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Gli interventi di nuova costruzione


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titolo:SCIA e DIA
anno:2016
pagine: 1379
formato: pdf  
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magistrato TAR

Il concetto di «nuova costruzione», tipologia di interventi definita dall'art. 3, co. 1, lett. e), T.U., è stata inserita nella versione definitiva di questa norma soltanto dopo che l'Adunanza Generale del Consiglio di Stato, nel parere 3/2001 sulla prima stesura del T.U., ne aveva auspicato l'introduzione, rilevando che nell'occasione si sarebbe potuto affrontare il problema delle pertinenze e delle opere precarie.

La disposizione che si sta esaminando fornisce innanzitutto una nozione generale, definendo come «interventi di nuova costruzione» quelli che comportano la «trasformazione urbanistica del territorio» e che non rientrano nelle categorie della manutenzione, del restauro o del risanamento conservativo o della ristrutturazione; in secondo luogo, elenca una serie di interventi che sono da considerarsi «comunque» come rientranti in questa categoria.

Lasciando per il momento da parte questi ultimi e concentrando l'attenzione sulla nozione generale, si può notare che essa ricalca, per certi versi, l'art. 1 della legge n. 10/1977, che assoggettava a concessione edilizia «ogni attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio comunale»: ci&ogra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di richiamare, anche dopo l'entrata in vigore del T.U., gli indirizzi giurisprudenziali che si erano formati con riferimento alla «legge Bucalossi».

Sono pertanto da considerare nuova costruzione tutte le opere che, anche se non consistenti in attività di edificazione, hanno l'effetto di modificare lo stato materiale e la conformazione del suolo per adattarlo ad un impiego diverso da quello che gli è proprio in relazione alla sua condizione naturale ed alla sua qualificazione giuridica. A tal fine, è sufficiente che detta modificazione abbia un qualche rilievo ambientale ed estetico o solo funzionale, senza che abbia alcuna importanza il tipo di materiale costruttivo utilizzato (metallo, laminati di plastica, legno o altro materiale), rilevando piuttosto, sotto il profilo strutturale, la stabile infissione al suolo e, sotto il profilo funzionale, la finalità di soddisfazione di un'esigenza non transitoria e quindi prolungata nel tempo, anche se stagionale.

Il concetto di «territorio» deve essere interpretato in senso onnicomprensivo e comprende non solo la terraferma, ma anche le acque territoriali, cosicché il permesso di costruire, come si vedrà, sarà necessario anche per l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one di manufatti come pontili e imbarcazioni che siano destinati stabilmente a soddisfare esigenze non meramente temporanee, e questo indipendentemente dal fatto che essi siano stabilmente ancorati al suolo o al fondale marino.

Ciò ha permesso di ritenere non sottoposte a permesso di costruire le già menzionate «opere precarie», ma anche quelle intese a modificare l'assetto di un fondo per migliorarne esclusivamente l'utilizzazione agricola, i lavori di bonifica e di miglioramento fondiario, l'escavazione di un canale per lo scolo di acque di terreni paludosi, la messa a dimora di alberi e la posa di siepi, la trivellazione di un pozzo, la realizzazione di una linea telefonica sorretta da semplici pali di legno di limitata altezza infissi nel terreno senza alcun basamento di laterizio o altro materiale, il reimpianto di un nuovo vigneto in sostituzione di un precedente improduttivo, l'attività di pulizia di un sentiero, di rimozione dei rifiuti depositati e della vegetazione cresciuta sull'originario tracciato divenuto impercorribile.

Un altro ambito in cui la giurisprudenza ha escluso la necessità del titolo edilizio è l'attività edilizia nei cimiteri, che è regolata dal regolamento di po... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aria (D.P.R. n. 285/1990) e dal piano regolatore cimiteriale: non vi sono indicazioni nel T.U. che possano far ritenere superato questo orientamento, che pertanto può essere ancora ritenuto pienamente valido.

