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Gli sviluppi moderni del rapporto tra etica ed economia


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titolo:REVISIONE DEGLI ESTIMI CATASTALI
anno:2018
pagine: 148 in formato A4, equivalenti a 252 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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Ingegnere Civile-edile

Il pensiero di Benedetto Croce sul rapporto tra economia ed etica è stato sviluppato in un contesto nel quale la dottrina egemone era quella classica, originata dal pensiero di Adam Smith e ramificatasi in scuole di pensiero che non si sono mai sufficientemente emancipate dal meccanicismo dell'impianto dottrinale classico. Peraltro le biografie consultate sull'illustre filosofo, deceduto nel 1955, non fanno cenno alcuno riguardo l'eventuale modifica delle proprie posizioni, ad esempio l'accettazione dell'impostazione macroeconomica keynesiana, la quale, va rammentato, non ha comunque inciso sui fondamenti dell'economia.


Occorre dunque assumere per guida un altro «Virgilio», profondo e stimato conoscitore del rapporto tra economia ed etica. Tra gli studiosi di fama mondiale si è distinto sull'argomento Amarthia Sen; definirlo economista può essere riduttivo, così come limitarlo al solo campo della filosofia economica. In fondo egli è un po' l'uno e un po' l'altro, ma proprio questa posizione ibrida lo fa divenire un punto di riferimento molto interessante per l'argomento trattato. Così come fatto per Galbraith e Croce è opportuno tratteggiare il suo pensiero in merito al rapporto tra economia ed et... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

Egli sostiene che «l'economia ha avuto due origini alquanto diverse, entrambe collegate alla politica, ma in modi alquanto diversi, interessati rispettivamente all'etica da una parte e a quella che potrebbe essere chiamata l'ingegneria dall'altra». Questo «incipit» è sovrapponibile a quanto affermato da Croce, avendo cura di intendere e sostituire il meccanicismo del filosofo italiano con l'ingegnerizzazione di Sen. Questi rileva, in generale, che «alle considerazioni di natura etica in qualsivoglia senso profondo non è assegnato un gran ruolo nell'analisi del comportamento umano». Questa affermazione si coniuga pienamente con la situazione socio-economica descritta da Galbraith. Sen, prima ancora di addentrarsi nelle questioni della modellizzazione del comportamento umano, osserva che «le scelte etiche non possono essere del tutto prive di rilievo per il comportamento umano effettivo». Nella sua esposizione non si rileva conflittualità tra economia ed etica, anzi «le profonde domande sollevate dalle concezioni di motivazione e di risultato sociale collegate all'etica devono trovare un posto importante nell'economia moderna» ed, «allo stesso tempo, è impossibile negare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'approccio ingegneristico abbia molto da offrire all'economia».


Il fenomeno della ricerca di una economia su basi etiche, rilevato nel suo divenire da Benedetto Croce, è da Sen proiettato nei successivi decenni senza sostanziali mutazioni, fatta eccezione per il suo affievolimento: «l'importanza dell'approccio etico si è andata indebolendo in modo alquanto sostanziale via via che l'economia moderna si evolveva». Il filosofo ed economista indiano, con molta semplicità, individua il nucleo del problema della modellizzazione del comportamento umano a fini economici, ossia «l'interdipendenza sociale» che è da annoverarsi «tra gli aspetti più complessi dell'economia». Sen è profondamente convinto che «l'economia, così come si è venuta costituendo, può essere resa più produttiva se si presta maggiore e più esplicita attenzione alle considerazioni di natura etica che informano il comportamento e il giudizio umano». Egli ribalta il punto di vista corrente, ponendo le domande: «Perché dovrebbe essere peculiarmente razione perseguire il proprio interesse personale ad esclusione di qualsiasi altra cosa? ... Il cosiddetto &laq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nomico» che persegue i propri interessi ci dà la migliore approssimazione possibile al comportamento degli esseri umani, perlomeno in campo economico»? La risposta corrente è che l'homo economicus è effettivamente «l'ipotesi comunemente assunta in economia, ed è un punto di vista che non manca di sostenitori». «La concezione della razionalità basata sull'interesse personale comporta inter alia un netto rifiuto della concezione della motivazione collegata all'etica». Insomma, la modellizzazione corrente del comportamento umano a fini economici non può che essere abbandonata a causa della totale incompatibilità con la concezione delle motivazioni etiche: «La vera questione è se ci sia una pluralità di motivazioni, o se sia il solo interesse personale a guidare gli esseri umani».


