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I soggetti delegati all'espropriazione di suoli per la realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica


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titolo:IL CODICE DELL'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E AGEVOLATA
anno:2019
pagine: 2574 in formato A4, equivalenti a 4376 pagine in formato libro
formato: pdf  
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SOGGETTI --> SOGGETTI ATTIVI --> DELEGA --> EDILIZIA RESIDENZIALE

In tema di espropriazione di suoli per la realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, beneficiario dell'espropriazione è il Comune, in favore del quale l'espropriazione è pronunciata, sicché è il Comune stesso ad essere obbligato al pagamento dell'indennità di espropriazione e di occupazione, anche quando gli atti espropriativi vengano delegati e l'occupazione delle aree sia attuata dagli istituti e dalle cooperative, a norma degli artt. 35 e 60 della citata legge. Pertanto, nel giudizio di opposizione alla stima proposta dall'espropriato, la legittimazione passiva spetta al Comune, mentre è inammissibile la domanda di questo nei confronti degli enti predetti, atteso che tale pretesa - diretta contro un soggetto che non è parte del rapporto espropriativo e fondata su un titolo diverso dall'espropriazione (ossia, sulla convenzione tra il Comune e l'ente concessionario) - esula dalla speciale competenza della Corte d'appello, in unico grado.

L'ente espropriante, che resta pur sempre "dominus" della procedura anche nella ipotesi in cui ricorra (L. 22 ottobre 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., art. 60) all'istituto della delega, è responsabile dell'operato del delegato (si tratti di un ente di una cooperativa o di un'impresa), poiché la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con quest'ultimo, che conserva ogni potere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio è fonte di corresponsabilità con il delegato per i danni da questi materialmente arrecati, senza che assuma rilievo - qualora sia, comunque, avvenuta la radicale trasformazione del fondo in difetto di tempestiva emanazione del decreto di esproprio - la natura del negozio intercorso tra delegante e delegato.

L'ente espropriante (nella specie, il Comune) resta sempre dominus della procedura anche nelle ipotesi in cui ricorra all'istituto della delega, ex art. 60, l. n. 865/1971, e, come tale, responsabile per l'operato del delegato, conservando ogni potere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio è fonte di responsabilità, senza che assuma rilevo la natura del negozio intercorso tra delegante e delegato.

Ai fini dell'individuazione del soggetto obbligato alla restituzione del bene interessato dalla realizzazione di un programma ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... peep ed al risarcimento del danno derivante da illegittima occupazione, la delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree ai fini della realizzazione delle opere di urbanizzazione — svolgendosi la procedura non solo in nome e per conto, ma anche d'intesa con il delegante — non priva entrambi i soggetti della legittimazione passiva.

L'ente espropriante resta sempre dominus della procedura anche nelle ipotesi in cui ricorra all'istituto della delega, ex art. 60, l. n. 865/1971, e, come tale, responsabile per l'operato del delegato, conservando ogni potere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio è fonte di corresponsabilità, senza che assuma rilevo la natura del negozio intercorso tra delegante e delegato. Tale ente pertanto è legittimato passivo nell'azione risarcitoria promossa dai proprietari dei beni illegittimamente occupati.

Nel caso di espropriazione disposta per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, obbligato al pagamento dell'indennità è il Comune, che è, dunque, obbligato alla corresponsione del conguaglio della cessione volontaria, quale beneficiario delle aree espropriate e parte del contratto di cessione; non assume rilevanza la cir... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, per effetto della convenzione L. n. 865 del 1971, ex art. 35, l'onere economico deve gravare sullo IACP quale spesa di acquisizione dell'area espropriata, essendo il relativo titolo (convenzione) diverso da quello (cessione volontaria equivalente all'espropriazione) fatto valere con la domanda principale.

L'Ente espropriante resta dominus della procedura ablativa anche quando ricorra all'istituto della delega (L. n. 865 del 1971, art. 60), e, poiché la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante ma anche "d'intesa" con quest'ultimo, lo stesso resta responsabile dell'operato del delegato (si tratti di un ente, di una cooperativa o di un'impresa). L'espropriante conserva, infatti, ogni potere di controllo e di stimolo, in riferimento all'osservanza della procedura espropriativa secondo i parametri propri, soprattutto temporali, ed il mancato esercizio di detto potere è fonte di corresponsabilità con il delegato per i danni da questi arrecati con le attività materiali di apprensione del bene e di esecuzione dell'opera pubblica.

