L’occupazione temporanea di cui all’art. 49 T.U.Espropri
Sotto la vigenza del d.P.R. 327/2001 nell’art. 49 in esame viene diversificata la previsione di due fattispecie occupazionali o, per meglio dire, di due differenti ipotesi di occupazione temporanea.

Secondo quanto interpretato, prima facie la norma in menzione riporta in alveo un’applicazione della sua disciplina di stampo generico, ossia quella ricondotta ad ogni circostanza in cui occorre occupare beni che siano strumentali alla realizzazione dell’opera, ma non siano interessati dall’ablazione in quanto non previsti nel piano particellare.

Secondariamente, viene specificata quella di diretta derivazione dall’art. 71, comma 1 della legge madre n. 2359/1865, oggi disciplinata dal comma 5, e riguardante la situazione estemporanea di emergenza derivata da eventi naturali come frane, alluvioni e rotture di argini fluviali, per cui occorre necessariamente occupare temporaneamente beni strumentali all’esec... _OMISSIS_ ...correnti per riportare in sicurezza il territorio interessato.

La strumentalità all’opera, per cui non si può perseguire in altro modo la finalità di strutturare il cantiere necessario ad essa, ciò anche perché non si può raggiungere un accordo con il privato, non è l’unica condizione per l’applicazione del disposto di cui all’art. 49, è infatti richiesto altresì che l’occupazione sia temporanea.

L’elemento temporale della durata circostanziata, a cui fa seguito la restituzione dell’area impossessata, rappresenta una condizione basica, significando in caso contrario la probabile applicazione del tessuto normativo dell’espropriazione definitiva, unica via per la salvaguardia della proprietà privata nell’ottica costituzionale.

Prima però di considerare i presupposti validanti l’occupazione temporanea, è importante partecipare il pensiero giurisprudenziale su... _OMISSIS_ ...sa tra l’occupazione non preordinata all’esproprio e quella invece finalizzata al raggiungimento della traslazione del bene per l’occupazione permanente.

Una recente pronuncia del Giudice amministrativo calabrese fornisce una guida eccellente per una migliore comprensione delle due dottrine.

Più segnatamente, si cita l’inclusione del bene in questione nel piano particellare come elemento di legittimità della procedura espropriativa, e presupposto dichiarativo della volontà dell’Autorità pubblica.

Contrariamente, se il bene non è incluso, verrebbe a mancare la dichiarazione di pubblica utilità e ciò, qualsiasi sia il motivo dell’impossessamento, renderebbe l’ablazione illegittima.

Occorre quindi determinare lo scopo dell’attività amministrativa attraverso la verificazione degli assiomi suddetti nei passaggi cartacei.

Nel caso del Giudice calabres... _OMISSIS_ ...involte non erano state soggetto ad ablazione, ma destinate “semplicemente” a siti di deposito temporaneo di materiali funzionalmente connessi alla corretta esecuzione dell’opera, come tali inficianti la regolarità dei decreti definitivi.

Un altro criterio rilevatore evidenziato dall’ermeneutica giudiziale è quello indicato dalla permanenza della disponibilità del bene al suo legittimo proprietario dopo l’evento occupazionale.

L’utilizzabilità materiale e l’integra destinazione giuridica del bene anche dopo la momentanea apprensione permettono di qualificare l’attività attuata come non finalizzata ad un esproprio e, pertanto, ascrivibile all’ipotesi di cui all’art. 49.

Lo spunto viene offerto dalla statuizione n. 1059/2015 del Tar Lombardia, sezione Milano, in cui, trattandosi di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico attraverso passaggi drenanti sot... _OMISSIS_ ...ccupazionale dei fondi temporaneamente impegnati per la realizzazione dell’opera specifica di utilità anche per gli stessi, oltre che per un’area di ben più vasta proporzione, è da sussumere nella norma di cui all’art. 49 del T.U.Es., non riscontrando tra l’altro neanche un minimo segno di trasformazione irreversibile.

Sul piano concettuale, la querelle affrontata verte sulla diversità che l’occupazione temporanea riveste anche rispetto all’asservimento di un’area per la costituzione di una servitù pubblica.

La stretta causalità con la strumentalità dell’opera neutralizza quella propria della dipendenza prediale in cui, invero, il fondo servente soffre un peso imposto dal fondo dominante per il guadagno di un vantaggio.