Accese dispute si sono avute inoltre per quanto concerne l'attività di escavazione compiuta dal titolare di concessione per lo svolgimento dell'attività estrattiva in cave e torbiere, visto che lo scavo, astrattamente, poteva ben essere considerato come un'attività di trasformazione urbanistica del territorio. Dopo un'iniziale incertezza, in giurisprudenza si è consolidata l'opinione negativa, in base al rilievo che la materia delle cave e torbiere è sempre stata distinta dalle materie dell'edilizia e dell'urbanistica, che ha poi avuto l'autorevole avallo dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e delle Sezioni Unite della Cassazione, che hanno ribadito l'orientamento secondo cui la compatibilità della coltivazione della cava con gli interessi urbanistici forma oggetto di accertamento implicito al momento del rilascio dell'autorizzazione regionale per lo sfruttamento dei giacimenti.

Queste considerazioni non impediscono all'autorità comunale di regolare, in sede di pianificazione, l'a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; estrattiva sotto il profilo urbanistico e ambientale, fermo restando il limite del divieto di sottoporre questa attività ad un obbligo indiscriminato di titolo edilizio, che continua peraltro a rimanere necessario per le opere complementari che non abbiano carattere di precarietà, e, più in generale, per tutte le opere costruttive ulteriori, anche in rapporto di strumentalità necessaria con l'attività estrattiva.

Se si vuole fare qualche esempio di attività edilizia costituente trasformazione del territorio, e non rientrante nella lista che si passerà in rassegna tra poco, si possono richiamare i movimenti di terra di rilevante entità o finalizzati all'esecuzione di altri interventi di nuova costruzione (sbancamenti e reinterri), le opere di pavimentazione del suolo per la realizzazione di piazzali, parcheggi e simili che abbiano rilevante entità, i terrapieni, le concimaie, la pista per lo svolgimento di gare motociclistiche o a servizio di un'aviosuperficie, la realizzazione una pista nel mezzo di una montagna o di un campo da golf o di un maneggio per cavalli, la sistemazione degli argini e del fondo delle vasche per acquicoltura e piscicoltura, il laghetto adibito a pesca sportiva, le opere fin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... attrezzare un'area per renderla funzionale al rimessaggio e al deposito giudiziario di veicoli, la piazzola per sondaggi geognostici, la sistemazione di un'insegna pubblicitaria di rilevanti dimensioni, il recupero ambientale di una cava dimessa e la realizzazione di una discarica, la scogliera artificiale, la chiusura con terra vegetale di un tratto di fossa interpoderale con la realizzazione di un piccolo collettore con conseguente alterazione dell'assetto idrogeologico della zona.

Passando all'elencazione degli interventi che sono sempre e comunque considerati nuova costruzione, la lett. e.1), che si è già incontrata nel paragrafo precedente, contempla «la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della sagoma esistente, fermo restando, per gli interventi pertinenziali, quanto previsto alla lettera e.6)».

Nella generica espressione «manufatti edilizi» possono essere fatte rientrare non solo le strutture destinate ad abitazione, ma anche figure che si sono già viste come le tettoie, le recinzioni e i muri di contenimento che per le loro dimensioni non possono essere considerate pertinenza, il basamento di cemento o in ferro, il canile... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di notevoli dimensioni, il ricovero di animali o di attrezzature agricole, i manufatti (box, gabbie e mangiatoie) connessi ad un'attività di allevamento e stabilmente aderenti al suolo, il porticato per autorimessa, il magazzino ligneo con struttura mista in muratura, la rampa di accesso ad un garage, la piattaforma di cemento armato con pavimentazione laterale di mattoni coperta con traversine di ferro, ecc..

Per quanto concerne i manufatti interrati, il legislatore ha recepito la giurisprudenza formatasi anteriormente al T.U.. Qualche esempio: invasi, dighe e vasche di scolo, anche se realizzate per usi agricoli; vasche serbatoio; vasche decantazione liquami e concimaie; vasche per il pompaggio degli scarti di segatura; piscine; locale seminterrato in cemento armato; vasche in cemento destinate ad ospitare un impianto di betonaggio; platea in calcestruzzo ospitante all'interno una fossa per la riparazione degli automezzi pesanti e la commistione di terra e sassi ad asfalto spezzettato; realizzazione di un vano interrato adibito a cantina; il serbatoio interrato; lo scannafosso.

La lett. e.2) contempla «gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal comune», e quindi direttamente dal p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lare del permesso di costruire.