Nell'ipotesi di procedimento espropriativo condotto mediante delega ex lege n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, l'illecito in cui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'occupazione appropriativa, è ascrivibile anzitutto al soggetto che ne sia stato autore materiale. Il delegato resta dunque responsabile dei danni subiti dal privato, anche se la pronuncia del decreto ablativo sia mancata o ritardata per omissione o inerzia di altri, in quanto nel comportamento di chi conserva l'occupazione dell'immobile senza titolo (o persevera nell'esecuzione dell'opera) pur essendo a conoscenza della prospettata illegittimità dell'occupazione, possono individuarsi tutti gli elementi della responsabilità aquiliana.

Per i danni cagionati all'espropriato per occupazione illegittima, si configura la responsabilità del soggetto titolare della procedura espropriativa; tale è il comune che abbia affidato alle società cooperative, in virtù delle convenzioni con esse stipulate, la realizzazione delle opere di edilizia economica e popolare, in quanto titolari del diritto di superficie, ma sia rimasto titolare dell'iter amministrativo volto all'acquisizione della proprietà delle aree, procedendo esso stesso allo svolgimento delle procedure espropriative.

Del comportamento illecito consistente nella radicale trasformazione del fondo in difetto di tempestiva emanazione del decreto di es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ono rispondere in via solidale il Comune delegante e le cooperative delegate; ciò in quanto l'ente espropriante (nella specie, il Comune), che resta pur sempre "dominus" della procedura anche nella ipotesi in cui ricorra (art. 60 legge 22 ottobre 1971 n. 865) all'istituto della delega, è responsabile dell'operato del delegato (si tratti di un ente, di una cooperativa o di un'impresa) poiché la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con quest'ultimo, che conserva ogni potere di controllo e di stimolo.

In tema di espropriazione di aree da destinare ad edilizia economica e popolare sussiste la corresponsabilità dell'ente delegante e dell'ente delegato, essa svolgendosi nell'interesse di entrambi, integrando l'occupazione appropriativa un fatto illecito imputabile al delegato alla conduzione della procedura, persino quando l'opera risulti ultimata nel periodo di occupazione legittima, ricadendo su di esso l'onere di attivarsi affinché il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

Qualora un Comune disponga l'occupazione d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o per la realizzazione di interventi di edilizia agevolata affidati ad una cooperativa, l'illecito risultante dall'illegittima apprensione e trasformazione del fondo, in assenza o nonostante l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità o per effetto dell'annullamento della stessa, è imputabile solidalmente sia alla cooperativa che al Comune, indipendentemente dall'individuazione del beneficiario della procedura espropriativa.

Qualora tra le parti (nel caso di specie Comune Aterp) sia intercorso solo un rapporto di delega L. 22 ottobre 1971, n. 865, ex art. 60, deve escludersi che si sia in presenza di una concessione traslativa, con la conseguenza che resta unico obbligato al pagamento dell'indennità di occupazione legittima il comune, beneficiario formale e sostanziale dell'espropriazione, perché destinato ad acquisire la proprietà esclusiva del bene immobile.

Il Comune espropriante resta dominus della procedura anche nell'ipotesi in cui ricorra all'istituto della delega L. 22 ottobre 1971, n. 865, ex art. 60 e dunque responsabile dell'operato del delegato; la legge dispone che l'espropriazione si svolge non soltanto "in nome e per conto" del delegante, ma anche "d'intesa" con quest'u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...conserva ogni potere di controllo e di stimolo, il cui mancato esercizio è dunque fonte di corresponsabilità con il delegato per i danni da questo materialmente arrecati.

Nell'ipotesi di espropriazione disposta per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, obbligato al pagamento dell'indennità resta il comune, quale beneficiario ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 60 delle aree espropriate, anche quando, in ottemperanza alla menzionata disposizione venga delegato altro soggetto per l'acquisizione delle aree, esaurendosi in tal caso la delega in un mero incarico a compiere in nome e per conto del comune e d'intesa con quest'ultimo gli atti necessari per l'adozione del provvedimento ablatorio.

Nei procedimenti di espropriazione finalizzati alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, la delega per il compimento degli atti espropriativi conferita al soggetto incaricato dell'attuazione del programma non esclude la configurabilità del Comune quale beneficiario dell'espropriazione; il soggetto delegato agisce in nome e per conto del Comune, sul quale grava pertanto l'obbligo di provvedere al pagamento delle indennità di espropriazione ed occupazione, con la conseguente legit... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... resistere alla domanda di liquidazione proposta dall'espropriato, restando del tutto estraneo al giudizio il soggetto delegato, il quale non è parte del rapporto espropriativo.

