Art. 633 c.p.: il reato di invasione di terreni o edifici
Il bene giuridico tutelato Nella rassegna sui reati afferenti i beni pubblici, viene in rilievo, all’art. 633 c.p., il reato di invasione di terreni ed edifici [190].

Il reato in esame, introdotto dal legislatore del 1930, si pone a tutela non della proprietà in quanto tale, quanto piuttosto della pacifica ed utile fruizione del bene da parte del legittimo possessore, ossia di una situazione di fatto tra il soggetto e la cosa [191].

L’origine storica della norma in esame consente di meglio comprendere i confini di tutela del delitto de quo: l’immissione arbitraria in possesso, menzionata dall’art. 9 del D.L. n. 515 del 1920 [192] e costituente l’antecedente storico-normativo del reato di invasione, fu introdotta da... _OMISSIS_ ...squo;epoca al fine di fronteggiare il fenomeno delle occupazioni di edifici e terreni ad opera di operai e contadini nel corso della grave crisi economico-sociale seguita alla fine del primo conflitto mondiale [193].

Infatti, la fattispecie in esame è tornata in auge tra gli anni sessanta e settanta, al fine di reprimere il fenomeno dell’occupazione delle fabbriche e delle università da parte, rispettivamente, degli operai e degli studenti [194].

Ad oggi l’art. 634 c.p. vuole quindi tutelare il legittimo titolare da quelle turbative del possesso che realizzino un apprezzabile depauperamento delle facoltà di godimento del terreno, o dell’edificio, in danno del titolare del relativo ius excludendi alios, secondo quella che è... _OMISSIS_ ...e economico sociale del bene o quella specifica ad essa impressa dal dominus [195].

Soggetto passivo del reato riferito al bene in esame, titolare del diritto di querela, è quindi chi ne ha il godimento.


L'elemento oggettivo Soggetto attivo del reato in esame può essere chiunque non abbia titolo all’introduzione nell’edificio o sul terreno; può rendersi autore del delitto di invasione anche il proprietario dell’immobile, purché al momento del fatto si trovi privo del possesso o comunque del godimento del bene, che abbia attribuito ad altri [196].

Ciò può avvenire, ad esempio, nel caso in cui il locatore si introduca nel bene locato all’insaputa del conduttore, per trarne profitto e comunque occupar... _OMISSIS_ ...
Quanto all’elemento oggettivo di cui al delitto ex art. 633 c.p., secondo la giurisprudenza di legittimità la «condotta di "invasione" costituisce, come chiarito dalla migliore dottrina, una ipotesi intermedia tra quelle di ingresso (art. 637 c.p.) e di occupazione (art. 508 c.p.). […] L’invasione, quale ipotesi intermedia, consiste, invece, "nell’introduzione nel fondo o edificio altrui con limitazione di determinate attività che il possessore può ivi svolgere e, quindi, nella riduzione del godimento dello stesso", essa ostacola il possessore nello svolgimento delle ordinarie attività di godimento del bene, riducendole, pur senza spossessarlo in toto» [198].

Si comprende come il concetto util... _OMISSIS_ ...slatore penale non sia coincidente con il senso corrente di invasione, che intende un comportamento collettivo, di irruzione violenta.

Viceversa, l’invasione sanzionata dal legislatore si sostanzia in una condotta posta in essere da chi non abbia titolo ad introdursi nell’edificio o fondo altrui, idonea a incidere dannosamente sul godimento del bene da parte dell’avente diritto, senza che a ciò rilevino la tumultuosità dell’accesso o il numero delle persone che se ne rendano autrici. Il numero delle persone che compia l’invasione rileva esclusivamente al fine dell’integrarsi della circostanza aggravante di cui al II comma dell’art. 632 c.p., di cui si vedrà meglio infra.

In questo senso, la giurisprudenz... _OMISSIS_ ...a chiarito come «nella configurazione del reato di cui all’art. 633 c.p. la nozione di invasione non si riferisce all’aspetto violento della condotta, che può anche mancare, ma al comportamento illegale di colui che si introduce arbitrariamente e cioè contra ius, perché privo del diritto di accesso: di conseguenza, l’occupazione deve ritenersi pertanto l’estrinsecazione materiale della condotta vietata» [199].

La condotta rilevante per la fattispecie di cui all’art. 633 c.p. deve avere i caratteri dello spoglio, di durata appezzabile e non momentanea, anche in relazione alle dimensioni del bene, non potendo viceversa assumere rilevanza ai fini dell’invasione ogni attività che si risolva in un pregiudizio nella fr... _OMISSIS_ ...acoltà proprie del titolare del diritto di godimento [200].

Oggetto materiale della condotta di invasione possono essere sia i terreni che gli edifici, sia pubblici che privati, a prescindere dalla loro natura e dalla loro destinazione: elemento imprescindibile è solo il carattere dell’altruità, intesa - come visto - nel senso di titolarità in capo ad altri dei diritti di godimento relativi al bene invaso.

Pertanto, possono essere oggetto della condotta di invasione rilevante ai sensi dell’art. 633 c.p. anche porzioni di essi, quali - ad esempio - i marciapiedi sulla pubblica via [201].

