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La delega all'I.A.C.P. della procedura espropriativa per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica


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titolo:IL CODICE DELL'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E AGEVOLATA
anno:2019
pagine: 2574 in formato A4, equivalenti a 4376 pagine in formato libro
formato: pdf  
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SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> EDILIZIA RESIDENZIALE --> IACP

Ai fini del riparto delle responsabilità risarcitorie tra Comune e IACP, in ipotesi di espropriazione di aree incluse in piano per l'edilizia economico – popolare, qualora l'occupazione sia stata ritenuta illegittima ab origine essendo stato annullato con effetto ex tunc dal giudice competente lo stesso piano in zona ed in mancanza quindi del decreto di occupazione legittima, a sua volta conseguente alla mancanza di dichiarazione di pubblica utilità è sufficiente, per radicare la responsabilità dello IACP, il fatto che sia stato "autore materiale" delle opere e materiale occupante dei fondi, non assumendo rilevanza a tal fine la distinzione tra delega al compimento dei soli lavori e delega al compimento anche delle operazioni di espropriazione.

Nel caso di espropriazione disposta per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, mentre relativamente all'indennizzo risarcitorio per l'illecita "occupazione appropriativa", la correlativa obbligazione di pagamento ricade sull'occupante, in ragione della ormai acquisita natura di atto illecito della c.d. accessione invertita e del principio gene... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...sonalità della responsabilità ex art. 2043 c.c., lo stesso non può dirsi con riferimento all'indennità di occupazione legittima, collocata all'interno del procedimento espropriativo per cui l'Iacp è stato delegato dal Comune e la cui debenza deve effettivamente, perciò, far capo all'ente delegante.

Dei danni da occupazione appropriativa, subiti dal proprietario del fondo per l'irreversibile trasformazione del medesimo verificatasi nell'ambito di un procedimento di espropriazione finalizzato alla realizzazione di alloggi popolari, in assenza di tempestiva emanazione, da parte del Comune delegante, del decreto d'esproprio, sono corresponsabili l'ente delegante e quello delegato (IACP) alla realizzazione dell'opera pubblica, in assenza di idonea dimostrazione della realizzazione dell'opera stessa entro il termine di occupazione legittima.

Nel caso in cui nell'ambito della procedura di localizzazione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 52 della legge 865/71, di un programma costruttivo, l'I.a.c.p., in forza della stipulazione di apposita convenzione, sia soltanto il soggetto attuatore dell'intervento, delegato alla effettuazione dell'esproprio ed eventuale acquisto delle aree concesse in diritto di superficie... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ee non residenziali in nome e per conto del Comune, in caso di mancata conclusione del procedimento resta ferma la esclusiva responsabilità per eventuali danni cagionati a terzi del Comune predetto, con salvezza della facoltà di eventuale rivalsa nei confronti del soggetto attuatore.

In tema di occupazione appropriativa, nel caso in cui l'Ater (già Iacp) sia stata delegata al compimento delle operazioni espropriative, grava su di essa l'onere di armonizzare l'attività amministrativa con l'attività materiale, facendo sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che quindi la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità: altrimenti essa degrada ad illecito, di cui il soggetto delegato anche alla cura dell'espropriazione deve rispondere per il suo colpevole comportamento omissivo, se non prova di aver fatto il possibile per evitare il danno, sollecitando la collaborazione dell'ente espropriante all'emissione degli atti della procedura.

Nel giudizio promosso dal privato concernente una procedura espropriativa divenuta illegittima per mancata adozione, entro i termini di legge, del decreto di esproprio, sussiste la legittimazione passiva dello IACP che sia s... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...samente incaricato dell'attuazione del programma costruttivo e delegato dal Comune a procedere direttamente all'espropriazione e a porre in essere tutti gli atti occorrenti per la definizione della procedura espropriativa, fermo restando eventuali future azioni di rivalsa dell'Istituto nei confronti del Comune beneficiario dell'esproprio.