Allorché il concessionario riceve delega a porre in essere gli atti della procedura espropriativa nei casi di cui alla L. n. 865 del 1971, art. 35, esso è l'autore materiale dell'illecito, che trasforma le aree occupate e concorre con l'ente locale, anche in rapporto alla tardiva legittima acquisizione delle aree occupate, potendo acquisirle con atto "nel nome e per conto dei comuni e d'intesa con questi ultimi"(L. n. 865 del 1971, art. 60).

La legittimazione attiva e passiva nel giudizio di opposizione alla stima spetta alle parti del rapporto espropriativo, ossia all'espropriato e all'espropriante, da identificare nel soggetto in favore del quale è pronunciato il decreto di esproprio, dunque, in caso di espropriazione per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della L. n. 865 del 1971, il comune, non la cooperativa edilizia che procede alla costruzione sui terreni cedutile dal comune, e ciò anche nel caso in cui sia stata la stessa cooperativa a promuovere gli atti espropriativi.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... espropriazione di suoli per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi della L. n. 865 del 1971, beneficiario dell'espropriazione è il Comune, in favore del quale l'espropriazione è pronunciata, sicché è il Comune stesso ad essere obbligato al pagamento dell'indennità di espropriazione e di occupazione, anche quando gli atti espropriativi vengano delegati e l'occupazione delle aree sia attuata dagli istituti e dalle cooperative, a norma degli artt. 35 e 60 della predetta legge. Pertanto, nel giudizio di opposizione alla stima proposta dall'espropriato, la legittimazione passiva spetta al Comune.

Va affermata l'esclusiva legittimazione del Comune a fronte di una domanda di pagamento dell'indennità per espropriazioni dei quali il Comune sia il destinatario del decreto ed anche in presenza di delega L. n. 865 del 1971, ex artt. 35 e 60.

Qualora l'amministrazione espropriante avvalendosi dello schema di cui alla L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, affidi ad altro soggetto, anche mediante una concessione, la realizzazione di un'opera pubblica, e gli deleghi nello stesso tempo gli oneri concernenti la procedura ablatoria, l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa, per cu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della trasformazione irreversibile del suolo in mancanza del decreto di esproprio, si verifica comunque la perdita della proprietà a danno del privato (L. n. 458 del 1988, art. 3), è ascrivibile anzitutto al soggetto che ne sia stato autore materiale (artt. 40 e 41 cod. pen.), senza possedere un titolo autorizzativo.

Ove agli enti ed istituti indicati dall'art. 35 L. n. 865/71, sia stato delegato soltanto il compimento dell'opera, ne può essere affermata la responsabilità nell'illegittima vicenda ablativa soltanto se l'irreversibile trasformazione dell'immobile si sia verificata in pendenza di occupazione illegittima (o perché tale originariamente o perché tale divenuta per decorso del termine); nell'ipotesi, invece, in cui quest'ultima unitamente alla realizzazione dell'opera siano compiute durante il periodo in cui ne è consentita l'occupazione, non appare possibile configurare, a carico del delegato neppure una situazione di corresponsabilità posto che la delega si esaurisce, per il cessare del suo oggetto, con l'ultimazione dell'opera, senza altri doveri per costui.

In materia di edilizia economica e popolare, in caso di mancata emanazione nei termini del provvedimento ablatorio, allorch&ea... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a la delega al compimento dell'espropriazione al concessionario e non della sola realizzazione delle opere, il fatto che l'edificio sia stato realizzato dal delegato nei termini dell'occupazione legittima non esonera lo stesso dalla responsabilità, ricadendo su di lui l'onere di attivarsi per far sì che il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente.

In materia di edilizia economica e popolare, l'espropriazione si svolge non solo in nome e per conto del Comune, ma anche d'intesa con questo, ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 60 per cui l'ente non si spoglia con la delega delle responsabilità dello svolgimento della procedura espropriativa, conservando un potere di controllo e di stimolo il cui mancato o insufficiente esercizio è ragione di corresponsabilità. Legittimati passivi del risarcimento del danno da occupazione appropriativa sono pertanto entrambi i soggetti.

In materia di edilizia economica e popolare, dell'indennità di occupazione legittima deve rispondere il solo Comune, quale ente espropriante, tenuto a reintegrare i proprietari anche per le occupazioni preordinate all'esproprio.

Qualora l'amministrazione avvalendosi dello schema di cui agli art. 35 e 60 L. n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...971 affidi ad soggetto attuatore la realizzazione dell'intervento, e nello stesso tempo gli deleghi gli oneri concernenti la procedura ablatoria, l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa, comportante la perdita della proprietà del privato, deve ritenersi ascrivibile anzitutto al soggetto che ne è l'autore materiale ed il beneficiario dell'illecito.

