Attuazione della Convenzione PIF in Italia: la legge 300/2000

La legge fondamentale di attuazione delle norme della Convenzione nell’ordinamento italiano è stata la L.300/2000, assai articolata. Essa ha per una parte apportato modifiche al codice penale e di procedura penale introducendo nuove figure di reato e nuovi strumenti processuali; per altro verso, la legge ha operato quale legge delega, affidando al governo il compito di scrivere norme attuative in materia di responsabilità degli enti sulla base di linee guida indicate nella legge stessa; il Governo ha poi provveduto con il D.P.R. 231/2001.

Peraltro, va detto subito che la L. 300 non attua soltanto la Convenzione PIF, il suo primo protocollo e il protocollo sulla interpretazione della Corte di Giustizia, ma anche altre Convenzioni. Si tratta, in particolar... _OMISSIS_ ...zione della U.E. sulla lotta alla corruzione in cui sono coinvolti funzionari della U.E. o degli Stati membri, siglata a Bruxelles il 26.5.1997 e anch’essa redatta in base all’art. K.3 del Trattato sulla U.E., nonché della Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali siglata a Parigi il 17.12.1997.

Sostanzialmente, la L. 300/2000 ha apportato le seguenti modifiche al sistema penale nazionale:


ha introdotto gli artt. 322 bis, 322 ter, 640 quater, 316 ter del codice penale
ha modificato gli artt. 9, 10, 32 quater e 323 bis del codice penale
ha modificato gli artt. 295, 295 bis e 297 del dpr 43/73 in materia di con... _OMISSIS_ ...
ha modificato l’art. 2 della l. 23.12.1986 n. 898 in materia di frodi ai danni del Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (FEOGA)
ha delegato il Governo ad emanare un decreto per disciplinare la materia della responsabilità amministrativa degli enti
ha delegato il Governo ad emanare un decreto per disciplinare le modalità con cui gli organi giurisdizionali possano adire in via pregiudiziale la Corte di Giustizia delle Comunità Europee per l’interpretazione della Convenzione PIF.

Con le nuove disposizioni introdotte nel codice penale è stata estesa la punibilità per i reati di peculato, concussione e corruzione ai funzionari e agenti comunitari, ma anche ai membri della Commissione, del Pa... _OMISSIS_ ...o, della Corte di Giustizia e della Corte dei Conti Europea; è stata poi introdotta la possibilità di confisca, anche per equivalente, non solo per i suddetti reati contro la PA, ma anche per i reati di truffa ai danni dello Stato e delle Comunità Europee; infine, è stato previsto il nuovo reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e/o delle Comunità Europee mediante la presentazione di documenti falsi.

L’art. 316 ter c.p. prevede il nuovo reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e delle Comunità Europee.

Tale norma appare nella sua configurazione assai simile all’ipotesi di truffa contro lo Stato e la Comunità Europea di cui all’art. 640 bis c.p., esistente nel nostro ordinamento fin ... _OMISSIS_ ...frutto di attuazione della presente Convenzione. Come si vedrà in seguito, la similarità tra le due norme ha dato vita a notevoli problemi interpretativi su cui ha dibattuto per molti anni la giurisprudenza.

Le previsioni degli artt. 9 e 10 sui delitti comuni commessi all’estero dettanti le norme per la procedibilità sono state estese anche ai delitti commessi contro le Comunità Europee.

Particolarmente problematiche si presentano le norme sulla confisca, anche per equivalente, (artt. 322 ter e 640 quater c.p.) per quanto oggi sia unanimemente riconosciuto che è proprio tale strumento, più ancora che la mera pena detentiva, ad essere uno dei più efficaci mezzi di contrasto a questi reati, anche quando commessi dalla criminalità organizzata... _OMISSIS_ ...ormulazione piuttosto elaborata della norma di cui all’art. 322 ter c.p. e la distinzione, nel comma 1, tra “profitto e prezzo” nel caso di confisca di beni direttamente ricollegabili al reato e di solo “prezzo” nel caso di confisca per equivalente ha creato dubbi interpretativi e applicativi.

Anche sul concetto stesso di “profitto” peraltro sono sorti dubbi interpretativi, con particolare riferimento alle ipotesi di profitti da reato conseguiti però nell’ambito di una attività più generale del tutto lecita, soprattutto nello svolgimento di attività imprenditoriali. La tematica ha quindi riguardato specificamente il concetto di profitto nel D.P.R. 231/01 sulla responsabilità degli enti, di cui si parlerà sotto, s... _OMISSIS_ ...ipio affermato valga ovviamente anche per il concetto di profitto di cui all’art. 640 quater e 332 ter c.p.

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, in una nota vicenda, ha dunque affermato che occorre distinguere tra condotta inserita in un contesto di attività totalmente illecita e quella inserita in una attività lecita, nel cui ambito occasionalmente e strumentalmente viene consumato il reato, e ha quindi ulteriormente distinto tra “reato contratto” dove l’illecito è la stessa conclusione del contratto, e “reato in contratto” dove il comportamento penalmente rilevante non si perfeziona con la stipula del contratto, ma incide nella fase di esecuzione dello stesso.

Nel primo caso il profitto è la immed...


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