L'elenco delle opere di urbanizzazione primaria si trova all'art. 16, co. 7 e 7-bis, T.U.: strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell'energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato, nonché i cavedi multiservizi e i cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni, salvo nelle aree individuate dai Comuni sulla base dei criteri definiti dalle Regioni.

La stessa norma, al co. 8 individua invece quelle opere di urbanizzazione secondaria: asili nido e scuole materne, scuole dell'obbligo nonché strutture e complessi per l'istruzione superiore all'obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie. In quest'ultima categoria sono comprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distribuzione dei rifiuti solidi urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate.

Se il titolare del permesso di costruire si obbliga ad eseguire queste opere a scomputo totale o parziale del contribut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione è necessario che rispetti la normativa sui contratti pubblici.

Al riguardo l'art. 32, co. 1, lett. g), del D. Lgs. n. 163/2006 prevede che, nel caso in cui il lavoro sia pari o superiore alla soglia fissata dall'art. 28 del D. Lgs. cit. (5.000.000 euro) si applichi la disciplina in esso contenuta per i lavori pubblici da realizzarsi da parte dei soggetti privati, titolari di permesso di costruire, che assumono in via diretta l'esecuzione delle opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo di costruzione.

Per le opere di urbanizzazione di importo inferiore alla predetta soglia è necessario distinguere tra:

a) le opere di urbanizzazione primaria funzionali all'intervento di trasformazione urbanistica del territorio, la cui esecuzione diretta è direttamente a carico del titolare del permesso di costruire e in relazione alle quali non trova applicazione il D. Lgs. n. 163/2006 (art. 16, co. 2-bis, T.U., introdotto dall'art. 45, co. 1, del d.l. n. 201/2011, conv. con modif. in legge n. 214/2011);

b) le opere di urbanizzazione primaria che non siano funzionali all'intervento di trasformazione urbanistica del territorio e le opere di urbanizzazione secondaria, per le quali dovr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sere intrapresa una procedura negoziata senza pubblicazione del bando ex art. 57, co. 6, del D. Lgs. n. 163/2006, rivolgendo l'invito ad almeno cinque soggetti, sempre se sussistono in tale numero aspiranti idonei (art. 122, co. 8, del D. Lgs. 163/2006).

La lett. e.3) include nella tipologia di interventi che si sta esaminando «la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato». Da questa ipotesi, secondo un'opinione, sarebbero escluse le infrastrutture e gli impianti che siano collocate su un suolo già antropizzato: l'osservazione può anche essere condivisa, tuttavia non si può escludere che strutture del genere possano comunque rientrare nel concetto di nuova costruzione nel caso in cui sia integrato il presupposto della trasformazione urbanistica del suolo. Esempi tratti dalla giurisprudenza possono essere dati dall'installazione di lampioni per illuminazione o di strutture ludiche in ferro stabilmente ancorate al suolo o di colonnine di erogazione del carburante o di un impianto di lavaggio di autoveicoli o di un impianto di frantumazione di materiale lapideo o di una struttura con tubolari in acciaio e copertura in telo bianco, f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilmente al suolo e utilizzata per la movimentazione coperta dei cavalli o di una pesa per automezzi o di serbatoi collegati ad un impianto antincendio con sovrastante copertura in lamiera o dall'edificazione di un forno di campagna per la cottura del pane o di un manufatto in pietra adibito a frigittoria o di un impianto di pesa di autoarticolati, o, infine, dalla realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile, che però sono sottoposti ad uno speciale regime autorizzatorio, che si avrà modo di descrivere nelle sue linee fondamentali nel successivo paragrafo 17.

Qualche maggiore riflessione merita la lett. e.4), che fa riferimento all'installazione di «torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione».

È bene chiarire che la norma, codificando un indirizzo che si era già consolidato in giurisprudenza, si riferisce ai soli impianti che sono destinati ad essere parte di una rete di infrastrutture e che pertanto sono destinati a porsi in rapporto di autonomia funzionale rispetto ad edifici preesistenti, e, in ragione della loro incidenza sull'ambiente e sulla salute, viene dettata una sorta di presunzione iuris et de iure in ordine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...capacità di determinare la trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.