Nel campo dell'edilizia convenzionata, il soggetto attuatore, che costruisce ed assegna gli alloggi ai proprio soci, è in concreto il beneficiario immediato dell'intervento per cui deve ritenersi che, con il trasferimento di funzioni conseguenti al conferimento del mandato, vengano trasferite anche le responsabilità relative allo svolgimento di una procedura espropriativa, che avviene a suo autonomo ministero e nel suo esclusivo interesse.

Nel campo dell'edilizia convenzionata, vengono meno le ragioni logiche e giuridiche su cui è fondato l'art. 2049 c.c., vale a dire l'utilità per il committente e la mancanza di autonomia e di gestione per il delegato, per cui, di conseguenza, la responsabilità oggettiva non può applicarsi alla delegazione di funzioni amministrative in suddetta materia.

Secondo le regole generali del "n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re", la dimostrazione della sussistenza delle circostanze che comportino la deroga al principio della responsabilità del solo esecutore dell'intervento operante nel campo dell'edilizia convenzionata, deve far carico al danneggiato.

Del danno conseguente all'intervenuta occupazione illegittima per mancata conclusione del procedimento risponde anche il Comune delegante qualora lo stesso, in caso di inerzia da parte della Cooperativa delegata ex art. 60 L .n. 865/71, non abbia esercitato il potere di revoca della delega, rendendosi così corresponsabile dell'illecito.

Ai sensi dell'art. 60 L. n. 865/1971 gli Enti e le Cooperative edilizie, delegati dal Comune all'espropriazione delle aree, acquisiscono direttamente tali aree, ma "in nome e per conto dei Comuni, di intesa con questi ultimi"; in ordine alla domanda di risarcimento del danno conseguente alla mancata conclusione del procedimento sussiste pertanto responsabilità solidale.

In caso di occupazione appropriativa verificatasi nell'ambito di un procedimento di espropriazione finalizzato alla realizzazione di alloggi popolari, la delega conferita all'Iacp per il compimento degli atti espropriativi non esclude la configurabilità di una concorrente respons... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; del Comune, ove quest'ultimo, in qualità di beneficiario dell'espropriazione e soggetto competente a conseguire il decreto di esproprio, abbia omesso ogni controllo sulla procedura ablatoria, soprattutto in riferimento ai parametri temporali di svolgimento della stessa ed al conseguimento di atti espropriativi esenti da vizi.

L'esistenza della delega ex L. n. 865 del 1971, art. 60 per gli atti procedurali non spoglia il Comune delle responsabilità relative al procedimento secondo i suoi parametri temporali, conservando quest'ultimo poteri di controllo e di stimolo sull'operato del delegato; anche il mancato o insufficiente esercizio di tale potere è fonte di responsabilità.

Del danno conseguente ad illegittima ed irreversibile trasformazione dell'immobile privato, va affermata la corresponsabilità del Comune che abbia omesso ogni controllo sulla procedura espropriativa e conseguito tanto il decreto di occupazione, quanto quelli di espropriazione affetti da vizi causativi dell'annullamento da parte del giudice amministrativo; ciò in quanto, malgrado il mandato conferito allo IACP, la L. n. 865 del 1971, art. 60 non lo esenta delle responsabilità relative allo svolgimento della procedura espro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...condo i suoi parametri soprattutto temporali.

Del risarcimento del danno conseguente ad intervenuta irreversibile trasformazione del bene risponde in via solidale il Comune delegante che ha mantenuto durante tutta la procedura i poteri di controllo e stimolo nell'espletamento delle relative operazioni del procedimento espropriativo e l'ATER delegato, ai sensi dell'art. 60 L. n. 865/1971, a procedere in nome e per conto del Comune stesso.

Ai fini dell'individuazione del soggetto obbligato al risarcimento del danno derivante da occupazione appropriativa, la delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare – svolgendosi la procedura non solo in nome e per conto, ma anche d'intesa con il delegante – non priva quest'ultimo, pur sempre tenuto a promuovere correttamente la procedura ablatoria, dei propri poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato, il cui mancato o insufficiente esercizio vale a rendere il delegante corresponsabile dell'illecito.

L'ente territoriale, beneficiario dell'esproprio, è l'unico soggetto obbligato alla restituzione del suolo in ipotesi di mancata conclusione del procedimento ed è tenuto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e, in via solidale con la cooperativa delegata ex art. 35 L. n. 865/71, anche dei danni da questa causati, in virtù del potere di controllo e di stimolo che gli competevano nei riguardi dell'azione della delegata.

