Il vincolo assoluto di inedificabilità per la fascia di rispetto dei corsi d’acqua

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI E LEGALI --> FASCE DI RISPETTO --> TIPOLOGIE --> CORSI D'ACQUA

Il vincolo di inedificabilità per la fascia di rispetto del corso d’acqua ai sensi dell’art. 96 comma 1 lettera f) del R.D. 25 luglio 1904, n. 523 prevede il divieto di “fabbriche e scavi” in una fascia di dieci metri dalle acque pubbliche.L’art. 96 comma 1 lettera f) R.D. n. 523 del 1904, include sotto la dizione onnicomprensiva "fabbriche" gli interventi edilizi che comportino alterazioni o modificazioni dello stato dei luoghi della fascia di rispetto.

Il divieto di costruzione ad una certa distanza dagli argini dei corsi d'acqua demaniali ha carattere assoluto ed inderogabil... _OMISSIS_ ... interessi pubblici di rango primario quali la tutela delle acque e la sicurezza dei luoghi.

L’imposizione della fascia di rispetto relativamente alle aree adiacenti ad un canale di scolo dell’acqua piovana è un obbligo che trova il proprio fondamento nella disciplina contenuta negli artt. 96 e 133, primo comma, lett. a), del r.d. 8 maggio 1904, n. 36, la quale al fine della sua applicazione non necessita che il corso d’acqua – perenne o meno – sia rilevabile nelle mappe catastali.

Ai sensi del R.D. 25 luglio 1904, n. 523, art. 96, lett. f), il divieto di edificazione entro la fascia di servitù idraulica ha carattere assoluto ed inderogabile, senza che possa aver alcun rilievo il tempo trascorso dalla sua eventuale ... _OMISSIS_ ... quantità d'acqua effettivamente fluente nel corpo idrico.

I divieti di edificazione sanciti dal R.D. n. 523 del 1904, art. 96, sono informati alla ragione pubblicistica di assicurare la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ovvero di assicurare il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici. Pertanto, si deve escludere l'operatività dei divieti connessi alla sua sussistenza soltanto quando risulta oggettivamente non sussistente una massa di acqua pubblica suscettibile di essere utilizzata ai predetti fini, e sempre che non sia nemmeno verosimile la ricostituzione della stessa per eventi naturali.

Opere come il vano contatori e la recinzione metallica sono per loro natura insuscettibili di i... _OMISSIS_ ...le risorse idriche e avifaunistiche tutelate dal vincolo di fascia di rispetto da sorgenti e pozzi e dalla classificazione come Zona di Protezione Speciale, disposta, nell’ambito della c.d. Rete Natura 2000, in attuazione della direttiva 2009/147/CE (c.d. direttiva “Uccelli”).

L’art. 96 del R.D. n. 523 del 1904 che reca l’elenco dei “lavori ed atti vietati in modo assoluto sulle acque pubbliche, loro alvei, sponde e difese” opera anche in relazione alle acque lacuali. Il divieto di edificazione in esame ha infatti carattere assoluto e riguarda, in genere, le acque pubbliche. La regola sub observatione non si limita, quindi, ai soli corsi d’acqua come dimostra l’alinea dell’articolo che, nel fare rifer... _OMISSIS_ ...ue pubbliche in genere, non pone alcuna restrizione del genere diversamente da quanto invece dispone la disposizione di cui all’articolo 98, comma 1, lettera d), circoscritta alle nuove “costruzioni nell'alveo dei fiumi, torrenti, rivi, scolatoi pubblici o canali demaniali”.

Nonostante la mancata espressa menzione dei laghi da parte delle previsioni contenute nell’art. 96 del R.D. n. 523 del 1904, se la finalità di tali disposizioni è quella di consentire il libero deflusso delle acque, è evidente che la medesima esigenza si pone con riguardo alle acque dei laghi, anch’esse soggette a innalzamenti di livello.

L’art. 96 del R.D. n. 523/1904 pone un divieto di carattere legale, assoluto e inderogabile, e diretto... _OMISSIS_ ...icurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche (e soprattutto) il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici: si tratta, quindi, di una regola tesa a garantire le normali operazioni di ripulitura/manutenzione e a impedire le esondazioni delle acque ed a scongiurare l’occupazione edificatoria degli spazi prossimi al reticolo idrico, sia a tutela del regolare scorrimento delle acque, sia in funzione preventiva rispetto ai rischi per le persone e le cose che potrebbero derivare da esondazioni.

Ai fini vincolistici e con interpretazione estensiva, le “lame” possono essere equiparate alle “gravine” di cui parla l’art. 51, lett. h), della legge della Regio... _OMISSIS_ .../1980.

Non appare plausibile che la “battigia delle coste dei laghi, dei fiumi, delle gravine” di cui all’art. 51, lett. h), della legge della Regione Puglia n. 56/1980, possa ritenersi ricomprendere anche “il limite dei fossi”.

Il divieto di costruzione di opere dagli argini dei corsi d’acqua, previsto dall’art. 96, lett. f), del Testo Unico 25 luglio 1904, n. 523, ha carattere legale, assoluto e inderogabile, ed è diretto al fine di assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche e soprattutto il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici, e la natura degli interessi pubblici tutelati comporta, pertanto, che il vincolo operi ... _OMISSIS_ ...conformativo particolarmente ampio determinando l’inedificabilità assoluta della fascia di rispetto.

Il vincolo fluviale di inedificabilità di cui al r.d. 25 luglio 1904, n. 523 ha indubbiamente carattere assoluto ed inderogabile; tale vincolo non opera esclusivamente nel caso in cui risulti - obiettivamente e prima facie - che non sussista una massa di acqua pubblica suscettibile di essere utilizzata ai fini pubblicistici.

Il divieto di costruzione di opere sugli argini dei corsi d'acqua, previsto dalla lettera f) dell'art. 96, r.d. 523/1904, è informato alla ragione pubblicistica di assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma anche e soprattutto il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti... _OMISSIS_ ...atoi pubblici e ha carattere legale e inderogabile.

Alla luce del generale divieto di costruzione di opere in prossimità degli argini dei corsi d'acqua di cui al r.d. 25 luglio 1904, n. 523, il rinvio alla normativa locale assume carattere eccezionale. Tale normativa, espressa anche mediante l'utilizzo di uno strumento urbanistico, per prevalere sulla norma generale, deve avere carattere specifico, ossia compendiarsi in una normativa espressamente dedicata alla regolamentazione della tutela delle acque e alla distanza dagli argini delle costruzioni, che tenga esplicitamente conto della regola generale espressa dalla normativa statale e delle peculiari condizioni delle acque e degli argini che la norma locale prende in considerazione al fine di stabilirvi l'eve... _OMISSIS_ ...CRLF|
In materia di distanze delle costruzioni dagli argini, i divieti di edificazione stabiliti dall'art. 96, R.D. 523/1904, sono informati alla ragione pubblicistica di assicurare non solo la possibilità di sfruttamento delle acque demaniali, ma soprattutto il libero deflusso delle acque scorrenti nei fiumi, torrenti, canali e scolatoi pubblici, donde l'inderogabilità dell'osservanza dei relativi limiti prescritti.

L'art. 96 R.D. 523/1904 contiene un'elencazione di lavori vietati sulle acque pubbliche, loro alvei, sponde e difese, tra i quali, alla lett. g), è compresa "qualunque opera o fatto che possa alterare lo s...


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