Carrello
Carrello vuoto



La novità del c.d. «terzo condono»

A fronte di un abuso edilizio condonato, il giudice penale deve accertarne i requisiti di condonabilità e, segnatamente, con riferimento specifico al condono introdotto con la L. 724/1994. Va aggiunto tuttavia che gli abusi edilizi condonabili vengono individuati di volta in volta dalla legge istitutiva, che può allargare oppure restringere le ipotesi a sua insindacabile discrezione.

Questo articolo è composto da sintesi giurisprudenziali contenute nel sottostante prodotto in formato pdf, nel quale si trovano anche gli estratti originali e gli estremi delle sentenze a cui le sintesi si riferiscono. Scaricati gratis un demo dal box sottostante.

Articolo tratto dal sottostante PDF, acquistabile e scaricabile in pochi minuti

Verrai indirizzato al dettaglio del prodotto fra 60 secondi.
titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
pagine: 5843 in formato A4, equivalenti a 9933 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 50,00

  leggi qui come funziona      scarica gratis alcune pagine!!


TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> TRE CONDONI, DISTINZIONE

Come si ricava dal richiamo ai capi IV e V della l. 47/1985, l'art. 32 del d.l. 269/2003 si sostanzia nella possibilità di sanare vicende non mai definite o ancora da concludere e non già in quella di riaprire procedimenti che hanno trovato il loro compimento e si sono già consolidate.

Non è possibile applicare l'art. 32, c. 14 del DL 269/2003, così selettiva e specifica per il c.d. "terzo" condono edilizio, a fattispecie già a suo tempo sanate ed alle quali continuano ad applicarsi le norme proprie che regolarono la sanatoria che le riguardò, di stretta interpretazione e tali da non prestarsi a quelle letture costituzionalmente orientate già escluse per l'autonoma composizione dei procedimenti attivati in base a ciascuna delle tre discipline di condono.

Il c.d. terzo condono esclude la possibilità di sanatoria per le opere abusive realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali o regionali a tutela, tra l'altro, di interessi idrogeologici, delle falde acquifere, ambientali e paesaggistici, a meno che non siano conformi alle norme urbanistiche e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rizioni degli strumenti urbanistici.

Dal terzo condono edilizio di cui alla l. n. 326/03 restano esclusi gli edifici insistenti su aree caratterizzate da vincolo istituito prima dell'esecuzione delle opere abusive, realizzate in assenza e/o difformità dal titolo abilitativo e che risultino non conformi alle norme ed alle prescrizioni poste dagli strumenti urbanistici.

L'art. 32 comma 27 lett. d), d.l. n. 269 del 2003 convertito dalla l. n. 326 del 2003, prescrive l'insuscettibilità della sanatoria di opere edilizie non autorizzate, realizzate su immobili soggetti a vincoli, istituti prima dell'esecuzione di dette opere, ove le stesse non siano conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Il condono, di cui all'art. 32, comma 25, del decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003, è più restrittivo di analoghe normative precedenti nella misura in cui si esclude comunque la sanabilità delle opere in determinate circostanze, con particolare riferimento alle opere realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali, a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici qualora istituiti prima... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zione di dette opere nonché alle opere realizzate nei porti e nelle aree appartenenti al demanio marittimo, lacuale e fluviale.

La sanatoria prevista dal d.l. 269/2003 ha natura straordinaria, poiché da essa consegue l'effetto estintivo dei reati connessi al compimento di opere edilizie abusive.

L'art. 32 d.l. 269/2003 deve essere letto ed interpretato tenendo presente che nell'emanare tale norma il legislatore aveva l'interesse rivolto non alla sanatoria amministrativa degli abusi edilizi, quanto piuttosto alla estinzione delle conseguenze penali degli abusi edilizi, perché questa, più che la sanatoria meramente amministrativa, avrebbe potuto influire sulla "discovery" degli abusi edilizi.

L'art. 39, comma 20, della legge n. 724 del 1994, che escludeva dal regime dell'art. 33 della legge 47 del 1985 "il divieto transitorio di edificare, previsto dall'art. 1 quinquies del decreto legge 27 giugno 1985, n. 312", convertito in legge 8 agosto 1985, 431 (il quale a sua volta vietava – fino all'adozione dei piani regionali – ogni modifica delle aree e dei beni, individuati dall'art. 2 del decreto ministeriale del 21 settembre 1984, recante dichiarazione di notevole interesse pubblico, tra l'altro, dei... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... costieri") non appare riferibile alla procedura di condono, di cui all'art. 32, comma 25 del decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003, che nel successivo comma 27 escludeva "comunque" la sanabilità delle opere "realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali, a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici….qualora istituiti prima dell'esecuzione di dette opere".