Del risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione illegittima rispondono in solido dal Comune e Cooperativa delegata ex art. 60 L. n. 865/1971; ciò in quanto il Comune, nella qualità di Autorità delegante, mantiene durante tutta la procedura i poteri di controllo e stimolo nell'espletamento delle operazioni della procedura ablativa anche in relazione all'eventuale occupazione di terreni ulteriori rispetto a quelli di cui era stata autorizzata l'occupazione.

Il Comune che, nell'ambito di attuazione del piano di edilizia economica e popolare, abbia fatto ricorso all'istituto della delega a favore della cooperativa assegnataria, non si spoglia dei propri poteri pubblicistici atteso che la procedura si svolge in nome e per conto ed anche di intesa con il delegante e non priva quest'ultimo titolare della pubblica potestà del potere-dovere di agire e vigilare sul legittimo svolgimento della procedura ablatoria; ne consegue che in ipotesi di occupazione illegittima il Comune è quanto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sponsabile dell'illecito conseguente ad intervenuta occupazione illegittima.

La convenzione stipulata col beneficiario dell'espropriazione nell'ambito dell'attuazione di programma di edilizia residenziale pubblica, non può in alcun caso elidere la legittimazione passiva del Comune delegante nel giudizio concernente il risarcimento del danno conseguente ad intervenuta occupazione sine titulo, sol potendo aggiungere ad essa quella (solidale) di detto soggetto beneficiario.

In ipotesi di irreversibile trasformazione dei beni occupati illegittimamente, per la realizzazione di piano di zona per l'edilizia economico popolare, in conseguenza di mancata conclusione della procedura, soggetti responsabili dell'illecito devono essere considerati tanto la Cooperativa assegnataria, in quanto soggetto che ha materialmente proceduto all'occupazione ed all'attività di esecuzione delle opere quanto il soggetto pubblico delegante per conto del quale sono stati posti in essere gli atti della procedura espropriativa.

In caso di mancata emanazione del decreto di esproprio nel termine dell'occupazione temporanea legittima, sussiste la responsabilità dell'ente delegante in ordine al risarcimento dei danni da accessione invertita, q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...elega sia stata effettuata ex L. n. 865 del 1971, art. 60; ciò in quanto l'ente delegante, avvenendo l'espropriazione in suo nome e per suo conto, mantiene, nonostante la delega, un potere di controllo e di stimolo nell'espletamento delle operazioni della procedura ablativa.

L'accertamento della responsabilità nei confronti del privato proprietario, anche in caso di applicazione della L. n. 865 del 1971, art. 35, è autonomo rispetto all'accertamento nei rapporti interni tra ente espropriante e istituto delegato, ai fini della distribuzione del relativo onere risarcitorio, che postula di regola l'esame del contenuto della convenzione stipulata tra le parti.

In ipotesi di occupazione d'urgenza di suoli finalizzata all'espropriazione per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, in cui beneficiario sostanziale dell'espropriazione è l'ente territoriale, quest'ultimo resta obbligato a corrispondere l'indennità di occupazione temporanea anche se, ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 60, altro ente sia delegato a procedere direttamente in nome e per conto del Comune all'acquisizione delle aree necessarie per la costruzione degli alloggi, posto che, in tal caso, l'attività del delegato &eg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...empre riferibile al medesimo delegante.

In caso di responsabilità risarcitoria per l'occupazione di suoli finalizzata all'espropriazione per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica divenuta illegittima, il perdurare della detenzione del terreno in assenza di un titolo costituisce un fatto illecito ascrivibile anzitutto al soggetto che ne sia autore materiale; ciò in quanto è decisiva per configurarne la responsabilità, la perdurante sottrazione ed il conseguente godimento illecito del bene senza aver tempestivamente conseguito (malgrado la delega al compimento degli atti della procedura ablativa) un titolo.

In ipotesi in cui l'occupazione di suoli finalizzata all'espropriazione per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica divenga illegittima, accanto alla responsabilità del delegato può sussistere una corresponsabilità solidale dell'Ente delegante, il quale, con il conferimento del mandato, non si spoglia delle responsabilità relative allo svolgimento della procedura espropriativa e conserva, quindi, l'obbligo di sorvegliarne il corretto svolgimento; ciò anche in quanto la procedura si svolge non solo in nome e per conto di detta amminis... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a altresì d'intesa con essa.

In ipotesi di espropriazione di suoli per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi della L. n. 865/1971, unico obbligato al pagamento delle indennità di espropriazione e di occupazione, nonché, di conseguenza, unico legittimato passivo nel giudizio di opposizione alla stima è il Comune; ciò in quanto i soggetti delegati ex art. 35 e 60, svolgono la procedura ablatoria e provvedono, in particolare, alla diretta acquisizione delle aree stesse "in nome e per conto dei Comuni" (enti esproprianti) a cui vantaggio è pronunciato il decreto di esproprio.