La questione del titolo necessario per l'installazione di questi impianti deve tuttavia essere ripensata alla luce dell'entrata in vigore dell'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003, che detta una disciplina specifica per «l'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di questi ultimi, e, in specie, l'installazione di torri, di tralicci, di impianti radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonché per reti radio a larga banda punto-multipunto», prescrivendo che essa debba venire autorizzata dagli Enti locali.

In estrema sintesi, escluso preliminarmente che l'installazione di simili infrastrutture possa ritenersi implicitamente autorizzata in virtù della sola concessione ministeriale per l'esercizio dell'attività radiotelevisiva, l'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003 – così come modi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'art. 80 del D. Lgs. n. 70/2012 – prevede due moduli procedimentali distinti, in quanto accanto al procedimento «ordinario» che segue alla presentazione di un'istanza, è previsto che, nel caso di installazione di impianti, con tecnologia UMTS o altre, con potenza in singola antenna inferiore o uguale a 20 Watt sia sufficiente la presentazione di una s.c.i.a. (in passato d.i.a.).

La questione che si è posta dopo l'entrata in vigore dell'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003 può essere facilmente intuita: l'autorizzazione prevista da tale norma è sufficiente per l'installazione degli impianti a cui la stessa fa riferimento oppure occorre, in aggiunta, anche il titolo edilizio?

Dopo che alcune pronunce avevano sostenuto la necessità del permesso di costruire, argomentando essenzialmente dall'assimilazione prevista delle infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione alle opere di urbanizzazione primaria (art. 86, co. 3, del D. Lgs. n. 259/2003) e dall'assenza di una «clausola di esclusività», intesa a consentire la realizzabilità delle infrastrutture sulla sola base dell'autorizzazione di cui all'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003, la giurisprudenza amministrativa ha accolto la t... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sorbimento, ritenendo che nel procedimento regolato dalla norma da ultimo menzionata confluiscano tutte le tematiche rilevanti per l'installazione degli impianti di radiotelefonia, comprese quelle inerenti l'incidenza sotto il profilo urbanistico-edilizio.

Questa tesi è stata seguita successivamente anche dalla giurisprudenza penale e costituzionale, che ha censurato le disposizioni di legge regionale che prevedevano che per l'autorizzazione all'installazione, modifica ed adeguamento degli impianti di telefonia mobile, il richiedente dovesse ottenere, oltre all'autorizzazione di cui all'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003 anche il permesso di costruire, rilevando che la duplicazione dei titoli autorizzatori avrebbe determinato una complicazione dell'iter che mal si conciliava con le esigenze di tempestività e di semplificazione procedimentale.

Ulteriori argomenti a sostegno della teoria dell'assorbimento sono stati individuati nel carattere di opere di urbanizzazione primaria degli impianti di telecomunicazione e nel preminente interesse nazionale all'estensione capillare su tutto il territorio nazionale del servizio di telefonia mobile, nella previsione all'interno del procedimento regolato dal D. Lgs. n. 259/2003 della conferenza dei ser... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; tipico strumento di valutazione congiunta di tutti gli interessi pubblici coinvolti nel procedimento – e nella previsione di un termine per l'inizio dei lavori.

È bene precisare, inoltre, che l'assorbimento vale unicamente per gli impianti contemplati dall'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003, mentre per tutti gli altri rimarrà ferma la necessità del permesso di costruire e che, ad ogni buon conto esso non preclude al Comune né l'esercizio dei poteri sanzionatori previsti dalla normativa edilizia, né di regolare l'installazione degli impianti sul proprio territorio. In quest'ultimo caso, tuttavia, saranno illegittime tutte le disposizioni regolamentari che si risolveranno in un divieto generalizzato di installazione o nella previsione di distanze fisse, da osservare rispetto alle abitazioni e ai luoghi destinati alla permanenza prolungata delle persone o al centro cittadino.

