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Il sindacato giurisdizionale della pianificazione urbanistica della P.A.

Sebbene la P.A. goda di ampia discrezionalità tecnica nella pianificazione urbanistica, non essendo necessaria una specifica motivazione delle scelte operate, pur tuttavia nemmeno essa è sottratta al sindacato giurisdizionale, dovendo dare conto, sia pure di norma con motivazione di carattere generale, degli obiettivi che intende perseguire attraverso lo strumento di pianificazione.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> MOTIVAZIONE

La motivazione delle scelte urbanistiche è desumibile sia dai documenti di accompagnamento all'atto di pianificazione urbanistica che dalla coerenza complessiva delle scelte effettuate dall'amministrazione.

Non si ravvisano elementi di irragionevolezza o illogicità nella scelta pianificatoria comunale, a fronte della generica lamentela di un maggiore impatto acustico e ambientale ai danni delle abitazioni circostanti derivante dalla realizzazione del progetto dell'opera pubblica.

Le scelte amministrative nell'adozione degli strumenti urbanistici costituiscono apprezzamenti di merito sottratti al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da abnormi illogicità, sicché anche la destinazione data alle singole aree non necessita di apposita motivazione, salvo che particolari situazioni non abbiano creato aspettative o affidamenti in favore di soggetti le cui posizioni appaiano meritevoli di specifiche considerazioni e di incisiva motivazione, il che avviene in caso di: superamento degli standard minimi di cui al D.M. 2 aprile 1968; lesione dell'affidamento derivante da c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di lottizzazione o accordi di diritto privato intercorsi con il Comune, o delle aspettative nascenti da giudicati di annullamento di concessioni edilizie o di silenzio rifiuto su una domanda di concessione; modificazione in zona agricola della destinazione di un'area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo.

Ai fini della legittimità di nuove scelte di pianificazione, non è richiesta un'indagine individuale su ogni singola area al fine di giustificarne la sua specifica idoneità a soddisfare esigenze pubbliche, né può essere invocata la cd. polverizzazione della motivazione, la quale si porrebbe in contrasto con la natura generale dell'atto di pianificazione o di governo del territorio. Le stesse osservazioni presentate dagli interessati all'interno del procedimento di approvazione degli strumenti urbanistici assumono il valore di semplice apporto collaborativo, il cui rigetto non richiede una particolare motivazione, essendo sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.

Così come l'obbligo di motivazione del PRG o di una variante generale può ritenersi assolto con il riferime... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sivo ai criteri seguiti ed alle esigenze cui si intende dare risposta – senza necessità, salvo cassi particolari, di motivazione puntuale sulle singole scelte operate – allo stesso modo l'atto definitivo di approvazione del piano da parte dell'Ente locale non abbisogna di puntuale motivazione in ordine alle scelte definitive effettuate.

E' illegittima la motivazione della variante parziale che denuncia l'intento di conferire rilievo a interessi particolari, magari contrapposti a quelli di soggetti confinanti, senza alcuna indicazione sull'interesse generale che possa giustificare la nuova disposizione e con una inammissibile finalità di sanatoria urbanistica a vantaggio di abusi pregressi.

Le uniche tassative ipotesi in cui è richiesta una motivazione rafforzata nelle scelte urbanistiche, sono le seguenti: I) superamento degli standard minimi; II) presenza di una convenzione di lottizzazione o di un accordo equivalente, valido ed efficace; III) giudicato di annullamento di diniego di permesso di costruire o di silenzio inadempimento sulla relativa istanza; IV) destinazione di un fondo totalmente intercluso a zona agricola.

La motivazione delle scelte urbanistiche, sufficientemente espressa in via gener... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; desumibile sia dai documenti di accompagnamento all'atto di pianificazione urbanistica, sia dalla coerenza complessiva delle scelte effettuate dall'amministrazione comunale.

L'amministrazione deve motivare la destinazione urbanistica di singole zone, quando tale destinazione incida, in senso peggiorativo, su situazioni meritevoli di particolare considerazione, o per la singolarità del sacrificio imposto al privato o per la preesistenza di legittime aspettative in quest'ultimo ingenerate.