In caso di delega ex L. n. 865/71 art. 60, l'ente pubblico territoriale resta obbligato alla vigilanza ed al controllo della regolarità della procedura espropriativa; ciò in quanto questa si svolge non solo in nome e per conto dell'amministrazione delegante, ma altresì d'intesa con essa. Il Comune delegante è pertanto corresponsabile dell'intervenuta trasformazione irreversibile di un fondo, in assenza di un valido decreto di espropriazione.

In ipotesi di delega ex L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, ad istituto autonomo per le case popolari o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iva, al compimento dell'espropriazione "in nome e per conto" del comune, l'ente delegato è responsabile dell'illegittima espropriazione conseguente alla mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio; ciò in quanto è sul delegato che ricade l'onere di attivarsi per far sì che il decreto suddetto intervenga tempestivamente e che la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

In ipotesi di delega ex L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, accanto alla responsabilità del delegato per l'illegittima espropriazione derivante dalla mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio, sussiste una corresponsabilità dell'ente delegante, in quanto l'espropriazione si svolge non solo "in nome e per conto" del Comune, ma d'"intesa" con questo; è da ritenere pertanto che tale ente non si spogli, con la delega, della responsabilità relativa allo svolgimento della procedura, ma conservi un potere di controllo e di stimolo.

Nel caso di delega effettuata ai sensi della L. n. 865 del 1971, artt. 35 e 60, l'illecito in cui consiste l'occupazione appropriativa è ascrivibile anzitutto al soggetto che ne sia stato autore materiale, a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vando l'invalidità dei provvedimenti emessi dell'ente delegante nell'esercizio dei poteri conservati per lo svolgimento della procedura ablatoria; è infatti decisiva, per configurarne comunque la responsabilità nei confronti del proprietario, la definitiva illecita sottrazione del suo bene da parte del delegato.

Con riferimento alla realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica, la speciale facoltà concessa dalla legge ai comuni di delegare l'esercizio di funzioni pubblicistiche di propria titolarità a soggetti diversi, anche privati, come le cooperative edilizie, non può che svolgersi sotto il vincolo dell'osservanza di regole precise; ne consegue che, nel caso di reiterato inadempimento da parte del delegato, è corresponsabile l'amministrazione che non abbia considerato, come estremo rimedio, la possibilità del ritiro della delega.

In ipotesi in cui la realizzazione di alloggi di edilizia economica e popolare sia avvenuta in situazione di illegittimità per intervenuta scadenza dell'occupazione legittima, sussiste la responsabilità concorrente del Comune, per non avere tempestivamante portato a termine la procedura espropriativa (non delegata) e per non avere res... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...fondo e dell'Ente costruttore (nel caso di specie IACP), per avere eseguito l'opera pubblica, nonostante fosse cessata l'occupazione legittima.

Ai fini dell'individuazione del soggetto obbligato al risarcimento del danno derivante da occupazione appropriativa, la delega al compimento delle operazioni espropriative delle aree per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare, svolgendosi la procedura non solo in nome e per conto, ma anche d'intesa con il delegante, non priva quest'ultimo, pur sempre tenuto a promuovere correttamente la procedura ablatoria, dei propri poteri di controllo e di stimolo dell'attività del delegato, il cui mancato o insufficiente esercizio, da presumersi nel caso di mancata adozione nei termini del decreto di esproprio, vale a rendere il delegante corresponsabile dell'illecito.

Alla luce del disposto di cui agli artt. 35 e 60 della L. n. 865/1971, qualora il procedimento espropriativo si svolga regolarmente, obbligato al pagamento della relativa indennità è solo il Comune nel cui patrimonio indisponibile l'opera pubblica entra a far parte; in tal caso, infatti, nell'attività degli "enti ed istituti" delegati alla sua realizzazione ed al compimento della procedura espro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eguita "in nome e per conto del Comune", si configura una rappresentanza in senso tecnico.

Alla luce del disposto di cui agli artt. 35 e 60 della L. n. 865/1971, qualora si verifichi il fenomeno della cosiddetta accessione invertita, va ravvisata, accanto alla responsabilità dell'autore materiale dell'illecito delegato alla cura della procedura amministrativa, anche la responsabilità del delegante Comune per l'omesso esercizio del suo dovere di controllo che il citato art. 60 gli impone, con la previsione che l'attività del delegato deve procedere "d'intesa" con il delegante.