Prima di esporre le proprie convinzioni, Sen critica in modo negativo i concetti che sostengono l'homo economicus a partire dalle loro fondamenta: «Il sostegno che gli assertori e i difensori del comportamento mosso dall'interesse personale hanno cercato in Adam Smith è in realtà difficile da trovare sulla base di lettura più ampia e meno distorta ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...utore». Per chiarire il concetto, come semplice esempio, egli fa riferimento al fatto che «non è esatto identificare 'prudenza' con 'interesse personale'. Come spiega Smith nella Teoria dei sentimenti morali, la prudenza è «l'unione» delle due qualità della «ragione e comprensione» da una parte e del «dominio di sé» dall'altra (Smith 1790, p. 189)». Parrebbe dunque che una buona parte del pensiero autentico ed originario di Adam Smith sia stato interpretato in modo distorto; è degno di nota che anche J.K. Galbraith abbia sostanzialmente espresso la stessa idea. Il concetto è poi meglio spiegato, arrivando ad individuarne le cause: «In realtà è proprio il restringimento di ottica rispetto all'ampia visione smithiana degli esseri umani a poter venire visto come una delle principali carenze della teoria economica contemporanea. Questo impoverimento è strettamente legato all'allontanamento dell'economia dall'etica». La teoria economica classica nel tempo si è sviluppata dunque, secondo Sen, in modo deformato, perdendo alcuni importanti connotati che Adam Smith aveva invece individuato e messo a fuoco; in particolare la mancanza più grave &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... alla progressiva dissociazione dall'etica. La diagnosi dell'economista indiano è molto precisa: «Se tuttavia il comportamento effettivo degli esseri umani è influenzato da considerazioni di natura etica (e influenzare la condotta umana è, dopotutto, un aspetto centrale dell'etica), allora chiaramente le considerazioni di economia del benessere devono poter avere una qualche influenza sul comportamento effettivo, e devono pertanto essere rilevanti anche per l'economia predittiva. Sarebbe in effetti abbastanza assurdo dedicare tanta attenzione all'argomento dell'etica se veramente avvenisse che le considerazioni etiche non dovessero mai influenzare il comportamento concreto delle persone».


Le parole di Amarthia Sen pongono all'attenzione una evidente contraddizione sulla quale forse non si è mai posta la dovuta attenzione. In ciò non vi sono contraddizioni con quanto sostenuto da Benedetto Croce, infatti non si tratta di mischiare impropriamente etica ed economia, ma semplicemente prendere atto che l'etica, piaccia o non piaccia, influenza l'agire umano e, conseguentemente, non può essere trascurata nella modellizzazione del comportamento umano a fini economici. Il motivo principale per il quale ci&ograv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; avvenuto ed ha generato il «senso di invulnerabilità dall'etica del quale l'economia predittiva sembra godere, deriva in parte dal convincimento della robustezza dell'ipotesi che il comportamento umano, perlomeno in campo economico, possa essere approssimato attraverso la massimizzazione dell'interesse personale». È evidente che, se si assume per veritiera la visione galbraithiana dell'economia, l'incoerenza delle previsioni con la realtà fattuale, poi verificatasi, porta inevitabilmente a concludere che la dottrina economica, esposta secondo un processo razionale deduttivo, è fasulla ovvero che l'ipotesi di approssimare il comportamento umano a fini economici con l'homo economicus è sostanzialmente falsa. In parole semplici Amarthia Sen spiega il motivo per il quale la massimizzazione dell'interesse individuale non è accettabile, infatti «il comportamento è in ultima analisi una questione anche sociale, e pensare in termini di cosa noi 'dovremmo fare o di quale debba essere' la nostra strategia può rispecchiare un senso d'identità che comporta un riconoscimento degli obiettivi degli altri e delle interdipendenze reciproche in gioco, ... l'allontanamento dagli assunti comportamentali correnti d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... economica può derivare da molteplici considerazioni etiche diverse. Queste possono comportare una cordialità e una simpatia per gli altri. Può anche esservi un impegno a favore di svariate cause. … possono anche esserci altri schemi di comportamento la fedeltà ai quali può non derivare da una qualsivoglia valutazione intrinseca riconosciuta a quello stesso comportamento, quanto piuttosto all'importanza strumentale di quel comportamento - vuoi per l'individuo vuoi per il gruppo».


L'abbandono dell'individualismo a favore di un modello comportamentale di tipo sociale, dopo aver ampiamente sperimentato i limiti dell'homo economicus, è divenuto una priorità irrinunciabile nell'economia. Tuttavia il superamento di tale modello non è compito dallo «svolgimento particolarmente facile», in quanto esistono «ambiguità profonde e molti dei problemi sono intrinsecamente complessi. Tuttavia la necessità di avvicinare maggiormente l'economia all'etica non si basa sul fatto che questa sia una cosa facile da fare. Si basa invece su ciò che ricaveremo da questo».



 
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