In tema di cd. terzo condono, ai sensi dell'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. 30 settembre 2003 n. 269, convertito dalla l. 24 novembre 2003 n. 326, sono sanabili le opere abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, purché ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: a) che si tratti di opere realizzate prima dell'imposizione del vincolo, anche se questo non comporta l'inedificabilità assoluta dell'area; b) che, seppure realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; c) che siano opere di minore rilevanza, corrispondenti alle tipologie di illecito di cui ai nn. 4, 5 e 6, dell'allegato a del d.l. n. 269 del 2003 (restauro, risanamento conservativo e manutenzion... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...aria) senza quindi aumento di superficie; d) che vi sia il previo parere favorevole dell'Autorità preposta al vincolo.

Per gli immobili realizzati in ambito vincolato il "terzo condono" 2003 si atteggia quasi a una sorta di accertamento di conformità non essendo ammissibile la sanatoria di opere contrastanti con le norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

L'inserimento del requisito della conformità urbanistica nella fattispecie del condono edilizio ex D.L. n. 269/2003 costituisce una novità rispetto alle precedenti leggi sul condono edilizio, ha dato vita ad un meccanismo di sanatoria che si avvicina fortemente all'istituto dell'accertamento di conformità, previsto dall'art. 36 T.U. 6 giugno 2001 n. 380.

Il condono del 2003 è più restrittivo di quelli che lo hanno preceduto, in particolare per gli immobili ricadenti in aree vincolate, in cui la sanatoria è subordinata non solo alla compatibilità ma anche alla condizione che l'immobile sia conforme alla normativa urbanistico - edilizia; in pratica per gli interventi realizzati in ambito vincolato il condono finisce per l'atteggiarsi a una sorta di accertamento di conformità.
[Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...La sanatoria straordinaria di cui all'art. 39 della legge n. 724/1994 consente, in via eccezionale, di regolarizzare interventi abusivi, purché non in insanabile contrasto con vincoli preordinati alla tutela di interessi generali.

La sanatoria straordinaria ex art. 39 della legge n. 724/1994 (così come quella di cui agli artt. 31 ss. della legge n. 47/1985) consente, in via eccezionale, di regolarizzare interventi abusivi, purché non in insanabile contrasto con vincoli preordinati alla tutela di interessi generali, di cui agli artt. 32 e 33 della legge n. 47/1985.

Il terzo condono edilizio previsto dal d.l. n. 269/2003 consente la sanatoria delle opere abusive realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli purché ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni: che si tratti di opere realizzate prima dell'imposizione del vincolo; che, pur realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; che siano opere di minore rilevanza (restauro, risanamento conservativo e manutenzione straordinaria) senza quindi aumento di superficie; che vi sia il previo parere favorevole dell'autorità preposta al vincolo.

Mentre con i precedenti condoni era poss... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...natoria dell'immobile relativamente vincolato anche se contrastante con le norme urbanistiche, con la normativa del 2003, ciò non è più possibile, ostando alla regolarizzazione la compresenza del vincolo (che, se relativo, è in linea di principio rimovibile con il parere dell'Autorità competente) e della non conformità alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Il condono ex d.l. n. 269 del 2003 contempla una disciplina più restrittiva rispetto a quelle precedenti atteso che in presenza di abusi realizzati in zone vincolate richiede il requisito aggiuntivo della conformità urbanistica delle opere realizzate in assenza o in difformità dal prescritto titolo abilitativo.

Il terzo condono edilizio di cui al d.l. n. 269 del 2003 consente la sanatoria delle opere realizzate su aree vincolate solo in due ipotesi costituite: a) dalla realizzazione delle opere abusive prima dell'imposizione dei vincoli; b) dal fatto che le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

In sede di condono ai sensi del d.l. n. ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...3 non rilevano solo i vincoli imposti su singoli immobili per effetto di un provvedimento puntuale ma anche quelli genericamente attinti da vincoli paesistici.

In sede di condono ai sensi del d.l. n. 269 del 2003 non rileva la distinzione fra vincoli assoluti e relativi.

Nei casi di terzo condono edilizio ex d.l. n. 269 del 2003 convertito, con modificazioni, in l. n. 326 del 2003 in presenza di profili di palese inammissibilità non opera la sospensione ex lege del procedimento sanzionatorio.

Non sono suscettibili di condono, ai sensi dell'art. 32, comma 27, della legge n. 326 del 2003, le opere abusive realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici, dei beni ambientali e paesistici, e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Nei casi di terzo condono edilizio, ex d.l. n. 269 del 2003 convertito, con modificazioni, in l. n. 326 del 2003, allorquando emergano, nella fattispecie concreta esaminata, profili di palese inammissibilità della domanda di condono, vuoi sotto il profilo della non conformità urbanistica di quanto realizzato, vuoi sotto il profilo della tipologia dell'i... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...allora potrà ritenersi non necessario il previo provvedimento comunale di inammissibilità o di rigetto della domanda, potrà reputarsi non operativa la sospensione ex lege del procedimento sanzionatorio e ammissibile la rilevazione giudiziale diretta della non applicabilità del condono.