In tema di espropriazione di aree da destinare ad edilizia economica e popolare, sussiste la corresponsabilità dell'ente delegante e dell'ente delegato in ipotesi di occupazione appropriativa; ciò in quanto quest'ultima integra un fatto illecito imputabile al delegato alla conduzione della procedura, persino quando l'opera risulti ultimata nel periodo di occupazione legittima, ricadendo su di esso l'onere di attivarsi, affinché il decreto di espropriazione intervenga tempestivamente e la fattispecie si mantenga entro la sua fisiologica cornice di legittimità.

Nel caso in cui la delega si esa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n mero incarico di compiere direttamente per il Comune e in suo nome gli atti necessari per l'adozione del provvedimento ablatorio, utilizzando lo schema dell'art. 60 della L. n. 865/71, è il concedente il soggetto attivo del rapporto espropriativo ed il solo passivamente legittimato nel relativo giudizio di opposizione alla stima.

L'obbligo del pagamento dell'indennità di espropriazione e di occupazione temporanea spetta al soggetto a cui favore ed a beneficio del quale risulta adottato il provvedimento, anche quando, a norma degli artt. 35 e 60 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, gli atti espropriativi e quelli legati all'attuazione dell'occupazione, siano stati delegati, in nome e per conto del delegante, ad istituti o a cooperative incaricati della realizzazione del relativo programma edilizio.

L'obbligo del pagamento dell'indennità di occupazione temporanea, compete al soggetto a cui favore ed a beneficio del quale risulta adottato il provvedimento, anche quando, a norma degli artt. 35 e 60 della L. n. 865/1971, gli atti espropriativi e quelli legati all'attuazione dell'occupazione, siano stati delegati, in nome e per conto del delegante, ad istituti o a cooperative incaricati della realizzazione del relativo program... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., posto che, in tal caso, l'attività dei delegati, resta pur sempre riferibile al medesimo delegante.

Nell'ipotesi di delega ad IACP ex art. art. 60 L. n. 865/71 a procedere all'acquisizione dell'area "in nome e per conto" del Comune, deve escludersi la ricorrenza di una delegazione amministrativa intersoggettiva ovvero di una concessione (traslativa), nelle quali il delegato (o il concessionario) agisce in nome proprio e in tale qualità compie materialmente l'attività espropriativa, divenendo così il solo responsabile delle obbligazioni assunte in dipendenza di essa.

In caso di espropriazione di suoli per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della L. n. 865/1971, beneficiario sostanziale dell'espropriazione è l'ente territoriale in favore del quale il provvedimento espropriativo viene pronunciato e che acquista l'esclusiva proprietà del bene ai sensi dell'art. 35 della citata legge; pertanto tale Ente resta unico obbligato al pagamento delle indennità di espropriazione e di occupazione temporanea.

Qualora, a norma degli artt. 35 e 60 della L. n. 865/71, gli atti espropriativi vengano delegati e l'occupazione venga attuata dagli istituti ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...perative, deve ritenersi che l'attività dei predetti agenti delegati si esaurisca nel compimento, in nome e per conto dell'ente territoriale, degli atti necessari a conseguire il provvedimento ablatorio, che risulta perciò riferibile all'ente stesso, con conseguente legittimazione passiva di quest'ultimo nel giudizio di opposizione alla stima promosso dall'espropriato.

La legge n. 865 del 1971 (art. 60) in materia di realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ha introdotto una nuova forma di cooperazione, in virtù della quale un soggetto è abilitato a compiere determinate attività per conto di un altro, di cui spende il nome, ed al quale, dunque, continua a competere la qualifica di espropriante.

In tema di realizzazione di programmi di edilizia economia e popolare in cui, normativamente (L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60), la procedura espropriativa si svolge in nome e per conto del Comune, titolare del potere espropriativo e d'intesa con lo stesso, lasciandogli poteri di vigilanza e controllo, la giurisprudenza configura la solidarietà passiva nel debito risarcitorio da occupazione appropriativa.

Anche quando gli atti necessari a conseguire il provvedimento ablat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stati delegati, in nome e per conto dell'ente territoriale delegante, a istituti o cooperative incaricati dell'attuazione dei programmi di edilizia economica e polare a norma della L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60, la legittimazione passiva appartiene al soggetto a favore del quale sia stato adottato il provvedimento di espropriazione o sia stata eseguita la cessione volontaria dell'immobile

Nel caso di intervento di edilizia residenziale pubblica del risarcimento del danno conseguente alla verificata ipotesi di occupazione acquisitiva a seguito di annullamento giudiziali degli atti acquisitivi per vizio di incompetenza non risponde neppure in termini di corresponsabilità la impresa assegnataria dei terreni e delegata all'espletamento della procedura espropriativa, non avendo questa nessun ruolo in ordine alla scelta dell'organo competente alla adozione degli atti.

