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Casi di sostituzione della demolizione con la sanzione pecuniaria

La possibilità di sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria va valutata su richiesta dell'interessato e previo accertamento da parte dell'Ufficio Tecnico Comunale. Per impedire la demolizione è necessario infatti un effettivo pregiudizio alla restante parte dell'edificio, una riduzione della stabilità dell'intero manufatto.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANZIONI --> DEMOLIZIONE --> SANZIONI PECUNIARIE SOSTITUTIVE

Nel caso in cui le opere siano state edificate in zona sottoposta a vincolo paesistico, sussiste di per sé l'interesse pubblico al ripristino dello stato dei luoghi non residuando alcuno spazio per far luogo alla sola sanzione pecuniaria.

L'irrogazione della sanzione pecuniaria alternativa all'ordinanza di demolizione ai sensi dell'art. 38 del D.P.R. n. 380/2001 opera solamente in presenza di vizi formali e procedurali e non di vizi sostanziali, nonché nelle ipotesi in cui soltanto una parte del fabbricato sia abusiva e nel contempo risulti obiettivamente verificato che la demolizione di tale parte esporrebbe a serio rischio la residua parte legittimamente assentita.

La possibilità di ingiungere il pagamento di una sanzione pecuniaria in luogo dell'ordinaria misura della rimessione in pristino è subordinata ad una motivata valutazione del dirigente del competente ufficio comunale.

Il privato che vuole sostituire la demolizione con il pagamento di una sanzione pecuniaria ha l'onere di allegare elementi idonei ad accreditare come verosimile la situazione di oggettiva impossibilità... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...duzione in pristino.

La sanzione pecuniaria ex art. 34 del D.P.R. 380/2001 in relazione agli interventi e alle opere realizzate in parziale difformità dal permesso di costruire va applicata solo laddove emerga, in sede di esecuzione dell'intervento di ripristino, che la rimozione o la demolizione dell'intervento abusivo non sarebbe possibile senza provocare pregiudizio alla restante parte dell'edificio. In tal caso l'impossibilità del ripristino va accertata non già prima di ingiungere la demolizione, ma solo, eventualmente, in sede di esecuzione del ripristino.

L'ingiunzione di demolizione costituisce la prima e obbligatoria fase del procedimento repressivo, in quanto ha natura di diffida e presuppone solo un giudizio di tipo analitico-ricognitivo dell'abuso commesso, mentre il giudizio sintetico-valutativo, di natura discrezionale, circa la rilevanza dell'abuso e la possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria può essere effettuato soltanto in un secondo momento, cioè quando il soggetto privato non ha provveduto spontaneamente alla demolizione e l'organo competente emana l'ordine, indirizzato ai competenti uffici dell'Amministrazione, di esecuzione d'ufficio della rimozione delle ope... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sicché solo nella seconda fase non può ritenersi legittima l'ingiunzione di demolizione sprovvista di qualsiasi valutazione intorno all'entità degli abusi commessi e alla possibile sua sostituzione con la sanzione pecuniaria.

Il privato sanzionato con l'ordine di demolizione per la costruzione di un'opera edilizia abusiva, non può invocare l'applicazione in suo favore dell'art. 34 comma 2, D.P.R. n. 380 del 2001, che comporta l'applicazione della sola sanzione pecuniaria nel caso in cui l'ingiunta demolizione non possa avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità, se non fornisce seria ed idonea dimostrazione del pregiudizio stesso sulla struttura e sull'utilizzazione del bene residuo, perché per impedire l'applicazione della sanzione demolitoria occorre un effettivo pregiudizio alla restante parte dell'edificio, consistente in una menomazione dell'intera stabilità del manufatto.

Nella situazione di parziale difformità delle opere realizzate rispetto al permesso di costruire in precedenza rilasciato e quindi da considerare non presidiate dal corrispondente titolo abilitante, giusta l'art. 34 del D.P.R. n. 380 del 2001, alcun spazio può esservi per disporre ab origine un... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a irrogazione di una sanzione meramente pecuniaria, la quale può essere applicata, in alternativa alla riduzione in pristino unicamente allorquando, in sede di esecuzione della demolizione, ci si renda conto che non è tecnicamente possibile eliminare le parti difformi della struttura senza compromettere quelle conformi o, addirittura, la statica del fabbricato.