Deve affermarsi la responsabilità solidale del Comune e dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari in ordine al diritto vantato dal privato al risarcimento dei danni derivanti dall'occupazione appropriativa di un terreno di proprietà dei medesimo, in applicazione della regola generale di cui all'art. 2055 c.c., in base alla quale, in assenza di elementi certi dai quali ricavare la gravità delle colpe, queste ultime devono presumersi uguali, qualora difetti una specifica disposizione in tal senso nella convenzione stipulata tra le parti ex L. n. 865 del 1971, art. 35.

Ai fini del risarcimento del danno viene in rilievo la responsabilità dello IACP che abbia agito in qualità di ente delegato dal Comune all'espropriazione e che abbia acquisito al suo patrimonio i terreni di proprietà privata.

L'I.A.C.P. che, delegato dal Comune (L. 22 ottobre 1971, n. 865, ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...60) per la sola realizzazione dell'opera, la ultimi quando è ancora pendente il termine di occupazione temporanea legittima, non è responsabile, in caso di occupazione appropriativa, per il danno conseguente all'irreversibile trasformazione del fondo, atteso che la fattispecie di danno viene in essere con lo spirare del periodo di occupazione legittima e che non spetta al delegato occuparsi del decreto di espropriazione, mentre il comportamento omissivo dell'ente delegante, che ha trascurato di azionare o sollecitare la procedura espropriativa, è da solo sufficiente a determinare l'evento dannoso.

In tema di occupazione appropriativa, nel caso in cui l'ATER (già IACP) sia stato delegato anche all'acquisizione delle aree e, quindi, necessariamente al compimento dell'espropriazione, il fatto che l'opera sia stata ultimata in periodo di occupazione legittima non esonera definitivamente il delegato da responsabilità, ricadendo su di lui l'onere di armonizzare l'attività amministrativa con l'attività materiale, facendo sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che quindi la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

In caso di ultimazione... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ell'IACP dell'opera pubblica in pendenza del termine di occupazione temporanea legittima e di mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, ove detto Istituto sia stato delegato dal Comune (L. n. 865/1971) anche al compimento dell'espropriazione, il fatto che l'opera sia stata ultimata in periodo di occupazione legittima non esonera il delegato da responsabilità, perché proprio su di lui ricade l'onere di attivarsi per far sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e che la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità. Tuttavia, in questo secondo caso, sussiste anche una corresponsabilità dell'ente delegante, in quanto l'espropriazione si svolge non solo "in nome e per conto" del Comune, ma d'"intesa" con questo (art. 60 legge cit).

In caso di ultimazione da parte dell'I.A.C.P. dell'opera pubblica in pendenza del termine di occupazione temporanea legittima e di mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, ove detto Istituto sia stato delegato dal Comune (L. n. 865/71, artt. 35 e 60) soltanto alla realizzazione dell'opera, va esclusa la sua responsabilità per la lesione patrimoniale subita dal proprietario a seguito dell'irreversibile tr... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...e del fondo, atteso che non spetta al delegato occuparsi del decreto di espropriazione. In tale ipotesi l'illecito è effetto solo del ritardo e dell'omissione dell'ente locale, che deve rispondere da solo dei danni.

In tema di espropriazione per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica da parte di un I.A.C.P. su delega del comune, quest'ultimo, quale ente delegante, è tenuto al pagamento dell'indennità di occupazione legittima.

In tema di espropriazione per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, l'Iacp delegato dal Comune che, al termine dell'occupazione legittima, non abbandoni il suolo del privato, ma continuando ad occuparlo sine titulo vi costuisca l'opera pubblica, consentendone l'acquisizione all'ente pubblico territoriale in collaborazione con il quale è stato avviato detto procedimento, è responsabile nei confronti del privato per il risarcimento del danno derivante dall'abusiva occupazione del suolo e dall'irreversibile incorporazione ad esso dell'opera eseguita, con la conseguenza che l'Istituto è legittimato passivamente rispetto alla domanda risarcitoria del danneggiato.