La sanatoria ai sensi del d.l. n. 269 del 2003 di manufatti realizzati su aree vincolate opera solo in due ipotesi, previste disgiuntamente e costituite, rispettivamente, dalla realizzazione di opere abusive prima dell'imposizione dei vincoli e dal fatto che le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Ai fini del condono di cui al d.l. n. 269/2003 non rileva la distinzione fra immobile ed area in quanto il carattere vincolato di un edificio si rapporta per insuperabile necessità logico–giuridica alla vincolatezza del sito ove è stato edificato.

Il terzo condono edilizio (ex d.l. n. 269 del 2003 convertito dalla l. n. 326 del 2003) si distingue dai precedenti nella misura in cui prescrive il diniego di sanatoria delle opere edilizie non autorizzate, realizzat... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...li soggetti a vincoli istituti prima dell'esecuzione di dette opere, ove le stesse non siano conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Il condono di cui al d.l. n. 269/2003 si distingue dai precedenti nella misura in cui prescrive l'insuscettibilità della sanatoria di opere edilizie non autorizzate, realizzate su immobili soggetti a vincoli, istituti prima dell'esecuzione di dette opere, ove le stesse non siano conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Nei casi di "terzo" condono edilizio (ex art. 32 d.l. 269 del 2003), condono assoggettato a stringenti limiti oggettivi per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico, allorquando emergano, nella fattispecie concreta esaminata, profili di palese inammissibilità, già in astratto rilevabili, della domanda di condono, per i profili sia della non conformità urbanistica di quanto realizzato, sia della tipologia dell'intervento, deve ritenersi ammissibile la rilevazione giudiziale diretta della non applicabilità del condono.

Nei casi di "terzo" condono edilizio, ai sensi del d.l. n. 269 del 2003, assoggettato a stringenti limiti oggettivi per le aree sottoposte a vincolo paesaggi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...rquando emergano, nella fattispecie concreta esaminata, profili di palese inammissibilità, già in astratto rilevabili, della domanda di condono, per i profili sia della non conformità urbanistica di quanto realizzato, sia della tipologia dell'intervento, deve ritenersi non necessario il previo provvedimento comunale di inammissibilità o di rigetto della domanda e reputarsi non operativa la sospensione ex lege del procedimento sanzionatorio e ammissibile la rilevazione giudiziale diretta della non applicabilità del condono.

Il condono di cui al d.l. n. 269/2003 presenta un ambito oggettivo più circoscritto rispetto a quello del 1985, in forza dei limiti ulteriori contemplati dal comma 27 dell'art. 32, i quali si aggiungono a quanto previsto negli artt. 32 e 33 della legge n. 47 del 1985 e non sono racchiusi nell'area dell'inedificabilità assoluta.

La facoltà di compensazione prevista ai sensi della legge n. 662/1996 (relativa al condono ex Legge n. 724/1994) costituisce una previsione di natura eccezionale in quanto derogatoria del divieto di compensazione su base volontaria dei crediti della pubblica amministrazione.

La sanatoria è ammessa dalla legge 24 novembre 2003, n. ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...r le nuove costruzioni di tipo residenziale.

Non sono suscettibili di condono ai sensi della L. n. 326/2003 le nuove costruzioni non residenziali, destinate ad attività artigianale-commerciale.

La legge n. 326/2003, pur collocandosi sull'impianto generale della legge n. 47, norma (con l'art. 27) in maniera più restrittiva la sanatoria di opere realizzate su aree sottoposte vincoli di carattere paesaggistico, poiché con riguardo ai vincoli ivi indicati (tra cui quelli a protezione dei beni paesistici) preclude la sanatoria sulla base della anteriorità del vincolo senza la previsione procedimentale di alcun parere dell'autorità ad esso preposta, con ciò collocando l'abuso nella categoria delle opere non suscettibili di sanatoria (ex art. 33 l. n. 47/85).

Gli abusi edilizi condonabili vengono individuati di volta in volta dalla legge istitutiva, che può allargare oppure restringere le ipotesi a sua insindacabile discrezione, - ovviamente nel rispetto dei principi costituzionali - sulla base delle mutevoli esigenze fiscali, che normalmente costituiscono la ragione della scelta del legislatore.

Alla luce della natura del condono, non è possibile estendere i precetti del... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... 724 del 1994 alla diversa procedura di condono disciplinata dal d.l. n. 269 del 2003.