Sulla possibilità di irrogare sanzioni pecuniarie per impraticabilità della demolizione, il concetto di possibilità di ripristino non va inteso come "possibilità tecnica", occorrendo comunque valutare l'opportunità di ricorrere alla demolizione, dovendosi comparare l'interesse pubblico al recupero dello status quo ante con il rispetto delle posizioni giuridiche soggettive del privato incolpevole che aveva confidato nell'esercizio legittimo del potere amministrativo.

La scelta di escludere la sanzione demolitoria, sostituendola con sanzioni sostitutive, laddove adeguatamente motivata ed accompagnata alle indicazioni contenute nell'annullamento, appare quella maggiormente rispettosa di tutti gli interessi coinvolti nella singola controversia ed anche del principio di proporzionalità dell'azione amministrativa, di diretta derivazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...itto dell'Unione Europea, principio che impone all'Amministrazione il perseguimento del pubblico interesse col minor sacrificio possibile dell'interesse privato.

La sanzione pecuniaria sostitutiva ex art. 38 del T.U. Edilizia, applicabile ove il ripristino dello status quo non sia possibile, ha natura omogenea alla demolizione del manufatto abusivo, poiché ha anch'essa una funzione di reintegrazione della legalità violata, e, più specificamente, una funzione riparatoria della lesione dell'interesse pubblico cagionata dalla costruzione abusiva, seppur per equivalente.

Ai fini dell'applicazione della sanzione pecuniaria di cui all'art. 38 d.P.R. n. 380/2001 in caso di demolizione di un fabbricato esistente con ricostruzione di un nuovo edificio, non è possibile, con riguardo al nuovo organismo edilizio, scindere i costi di costruzione di una parte della sagoma nella misura in cui coincide con la preesistente.

L'art. 38 del d.P.R. n. 380/2001 ammette la possibilità di ingiungere, in luogo della rimessione in pristino, il pagamento di una sanzione pecuniaria ma tale di possibilità di ripristino va intesa non come possibilità tecnica occorrendo comunque anche valutare l'opportunità di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alla demolizione mediante comparazione tra l'interesse pubblico al recupero dello status quo ante con il rispetto delle posizioni giuridiche soggettive del privato incolpevole che aveva confidato nell'esercizio legittimo del potere amministrativo.

L' art. 38 del D.P.R. n. 380/2001 prevede l'irrogazione della sanzione pecuniaria alternativa all'ordinanza di demolizione in caso di annullamento del permesso di costruire solo "qualora non sia possibile, in base a motivata valutazione, la rimozione dei vizi delle procedure amministrative o la restituzione in pristino"; dunque, la fiscalizzazione dell'abuso edilizio può riguardare solo vizi formali e procedurali e non sostanziali e le ipotesi in cui soltanto una parte del fabbricato risulti abusiva e nel contempo risulti obiettivamente verificato che la demolizione di tale parte esporrebbe a serio rischio la residua parte legittimamente assentita.

È la possibilità di ingiungere il pagamento di una sanzione pecuniaria in luogo dell'ordinaria misura della rimessione in pristino a essere subordinata a una motivata valutazione del dirigente del competente ufficio comunale, e non viceversa. L'obbligo di un'espressa motivazione risulta circoscritto all'ipotesi in cui occorre giustificare il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'opzione residuale dell'irrogazione delle sanzioni pecuniarie e, comunque, deve ritenersi configurabile a carico dell'interessato, sia in sede procedimentale che in giudizio, l'onere di allegare elementi idonei ad accreditare come verosimile la dedotta situazione di oggettiva impossibilità di una riduzione in pristino.

L'art. 33 del d.p.r. 380/2001 individua come prima opzione sanzionatoria per gli interventi di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire o in totale difformità, proprio quella ripristinatoria, a conferma della gravità dell'abuso e della previa necessità del titolo autorizzatorio al quale lo stesso è subordinato, prevedendo semplicemente la possibilità, qualora emergano difficoltà tecniche in sede di esecuzione della demolizione, di irrogare la sanzione pecuniaria. Tale evenienza, tuttavia, rileva solo in sede esecutiva, così che la sua assenza nell'ordinanza di demolizione (come pure l'eventuale presenza del presupposto dell'impossibilità di demolire) non può costituire vizio dell'ordine di riduzione in pristino.