Di recente, il legislatore ha ritoccato anche la disciplina autorizzatoria relativa agli impianti di radiotelefonia, e ciò in primo luogo con l'art. 5-bis del d.l. n. 40/2010, che ha introdotto nel corpo del D. Lgs. n. 259/2003 il nuovo art. 87-bis, ai sensi del quale è sufficiente la s.c.i.a. (prima delle modifiche apportate d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del D. Lgs. n. 70/2012: d.i.a.) per l'«installazione di apparati con tecnologia UMTS, sue evoluzioni o altre tecnologie su infrastrutture per impianti radioelettrici preesistenti o di modifica delle caratteristiche trasmissive» e tale denuncia è «priva di effetti» nell'ipotesi in cui «entro trenta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda sia stato comunicato un provvedimento di diniego da parte dell'ente locale o un parere negativo da parte dell'organismo competente di cui all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36».

Non rientra nell'ambito di applicazione di quest'ultima norma, ma in quello dell'art. 87 del D. Lgs. n. 259/2003 l'intervento che comporti non già una mera modifica delle caratteristiche di emissione, ma un incremento della potenza totale dell'impianto; tuttavia, con la s.c.i.a. prevista dalla disposizione in esame è possibile installare antenne di qualsiasi potenza purché vi sia un'infrastruttura preesistente: il che significa che è possibile ricorrere alla s.c.i.a. di cui all'art. 87-bis del D. Lgs. n. 259/2003 anche se l'antenna da installare ha una potenza superiore ai 20 Watt previsti dal terzo comma dell'art. 87 del medesimo D. Lgs..
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orre ricordare, in secondo luogo, quanto disposto dall'art. 35, co. 4, del d.l. n. 98/2011, conv. in legge n. 111/2011, che assoggetta ad un particolare regime semplificato (comunicazione all'ente locale e all'organismo competente ad effettuare i controlli di cui all'art. 14 della legge n. 36/2001) «le modifiche degli impianti di cui all'articolo 87 e le procedure semplificate per determinate tipologie di impianti di cui all'articolo 87-bis del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, nonché le procedure per le installazioni di impianti radio per trasmissione punto-punto e punto-multipunto e di impianti radioelettrici per l'accesso a reti di comunicazione ad uso pubblico con potenza massima in singola antenna inferiore o uguale a 7 watt e con dimensione della superficie radiante non superiore a 0,5 metri quadrati».

Infine, l'art. 6, co. 3, del d.l. n. 133/2014 ha introdotto delle ulteriori semplificazioni, prevedendo che possano essere realizzate con un'autocertificazione descrittiva dell'intervento da inviare contestualmente all'esecuzione delle opere le modifiche delle caratteristiche degli impianti già provvisti di titolo abilitativo, che comportino aumenti delle altezze non superiori ad un metro e aumenti della superficie di sagoma ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ri a 1,5 metri quadrati (nuovo art. 87-ter del D. Lgs. n. 259/2003).

La nuova norma, evidentemente, si applica esclusivamente ad interventi da eseguire su impianti già esistenti e regolarmente autorizzati, mentre non è invocabile per l'installazione di nuovi impianti; eventuali interventi che superino le soglie previste dalla disposizione in esame potranno ricadere nell'art. 87-bis del D. Lgs. n. 259/2003 e saranno soggette a s.c.i.a..

Proseguendo nella nostra analisi, di estrema importanza si rivela la lett. e.5), che – con la finalità di frenare il fenomeno dei c.d. «abusi progressivi» – comprende tra gli interventi di nuova costruzione «l'installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all'aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uo;.

Il testo attuale della lettera in esame è frutto di una serie di modifiche legislative che si sono succedute nel tempo, che è opportuno ripercorrere di seguito.

La formulazione originaria prevedeva che i manufatti della lettera e.5) non fossero nuova costruzione qualora fossero «diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee» e rappresentava una sorta di «consacrazione» a livello legislativo della giurisprudenza sviluppatasi anteriormente all'entrata in vigore del T.U., che, con riferimento all'art. 1 della legge n. 10/1977 aveva escluso la necessità di concessione edilizia soltanto per le «opere precarie», ritenendo tali soltanto quelle preordinate al soddisfacimento di esigenze temporanee (c.d. criterio funzionale) ritenendo irrilevanti il materiale costruttivo utilizzato o la non stabile infissione al suolo.

Successivamente, l'art. 41, co. 4, del d.l. n. 69/2013 modificò la lettera in esame, prevedendo che i manufatti in essa contemplati fossero sottoposti a permesso di costruire purché non fossero diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee e «ancorché [fossero] posizionati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di struttu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti».