Il condono di cui al d.l. 269/2003 è caratterizzato da un ambito oggettivo più circoscritto rispetto a quello della legge 47/1985, per effetto dei limiti ulteriori contemplati dall'art. 32, co. 27, i quali si aggiungono a quanto previsto negli artt. 32 e 33 legge 47/1985 e non sono racchiusi nell'area dell'inedificabilità assoluta.

La normativa (c.d. del "piccolo condono") di cui al comma 25 dell'art. 32 del d.l. 30 settembre 2003 n. 269 (conv. in L. n. 326/2003) riaprì la possibilità di richiedere il condono delle opere abusive che risultino essere ultimate entro il 31 marzo 2003 limitatamente all'ampliamento di manufatti esistenti non superiore al 30% della volumetria della costruzione originaria, con il limite dei 750 metri cubi, ed alle "nuove costruzioni residenziali" non superiori a 750 metri cubi per singola richiesta di titolo abilitativo edilizio in sanatoria, a condizione che la nuova costruzione non superi complessivamente i 3.000 metri cubi.

L'insanabilità ai sensi dell'art. 32, co. 27, d.l. 269/2003 determinata dalla sussistenza di un vincolo ambientale, paesistico di parco ed area protetta nazi... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ionale, a tutela di interessi idrogeologici o delle falde acquifere, vincolo istituito prima dell'esecuzione delle opere abusive, costituisce novità rispetto alle precedenti leggi sul condono edilizio ed avvicina fortemente l'istituto in parola all'accertamento di conformità di cui all'art. 36 D.P.R. 380/2001.

Il fatto che l'art. 32, co. 15, d.l. 269/2003, nel fissare i limiti volumetrici degli immobili nuovi suscettibili di condono, ha fatto menzione unicamente di quelli adibiti ad uso residenziale non significa che gli immobili nuovi a destinazione non residenziale siano sanabili senza limiti, ma, piuttosto, che questi non sono ammessi a condono.

La novità del c.d. «terzo condono» è costituita dall'inserimento del requisito della conformità urbanistica all'interno della fattispecie del condono edilizio (che, al contrario, prescinde di norma da un simile requisito), così dando vita ad un meccanismo di sanatoria che si avvicina fortemente all'istituto dell'accertamento di conformità.

Il condono del 2003 è più restrittivo dei condoni edilizi introdotti in precedenza poiché è limitato a violazioni di carattere essenzialmente formale e non sostanzial... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...br /> A fronte di un abuso edilizio condonato, il giudice penale deve accertarne i requisiti di condonabilità e, segnatamente, con riferimento specifico al condono introdotto con la L. n. 724 del 1994: la tempestività della domanda; la riferibilità della domanda agli imputati o ai comproprietari dell'immobile abusivo; la riferibilità della domanda all'immobile stesso; la ultimazione dei lavori entro il termine di legge; i requisiti volumetrici dell'immobile costruito; la congruità quantitativa dell'oblazione versata, attraverso l'acquisizione del certificato a tal fine rilasciato dal Sindaco competente.

La legge sul condono edilizio del 2003 non si applica alle nuove costruzioni non residenziali.

La clausola di rinvio alle precedenti leggi di condono, contenuta nel comma 28 dell'art. 32 del d.l. 263/2003, non amplia le ipotesi di condono previste nei commi precedenti, limitandosi a rendere applicabili le disposizioni sostanziali e processuali sugli effetti della presentazione della domanda di condono ovvero del ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale.

La novità sostanziale del d.l. 326/2003 rispetto ai precedenti condoni (legge 721/1994 e legge 47/1985) è costituita dall'inserime... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...uisito della conformità urbanistica all'interno della fattispecie del condono edilizio (che, al contrario, prescinde di norma da un simile requisito), così dando vita ad un meccanismo di sanatoria che si avvicina fortemente all'istituto dell'accertamento di conformità previsto dall'art. 36 D.P.R. 380/2001.

Se il condono di cui alla legge n. 47 del 1985 comportava il sacrificio delle esigenze pianificatorie quanto alla applicazione delle sanzioni amministrative e delle sanzioni penali edilizie (previste dall'art. 20 della legge n. 47 del 1985) in base al disposto dell'art. 38, il condono di cui al D.L. n. 269 del 2003 ha comportato anche il sacrificio della tutela paesaggistica quanto alla applicazione delle sanzioni penali specifiche.



 
 Il pdf da cui è tratto questo articolo si acquista con pochi click e si scarica subito dopo il pagamento. Per maggiori info clicca qui.


© COPYRIGHT. È ammessa la riproduzione del contenuto solo con la citazione della fonte e del link

ALTRI ARTICOLI CHE POTREBBERO INTERESSARTI