Mentre l'ingiunzione di demolizione costituisce la prima ed obbligatoria fase del procedimento repressivo, in quanto ha natura di diff... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ppone solo un giudizio di tipo analitico-ricognitivo dell'abuso commesso, il giudizio sintetico-valutativo, di natura discrezionale, circa la rilevanza dell'abuso e la possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria (art. 33 co. 2 d.p.r. 380/01) può essere effettuato soltanto in un secondo momento, cioè quando il soggetto privato non ha ottemperato spontaneamente alla demolizione e l'organo competente emana l'ordine di esecuzione in danno delle ristrutturazioni realizzate in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire o delle opere edili costruite in parziale difformità dallo stesso.

La fiscalizzazione dell'abuso edilizio può riguardare, contrariamente a quanto si reputa da parte ricorrente, solo vizi formali e procedurali e non sostanziali e le ipotesi in cui soltanto una parte del fabbricato risulti abusiva e nel contempo risulti obiettivamente verificato che la demolizione di tale parte esporrebbe a serio rischio la residua parte legittimamente assentita.

L'applicabilità della sanzione alternativa pecuniaria è prevista dall'art. 38, comma 1, del d.p.r. n. 380/2001 avendo riguardo all'ipotesi in cui soltanto una parte di un fabbricato risulti abusivamente real... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sulti, nel contempo, accertato che la sua demolizione esporrebbe a serio rischio statico la residua parte legittima del fabbricato medesimo, e non già avendo riguardo alla differente ipotesi in cui l'intero fabbricato sia stato assentito mediante titolo abilitativo edilizio annullato.

Poiché l'art. 31 del D.P.R. n. 380/01 non prescrive alternatività tra sanzione demolitoria e sanzione pecuniaria, la sua applicazione di per sé giustifica la comminazione della sanzione reale, ossia esclude qualsiasi alternatività tra sanzioni di diversa gravità e, quindi, qualsiasi necessità per l'amministrazione di procedere ad una scelta, esternandone le ragioni.

La possibilità, qualora emergano difficoltà tecniche in sede di esecuzione della demolizione, di irrogare la sanzione pecuniaria sostitutiva ex art. 34 T.U. edilizia rileva solo in sede esecutiva, così che la sua assenza nell'ordinanza di demolizione (come pure l'eventuale presenza del presupposto dell'impossibilità di demolire) non può costituire vizio dell'ordine di riduzione in pristino, che rimane la prima opzione sanzionatoria.

A fronte di una perizia del proprietario confinante che dimostra la fattibilit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'intervento di demolizione dell'accertato abuso edilizio, è del tutto apodittica la conclusione del Comune secondo cui sarebbe dimostrato che la demolizione delle strutture realizzate in difformità dal titolo edilizio non può avvenire senza pregiudizio delle strutture realizzate per la parte di edificio conforme allo stesso titolo edilizio.

Dall'unilateralità ed apoditticità dell'operato del Comune nel verificare se il fabbricato abusivo possa essere demolito discende l'obbligo che, sotto il profilo tecnico, l'impossibilità della demolizione sia accertata da un soggetto "terzo" estraneo cioè alle parti in causa.

La possibilità di sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria deve essere valutata dall'Amministrazione competente nella fase esecutiva del procedimento, successiva ed autonoma rispetto all'ordine di demolizione ed è comminabile soltanto in caso di impossibilità della demolizione, secondo una valutazione tecnica rimessa in via esclusiva all'Autorità amministrativa.

La sanzione pecuniaria alternativa alla demolizione ex art. 38 comma 1, d.P.R. n. 380/2001 deve intendersi riferita alle sole costruzioni assentite mediante titoli abilitativ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nnullati per vizi formali, e non anche sostanziali.

L'irrogazione della sanzione pecuniaria alternativa all'ordinanza di demolizione, consentita in caso di annullamento del titolo edilizio dall'art. 38 del D.P.R. n. 380/01, può riguardare solo vizi formali e procedurali e le ipotesi in cui soltanto una parte del fabbricato risulti abusiva e, nel contempo, risulti obiettivamente verificato che la demolizione di tale parte esporrebbe a serio rischio la residua parte legittimamente assentita.

Il privato sanzionato con l'ordine di demolizione per la costruzione di un'opera edilizia abusiva non può invocare l'applicazione a suo favore della sanzione pecuniaria alternativa ex art. 34, comma 2, del D.P.R. n. 380/01 se non fornisce seria ed idonea dimostrazione del pregiudizio che ne deriverebbe per la struttura e l'utilizzazione del bene residuo.

