Le occupazioni illegittime nel regime dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001

4.1 Prima lettura del nuovo art. 42-bis


La vigente soluzione al problema delle occupazioni legittime è una soluzione di stampo legislativo, analogamente a quanto accadeva nel regime dell’art. 43 ed in contrapposizione con l’espropriazione sostanziale e con l’interregno di cui si è appena dato conto.

Tale soluzione fa perno su un’unica disposizione, entrata in vigore il 6 luglio 2011 [1] e lasciata immutata sia dalla legge di conversione del decreto-legge che l’ha introdotta [2], sia dalla seconda manovra economica dell’estate 2011 [3].

La disposizione, tendenzialmente criticata dai primi commentatori che se ne sono occupati [4], si articola a sua volta in otto commi, taluni dei quali... _OMISSIS_ ... di una regola operativa, rendendo talvolta necessario riferirsi ai singoli periodi od alle singole parti.

Nel dettaglio, il comma 1 dell’art. 42-bis disciplina in via generale il fenomeno acquisitivo, descrivendone soprattutto i presupposti e gli effetti. Secondo la dottrina, è in questo comma che si possono vedere le principali differenze tra il vecchio art. 43 ed il nuovo art. 42-bis [5]: strutturalmente, per vero, la nuova norma è assai simile a quella previgente [6], che viene però arricchita da incisi problematici e ricchi di implicazioni giuridiche. In particolare, nell’ultimo inciso di questo comma compare il primo riferimento all’indennizzo che deve essere corrisposto al privato a fronte del citato fenomeno acquisitivo [7].
|... _OMISSIS_ ...ennizzo rivela fin da subito due componenti distinte, una riferita al pregiudizio patrimoniale e l’altra a quello non patrimoniale: in questa sede, tuttavia, viene quantificata soltanto la seconda, rinviandosi al comma 3 per la quantificazione del pregiudizio patrimoniale.

Il comma 2 consta di tre periodi scindibili: il primo estende l’ambito applicativo del comma 1 anche alla situazione successiva all’annullamento degli atti della procedura espropriativa [8]; il secondo si occupa dell’adozione in pendenza di giudizio [9]; il terzo chiarisce come ci si deve regolare «in tali casi» con le somme già erogate [10].

Il comma 3 ritorna sulla componente patrimoniale dell’indennizzo per quantificarla in misura p... _OMISSIS_ ...enale [11]. Se l’area è edificabile, poi, si dispone l’applicazione di alcune disposizioni del testo unico che troverebbero applicazione in caso di esproprio legittimo [12]. L’ultima parte di questo comma, infine, si occupa del periodo di occupazione senza titolo, quantificando l’interesse da corrispondere a titolo risarcitorio in mancanza di prova di un diverso danno [13].

Il successivo comma 4 si sofferma sul provvedimento di acquisizione vero e proprio, disciplinandone sia il contenuto [14], sia le formalità successive all’adozione [15].

Il comma 5, invece, precisa come si applicano alcuni dei commi precedenti se l’opera non è pubblica ma di pubblica utilità [16]: da un lato viene chiarito il profilo della ... _OMISSIS_ ...tre dall’altro si raddoppia la componente non patrimoniale dell’indennizzo, in evidente deroga all’ultimo inciso del comma 1.

Anche il comma 6 si occupa di una fattispecie acquisitiva speciale e segnatamente dell’imposizione di una servitù su bene che continua ad essere utilizzato dal privato [17]: in tal caso è ammessa altresì l’acquisizione a carico del beneficiario privato, ma con oneri a carico di quest’ultimo [18].

Il comma 7, poi, dispone la trasmissione del provvedimento di acquisizione - in copia integrale - alla Corte dei conti [19].

Il comma 8, infine, ritorna ancora una volta sull’ambito applicativo dell’istituto, disponendone la retroattività, a condizione però che... _OMISSIS_ ...sse pubblico sia ancora attuale e prevalente [20]. Anche in tal caso - come già nell’ultimo periodo del comma 2 - le somme già corrisposte al privato devono essere scomputate dall’indennizzo [21].