L'utilizzo della congiunzione «ancorché», tuttavia, rendeva equivoco il significato della norma, poiché secondo una prima lettura, il legislatore voleva introdurre una previsione maggiormente rigorosa e allargare l'ambito degli interventi sottoposti a permesso di costruire, facendo rientrare tra le nuove costruzioni anche le strutture realizzate all'interno di campeggi che avessero un ancoraggio al suolo anche solo temporaneo.

Invero, alcune Regioni avevano in passato emanato delle norme che prevedevano che simili manufatti non avevano alcuna rilevanza edilizia, ma la Corte costituzionale aveva censurato tali disposizioni, cosicché pareva che il legislatore volesse definitivamente dettare una nuova disposizione di principio che superasse tali norme regionali, che, per effetto dell'entrata in vigore di un nuovo principio fondamentale dell'ordinamento, dovevano ritenersi automaticamente abrogate.

Secondo un'altra ricostruzione, avrebbe dovuto essere data rilevanza alla ratio di semplificazione che era sottesa a tutte le disposizioni del d.l. n. 69/2013, e la nuova lett. e.5) doveva esse... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tata nel senso che le strutture realizzate all'interno di campeggi dovessero intese come dirette a soddisfare esigenze temporanee e in quanto manufatti precari fossero esonerate da permesso di costruire.

Questa formulazione della lett. e.5) è stata successivamente dichiarata incostituzionale dal giudice delle leggi, che ha sostanzialmente aderito al primo dei due orientamenti che si sono esposti.

La Corte costituzionale, infatti, ha osservato che il d.l. n. 69/2013 aveva esteso l'ambito applicativo degli interventi di nuova costruzione, ricomprendendovi anche le strutture installate con temporaneo ancoraggio al suolo all'interno di strutture ricettive all'aperto e in conformità alla normativa regionale di settore per la sosta ed il soggiorno di turisti e che, così operando, il legislatore statale aveva sostanzialmente dettato una disciplina di dettaglio che sottraeva ogni spazio di intervento al legislatore regionale, in violazione dell'art. 117, co. 3, Cost., che regola la potestà legislativa concorrente, riservando allo Stato la sola determinazione dei principi fondamentali e non anche della normativa di dettaglio.

Nel tentativo di fare chiarezza, il legislatore era nel frattempo intervenuto con l'art. 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...1, del d.l. 47/2014, conv. in legge n. 80/2014, che aveva modificato una seconda volta la lett. e.5), disponendo che l'installazione delle strutture in essa menzionate fosse sottoposta a permesso di costruire, ferma restando la solita eccezione delle opere precarie e «salvo che [i manufatti fossero] installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di strutture ricettive all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno di turisti».

Particolarmente significativa è la sostituzione della congiunzione «ancorché» con l'espressione «salvo che», che è sintomatico della volontà del legislatore di escludere (e non di includere) dal novero degli interventi sottoposti a permesso di costruire l'installazione di manufatti all'interno di strutture ricettive, purché dotati di ancoraggio al suolo meramente temporaneo.

L'ultima modifica in ordine di tempo è quella introdotta dall'art. 52, co. 2, della legge n. 221/2015, a mente della quale sono esclusi dal regime del permesso di costruire i manufatti «diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o [che] siano ricompresi in strutture ricettive all'aperto per la sosta e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...no dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore».

Anche in questo caso si tratta di un'innovazione significativa, innanzitutto perché non è più richiesto, come nella formulazione frutto delle modifiche del 2014, che i manufatti siano soltanto temporaneamente agganciati al suolo e secondariamente perché viene specificato che le strutture ricettive all'aperto devono essere previamente autorizzate sotto i profili urbanistico, edilizio e paesaggistico.

L'intervento della Corte costituzionale ha toccato soltanto il d.l. n. 69/2013, mentre sono state lasciate intatte le successive formulazioni della lett. e.5), a cui non può logicamente estendersi la declaratoria di incostituzionalità.