L'applicazione della sanzione pecuniaria alternativa all'ordinanza di demolizione è innescata da un'istanza presentata a tal fine dall'interessato e non da una verifica tecnica di cui la parte pubblica, tenuta solo ad accertare l'abusività dell'opera, non può venire ragionevolmente gravata.

La sanzione pecuniaria applicata in alternativa all'ordinanz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione delle opere abusive costituisce una misura alternativa e afflittiva, e non ha natura ripristinatoria, pertanto l'obbligazione pecuniaria conseguente all'irrogazione della sanzione, è di valuta e non di valore. Ne discende che i correlati interessi legali decorrono non dalla data di accertamento dell'abuso bensì, in base all'art. 1282 c.c., dalla data in cui il credito deve considerarsi esigibile.

Spetta all'Amministrazione l'eventuale, rigorosa valutazione tecnica in ordine alla possibilità di eseguire la demolizione, in tutto o in parte, senza incidere sulla stabilità dell'edificio nel suo complesso, con l'applicazione, verificato tale caso, della sanzione pecuniaria ex art. 34, comma 2, del d.P.R. n. 380 del 2001.

Gli interventi soggetti a semplice d.i.a. sono sanzionabili con la sola sanzione pecuniaria solo quando i medesimi, benché realizzati in assenza di titolo edilizio, siano comunque conformi alla disciplina urbanistica. La sanzione pecuniaria, in altre parole, colpisce l'assenza del titolo, ma presuppone la regolarità edilizia del manufatto, laddove, nel caso contrario, va applicata la sanzione demolitoria.

L'ipotesi disciplinata dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 34, il quale pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omma 2, la cd. procedura di fiscalizzazione dell'illecito edilizio, nel caso in cui la demolizione non possa avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità con il permesso di costruire, per cui in luogo della demolizione viene applicata una sanzione pecuniaria, non equivale ad una sanatoria dell'abuso e non consente quindi il completamento delle opere abusive.

Ai fini della determinazione della misura della sanzione pecuniaria nei confronti di opere edilizie abusive, si deve tener conto del valore di queste al tempo della relativa irrogazione (e, più precisamente, al momento della valutazione effettuata dall'Agenzia del Territorio), poiché solo in tal modo l'autore dell'abuso non gode di alcun lucro rispetto all'alternativa della sanzione demolitoria.

La sanzione pecuniaria in luogo della demolizione va disposta soltanto nel caso in cui sia oggettivamente impossibile procedere alla demolizione stessa e, quindi, soltanto nel caso in cui risulti in maniera inequivoca che la demolizione, per le sue conseguenze materiali, inciderebbe sulla stabilità dell'edificio nel suo complesso senza che, pertanto, possano venire in rilievo aspetti relativi all'eccessiva onerosità dell'intervento.

In ip... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...terventi edilizi eseguiti in parziale difformità, l'ingiunzione di demolizione costituisce la prima ed obbligatoria fase del procedimento repressivo, in quanto ha natura di diffida e presuppone solo un giudizio di tipo analitico-ricognitivo dell'abuso commesso, mentre il giudizio sintetico-valutativo, di natura discrezionale, circa la rilevanza dell'abuso e la possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria, viene effettuato soltanto in un secondo momento ossia quando il soggetto privato non ha ottemperato spontaneamente alla demolizione e l'organo competente emana l'ordine di demolizione in danno delle opere edili costruite in parziale difformità.

La valutazione della possibilità o meno del ripristino dello stato dei luoghi deve essere compiuta, ad opera dell'ufficio tecnico comunale, in sede di esecuzione dell'ingiunzione, cioè quando il soggetto privato non ha ottemperato spontaneamente alla demolizione e l'organo competente emana l'ordine (questa volta non indirizzato all'autore dell'abuso, ma agli uffici e relativi dipendenti dell'amministrazione competenti e/o preposti in materia di sanzioni edilizie) di esecuzione in danno delle ristrutturazioni realizzate in assenza od in totale difformità dal p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...costruire o delle opere edili costruite in parziale difformità dallo stesso: è solo in tale fase, dunque, che può non ritenersi legittima l'ingiunzione a demolire sprovvista di qualsiasi valutazione, d'ufficio o su richiesta dell'interessato, sull'entità degli abusi commessi e la possibile sostituzione della demolizione con la sanzione pecuniaria, così come previsto dagli artt. 33, comma 2, e 34, comma 2, d.P.R. n. 380 del 2001.

