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SCIA e DIA

Con il termine «super d.i.a.» si designa comunemente la d.i.a. con cui, a certe condizioni, è possibile realizzare interventi ordinariamente assentibili con il permesso di costruire, ferma restando l’ininfluenza di tale scelta sul regime dell’onerosità dell’intervento e sul regime sanzionatorio amministrativo e penale.

I presupposti per la sua applicazione sono indicati nell’art. 22, co. 3, T.U., ai sensi del quale «in alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante denuncia di inizio attività:
a) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 10, co. 1, lettera c);
b) gli interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi comunque denominati, ivi compresi gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata dal competente organo comunale in sede di approvazione degli stessi piani o di ricognizione di quelli vigenti; qualora i piani attuativi risultino approvati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge 21 dicembre 2001, n. 443, il relativo atto di ricognizione deve avvenire entro trenta giorni dalla richiesta degli interessati; in mancanza si prescinde dall’atto di ricognizione, p... _OMISSIS_ ...struzione sia accompagnato da apposita relazione tecnica nella quale venga asseverata l’esistenza di piani attuativi con le caratteristiche sopra menzionate;
c) gli interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche».

In generale, si può notare che, attraverso tale norma, si rende possibile realizzare con d.i.a. ogni forma di ristrutturazione, a prescindere dall’esistenza di piani attuativi dotati di disposizioni precise, mentre per quanto riguarda le nuove costruzioni è necessaria la presenza di una pianificazione di dettaglio (a livello generale o attuativo) e per gli interventi di ristrutturazione urbanistica occorre la sussistenza di piani attuativi recanti disposizioni di dettaglio. In assenza dei requisiti che si andranno ad analizzare, le opere saranno assentibili solo ed esclusivamente col permesso di costruire.

Da una prima lettura della norma è inoltre possibile comprendere la ratio della «super d.i.a.», che costituisce un’agevolazione per il privato ed è giustificata dalla presenza di una disciplina di dettaglio che, da un lato, lascia all’interessato il solo spazio della scelta estetico-architettonica dell’opera, e, dall’altro, rende sostanzialmente vincolato il rilascio del permesso di costruire qualora sussistano i p... _OMISSIS_ ...liti «a monte» nello strumento urbanistico generale o attuativo, sede in cui la P.A. ha già compiuto il giudizio di compatibilità dell’intervento con l’interesse pubblico.

In altre parole, nel momento in cui la P.A. ha stabilito in sede di pianificazione urbanistica che sarà possibile in una data zona la realizzazione di interventi di nuova costruzione di immobili che abbiano certe caratteristiche, essa si è «autovincolata», consumando la sua discrezionalità, per cui diventa un formalismo inutile costringere il soggetto che desidera intraprendere l’intervento a chiedere il permesso di costruire.

Nonostante la logica di fondo non sia poi molto diversa da quella dell’art. 19 della legge n. 241/1990, che permette di sostituire con s.c.i.a. gli atti di assenso il cui rilascio dipenda dall’accertamento di requisiti e presupposti previsti dalla legge o da atti amministrativi aventi contenuto generale, l’art. 5, co. 2, lett. c), primo periodo, del d.l. n. 70/2011 ha espressamente chiarito che il nuovo strumento di semplificazione non sostituisce la d.i.a. nei casi in cui essa sia alternativa o sostitutiva del permesso di costruire.

Inoltre, l’art. 17, co. 1, lett. m), n. 1 del d.l. n. 133/2014 ha sostituito l’espressione «denuncia di inizio attività» con «segnalazione certificat... _OMISSIS_ ...quo; soltanto nei primi due commi dell’art. 22 T.U., confermando così la sopravvivenza della «super d.i.a.» come titolo edilizio alternativo al permesso di costruire, regolato nel procedimento non già dall’art. 19 della legge n. 241/1990, ma dagli artt. 22 e 23 T.U..

Peraltro, la scelta è confermata anche dal comma 2 dell’art. 17 del d.l. n. 133/2014, che ha sì sostituto l’espressione «denuncia di inizio attività» ovunque ricorra nel T.U. con la locuzione «segnalazione certificata di inizio attività», ma facendo espressamente salvo, tra l’altro, l’art. 22 T.U..

Quanto ai presupposti, si può iniziare dalla lettera b), ai sensi della quale è innanzitutto necessaria l’esistenza di un piano attuativo o di un accordo negoziale che abbia un tale valore, sia ad iniziativa pubblica sia ad iniziativa privata.

In questa categoria rientrano non solo i piani particolareggiati di esecuzione e di lottizzazione (artt. 13 e 28 della legge n. 1150/1942), ma anche quegli strumenti di secondo livello che abbiano una funzione specifica, come: a) i piani di recupero del patrimonio edilizio esistente (artt. 27 e 30 della legge n. 457/1978); b) i piani per gli insediamenti produttivi (art. 27 della legge n. 865/1971); c) i piani per l’edilizia economica e popolare (legge n. 167/1962); d... _OMISSIS_ ...

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