Attività edilizia libera: poteri di Regioni e Comuni

Sulla possibilità per le Regioni e i Comuni di derogare alla normativa contenuta all’art. 6 T.U. l’evoluzione della norma è significativa.

In passato a tali enti era data la possibilità di adottare una disciplina più restrittiva, in quanto l’art. 6 prevedeva che le attività in esso contenute fossero libere «salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici…».

Questa clausola di riserva, confermata nella prima versione del d.l. n. 40/2010 aveva dato non pochi problemi, innanzitutto dal punto di vista dei limiti della potestà legislativa regionale. Accanto a chi riteneva, infatti, che dall’art. 6 T.U. non fosse desumibile alcun principio generale inerente... _OMISSIS_ ...za di interventi edilizi liberi vi era infatti chi, aderendo ad un’opinione più prudente e condivisibile, escludeva la possibilità di un’abrogazione in toto da parte della legislazione regionale della categoria dell’attività edilizia libera, sottolineando che le Regioni a statuto ordinario avrebbero dovuto pur sempre rispettare i principi fondamentali dell’ordina-mento tra cui quello della necessità che l’opera trasformi il territorio per sottoporla ad una qualche forma di controllo da parte della P.A..

Nessun dubbio invece poteva sorgere sulla possibilità per le Regioni di introdurre ulteriori adempimenti formali, come ad es. la previsione di ulteriori comunicazioni preventive, e sull’impossibilità di allargare l’elen... _OMISSIS_ ...tà libere.

Nemmeno le prerogative dei Comuni erano chiare, in quanto, se non sorgeva alcun dubbio sulla possibilità di ridurre (ma non ampliare) l’elenco dell’art. 6 T.U. e appariva condivisibile l’afferma-zione per cui sarebbe stata necessaria a tal proposito una congrua motivazione, non si comprendeva se tali deroghe potessero essere introdotte soltanto una volta che fosse stata emanata la disciplina regionale oppure anche a prescindere da questa.

Condivisibile poi era il rilievo per cui il potere dei comuni non avrebbe potuto spingersi sino ad individuare il titolo abilitativo necessario per l’esecuzione di determinati interventi, ma soltanto disciplinarli dal punto di vista delle tipologie edilizie o delle tecniche c... _OMISSIS_ ...LF|
In sede di conversione, probabilmente temendo che le Regioni potessero con la loro legislazione vanificare la portata della liberalizzazione, il legislatore ha preferito riformulare la clausola di riserva, oggi si limita a fare «salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali».

La novità è quindi sotto tre punti di vista, ossia:

a) la specificazione della rilevanza delle previsioni degli strumenti urbanistici «comunali»: il legislatore probabilmente ha voluto eliminare ogni dubbio sull’Ente locale che poteva incidere sulla disciplina dell’attività edilizia libera;

b) l’eliminazione della locuzione «più restrittive»: da ciò potrebbe desumersi la possibili... _OMISSIS_ ...e di allargare l’elenco delle attività che non richiedono titolo edilizio, ma sarebbe un’interpretazione fallace, in quanto, come si è detto, non rientra certo nella potestà regolamentare dell’ente locale disciplinare il regime dei titoli abilitativi, né le sue disposizioni possono contrastare con le definizioni di cui all’art. 3, co. 1, T.U.; quanto alla possibilità, invece, di restringere l’elenco delle attività edilizie libere, sembra che si possa tener fermo quanto si è detto sopra, ossia che il Comune potrà unicamente disciplinare l’intervento dal punto di vista delle modalità concrete con cui deve essere posto in essere, senza poter incidere sulla disciplina dei titoli edilizi;

c) la soppressione del riferimento alle ... _OMISSIS_ ...lle leggi regionali.

Quest’ultimo è probabilmente il profilo più problematico, in quanto sembra venuta meno la possibilità per le Regioni (ovviamente a statuto ordinario, in quanto quelle a statuto speciale hanno potestà legislativa esclusiva) di restringere l’area dell’attività edilizia libera, dato che potrebbe essere confermato interpretando a contrario dal comma 6 dell’art. 6 T.U., che prevede unicamente che la legislazione regionale, oltre a disciplinare le modalità per l’effettuazione dei controlli, possa allargare l’elenco delle attività edilizie libere, e non restringerle.

Una tale conclusione, seppur suffragata dalla lettera della disposizione, non sembra tuttavia del tutto in linea con la Costituzio... _OMISSIS_ ...parto di competenze in tema di «governo del territorio», specie alla luce della più volte citata sentenza n. 278/2010 della Corte costituzionale.

La norma censurata dal giudice delle leggi era l’art. 3, co. 9, della legge n. 99/2009, che prevedeva che nelle strutture turistico ricettive all’aperto, le installazioni e i rimessaggi dei mezzi mobili di pernottamento, anche se collocati permanentemente, per l’esercizio dell’attività, entro il perimetro delle strutture turistico-ricettive regolarmente autorizzate, purché ottemperassero alle specifiche condizioni strutturali e di mobilità stabilite dagli ordinamenti regionali, non costituissero in alcun caso attività rilevanti ai fini urbanistici, edilizi e paesaggistici.
... _OMISSIS_ ...o dal principio per cui «ogni trasformazione permanente del territorio necessita di titolo abilitativo e ciò anche ove si tratti di strutture mobili allorché esse non abbiano carattere precario» e dalla considerazione per cui «[i]l discrimine tra necessità o meno di titolo abilitativo è data dal duplice elemento: precarietà oggettiva dell’intervento, in base alle tipologie dei materiali utilizzati, e precarietà funzionale, in quanto caratterizzata dalla temporaneità dello stesso» la Corte rileva che tale principio è ribadito da molti legislatori regionali e che la norma oggetto dello scrutinio di costituzionalità detta una disciplina concernente un ambito specifico, in quanto si riferisce esclusivamente alle «strutture turistico-ricettive ... _OMISSIS_ ...uo; (campeggi, villaggi turistici) e ha ad oggetto unicamente l’installazione di mezzi mobili di pernottamento e dei relativi rimessaggi.

Per queste strutture l’esclusione della necessità di conseguire apposito titolo abilitativo per la loro realizzazione, è ancorata sulla base del mero dato oggettivo della precarietà del manufatto, considerato a priori di per sé sufficiente, escludendo espressamente la rilevanza del dato temporale e funzionale dell’opera.

Così facendo, tuttavia, il legislatore statale ha violato la Costituzione, poiché ha introdotto una normativa talmente specifica da non lasciare alcuno spazio al legislatore regionale.

Dallo stralcio di motivazione che si è sintetizzato sembra pos... _OMISSIS_ ... principio per cui lo Stato non può imporre alla legislazione regionale che una tipologia di intervento edilizio ben circoscritta e realizzata in un contesto ben definito sia irrilevante dal punto di vista urbanistico; ora, se così è, e il ragionamento del giudice delle leggi sembra sufficientemente coerente, l’art. 6 T.U. deve interpretarsi in modo costituzionalmente ori...


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