La valutazione dell'abuso edilizio ai fini della sostituzione della demolizione con la sanzione pecuniaria presuppone una visione complessiva e non atomistica delle opere realizzate: non è dato scomporne una parte per negare l'assoggettabilità ad una determinata sanzione demolitoria, in quanto il pregiudizio arrecato al regolare assetto del territorio deriva non da ciascun intervento a sé stante, ma dall'insieme delle opere nel loro contestuale impatto edilizio e nelle reciproche interazioni.

Il giudizio in merito alla rilevanza dell'abuso commesso ed alla possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria può essere effettuato solo quando il soggetto privato non ottemperi spontaneamente all'ordine di demolizione e l'organo competente eman... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di esecuzione in danno delle opere realizzate in assenza o in difformità del permesso di costruire. In questa fase è illegittima l'ingiunzione a demolire priva di qualunque valutazione circa l'entità degli abusi compiuti e la possibilità della sostituzione della demolizione con la sanzione pecuniaria.

La sanzione pecuniaria, di cui al secondo comma dell'art. 33 del DPR n. 380/2001, è prevista non in ragione delle condizioni dei responsabili dell'abuso e/o proprietari, ovvero della gravosità e/o onerosità degli interventi di rimessione in pristino, bensì unicamente per l'ipotesi di pregiudizio alla statica della parte legittima dell'edificio che, per effetto della demolizione di quella abusiva, potrebbe determinarsi.

Da una corretta interpretazione dell'art. 33 D.P.R. 380/2001 si desume che nella fase della contestazione dell'abuso l'Amministrazione non può far altro che ordinarne la demolizione, mentre l'applicazione della sanzione pecuniaria (in luogo della demolizione) costituisce una misura destinata ad operare in un momento successivo all'adozione dell'ordine di demolizione, nel caso in cui risulti che non è possibile darvi esecuzione.

L'ingiunzione di demolizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sce la prima ed obbligatoria fase del procedimento repressivo, in quanto ha natura di diffida e presuppone solo un giudizio di tipo analitico-ricognitivo dell'abuso commesso, mentre il giudizio sintetico-valutativo, di natura discrezionale, circa la rilevanza dell'abuso e la possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria (disciplinato dagli artt. 33 e 34 D.P.R. 380/2001) può essere effettuato soltanto in un secondo momento, cioè quando il soggetto privato non ha ottemperato spontaneamente alla demolizione e l'organo competente emana l'ordine di esecuzione della demolizione in danno.

La valutazione circa la possibilità di sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria deve essere effettuata mediante apposito accertamento da parte dell'Ufficio Tecnico Comunale, d'ufficio o su richiesta dell'interessato.

In caso di interventi edilizi in parziale difformità rispetto al titolo edilizio (art. 34 D.P.R. 380/2001), l'Amministrazione deve in prima battuta ordinare la demolizione degli abusi, poiché la valutazione in ordine all'effettiva possibilità di demolire le opere abusive eseguite senza danneggiare quelle conformi sarà, invero, effettuata dal Responsabile dell'Ufficio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...munale una volta decorso inutilmente il termine per la messa in pristino a cura e spese dei responsabili dell'abuso e prima che vi provveda il Comune.

Per impedire l'applicazione della sanzione demolitoria occorre un effettivo pregiudizio alla restante parte dell'edificio, consistente in una menomazione della intera stabilità del manufatto.

La circostanza che la parziale demolizione sarebbe stata possibile solo se accompagnata da radicale, complessa e costosa ristrutturazione, esclude comunque la possibilità dell'applicazione della sanzione pecuniaria, essendo comunque la parziale demolizione possibile; a nulla vale che essa sia complessa e costosa, dovendo l'art. 12 della l. n. 47/1985 essere interpretato in maniera letterale e rigorosa proprio per la sua natura derogatoria dalle comuni disposizioni in materia di repressione degli abusi edilizi.

L'impossibilità di fruire della piscina posta sul terrazzo di copertura non giustifica la sostituzione della sanzione demolitoria con quella pecuniaria ex art. 33 o 34 D.P.R. 380/2001.

