesse verso la tutela delle finanze eu... _OMISSIS_ ...abilmente essere ricercato nel fatto che con la trasformazione della Comunità Europea in Unione Europea a seguito del Trattato di Maastricht del 1992 e delle sue successive modifiche, con la creazione dei primi elementi di una visione di Europa che non fosse più solo meramente economica, la protezione delle finanze europee era necessaria per la sopravvivenza stessa della Unione.

A onor del vero, va detto che l’interesse a questo settore era vivo anche prima del Trattato di Maastricht, in particolare già dalla fine degli anni ’70 quando, dopo l’introduzione del sistema delle “risorse proprie” nel bilancio comunitario, l’esigenza di tutelare le proprie finanze era apparsa a poco a poco sempre più necessaria all’interno ... _OMISSIS_ ... Certamente, comunque, esso ha ricevuto nuova spinta e linfa vitale dopo la creazione della Unione Europea.

La tutela degli interessi finanziari trovò quindi espresso riconoscimento in un articolo del Trattato delle Comunità Europee come modificato dopo i Trattati di Maastricht e Amsterdam, l’art. 209A [2] poi divenuto art. 280 [3], come una delle politiche fondamentali della Unione nell’ambito di quello che, nella costruzione europea delineata dal Trattato di Maastricht, era il c.d. primo pilastro.

Altra caratteristica peculiare del settore in questione è stata la sua trasversalità, nel senso che le misure a sua tutela non dovevano solo essere ricercate nell’attivazione di strumenti propri comunitari, ma anche nella collabora... _OMISSIS_ ...tati Membri, in particolare per quanto riguardava l’eventuale applicazione di sanzioni penali. Sotto questo profilo, esso interessava quindi anche l’ambito della cooperazione giudiziaria tra gli Stati Membri, in particolare in campo penale, quello che, sempre con i Trattati di Maastricht prima e Amsterdam poi, divenne il c.d. terzo pilastro della U.E..

Le misure a tutela degli interessi finanziari divennero pertanto sia misure proprie del primo pilastro, adottate con la procedura legislativa ordinaria comunitaria di cooperazione o co-decisione, e portavano il nome tipico degli atti legislativi comunitari (regolamenti o direttive), sia misure del terzo pilastro, ed in particolare le convenzioni e le decisioni quadro, come previsto dall’allora ... _OMISSIS_ ...] del Trattato di Maastricht istitutivo della Unione Europea poi divenuto articolo 34 nella versione successiva al Trattato di Amsterdam.

La convenzione fondamentale in questo senso è proprio quella sulla protezione degli interessi finanziari della U.E., (generalmente denominata Convenzione PIF), datata 26 luglio 1995 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 27 novembre 1995 [5], e relativi protocolli sulla corruzione, sulla Corte di Giustizia e sul riciclaggio. Altre Convenzioni significative in questo settore sono poi state quella istitutiva dell’Ufficio Europeo di Polizia EUROPOL, anch’essa del 26 luglio 1995, la Convenzione relativa alla lotta alla corruzione nella quale sono coinvolti funzionari delle Comunità Europee o degli Stati Membri, ... _OMISSIS_ ...997, la Convenzione sulla mutua assistenza e cooperazione in materia doganale (cd Napoli II) del 18 dicembre 1997 seguita poi dalla cd Napoli III e la Convenzione di assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati Membri del 29 maggio 2000.

Scopo principale della convenzione era quello di assicurare la protezione degli interessi finanziari della U.E. anche attraverso il diritto penale dei singoli Stati Membri, prevedendo un modello di definizione comune del reato di “frode”.

E’ importante comunque sottolineare, per dare una visione d’insieme, seppure rapida, della situazione, che la Convenzione PIF è solo uno degli strumenti attraverso i quali si è cercato di assicurare tutela alle finanze comunitarie – o meg... _OMISSIS_ ...ne - e si inserisce in un processo di evoluzione e di notevole produzione legislativa nella materia che, come detto in apertura, proprio a partire dalla metà degli anni ’90, ha avuto uno straordinario sviluppo.

Solo per fare una rapida rassegna rispettando una certa sequenza temporale e citando assieme sia gli strumenti di primo che di terzo pilastro, considerato che oggi dopo il Trattato di Lisbona tale distinzione non è più attuale, non vanno infatti dimenticati, oltre agli art. 280 del Trattato CE e 34 del Trattato U.E.,


due importanti regolamenti di cui uno vertente sulla disciplina dei “controlli sul posto”, e cioè di strumenti investigativi normalmente utilizzati nelle indagini amministrative per l’ac... _OMISSIS_ ...rregolarità ed eventualmente delle frodi (reg. 2185/96), e l’altro sulla definizione del concetto di “irregolarità’” (reg. CE 2988/95)...


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