In ipotesi in cui il Comune abbia delegato l'IACP alla realizzazi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...pere comprese nel Piano di zona nonché ad espropriare, in suo nome e per suo conto, i vari lotti necessari per l'attuazione del Piano medesimo, deve affermarsi la sussistenza della legittimazione passiva nel giudizio in cui è richiesta tutela risarcitoria, sia in capo allo IACP, quale ente formalmente delegato alle espropriazioni, che al Comune, in quanto ente titolare del potere espropriativo, nonché beneficiario finale delle espropriazioni.

Qualora un Comune deleghi la sola realizzazione dell'opera all'IACP e non anche il compimento della procedura espropriativa, del danno arrecato risponde solo il Comune delegante che ha trascurato di compiere legittimamente e /o di azionare tempestivamente la procedura espropriativa.

L'Iacp delegato ex art. 60 L n. 865/1971, risponde dei danni conseguente alla materiale apprensione di fondi non compresi nel piano particellare di esproprio.

In materia di edilizia economica e popolare, nell'ipotesi di occupazione senza titolo del fondo di proprietà privata, per illiceità dell'intera procedura ablatoria, del fatto illecito risponde sempre e comunque l'autore materiale della trasformazione, ovvero l'ente (nel caso di specie IACP), che ha posto in essere le attivit... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... apprensione del bene stesso e di esecuzione dell'opera pubblica.

Nell'ipotesi in cui un Comune abbia delegato all'I.a.c.p. la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica su area privata ed il compimento della procedura espropriativa, il verificarsi dell'accessione invertita integra un fatto illecito imputabile all'Istituto anche nel caso in cui l'opera risulti ultimata durante il periodo di occupazione legittima; ciò in quanto ricade sul predetto ente l'onere di attivarsi affinché il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

In tema di procedimento espropriativo preordinato all'edificazione di case economiche e popolari, l'Iacp che, al termine dell'occupazione legittima, non abbandoni il suolo del privato, ma continuando ad occuparlo sine titulo vi costruisca l'opera pubblica, consentendone l'acquisizione all'ente pubblico territoriale, è responsabile nei confronti del privato per il risarcimento del danno conseguente e legittimato passivamente rispetto alla domanda risarcitoria del danneggiato.

In ipotesi di applicazione dell'art. 60 della L. n. 865/71, in base al quale l'acquisizione delle aree da ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...oggetti delegati avviene «in nome e per conto» del Comune, soggetto obbligato nei confronti dei proprietari e, pertanto, legittimato passivo nel giudizio di risarcimento del danno per intervenuta occupazione acquisitiva, è il Comune, quale Ente beneficiario dell' area da espropriare, esaurendosi la delega in favore dell'IACP in un mero incarico a compiere direttamente per il Comune stesso ed in suo nome gli atti necessari per l'adozione del provvedimento ablatorio.

Nei giudizi di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione, l'unico legittimato passivo è il Comune e non anche l'I.a.c.p., per legge concessionario del diritto di superficie dei suoli espropriati, quando la concessione, pur attribuendogli le più ampie facoltà per la realizzazione dell'opera pubblica, abbia conferito le stesse a condizione che il concessionario agisca in nome e per conto del Comune, secondo il dettato di cui alla L. n. 865/71 art. 60.

Ove la costruzione su area privata di alloggi dell'edilizia residenziale pubblica sia dal comune delegata ad un Istituto Autonomo per le case popolari, il verificarsi di "accessione invertita" integra un fatto illecito comunque imputabile al Comune, e ciò anche... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ga includa l'onere di attivarsi per ottenere il decreto di esproprio, atteso che essa, se può essere rilevante al fine del riscontro della corresponsabilità del delegato, non priva il delegante dell'onere di controllare e stimolare i comportamenti del delegato.