Per effetto delle modifiche di cui si è dato conto, il legislatore ha progressivamente allargato la tipologia delle opere escluse dal novero degli interventi di nuova costruzione, poiché sono estranee a tale categoria non solo i manufatti precari, come nella formulazione originaria del T.U., ma anche quelli «ricompresi in strutture ricettive all'aperto per la sosta e il sog... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...turisti», e sembrerebbe che – a seguito delle modifiche apportate dalla legge n. 221/2015 – ciò valga anche nel caso in cui questi ultimi abbiano un ancoraggio al suolo che non siano meramente temporaneo.

Resta, tuttavia, un'incertezza sul regime autorizzatorio a cui sono sottoposte queste strutture, poiché, secondo una prima possibile ricostruzione essere sarebbero assoggettate al regime dell'attività edilizia libera, mentre, secondo altra teoria, a s.c.i.a. in virtù del c.d. «criterio residuale» previsto dall'art. 22, co. 1, T.U..

È, inoltre, necessario che i manufatti si trovino all'interno dei luoghi indicati dall'art. 13 del D. Lgs. n. 79/2011, dovendosi ritenere che la locuzione «strutture ricettive all'aperto» faccia riferimento ai luoghi elencati da tale norma e quindi ai villaggi turistici, ai campeggi, ai campeggi nell'ambito di attività agrituristiche e ai parchi vacanza.