Nel caso esposto le opere realizzate non sono al servizio di proprietari di fondi diversi, ma esclusivamente collegate ad uno scopo primario per tutta la col... _OMISSIS_ ...appunto la riduzione del rischio idrogeologico e l’elusione di maggiori pericoli incombenti sulla zona.

L’autonomia funzionale disposta dalla previsione specialistica dell’art. 49 rispetto a quanto disciplinato per l’iter procedurale espropriativo è rafforzata anche nell’ipotesi in cui l’attività ablatoria non viene posta in essere.

Si tratta di quella non rara occasione in cui il proprietario del fondo è lo stesso Ente esecutore che ha necessità di occupare terreni limitrofi per la cantierizzazione e si conviene che, terminato l’utilizzo, dovrà essere restituito il fondo mediante il ripristino quo ante delle condizioni materiali ed eventuale relativo risarcimento dei danni cagionati.

Il dato certo è che con l’occupazione generata dall’art. 49 T.U.Es. non solo non si interviene sulla proprietà del bene, ma neanche sul possesso dello stesso.

La “cos... _OMISSIS_ ...iene occupata a titolo di mera detenzione senza alcuna volontà di possederla come se a farlo fosse il legittimo proprietario.

Secondo i principi civilistici soltanto colui che esercita il possesso sul bene immobile in maniera equipollente all’esercizio del diritto dominicale può chiedere il riconoscimento dell’acquisto a titolo originario secondo l’istituto dell’usucapione.
Invero, il soggetto che riveste la qualifica di semplice detentore, cioè detiene la res per conto altrui, non può mutare semplicemente l’animus detinendi in animus possidendi senza che il titolo in base al quale ha l’apprensione materiale del bene non sia diversamente concepito “per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il possessore”. (art. 1141 del Codice civile)

Rientrando in argomento, l’occupazione di cui all’art. 49 di natura temporanea in quanto volta alla ... _OMISSIS_ ... ad una situazione di mera detenzione che non può in alcun modo trasformarsi neanche in virtù di un’interversio possessionis manifestato dai reali proprietari.

Un esempio tipico è quello dell’opposizione da parte del proprietario alla restituzione del fondo ad occupazione finita, la negazione non comporta affatto l’avveramento dei presupposti richiesti dall’art. 1141 c.c. in quanto il mutamento della fattispecie detentiva non sarebbe iniziata dal detentore, ossia l’Amministrazione, ad esempio rifiutandosi di consegnare il bene occupato, ma impropriamente dallo stesso titolare del diritto assoluto.

La liquidazione di una somma a titolo indennitario comprova la volontà di detenere riconoscendo il titolo altrui come limite all’esercizio del possesso.

Non esiste un’elencazione tassativa delle finalità espletate dalla norma in analisi, secondo quella che è l’esperienza diffu... _OMISSIS_ ...mporanea espleta la sua utilità in casi tipici quali l’approvvigionamento di materiali, costituzione di aree di cantiere o, comunque, qualsiasi attività che sia strumentale alla realizzazione dell’opera e per cui non è possibile o quanto meno indispensabile assorbire ulteriore proprietà attraverso la procedura espropriativa per gli allestimenti del genere.

In giurisprudenza, la locuzione maggiormente usata a sostegno della tesi applicativa dell’art. 49 è quella di natura generica che si riferisce alla necessaria occupazione per la corretta esecuzione dei lavori.

A tal proposito, il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2874/2018, raffina la ricerca subordinando l’emissione del provvedimento a tre presupposti indefettibili e concomitanti: la strumentalità, la necessità e la temporaneità o provvisorietà.

Più segnatamente, stante l’indirizzo univoco oramai assunto in argomento, ognuno di queste co... _OMISSIS_ ...ilità è espressione del nesso eziologico tra l’opera e l’occupazione: l’impossessamento del bene deve essere necessario, inteso come non altrimenti possibile, al corretto svolgimento dei lavori, strumentale all’esecuzione dell’opera e provvisorio, ossia teso alla restituzione del bene, significando in caso contrario lo sconfinamento nella sottile linea di distinzione tra regolare procedura espropriativa ed occupazione illegittima.

La fattispecie trattata contempla l’applicazione dell’Istituto de q...

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