L'esistenza di una precedente diversa previsione urbanistica non comporta per l'amministrazione la necessità di fornire particolari spiegazioni sulle ragioni delle differenti scelte operate, anche quando queste siano nettamente peggiorative per i proprietari e per le loro aspettative, dovendosi in tali altri casi dare prevalente rilievo all'interesse pubblico che le nuove scelte pianificatorie intendono perseguire.

In sede di pianificazione generale del territorio la discrezionalità di cui l'amministrazione dispone per quanto riguarda le scelte in ordine alla destinazione dei suoli, è talmente ampia da non richiedere una particolare motivazione, al di là di quella ricavabile dai criteri e principi generali che isp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rumento pianificatorio, potendosi derogare a tale regola solo in presenza di situazioni di affidamento qualificato del privato a una specifica destinazione del suolo.

La presentazione di un'osservazione da parte dei privati interessati da una previsione dello strumento urbanistico adottato incrementa l'onere di motivazione dell'amministrazione procedente, e la discrezionalità ordinariamente riconosciuta ai comuni nella formulazione delle scelte urbanistiche non è una spiegazione sufficiente per superare le obiezioni o le richieste puntuali formulate con riguardo a un edificio o a un'area particolare.

La destinazione impressa dall'amministrazione ai suoli privati, in sede di adozione di una variante generale, risulta sufficientemente motivata – quanto alla sussistenza e corretto esercizio del potere di pianificazione urbanistica – dalla considerazione di impedire forme di edificazione, per effetto della "valenza ambientale" dell'area stessa.

Ai fini della legittimità di nuove scelte di pianificazione non è richiesta un'indagine individuale su ogni singola area al fine di giustificarne la sua specifica idoneità a soddisfare esigenze pubbliche, né può essere invocata la cd. pol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e della motivazione, la quale si porrebbe in contrasto con la natura generale dell'atto di pianificazione o di governo del territorio.

Il limitato obbligo di motivazione delle scelte urbanistiche, che connota il procedimento di adozione degli strumenti urbanistici generali, si espande, con conseguente aggravamento dell'onere motivazione, tutte le volte in cui il nuovo strumento incide su aspettative e/o affidamenti del privato.

Le uniche evenienze che giustificano una più incisiva e singolare motivazione degli strumenti urbanistici generali sono: a) il superamento degli standards minimi di cui al d.m. 2 aprile 1968, con riferimento alle previsioni urbanistiche complessive di sovradimensionamento; b) la lesione dell'affidamento qualificato del privato derivante da convenzioni di lottizzazione, accordi di diritto privato intercorsi fra il comune e i proprietari delle aree, aspettative nascenti da giudicati di annullamento di concessioni edilizie o di silenzio-rifiuto su una domanda di concessione; c) la modificazione in zona agricola della destinazione di un'area limitata, interclusa da fondi edificati in modo non abusivo.

Le scelte in ordine alla destinazione urbanistica, in specie se espresse in sede di emanazione di nuovo stru... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...istico, o sua variante generale, costituiscono valutazioni ampiamente discrezionali che non richiedono una particolare motivazione al di là di quella ricavabile dai criteri e principi generali che ispirano il piano, salva l'esigenza di motivazione puntuale in relazioni a situazioni soggettive di affidamento qualificato del privato in ordine a una precipua destinazione, come rivenienti da precedenti convenzioni di lottizzazione, accordi di diritto privato, giudicati, annullamento di diniego di permesso di costruire o di silenzio rifiuto su una domanda di permesso di costruire.

La deliberazione del consiglio comunale relativa alla disciplina generale degli strumenti pubblicitari pur avendo carattere generale e quindi svincolato dal generale obbligo di motivazione deve dare conto delle scelte effettuate laddove venga ad incidere su posizioni consolidate.

Sia nella formazione di uno strumento urbanistico generale, che nell'adozione delle varianti le scelte discrezionali dell'amministrazione riguardo alla destinazione delle singole aree non necessitano di apposita motivazione, oltre quelle che si possono evincere dai criteri generali e discrezionali seguiti nell'impostazione del piano.