Nell'ipotesi in cui il Comune abbia delegato all'IACP la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica nonché il compimento della procedura espropriativa ed il delegato agisca non solo "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con esso (art. 60 L. n. 865/71), ciò non priva quest'ultimo dei propri poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato. Sussiste di conseguenza corresponsabilità del delegante nel caso di mancata tempestiva emissione del decreto di esproprio, evenienza questa, atta a far presumere, salvo prova contraria, il mancato esercizio di tali poteri di controllo.

Nell'ipotesi in cui un Comune abbia delegato all'IACP la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica su area privata ed il compimento della procedura espropriativa, il verificarsi dell'accessione invertita integra un fatto illecito imputabile all'Istituto anche nel caso in cui l'opera risulti ultima... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...il periodo di occupazione legittima, giacché ricade sul predetto Istituto l'onere di attivarsi affinché il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

Nel caso in cui la costruzione su area privata di alloggi destinati all'edilizia residenziale pubblica sia delegata dal comune espropriante ad un istituto autonomo per le case popolari, ai sensi della L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, la responsabilità risarcitoria per i danni conseguenti all'occupazione appropriativa possa essere posta a carico dell'istituto delegato, il quale abbia ultimato l'opera entro il periodo dell'occupazione legittima, soltanto alla condizione che la delega non sia limitata alla sola realizzazione dell'opera, ma risulti estesa anche al compimento della procedura espropriativa.

Lo I.a.c.p. che, al termine dell'occupazione legittima non abbandoni il suolo del privato, ma continuando ad occuparlo "sine titulo" vi abbia costruito l'opera pubblica, consentendone l'acquisizione all'ente pubblico territoriale in collaborazione col quale è stato avviato detto procedimento, è responsabile nei confronti del privato per il risarcimento del danno dov... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...usiva occupazione del suolo e dall'irreversibile incorporazione ad esso dell'opera eseguita, con la conseguenza che l'Istituto è passivamente legittimato rispetto alla domanda risarcitoria del danneggiato.

In caso di mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, ove lo I.a.c.p. sia stato delegato dal Comune, oltre che alla realizzazione dell'opera, anche al compimento dell'espropriazione, il fatto che l'opera sia stata ultimata nel periodo di occupazione legittima non esonera il delegato da responsabilità. Sussiste anche una corresponsabilità dell'ente delegante, in quanto l'espropriazione si svolge non solo "in nome e per conto" del Comune, ma "d'intesa" con questo (L. 865/1971, art. 60), sicché tale ente non si spoglia, con la delega, della responsabilità della procedura, ma conserva un potere di controllo e di stimolo.

Lo IACP non è legittimato passivo nel giudizio di determinazione dell'indennità, se nel procedimento ablatorio abbia agito in nome e per conto del comune.

Del risarcimento del danno conseguente ad omessa conclusione della procedura espropriativa risponde l'IACP delegato ex art. 35 e 60 L n. 865/71, il quale resta tenuto, per effetto dell... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... delega, ad armonizzare l'attività materiale ed attività amministrativa al fine di evitare che l'espropriazione del bene fuoriesca dalla fisiologica cornice di legittimità.

SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> EDILIZIA RESIDENZIALE --> IACP --> PRINCIPIO DEL PAREGGIO

Il corrispettivo della concessione del diritto di superficie deve assicurare al Comune - in applicazione del principio del perfetto pareggio economico - la copertura dei costi di acquisizione delle aree destinate alla realizzazione dei piani e delle sole opere di urbanizzazione funzionali alla loro edificabilità, sicché l'ente è legittimato a pretendere l'eventuale differenza ove nella convenzione quel corrispettivo sia stato erroneamente determinato in misura inferiore ai costi effettivi. Tale etero-integrazione del rapporto vale anche in assenza di convenzione in ipotesi di provvedimento amministrativo attributivo del diritto di superficie da parte di I.A.C.P., che è quindi tenuto a garantire la copertura dei costi resi necessari per l'acquisizione delle aree, in relazione alle quali è stato attribuito il diritto reale.



 
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