4.2 Approccio ermeneutico all’art. 42-bis: l’eredità dei regimi precedenti



Come si vede, già in sede di prima lettura l’art. 42-bis si rivela una norma caratterizzata da un elevato tecnicismo. Applicare una disposizione così complessa, naturalmente, ne presuppone un’interpretazione accurata e ragionata. A questi fini, sembra opportuno chiarire fin dal principio che l’interpretazione dell’art. 42-bis non può essere il frutto di meditazioni astratte ed aprioristiche,... _OMISSIS_ ...uanto è accaduto prima della sua entrata in vigore.

L’art. 42-bis, infatti, non è una disposizione improvvisa ed estemporanea, bensì l’ultimo tentativo di soluzione ad un problema che in passato ne ha già ricevuti tre, tutti presto o tardi naufragati, ma comunque non ancora obsoleti.

In primo luogo, è evidente ed innegabile l’analogia tra art. 42-bis ed art. 43 [22]. La nuova disposizione è stata infatti collocata - seppure con una certa approssimazione [23] - nella stessa posizione di quella espunta dalla Corte costituzionale, ne ha ereditato la rubrica [24] ed anche molti profili strutturali [25].

Di conseguenza, per tutti i passaggi letterali transitati dall’art. 43 all’art. 42-bis sarà do... _OMISSIS_ ...arsi anzitutto con l’elaborazione formatasi nel vigore della disposizione più risalente, nell’attesa che la giurisprudenza amministrativa confermi le proprie conclusioni o le adatti al nuovo contesto ordinamentale. Allo stesso modo, i profili innovativi dell’art. 42-bis rispetto al suo predecessore - che non sono trascurabili, come già osservato dalla giurisprudenza [26] e dalla dottrina [27] - potranno essere correttamente intesi soltanto facendo riferimento a quanto invece prescriveva l’art. 43 ed alla ragione che ha indotto il legislatore ad evolvere in parte qua il testo normativo.

L’art. 43, però, non esaurisce i termini di confronto dell’art. 42-bis, perché tra i due si frappone un interregno che non può essere dimenti... _OMISSIS_ ...sottolineato [28], infatti, che la giurisprudenza formatasi in questi nove mesi ha ancora oggi l’utilità di chiarire il regime di tutte quelle occupazioni illegittime non ancora regolarizzate dal provvedimento ex art. 42-bis.

Inoltre, qualora il nuovo articolo dovesse subire la stessa sorte di quello antecedente, la giurisprudenza finirebbe verosimilmente per recuperare ed estendere le conclusioni raggiunte durante l’interregno tra art. 43 e art. 42-bis. Infine, queste stesse conclusioni giurisprudenziali mostrano una specifica utilità anche durante il vigore del regime attuale, per la semplice ragione che il regime dell’interregno è quello cronologicamente più vicino a quello dell’art. 42-bis, che è fatto già di per sé sufficiente a r... _OMISSIS_ ...o il confronto tra le due situazioni.

Nonostante la sua vita brevissima, dunque, il regime dell’interregno deve essere sempre considerato in sede di analisi dell’art. 42-bis. Allo stesso modo, però, non va scordato l’altro regime pretorio, identificato in termini di espropriazione sostanziale o indiretta. In questo caso, per vero, si tratta di un regime ormai lontano nel tempo, che resta però pur sempre il sistema originario, dal quale tutti gli altri...


...continua.  Qui sono visibili 8000 su 9838 caratteri complessivi dell'articolo.

 Sono omessi dal presente articolo eventuali note ed altri contenuti reperibili nel prodotto

Acquista per soli 5,00 € l'articolo, che ti verrà inviato via mail e che potrai scaricarti dalla tua area privata nella sua interezza e senza omissis.

Acquista articolo