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Vincoli urbanistici e paesaggistici alla discrezionalità tecnica della P.A.

 Il vincolo paesaggistico
 Il vincolo storico e archeologico
 Il vincolo artistico

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> VINCOLO PAESAGGISTICO

Legittimamente il Comune può ampliare le aree protette riducendo, in forza del potere di pianificazione che istituzionalmente gli compete, i comparti edificabili previsti dal P.R.G. precedentemente in vigore, alla luce l'esigenza di tutelare uno scenario paesaggistico omogeneo.

La valutazione dell'ampiezza di area di particolare pregio naturalistico costituisce espressione di discrezionalità tecnica sulla quale il giudice di legittimità può intervenire solo in presenza di vizi macroscopici d'illegittimità o di travisamento dei fatti ictu oculi rilevabile.

Il rapporto fra piano regolatore generale o sue varianti da un lato, e vincoli e destinazioni di zone a vocazione storica, ambientale e paesistica, dall'altro, fa sì che i beni costituenti bellezze naturali possono formare oggetto di distinte forme di tutela ambientale, anche in via cumulativa, a seconda del profilo considerato, con la duplice conseguenza che la tutela paesaggistica è perfettamente compatibile con quella urbanistica o ecologica, trattandosi di forme complementari di protezione, preordinate a curare, con diver... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i distinti interessi pubblici, e che il Comune conserva la titolarità, nella sua attività pianificatoria generale, della competenza a introdurre vincoli o prescrizioni preordinati al soddisfacimento di interessi paesaggistici.

In sede di adozione del P.R.G., il Comune può legittimamente introdurre vincoli o limitazioni di carattere ambientale; l'art. 1 legge 1187/1968, che ha esteso il contenuto del P.R.G. anche all'indicazione dei «vincoli da osservare nelle zone a carattere storico, ambientale e paesistico», legittima l'autorità comunale titolare del potere di pianificazione urbanistica a valutare autonomamente tali interessi e, nel rispetto dei vincoli già esistenti posti dalle amministrazioni competenti, ad imporre nuove e ulteriori limitazioni; ne consegue che la sussistenza di competenze statali e regionali in materia di bellezze naturali non esclude che la tutela di questi stessi beni sia perseguita in sede di adozione e approvazione di un piano regolatore generale.

La sussistenza di competenze statali e regionali in materia di bellezze naturali non esclude che la tutela di questi stessi beni sia perseguita in sede di adozione e approvazione di un P.R.G..

Il P.R.G., nell'indicare i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...osservare per l'edificazione nelle zone a carattere storico, ambientale e paesistico, può disporre che determinate aree siano sottoposte a vincoli conservativi, indipendentemente da quelli disposti dalle commissioni competenti nel perseguimento della salvaguardia delle cose di interesse storico, artistico o ambientale.

La distinzione tra le forme di tutela previste dalla legislazione di settore e le scelte pianificatorie volte alla valorizzazione di complessi edilizi di interesse culturale, storico ed ambientale non risiede nel dato quantitativo relativo all'ambito, puntuale o meno, degli oggetti interessati dalle determinazioni limitative, quanto nel dato teleologico relativo alla diversa finalità che permea le rispettive statuizioni amministrative.

Il P.R.G. può recare previsioni vincolistiche incidenti su singoli edifici, configurati in sé quali «zone», quante volte la scelta, pur se puntuale sotto il profilo della portata, sia rivolta non alla tutela autonoma dell'immobile «ex se» considerato ma al soddisfacimento di esigenze urbanistiche evidenziate dal carattere qualificante che il singolo immobile assume nel contesto dell'assetto territoriale.

Il potere discrezionale di cui l'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione dispone nel fissare l'ampiezza del vincolo indiretto finalizzato a costituire una fascia di rispetto attorno al bene archeologico oggetto di tutela diretta è sindacabile in sede di legittimità solo per macroscopica incongruenza ed illogicità.

Non è incongrua l'imposizione del vincolo indiretto allo scopo di tutelare l'aspetto del territorio agricolo onde meglio conservare un'immagine del luogo in cui si trova il bene storico, assoggettato a vincolo diretto, che si intende salvaguardare anche a mezzo del vincolo indiretto.

Nel momento in cui l'amministrazione dei beni culturali viene ad imporre un vincolo indiretto di carattere assolutamente preclusivo della realizzazione di nuove costruzioni, non può, infatti, non tenere conto delle differenziate situazioni di affidamento in atto.

Nel caso in cui il vincolo indiretto intervenga in un ambito edificabile in cui il proprietario abbia portato a conclusione l'iter procedimentale volto al conseguimento del permesso di costruire e questo gli sia stato rilasciato previa specifica considerazione della compatibilità paesaggistica, il provvedimento di imposizione di vincolo indiretto deve tener conto del legittimo affidamento che il rilascio dell'au... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e paesistica aveva ingenerato nel privato.

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> VINCOLO STORICO, ARCHEOLOGICO, ARTISTICO

La valutazione in ordine all'esistenza di un interesse culturale (artistico, storico, archeologico o etnoantropologico) particolarmente importante, tale da giustificare l'imposizione del relativo vincolo, ai sensi degli art. 13, comma 1, e 10, comma 3, lett. a) del d.lgs. n. 42/2004, recante il Codice dei beni culturali e del paesaggio, è prerogativa dell'Amministrazione preposta alla gestione del vincolo e può essere sindacata in sede giurisdizionale solo in presenza di profili di incongruità ed illogicità di evidenza tale da far emergere l'inattendibilità della valutazione tecnico-discrezionale compiuta.

Il vincolo archeologico deriva dall'accertamento tecnico di una certa qualitas dell'area (art. 13 del Codice b.c.), riscontrata la quale il provvedimento finale è del tutto necessitato. Nell'ambito del procedimento non entrano quindi in discussione apprezzamenti discrezionali coinvolgenti la comparazione tra interessi diversi; individuato l'oggetto di potenziale interesse archeologico, non vi sono scelte da compiere, va... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a effettuare, interessi da soppesare. L'area che sarà oggetto di vincolo è individuata per le sue caratteristiche intrinseche e non già per effetto di una qualche scelta amministrativa.

L'imposizione del vincolo indiretto disciplinato dall'art. 49 del D. Lgs. n. 490 del 1999 (e in precedenza dall'art. 21 della L. n. 1089 del 1939), costituisce espressione della discrezionalità tecnica della amministrazione, sindacabile innanzi al giudice amministrativo solo quando la motivazione risulti inadeguata o presenti manifeste incongruenze o illogicità.


 
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