S.c.i.a. e d.i.a. in edilizia: inquadramento generale

uo;ambito di applicazione della s.c.i.a. e della d.i.a. in materia edilizia è definito (principalmente, ma non esclusivamente) dai primi tre commi dell’art. 22 T.U..

Più precisamente per determinare gli interventi assoggettati a s.c.i.a. occorre fare riferimento al primo e al secondo comma della disposizione da ultimo menzionata, che si occupavano della d.i.a. «semplice» ossia quella non sostitutiva del permesso di costruire.

Il terzo comma, invece, disciplina ancor oggi la «super d.i.a.» – sopravvissuta, come si è detto, alle innovazioni apportate dal d.l. 78/2010 – e detta le condizioni alle quali certi interventi sottoposti a permesso di costruire possono essere realizzati con la procedura sempl... _OMISSIS_ ...
Gli interventi assoggettati a s.c.i.a. si ricavano, in primo luogo, «per sottrazione», e sono quelli «non riconducibili all’elenco di cui all’articolo 10 e all’articolo 6, che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistica vigente.».

Lasciando per il momento da parte l’ultimo inciso, su cui si avrà occasione di tornare nel capitolo successivo, occorre ricordare che l’art. 10 T.U. elenca gli interventi sottoposti a permesso di costruire e che l’art. 6 T.U. contiene invece le opere che possono essere realizzate senza bisogno di alcun titolo abilitativo (c.d. «attività edilizia libera»). Da un’analisi di queste... _OMISSIS_ ...ultano quindi sottoposti a s.c.i.a.:

a) gli interventi di manutenzione straordinaria diversi da quelli previsti dall’art. 6, co. 2, lett. a), T.U., ossia che non incidono sulle parti strutturali dell’edificio;

b) gli interventi di restauro e risanamento conservativo;

c) gli interventi di ristrutturazione diversi da quelli previsti dall’art. 10, co. 1, lett. c), T.U. (c.d. «ristrutturazione pesante»), comunemente chiamati «ristrutturazione leggera».

Si segnala sin da ora che secondo la giurisprudenza, il regime della d.i.a. (ma la considerazione vale anche per la s.c.i.a.) non è applicabile a lavori da eseguirsi su manufatti originariamente abusivi che non siano stati sanati,... _OMISSIS_ ... se riconducibili alle suddette categorie, atteso che gli interventi ulteriori su immobili abusivi ripetono le caratteristiche di illegittimità dall’opera principale alla quale ineriscono strutturalmente.

Sempre preliminarmente, è altresì opportuno ricordare che, secondo la giurisprudenza, al fine di individuare la categoria di intervento edilizio in cui inquadrare l’opera edilizia, la stessa deve essere considerata unitariamente, nel suo complesso, al fine di evitare che, attraverso un’artificiosa suddivisione dei lavori, venga eluso il regime dei titoli abilitativi edilizi.

Il legislatore si è preoccupato di definire all’art. 3 T.U. le varie tipologie di interventi edilizi, inizialmente recependo, per quanto conc... _OMISSIS_ ...ne ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione, l’art. 31 della legge n. 457/1978.

È importante sottolineare che a seguito di tale recepimento le definizioni date da quest’ultima norma, che la giurisprudenza anteriore al T.U. riteneva valide per i soli interventi di edilizia residenziale, sono state estese a tutti gli interventi, e quindi ad es. anche alle opere eseguite su immobili aventi destinazione industriale o commerciale.

Si dovrà pertanto fare riferimento sempre a questa disposizione, nonostante qualsiasi diversa previsione degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi, sulle cui disposizioni tali definizioni prevalgono (art. 3, co. 2, T.U.), cosicché, tanto per fare un e... _OMISSIS_ ...lamento comunale non potrà qualificare come ristrutturazione un intervento che non rientri nella tipologia divisata dal T.U., ne potrà escludere dalla definizione tipi di intervento che invece vi rientrino, ferma restando tuttavia la possibilità per il Comune di disciplinare in via sostanziale le attività concretamente assentibili in specifiche zone del territorio.

Ora, se si va a leggere più approfonditamente proprio l’art. 3 T.U. ci si accorge che, rispetto alla legge n. 457/1978, vi è in più la nozione di «interventi di nuova costruzione» (co. 1, lett. e), che il legislatore ha aggiunto allo scopo di chiarire meglio il concetto di «trasformazione edilizia e urbanistica del territorio», che, come si ricorderà, la legge n. 10/197... _OMISSIS_ ...resupposto per la necessità della concessione edilizia e che anteriormente all’entrata in vigore del T.U. era stato specificato dalla giurisprudenza, peraltro non senza contrasti ermeneutici.

Dalla lettura dell’art. 3, co. 1, lett. e), T.U. è possibile ricavare una serie di dati interessanti, che ci permettono di focalizzare meglio l’ambito di operatività della s.c.i.a. e di chiarire la logica di fondo del sistema dei titoli abilitativi delineato dal T.U..

Punto di partenza del nostro ragionamento è la nozione di «interventi di nuova costruzione», che sono «quelli di trasformazione edilizia e urbanistica del territorio non rientranti nelle categorie» della manutenzione ordinaria e straordinaria, del res... _OMISSIS_ ...namento conservativo, di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica. La norma prosegue poi enumerando una serie di opere da considerarsi «comunque» di nuova costruzione, con un elenco che la dottrina considera soltanto esemplificativo, non certo tassativo.

Dato questo importantissimo, perché dal carattere «aperto» dell’enumerazione deriva che le ipotesi di «nuova costruzione» sono suscettibili di essere ampliate in via interpretativa, e con esse anche l’ambito di operatività del permesso di costruire.

Ciò ci permette di chiarire che nel momento in cui si sostiene che l’ambito di applicazione della s.c.i.a. si ricava in via residuale, si fa un’affermazione imprecisa. Inv... _OMISSIS_ ...to sarebbe corretto soltanto nel caso in cui fosse tassativo non solo l’elenco delle attività di edilizia libera, ma anche quello degli interventi sottoposti a permesso di costruire, eventualità che però nel sistema del T.U. non si verifica, come si è appena visto.

Ecco che allora la linea distintiva tra interventi sottoposti a s.c.i.a. e a permesso di costruire non è tanto basata su un’elencazione normativa, che, invero, non sarebbe mai esaustiva, data la varietà dei casi concreti, ma affonda le sue radici sul tipo di attività edilizia che viene intrapresa e sul rilievo che essa ha per la collettività.

Se si considerano, da una parte, gli interventi sottoposti a permesso di costruire e, dall’altra, gli interventi sottoposti a ... _OMISSIS_ ...ssato: d.i.a. «semplice») emerge, infatti, che rientrano tra i primi le opere che sono espressione dello ius aedificandi e che invece sono sottoposte alla procedura semplificata quelle attività che invece sono manifestazione dello ius utendi. Differenza che si ripercuote sul regime autorizzatorio in ragione del rilievo che gli stessi interventi assumono per la collettività, che ha un interesse a che la P.A. esegua un controllo diretto su quelle attività che trasformano in modo rilevante e duraturo il territorio, ment...


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