A tutto quanto sopra, per aversi una condotta integrante il reato di invasione di terreni o edifici, deve aggiungersi un ulteriore ele... _OMISSIS_ ...arbitrarietà dell’invasione.

Come già accennato, la condotta di spoglio, seppur priva del carattere della violenza, deve essere connotata dal carattere dell’illegittimità, dovendo essere diretta ad occupare il bene - oggetto materiale della condotta - o ad ottenere altra utilità al di fuori di qualsiasi titolo in tal senso legittimante.

A tal proposito la giurisprudenza di legittimità ha affermato che «per la configurazione del reato, infatti, è necessario che l’invasione sia arbitraria, che avvenga dunque in assenza di autorizzazione o di consenso da parte del soggetto titolare del potere di godimento» [202].

Ma in dottrina si è sviluppato un orientamento che ritiene necessario attribuire all’a... _OMISSIS_ ...arbitrariamente” «una funzione selettiva e delimitativa delle condotte punibili: esso sembra, cioè richiedere una valutazione complessiva del disvalore del fatto alla luce delle concezioni socio culturali ed istituzionali vigenti nel momento storico di applicazione della norma» [203].

Tenendo a mente tali tendenze espansive della nozione di arbitrarietà, volte a rafforzare la tutela dei fenomeni di protesta spesso sfocianti in condotte di invasione di edifici privati e pubblici, preme ribadire che una invasione non arbitraria non può rilevare ai fini dell’art. 633 c.p.

Si deve pertanto escludere il carattere dell’arbitrarietà, e quindi la sussistenza del reato in esame, in relazione alla condotta del comproprietario... _OMISSIS_ ...uca nel bene di cui è - pro quota - titolare e ivi realizzi attività abusiva.

Del pari, non si potrà ritenere integrarsi il reato di invasione di terreni o edifici nel caso in cui manchi l’invasione, ossia manchi la condotta introduttiva nel fondo o immobile altrui [204].


L'elemento soggettivo Il reato di invasione di terreni ed edifici è punito a titolo di dolo specifico. Il soggetto agente deve volere la condotta di invasione, rappresentarsene la arbitrarietà e agire con l’ulteriore fine di occupare il bene (o trarne altro profitto).

In primo luogo, ove l’agente non sia a conoscenza del carattere arbitrario della propria condotta, ma agisca altresì nella convinzione della liceità della propria c... _OMISSIS_ ...empio per errore sul titolo concessorio - si dovrà escludere il dolo.

Secondo la giurisprudenza di legittimità, «il reato di cui all’art. 633 c.p. è caratterizzato da un dolo specifico consistente nella coscienza e volontà di invadere arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, alternativamente "al fine di occuparli" oppure "al fine di trame altrimenti profitto": in entrambe le sue connotazioni, esso deve necessariamente vivificare condotte che presentino le connotazioni materiali innanzi precisate, e siano pertanto qualificabili, alla stregua dei rilievi che precedono, come "invasione"» [205].

Pertanto, anche ove l’agente abbia consapevolezza dell’arbitrarietà della p... _OMISSIS_ ...e, per integrarsi il reato ex art. 633 c.p. occorre un quid pluris, ossia la volontà di occupare il bene invaso.

Il dolo specifico ulteriore, da provarsi, è dato dalla volontà di realizzare «una turbativa del possesso che realizzi un apprezzabile depauperamento delle facoltà di godimento del bene immobile da parte del soggetto (privato o, come nella specie, pubblico) titolare dello ius excludendi» [206].

In questo senso, ancora più efficace la sintesi di una recente pronunzia della Suprema Corte, secondo la quale: «la sola consapevolezza dell’illegittimità dell’occupazione di un altrui bene immobile non vale, di per sè, a rendere configurabile il dolo specifico richiesto per la sussistenza del reato in questione, ca... _OMISSIS_ ...lla finalità di occupare l’immobile o di trame altrimenti profitto» [207].

Quanto allo specifico elemento dell’occupazione del bene, esso non può considerarsi come una estrinsecazione della condotta di invasione, poiché in tal caso verrebbe meno il dolo specifico come sopra chiarito.

Viceversa, occorre che la condotta di occupazione sia tale da assumere autonomo significato e rilievo, sostanziandosi non in una mera attività di spoglio, quanto piuttosto in un contegno uti dominus nei confronti del bene invaso [208].

Ancora sul dolo specifico, deve accogliersi la ricostruzione fornita da attenta dottrina secondo la quale la condotta occupativa costituisce solo un’estrinsecazione del “trarre profitt... _OMISSIS_ ...escludere che “occupare” e “trarre profitto” possano intendersi come due ipotesi alternative di dolo specifico [209].


Il momento consumativo Il reato di invasione di terreni ed edifici ha natura permanente.

Secondo la giurisprudenza maggioritaria, infatti, sussiste «la natura permanente del delitto di invasione di terreni demaniali di cui agli artt. 633 e 639 c.p., atteso che l’offesa al patrimonio demaniale perdura sino a che continua l’invasione arbitraria del terreno al fine di occuparlo o di trame profitto» [210].

Per ricorrere la fattispecie di reato

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