Le valutazioni in ordine all'eventuale applicabilità della misura sanzionatoria in luogo di quella pecuniaria, ai sensi dell'art. 33, comma 2, D.P.R. 380/2001, apparte... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fase esecutiva dell'ingiunzione di demolizione e non possono, pertanto, neanche in astratto rilevare ai fini del vizio di motivazione della diffida originariamente emanata.

L'art. 27, co. 2, D.P.R. 380/2001, al contrario dell'art. 33 D.P.R. cit., non contempla la possibilità dell'irrogazione di una sanzione pecuniaria in luogo di quella demolitoria.

La valutazione della possibilità o meno del ripristino dello stato dei luoghi, rilevante nelle sole ipotesi disciplinate dagli artt. 33 e 34 D.P.R. 380/2001, attiene alla fase esecutiva dell'ingiunzione di demolizione, pertanto il primo atto del procedimento per la repressione degli abusi edilizi è costituito dalla diffida dell'autorità comunale al responsabile dell'opera, perché demolisca, adeguandosi spontaneamente all'ordine di ripristino della legalità edilizia, restando all'Amministrazione la successiva scelta delle sanzione pecuniaria o della demolizione, in ragione delle concrete esigenze della fattispecie.

La possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria, disciplinata dagli artt. 33 e 34 D.P.R. 380/2001, è un giudizio che può essere effettuato soltanto quando cioè il soggetto privato non ha ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... spontaneamente alla demolizione e l'organo competente emana l'ordine, questa volta non indirizzato all'autore dell'abuso edilizio ma gli uffici e relativi dipendenti dell'Amministrazione competenti e/o preposti in materia di sanzioni edilizie, di esecuzione in danno delle ristrutturazioni realizzate in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire o delle opere edili realizzate in parziale difformità dello stesso. Soltanto in questa fase, dunque, non può ritenersi legittima l'ingiunzione a demolire sprovvista di qualsiasi valutazione intorno all'entità degli abusi commessi e alla possibile sostituzione della demolizione con la sanzione pecuniaria, valutazione che deve essere effettuata mediante apposito accertamento da parte dell'ufficio tecnico comunale, d'ufficio o su richiesta dell'interessato.

L'accertamento tecnico di cui al comma II dell'art. 33 del T.U. n. 3802001, per il quale, qualora il ripristino dello stato dei luoghi non sia possibile, il dirigente o il responsabile dell'ufficio irroga una sanzione pecuniaria, non deve essere indiscriminatamente condotto in tutti i casi in cui occorra reprimere un abuso edilizio, risultando superfluo qualora il ripristino dello stato dei luoghi risulti palesemente possibile.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Risponde al principio di ragionevolezza valutare la possibilità del ripristino dello stato dei luoghi nel caso in cui risulti agli atti del Comune che la realizzazione delle opere, pur priva di stabile titolo edilizio, è stata assistita dalla domanda di completamento proposta dall'interessato, sotto la propria responsabilità, ai sensi del comma XIV dell'art. 35 L. 471985, alla quale l'Amministrazione non abbia opposto una determinazione di carattere inibitorio.

La possibilità di irrogare una sanzione pecuniaria in luogo della demolitoria è prevista unicamente dall'art. 34 D.P.R. 380/2001 per gli interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire e non è estensibile agli interventi realizzati in totale difformità.

La P.A. per valutare la possibilità di demolire l'opera abusiva senza pregiudizio per la parte legittima del fabbricato può avvalersi di un parere tecnico esterno.

La sostituzione della sanzione demolitoria con quella pecuniaria non può trovare applicazione rispetto ad interventi mancanti di qualsiasi titolo abilitante all'edificazione.

A fronte di interventi ed opere eseguiti in parziale difformità dal perm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...truire, la demolizione ha la funzione di sanzione principale, a contenuto ripristinatorio dello status quo ante, consentendosi l'applicazione della sanzione pecuniaria solo in ipotesi circoscritte ed oggettive.

L'ordine di demolizione emanato ai sensi dell'art. 34 DPR 380/01 non costituisce una semplice diffida al trasgressore, per cui non si può sostenere che la scelta fra la demolizione d'ufficio e la irrogazione della sanzione pecuniaria attiene ad un momento e ad un procedimento successivo ed autonomo rispetto alla diffida stessa.

