L’individuazione delle aree oggetto dell'occupazione temporanea di cui all'art. 49 T.U.Es.
Il testo dell'art. 49 T.U.Es. recita: “1. L’autorità espropriante può disporre l’occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativo anche individuate ai sensi dell’articolo 12, se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti. 2. Al proprietario del fondo è notificato, nelle forme degli atti processuali civili, un avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui è prevista l’esecuzione dell’ordinanza che dispone l’occupazione temporanea. 3. Al momento della immissione in possesso, è redatto il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi. 4. Il verbale è redatto in contradditorio con il proprietario o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del soggetto espropriante. Possono partecipare alle operazioni il possessore e i titolari di diritti reali o personali sul bene da occupare. 5. Le... _OMISSIS_ ... ai precedenti commi si applicano, in quanto compatibili, nel caso di frane, alluvioni, rottura di argini e in ogni altro caso in cui si utilizzano beni altrui per urgenti ragioni di pubblica utilità”.

L’art. 49, al suo primo comma, esordisce con la richiesta espressa per l’Autorità espropriante di disporre l’occupazione temporanea non preordinata quando ciò risulta necessario per la corretta esecuzione dei lavori.
Il quadro è completato dall’individuazione delle aree oggetto della procedura per cui è possibile effettuare un richiamo anche all’art. 12 del T.U.Es.

La giurisprudenza in tema riconosce che la determinazione delle aree da occupare per la predisposizione del cantiere dei lavori rientra nell’alveo del potere discrezionale dell’Autorità procedente.

Per impedire che si ricorra in maniera inflattiva ed arbitraria alla fattispecie descritta, la norma citata usa ... _OMISSIS_ ...uzione “se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori” nella parte finale del primo capoverso.

Se ne deduce che il provvedimento amministrativo dovrà contenere una dettagliata motivazione in luogo delle ragioni a sostegno dell’intrapresa occupazione temporanea, con la naturale conseguenza che, come ogni atto amministrativo, potrà essere oggetto di censura se portato al vaglio dell’Autorità giudiziaria competente.

Occorre rimarcare però ciò che è insito nell’ambito dei principi generali dell’attività amministrativa.
La discrezione dell’Ente pubblico, affinché possa essere inficiata nella sua integrità, deve essere contestata con la produzione di prove rigorose che evidenzino senza alcun dubbio l’irragionevolezza della scelta effettuata.

L’insindacabilità delle ragioni pubbliche è, infatti, scardinata soltanto attraverso un completo lavoro probat... _OMISSIS_ ... Evidenziare un’occupazione alternativa o, addirittura, un percorso alternativo dell’opera interessata può plausibilmente portare al dovuto successo l’azione giudiziaria avanzata a sostegno delle ragioni del privato, permettendo all’Autorità giudiziaria di emettere un’adeguata statuizione al riguardo, significando però in caso contrario l’insormontabilità anche per il Giudice amministrativo della ragionevolezza dell’attività amministrativa.

Considerato quanto già dedotto in precedenza, l’occupazione temporanea può anche essere disposta con il decreto definitivo, ciò nonostante l’art. 49 prevede testualmente l’uso dell’ordinanza come atto amministrativo richiesto.

Questo però non deve generare l’equivoco che, così come per le aree da sottoporre ad ablazione, anche i terreni soggetti ad occupazione temporanea siano individuati nell’elaborazione progettual... _OMISSIS_ ..., dunque, nel piano particellare di esproprio e relativo elenco ditte di cui all’art. 16 del T.U.Es.

Ciò riporta la nostra attenzione sul grado di discrezionalità della P.A. in tale operazione, che è pertanto massimo sia dal punto di vista temporale sia sotto quello più propriamente pratico.

Tale assunto, corroborato dalla giurisprudenza interpretativa, comporta che l’art. 49 non prevede e, di conseguenza, non impone alcun vincolo orientativo per la determinazione della aree in forma preventiva.

Quanto detto a proposito della differenza tra il procedimento preordinato all’esproprio, sia ordinario sia a carattere d’urgenza ex art. 22 bis, torna utile in questo contesto in quanto consente di precisare che la temporaneità su cui è fondata l’occupazione di cui all’art. 49 non necessita di alcuna definizione contestuale all’approvazione della progettazione a cui è legata la dichiarazio... _OMISSIS_ ...tà.

Nella fattispecie che ci occupa le aree non sono collegate all’opera, ma alla corretta esecuzione dei lavori per cui la loro determinazione non deve obbligatoriamente essere statuita in quella fase.

In tal senso il richiamo all’art. 12, citato nel primo comma dell’art. 49, lascia intendere semplicemente che la zona che sarà poi oggetto di occupazione può essere individuata senza vincoli, rimanendo aperta alla facoltà decisionale dell’Autorità la possibilità di fare questa operazione “anche” nell’atto ufficiale che comporta la dichiarazione di pubblica utilità.

Corre l’obbligo di ricordare che se l’Autorità preferisse includere i beni da occupare temporaneamente in quello dei beni da espropriare dovrebbe procedere cautelativamente operando una netta distinzione, essendo diversa la causa funzionale ed i presupposti motivazionali che animano gli istituti applicati.|CR... _OMISSIS_ ...uo;uopo il Consiglio di Stato puntualizza un significativo enunciato che conferisce un’interpretazione univoca dell’art. 49 e sofferma l’attenzione anche sui principi guida della P.A.: qualsiasi occupazione su proprietà privata non solo deve essere determinata con precisione, ma è consigliabile che sia fatta nella fase progettuale, fornendo al contempo le dovute motivazioni a sostegno del tipo di possesso necessario all’opera.

In base a tale corollario, il Giudice amministrativo si svincola da quella che era la consuetudine imposta dalla legge “fondamentale” del 1865, che consentiva di occupare temporaneamente aree in via del tutto autonoma alla dichiarazione di pubblica utilità e secondo un procedimento definito “indipendente e deformalizzato”.

La soluzione del Testo Unico è invece quella di rispettare il carattere individualistico della norma in questione, ma di ancorarlo alla dichiarazi... _OMISSIS_ ...ità con la congiunzione “anche” usata al suo primo comma.

In questo modo, nel rispetto dei criteri generali a cui si informa la buona attività amministrativa di proporzionalità e di imparzialità, nonché garantista della partecipazione privata, “suggerisce” di censire con obbligo motivazionale le aree sin nella fase di approvazione progettuale contestualmente alla dichiarazione di pubblica utilità.

D’altronde è sempre vero che qualsiasi forma di impossessamento di terreni privati debba essere adeguatamente non solo motivata, ma anche partecipata, riscontrando come il momento adeguato per la partecipazione del proprietario sia proprio quello contemporaneo alla dichiarazione di pubblica utilità ed alle relative notificazioni dovute per legge.

Così in sintesi la pronuncia n. 1184/2013: “la scelta di provvedere alla occupazione temporanea assunta in occasione della approvazione del pr... _OMISSIS_ ...omprensivo della dichiarazione di pubblica utilità, piuttosto che in occasione del progetto esecutivo è situazione fisiologica e anche corretta per l’operato dell’amministrazione”.