In tema di espropriazione di suoli per la realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della L. n. 865 del 1971, beneficiario dell'espropriazione, nonché obbligato al pagamento delle indennità sia di espropriazione che di occupazione temporanea è il Comune quale beneficiario della espropriazione medesima.

L'o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pagamento dell'indennità di espropriazione e di occupazione temporanea compete al soggetto a cui favore ed a beneficio del quale risulta adottato il provvedimento ablatorio "anche" quando, a norma della L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60, gli atti espropriativi e quelli in specie necessari a conseguire il provvedimento anzidetto, ovvero quelli legati alla stessa attuazione dell'occupazione, siano stati "delegati", ma in nome e per conto del delegante, ad istituti o a cooperative incaricati della realizzazione del relativo programma edilizio, posto che, in tal caso, l'attività dei delegati resta pur sempre riferibile al medesimo delegante.

Il soggetto obbligato al pagamento dell'indennità e passivamente legittimato nel giudizio di opposizione alla stima è quello a cui favore è adottato il decreto di esproprio o eseguita la cessione volontaria dell'immobile, anche quando, a norma della L. 22 ottobre 1971, n. 865, artt. 35 e 60, l'espletamento della procedura sia stato delegato, ma in nome e per conto dell'ente territoriale delegante, ad istituti o a cooperative incaricati della attuazione dei programmi di edilizia economica e popolare.

Obbligato al pagamento dell'indennità di esprop... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...timato passivo nel giudizio di opposizione alla stima è il soggetto che diventa proprietario del bene espropriato, e non il delegatario che agisce in nome e per conto dello stesso. (Nell'edilizia economica e popolare tale soggetto è il Comune e non cooperative, imprese o IACP).

In caso di espropriazione di suoli per la realizzazione di programmi di edilizia residenziale pubblica ai sensi della legge n. 865 del 1971 - essendo beneficiario sostanziale e formale dell'espropriazione il Comune in favore del quale il provvedimento espropriativo viene pronunciato - l'ente territoriale resta l'unico obbligato al pagamento delle indennità di espropriazione e di occupazione temporanea anche quando, a norma della stessa legge, gli atti espropriativi siano stati delegati ad un concessionario.

Nel caso di delega ex art. 35 e 60 L. n. 865/71, del risarcimento del danno conseguente ad omessa conclusione della procedura, la (cor)responsabilità dell'amministrazione comunale è collegata esclusivamente al fatto che, secondo la disciplina della legge 865/1971, l'espropriazione si svolge non solo in nome e per conto di quest'ultima, ma più pregnatamente "d'intesa" con essa e che, dunque, detto ente pubblico conserva... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di controllo e di stimolo sullo svolgimento della procedura che ove non esercitato può assumere connotati di illiceità in merito all'iter causativo del danno.

La Legge 22.10.1971 n. 865, nel disciplinare l'acquisto delle aree necessarie alla realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica, prevede un duplice procedimento a seconda che le stesse siano acquisite direttamente dal Comune (art. 35) ovvero dagli istituti o dalle cooperative incaricati della costruzione dei relativi alloggi che provvedono in tal caso al compimento degli atti necessari al conseguimento dei decreti ablativi in base ad una delega che li autorizzi ad agire "in nome e per conto del Comuni" (art. 60).

In entrambe le ipotesi di cui agli artt. 36 e 60 L. n. 865/71 le aree necessarie alla realizzazione dei programmi di edilizia residenziale pubblica entrano a far parte del patrimonio indisponibile dei Comuni i quali, risultando beneficiari sostanziali della espropriazione nei relativi decreti, sono obbligati al pagamento delle indennità e legittimati nei relativi giudizi.

Qualora, per una deviazione dal modello legale di cui agli artt 35 e 60 della L. n. 865/71, le cooperative o gli istituti agiscano in nome proprio ne... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...acquisizione delle aree e comunque risultino i diretti beneficiari dell'espropriazione nel relativo decreto, obbligate al pagamento della indennità nei confronti dell'espropriato e legittimate nei relativi giudizi sono le stesse cooperative (o gli istituti), essendo decisiva a tal fine l'indicazione nel provvedimento ablativo del soggetto a favore del quale risulta disposta l'espropriazione.

In materia di edilizia residenziale la titolarità passiva delle obbligazioni indennitarie spetta per legge al concessionario.



 
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