Nello schema legale, l'alternatività tra sanzione demolitoria e pecuniaria si appunta sul contenuto della sanzione, consentendo l'inflizione della pena pecuniaria solo in presenza della impossibilità di demolire: tale valutazione tecnica, rimessa in via esclusiva all'autorità amministrativa, non può che essere effettuata, sul piano logico e cronologico, prima dell'emanazione dell'ordine demolitorio rivolto al privato.

Sebbene nell'art. 15, l.r. Emilia-Romagna n. 23 del 2004 non sia espressamente individuato un termine entro il quale il responsabile possa chiedere la sostituzione della sanzione demolitoria con quella pecuniaria, quest'ultimo deve esercitare tale facolt&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mulando apposita richiesta, nel periodo compreso fra la data di comunicazione dell'ordine di sospensione dei lavori e lo spirare del termine di quarantacinque giorni a disposizione dell'autorità per l'adozione dei provvedimenti sanzionatori, ovvero, tutt'al più, (qualora ricorrano situazioni di ritardo nella comunicazione del provvedimento di sospensione dei lavori o nella definizione del procedimento sanzionatorio), entro e non oltre la data in cui l'amministrazione irroga in concreto la sanzione ripristinatoria.

L'art. 31 D.P.R. 380/2001, in relazione agli interventi di nuova costruzione, non contempla la comminatoria di una sanzione pecuniaria alternativa: di conseguenza, la P.A. non è chiamata a compiere alcuna valutazione in ordine all'irrogazione di una sanzione diversa da quella ripristinatoria.

La valutazione circa la possibilità o meno di dar corso alla misura ripristinatoria e la conseguente scelta tra la demolizione d'ufficio e l'irrogazione della sanzione pecuniaria costituisce solo un'eventualità della fase esecutiva successiva alla disposta ingiunzione.

La facoltà d'irrogare una sanzione pecuniaria in luogo di quella della demolizione è prevista unicamente per gli interven... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire, non nel caso quindi caratterizzato, rispetto alla sopraelevazione abusiva, di qualsivoglia titolo abilitante all'edificazione.

La sostituzione della sanzione demolitoria con quella pecuniaria, in caso di annullamento del titolo abilitativo, è possibile solo in caso di impossibilità tecnica di procedere alla rimessione in pristino.

Qualora il privato abbia formulato istanza di sostituzione della sanzione ripristinatoria con quella pecuniaria (art. 10 L.R. Emilia Romagna 23/2004), e a seguito del procedimento risultino accertate le condizioni per ottenere tale sostituzione, la richiesta con cui il privato revoca la propria precedente istanza non può produrre alcun effetto.

L'applicazione della sanzione pecuniaria in alternativa a quella ripristinatoria, costituisce misura eccezionale che va presa in considerazione solo ove risulti impossibile il ripristino, e tale possibilità deve essere fatta valere dal soggetto interessato ed accertata dall'ufficio tecnico nella fase successiva all'ingiunzione di ripristino dei luoghi.

Il provvedimento di fiscalizzazione dell'illecito edilizio (art. 34 D.P.R. 380/2001) trova applicazione a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'amministrazione solo nel caso in cui la demolizione non possa avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità del permesso di costruire e si pone, quindi, su di un piano ontologicamente diverso da quello della sanatoria.

L'art. 33, co. 3, D.P.R. 380/2001 deve essere interpretato nel senso che la sanzione ripristinatoria deve essere applicata congiuntamente a quella pecuniaria solo se il ripristino sia ancora possibile; laddove invece il ripristino non sia possibile, deve trovare applicazione la sola sanzione pecuniaria.

In caso di interventi eseguiti in difformità dal permesso di costruire, il giudizio sintetico-valutativo circa la rilevanza dell'abuso e la possibilità di sostituire la demolizione con la sanzione pecuniaria viene effettuato soltanto quando il soggetto privato non ha ottemperato spontaneamente alla demolizione e l'organo competente emana l'ordine di esecuzione in danno delle ristrutturazioni realizzate in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire o delle opere edili costruite in parziale difformità dal permesso di costruire.

L'art. 138 L.R. Toscana 1/2005 non è applicabile ove l'annullamento del permesso di costruire, anche concesso in sanatoria, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a vizi di natura sostanziale, come il non aver rilevato che l'abuso risaliva ad epoca successiva a quella indicata dalla legge ed utile per conseguire la sanatoria edilizia.


 
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