L'onere motivazionale delle scelte urbanistiche... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ggravato laddove esse vadano a ledere un affidamento qualificato dei privati che deve risultare da un titolo formale, perfetto ed efficace, quale una convenzione di lottizzazione, o un accordo di diritto privato, già conclusi, ovvero derivare da atti non equivoci dell'amministrazione.

Le scelte di localizzazione delle aree preordinate all'esproprio non abbisognano di apposita motivazione, oltre quella che si può evincere dai criteri generali – di ordine tecnico discrezionale – seguiti nell'impostazione del piano stesso, salvo che particolari situazioni non abbiano creato aspettative o affidamenti in favore di soggetti le cui posizioni appaiono meritevoli di specifiche considerazioni.

Le scelte urbanistiche richiedono una motivazione più o meno puntuale a seconda che si tratti di previsioni interessanti la pianificazione in generale ovvero un'area determinata, ovvero qualora incidano su aree specifiche, ledendo legittime aspettative; così come mentre richiede una motivazione specifica una variante che interessi aree determinate del PRG., per le quali quest'ultimo prevedeva diversa destinazione (a maggior ragione in presenza di legittime aspettative dei privati), non altrettanto può dirsi allorché ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione di un'area muta per effetto della adozione di un nuovo strumento urbanistico generale, che provveda ad una nuova e complessiva definizione del territorio comunale.

Le osservazioni presentate dagli interessati all'interno del procedimento di approvazione degli strumenti urbanistici assumono il valore di semplice apporto collaborativo, il cui rigetto non richiede una particolare motivazione, essendo sufficiente che esse siano state esaminate e ritenute in contrasto con gli interessi e le considerazioni generali poste a base della formazione del piano.

In linea di principio uno specifico onere motivazionale non sussiste per gli strumenti urbanistici generali; l'esonero dall'obbligo di motivare si estende, naturalmente, alla scelta sul se dotarsi o meno di una nuova pianificazione primaria.

Il potere di pianificazione urbanistica, a maggior ragione in considerazione della sua ampia portata in relazione agli interessi pubblici e privati coinvolti, così come ogni potere discrezionale, non è sottratto al sindacato giurisdizionale, dovendo la P.A. dare conto, sia pure di norma con motivazione di carattere generale, degli obiettivi che essa, attraverso lo strumento di pianificazione, intende perseguire e, quindi, della coere... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...celte in concreto effettuate con i detti obiettivi ed interessi pubblici agli stessi immanenti.

Se è vero che, l'annullamento di una variante generale non fa rivivere la precedente destinazione di zona, ma rende l'area interessata una zona bianca, è anche vero che, nel ridisciplinare nuovamente l'assetto del territorio, deve pur sempre tener in considerazione la precedente destinazione nel caso in cui la variante sia stata annullata per difetto di motivazione (necessaria in quanto la P.A. andava con il provvedimento di approvazione ad incidere su legittime aspettative ingenerate nel proprietario privato).

Solo in presenza di aspettative qualificate l'Amministrazione ha l'obbligo di motivare in maniera più specifica la scelta di tipizzare un'area in maniera difforme da quanto previsto da uno strumento urbanistico precedentemente in vigore.

Le scelte adottate in sede di formazione ed approvazione dello strumento urbanistico generale per ciò che attiene la destinazione delle singole aree, non necessitano di una specifica motivazione se non nel caso che la scelta vada ad incidere negativamente su posizioni giuridicamente differenziate ravvisabili unicamente però nell'esistenza di piani e/o progetti di lo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... convenzionati già approvati o situazioni di diverso regime urbanistico accertate da sentenze passate in giudicato.

E' illegittimo (e giustamente sindacabile da parte del giudice amministrativo) l'operato del Comune che, nell'adottare una variante, non replichi in alcun modo ai seri e puntuali rilievi opposti dai privati (nella specie, in ordine alla scarsa utilità della realizzazione di un parcheggio).

La P.A. non è tenuta a fornire apposita motivazione delle scelte operate se non richiamando le ragioni di carattere generale che giustificano l'impostazione dello strumento urbanistico.

