Lo "ius superveniens" più favorevole per il costruttore rende legittimo l'edificio sorto in violazione della normativa sulle distanze in vigore al momento della sua ultimazione

VINCOLI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI E LEGALI --> DISTANZE --> PRESCRIZIONI LOCALI --> JUS SUPERVENIENS

In materia di distanze nelle costruzioni, qualora subentri una disposizione derogatoria favorevole al costruttore, si consolida - salvi gli effetti di un eventuale giudicato sull'illegittimità della costruzione - il diritto di quest'ultimo a mantenere l'opera alla distanza inferiore e lo "ius superveniens" più favorevole per il costruttore rende legittimo l'edificio sorto in violazione della normativa in vigore al momento della sua ultimazione.

Il principio di immediata applicazione dello jus superveniens nel caso di nuove norme meno restrittive in materia di distanze tra costruzioni incontra come unico... _OMISSIS_ ...dell'eventuale "giudicato" formatosi sulla controversia in ordine alla legittimità o meglio della costruzione, con la conseguenza che non può disporsi la demolizione degli edifici (pur) originariamente illeciti alla stregua delle precedenti norme e che siano consentiti dalla nuova normativa

In tema di distanze legali nelle costruzioni, qualora sopravvenga una disciplina normativa meno restrittiva, l'edificio in contrasto con la regolamentazione in vigore al momento della sua ultimazione, ma conforme alla nuova, non può più essere ritenuto illegittimo, cosicché il confinante non può pretendere l'abbattimento o, comunque, la riduzione alle dimensioni previste dalle norme vigenti al momento della sua costruzione. Tale effetto non deriva dalla retroattiv... _OMISSIS_ ... norme, di regola esclusa dall'art. 11 preleggi, ma dal fatto che, pur rimanendo sussistente l'illecito di chi abbia costruito in violazione di norme giuridiche allora vigenti e la sua responsabilità per i danni subiti dal confinante fino all'entrata in vigore della normativa meno restrittiva, viene meno però l'illegittimità della situazione di fatto determinatasi con la costruzione, essendo questa conforme alla normativa successiva e, quindi, del tutto identica a quella delle costruzioni realizzate dopo la sua entrata in vigore.

Se dopo la concessione della licenza edilizia sopravviene una nuova regolamentazione sulle distanze fra edifici, le nuove costruzioni devono adeguarsi alla disciplina vigente al momento della loro realizzazione, a nulla rilevando la l... _OMISSIS_ ...a autorizzazione a costruire precedentemente concessa, mentre, qualora l'Esercizio dello ius aedificandi abbia già avuto inizio e concreta attuazione al momento dell'entrata in vigore della nuova sopravvenuta normativa, ha rilievo l'epoca dell'inizio dell'opera e, quindi, la norma edilizia, che stabilisce distanze maggiori, sopraggiunta nel corso della costruzione anteriormente iniziata, è inapplicabile, non potendo avere efficacia retroattiva ed incidere su situazioni pregresse, neppure nel caso in cui l'esecuzione dei lavori si sia protratta oltre il termine previsto dalla licenza edilizia.

Lo jus superveniens che consente il mantenimento del fabbricato realizzato in violazione delle distanze previste al momento della sua costruzione è quello riferito alla d... _OMISSIS_ ... distanze stesse e non alla qualificazione della tipologia di intervento.

In caso di successione nel tempo di norme edilizie, la valutazione del carattere restrittivo dello "ius superveniens" va effettuata non in astratto, ma in concreto, verificando le conseguenze che all'edificante derivano dall'applicazione della nuova disciplina, sicché quest'ultima, ove escluda il principio della prevenzione imponendo una distanza dal confine, non si applica al convenuto che ne risulti costretto ad arretrare il fabbricato.

In materia di distanze nelle costruzioni, il principio secondo il quale lo "ius superveniens" più favorevole per il costruttore rende legittimo l'edificio sorto in violazione della normativa in vigore al momento della ... _OMISSIS_ ..., fermo il diritto del vicino al risarcimento del danno, non si applica in presenza di una sentenza passata in giudicato che abbia accertato la violazione, giacché la nuova normativa non può avere effetto sulla statuizione demolitoria che deve essere eseguita in forza del giudicato.

Una volta intervenuta una disciplina normativa meno restrittiva in tema di distanze legali tra costruzioni, l'edificio in contrasto con la regolamentazione in vigore al momento della sua ultimazione, ma conforme alla nuova, non può essere ritenuto illegittimo.

In tema di distanze tra costruzioni, il D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, art. 9, comma 2, essendo stato emanato su delega della L. 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41 quinquies (c.d. Legge Urbanistica), aggiunto dalla... _OMISSIS_ ...67, n. 765, art. 17 ha efficacia di legge dello Stato, sicché le sue disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi, ai quali si sostituiscono per inserzione automatica.

Un edificio, in contrasto con la regolamentazione in vigore al momento della sua ultimazione, ma conforme alla nuova regolamentazione, non può più essere ritenuto illegittimo e di conseguenza il confinante non può pretenderne l'abbattimento o comunque la riduzione alle dimensioni previste dalle norme vigenti al momento della sua costruzione, tuttavia rimane sussistente l'illecito di chi abbia costruito in violazione di norme giuridiche allora vigenti e la sua responsabilità p... _OMISSIS_ ...ti dal confinante fino all'entrata in vigore della normativa meno restrittiva.

In tema di distanza tra le costruzioni l'adozione da parte del Comune di un nuovo strumento urbanistico in sostituzione del previgente Regolamento edilizio fa si che le norme del primo siano di immediata applicazione per cui le nuove costruzioni debbono adeguarsi ad esse. Affinché possa applicarsi alle nuove costruzioni la disciplina precedente, meno restrittiva, si richiede che esse siano state autorizzate in base alla previgente normativa e che, alla data di entrata in vigore del nuovo strumento urbanistico più restrittivo, esse siano già sorte in conseguenza del già avvenuto esercizio dello "ius aedificandi".

Nell'ipotesi di successione nel tempo di diffe... _OMISSIS_ ...e edilizie, la seconda delle quali sia più restrittiva della precedente, la costruzione eseguita in conformità di una licenza edilizia rilasciata prima dell'entrata in vigore del nuovo piano regolatore, rende inapplicabile quest'ultimo nei rapporti fra privati, nella sola ipotesi che la costruzione medesima sia stata già eseguita, almeno nei suoi elementi essenziali, prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina urbanistica.

In caso di successione di norme edilizie il principio dell'immediata applicazione dello ius superveniens deve essere armonizzato con l'esigenza del rispetto dei diritti quesiti, di talchè nell'ipotesi che le nuove norme siano più restrittive, la nuova disciplina non è applicabile alle costruzioni che al momento della sua entrata in v... _OMISSIS_ ...onsiderarsi già sorte.

La questione dell'applicabilità dello ius superveniens prescinde dalla esistenza o meno di una concessione edilizia e dalla eventuale legittimità di essa o sanatoria, ma si ricollega unicamente all'elemento fattuale della esistenza all'atto dell'entrata in vigore della norma sopravvenuta di un'opera qualificabile come costruzione e conforme in quanto tale alle prescrizioni anteriori.

In tema di edilizia quando nel tempo si succedono una pluralità di n...


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