Ciò premesso, nell'ampia previsione della lettera e.5) rientrano: i box; i bungalows e le cabine balneari; i palloni pressostatici a copertura di impianti sportivi (piscine, campi da tennis, ecc.); le strutture prefabbricate; il container o il cassone di un camion ap... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... suolo e destinato ad abitazione, deposito, spogliatoio, servizio igienico o altro uso; i chioschi; il vagone ferroviario privo di ruote stabilmente installato sul terreno; il carrozzone adibito a deposito mobili; le cappelle votive; le arnie per api; le roulottes posizionate in un terreno con l'aggiunta di un'intelaiatura in ferro fissata al suolo; le strutture a supporto di un'attività di autolavaggio (roulotte adibita ad ufficio e locale di ricovero, struttura di metallo con copertura in plastica adibita ad asciugatura autovetture, box adibito a bagno chimico, spogliatoi e servizi igienici per il personale); la casa su ruote, a meno che l'allacciamento ai pubblici servizi non sia meramente provvisorio; la struttura metallica in lamiera montata su ruote non portanti e destinata a garage; la struttura amovibile (guardiania) installata per il servizio di vigilanza notturna di imbarcazioni ormeggiate; la struttura in legno dotata di ruote e il prefabbricato destinati al ricovero degli attrezzi; la struttura in profilati di acciaio coperta, tamponata ai lati con onduline in plexiglass trasparente, appoggiata su una tettoia a sbalzo preesistente e munita di ruote utilizzata per riparare il camino esterno di un ristorante; il manufatto di legno dotato di piccole ruote e adagi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...taforma di cemento, chiuso su tutti i lati, con copertura e pavimentazione, utilizzato come rimessa di foraggio; la struttura retrattile costituita da un telone montato su un'intelaiatura metallica canalizzata in binari per la chiusura a soffietto, aperta su due lati e finalizzata ad ampliare lo spazio di parcheggio per gli automezzi; un tunnel mobile utilizzato stabilmente per lo stoccaggio delle merci e dei prodotti finiti e per la protezione degli stessi dalle intemperie, ancorché realizzato con materiali e caratteristiche che ne consentono il rapido smontaggio e lo rendono retrattile; i gazebo, che per caratteristiche costruttive e destinazione, non possano essere considerati come mero arredo di uno spazio esterno e che siano destinati a soddisfare esigenze permanenti; il manufatto adibito ad essiccatoio realizzato con struttura in acciaio e tamponatura a sandwich in poliuretano ed alluminio; la struttura ottenuta mediante la congiunzione di quattro gazebo di legno, occupante l'intera superficie di una terrazza, con copertura del tetto in tela di plastica, chiusa su tutti i lati esterni attraverso paratie sovrastate da una grigliatura e munita di due porte e di due finestre; le strisce passaruote in cemento; tutte le strutture che comportano un ampliamento della super... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndita e della capacità ricettiva di locali di somministrazione di alimenti e bevande; i pontili galleggianti per l'ormeggio di imbarcazioni da diporto o per assistenza natanti, a meno che non siano inquadrabili tra i «punti di ormeggio» di cui all'art. 2, co. 1, lett. c), del D.P.R. n. 509/1997 assentiti con concessione demaniale marittima o lacuale, che non necessitano di alcun ulteriore titolo edilizio ai sensi dell'art. 31 del D. Lgs. n. 79/2011; la passerella di notevole lunghezza che aggetta su un canale; il capanno di legno, anche se di ridotte dimensioni; le «cavane»; la pensilina con struttura in ferro e copertura in plexiglas; la struttura metallica posta su ruote e coperta con telo plastificato del tipo pesante, destinata a dare copertura al personale impiegato all'esterno di un edificio produttivo; il pozzo per la captazione di acque sotterranee; il pergolato costituito da pilastri e travi in legno di importanti dimensioni, che rendono la struttura solida e robusta e che fanno desumere una permanenza prolungata nel tempo del manufatto stesso; l'impianto di produzione di conglomerati bituminosi e calcestruzzo; i silos; il centro ippico sportivo; il porticato per autorimessa sovrastato da un tetto con copertura in tegole; il manufatto gall... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tre piani, avente superficie coperta di 285 mq. adibito a struttura convegni e ristorazione e ormeggiato alla riva di un fiume; due imbarcazioni stabilmente ormeggiate ed adibite ad attività alberghiera, destinatarie continue di energia elettrica ed acqua; l'anfiteatro destinato all'animazione; la tenda parasole e le altre strutture ad essa assimilabili, a meno che tali manufatti non siano di dimensioni tali da farle rientrare nelle pertinenze o nelle opere di manutenzione straordinaria; le cisterne e le botti di rilevanti dimensioni; gli appostamenti fissi da caccia; l'utilizzo di un terreno quale spazio di stazionamento temporaneo di natanti da trasferire all'interno di un capannone per interventi di manutenzione e rimessaggio invernale; le strutture di un luna park destinate a permanere su un'area per almeno un anno; lo stabilimento balneare (salva, ovviamente, l'ipotesi di opere precarie); la realizzazione sul terrazzo di copertura di un fabbricato di un pergolato in pali di castagno e soprastanti incannucciate, di una vasca da idromassaggio e di tre tratti di ringhiera in sostituzione di altrettanti tratti di parapetto; la palafitta inserita all'interno di un piccolo nucleo di piante e realizzata a due metri di altezza da terra; il c.d. «tunnel serra»; i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ossia una struttura simile ad una tettoia con funzione specifica di riparare le auto dalle intemperie; gli spogliatoi di un campo di calcio realizzati con la posa di un container o di due casette in legno; un manufatto in pannelli metallici grigliati ricoperti da teli in plastica pesante e da un tetto in lamiera destinato a copertura e coibentazione acustica di un compattatore di rifiuti a servizio di un centro commerciale e a magazzino-ricovero merci; la tensostruttura realizzata al fine dello stoccaggio delle merci; il maneggio coperto costituito da un'area recintata in legno in cui sono contenuti cavalli e coperta in plastica a protezione dalle intemperie.

Non possono invece ritenersi comprese le casette mobili di modeste dimensioni destinate a gioco per bambini, poiché detta struttura non ha alcuna delle destinazioni previste dalla lett. e.5).

La lett. e.6), che regola le strutture pertinenziali, è già stata analizzata prima, per cui si può passare alla lett. e.7), che contempla «la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all'aperto ove comportino l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato»... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r /> La fattispecie non sembra presentare particolari profili di criticità, anche se problemi potrebbero sorgere dall'«occupazione di suolo mediante deposito di materiali o esposizione di merci a cielo libero», ipotesi che l'art. 7, co. 2, lett. b), del d.l. n. 9/1982 sottoponeva ad autorizzazione gratuita e che non risulta espressamente riprodotta nel T.U..

Ci si potrebbe dunque chiedere quale titolo abilitativo sia necessario, e sul punto sembra condivisibile l'impostazione che ritiene sufficiente la s.c.i.a., in base al criterio di residualità, a meno che l'occupazione non determini trasformazione permanente di suolo inedificato, eventualità che ricade nell'ambito di applicazione del permesso di costruire.


 
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