Il compito precipuo dell'attività istruttoria in sede di adozione anche di una variante specifica è quello di accertare la perdurante attualità degli obiettivi e dei criteri generali di impostazione del piano, rispetto ai mutamenti intervenuti nel tempo nel tessuto urbanistico ed edilizio dell'area interessata; un significativo mutamento del tessuto urbanistico dell'area impone di verificare e di giustificare l'attualità degli obiettivi e dei criteri di impostazione del piano generale vigente.

La giurisprudenza amministrativa ha, com'è noto, individuato un limite al generale potere d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...are le scelte urbanistiche e tale limite consiste nel caso in cui la modifica progettata vada ad incidere su singole posizioni differenziate in quanto connotate da una fondata aspettativa.

Nell'ipotesi di varianti limitate o ad oggetto specifico, la P.A. è tenuta ad esternare i motivi della scelta urbanistica innovativa che sacrifica aspettative private tutelate (nel senso che deve trattarsi di scelte che incidano su specifiche aspettative quali quelle derivanti da un piano di lottizzazione approvato o da un giudicato di annullamento di un diniego di concessione edilizia), motivando specificamente sia sulla necessità della scelta innovativa sia sull'opportunità di acquisire quelle aree anziché altre.

Sussiste un limite al generale potere di non motivare le scelte urbanistiche di cui godono gli enti locali, che emerge allorché la modifica progettata vada ad incidere su singole posizioni "differenziate", in quanto connotate da una certa fondata "aspettativa", che la giurisprudenza individua – in via esemplificativa – nella sussistenza di piani di lottizzazione approvati, o di annullamento giurisdizionale di dinieghi di concessione edilizia e di reiterazioni di vincoli scaduti.

L'obbligo di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non viene rafforzato, imposto o mutato in base alla sola presentazione delle osservazioni al piano regolatore generale da parte dei privati.

Alla luce del disposto di cui all'art. 3 comma 2 L. n. 241/1990, una variante a carattere generale non richiede una motivazione specifica da parte dell'Amministrazione Comunale.

Le scelte urbanistiche di carattere generale costituiscono apprezzamenti di merito, sottratte come tali al sindacato di legittimità, salvo che non siano inficiate da errori di fatto o da illogicità, irragionevolezza, con la conseguenza che esse non necessitano di apposita motivazione, oltre quella che si può evincere dai criteri generali (di ordine tecnico discrezionale) seguiti nell'impostazione del piano stesso; è invece ritenuta necessaria una motivazione specifica ed un'istruttoria altrettanto puntuale nell'ipotesi di varianti aventi finalità specifiche e oggetto circoscritto ovvero incidenti su aspettative qualificate.

Un atto di pianificazione generale - tranne i casi di incidenza su posizioni consolidate da giudicati o da convenzioni di lottizzazione - non ha bisogno di una motivazione ulteriore rispetto a quella che si esprime con i criteri posti alla sua base.

In... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della formazione del piano regolatore, le scelte urbanistiche dell'Amministrazione riguardo alla destinazione delle singole aree non richiedono apposita motivazione oltre a quella che si può evincere dai criteri generali seguiti nell'impostazione del piano, essendo invece necessaria una motivazione specifica solo quando la nuova disciplina venga a travolgere legittime aspettative qualificate da speciali atti dell'Amministrazione.

In ipotesi in cui la destinazione impressa ad area privata sia espressione del potere di conformazione del territorio, che è tipica prerogativa dei comuni a livello urbanistico, non vi è la necessità di fornire spiegazioni approfondite della scelta operata dal Comune, come in caso di reiterazione di un vincolo di tipo espropriativo, essendo sufficiente la motivazione normalmente richiesta per gli atti amministrativi generali.

In occasione della formazione di uno strumento urbanistico generale, le scelte discrezionali dell'amministrazione riguardo alla destinazione delle singole aree non necessitano di apposita motivazione, oltre quelle che si possono evincere dai criteri generali e discrezionali seguiti nell'impostazione del piano.



 
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