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Procedimento di sanatoria dell'opera abusiva realizzata su area vincolata

Le opere realizzate all'interno della fascia di rispetto stradale prima dell’entrata in vigore del D.M. 1404/1968 possono essere condonate in forza dell'art. 32 L. 47/1985, mentre per le opere successive a tale decreto il vincolo va inteso in senso assoluto e dunque non possono essere sanate.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> CONDIZIONE DEL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ AMBIENTALE

Anche se la subordinazione del condono al pagamento dell'indennità risarcitoria ambientale non corrisponde ad alcuna prescrizione di legge, costituisce tuttavia una prassi cautelativa al fine evitare che l'immobile sia oggetto di trasferimento a terzi e per questa via sottratto al patrimonio del debitore, costituente garanzia generica del credito; prassi del resto non irragionevole né oltremodo pregiudizievole, non implicando - il condizionamento del condono al pagamento dell'indennità - anche la possibilità di adottare sanzioni demolitorie.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> CONFORMITÀ URBANISTICA

Il c.d. terzo condono edilizio, nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, è applicabile alle sole opere di restauro o risanamento conservativo o di manutenzione straordinaria, su immobili già esistenti, se ed in quanto conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La conformità alla normativa edilizia deg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mmessi in zona vincolata doveva e deve essere riscontrata, ai fini della sanatoria ex d.l. 269/2003, sia con riferimento alle norme e prescrizioni vigenti al 3.10.2003, sia con riferimento alle norme e prescrizioni vigenti alla data di presentazione della domanda di sanatoria, rimanendo ininfluenti solo le modifiche sopraggiunte a tale secondo momento, non potendosi porre a carico del richiedente il ritardo delle Amministrazioni comunali nell'esaminare le domande.

Ai sensi dell'art. 32, comma 27, lett. d), del D.L. n. 269/2003, convertito dalla legge n. 326/2003, il condono delle opere realizzate su aree vincolate è ammissibile solo in caso di realizzazione delle opere abusive prima dell'imposizione dei vincoli ovvero qualora i manufatti successivamente edificati, benché non assentiti o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La novità sostanziale del condono ex art. 32 della L. 326/2003 è costituita proprio dall'inserimento del requisito della conformità urbanistica all'interno della fattispecie del condono edilizio, dando così vita ad un meccanismo di sanatoria che si avvicina fortemente all'istituto dell'accertam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...formità previsto dall'art. 36, D.P.R. n. 380 del 2001 (c.d. "doppia conformità"), piuttosto che ai meccanismi previsti dalle due precedenti leggi sul condono edilizio.

In sede di rilascio della titolo edilizio in sanatoria per opere ricadenti in zone sottoposte a vincolo l'esistenza del vincolo va valutata al momento in cui deve essere presa in considerazione la domanda di condono, a prescindere dall'epoca della sua introduzione e, quindi, anche per le opere eseguite anteriormente all'apposizione del vincolo.

L'art. 32, comma 27, lettera d) della legge 326/2003 prescrive l'insuscettibilità della sanatoria di opere edilizie non autorizzate, realizzate su immobili soggetti a vincoli istituiti prima della esecuzione di dette opere, ove le stesse non siano conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici; condizione quest'ultima, che costituisce una novità rispetto alle precedenti leggi sul condono edilizio, dando vita ad un meccanismo di sanatoria che si avvicina fortemente all'istituto dell'accertamento di conformità, previsto dall'art. 36 T.U. 380 2001.

La disciplina di cui all'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003) - più restrittiva rispetto a quelle... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... - in presenza di abusi realizzati in zone vincolate richiede il requisito aggiuntivo della conformità urbanistica delle opere realizzate in assenza o in difformità dal prescritto titolo abilitativo.

In virtù dell'art. 32 della legge n. 47/1985, il parere favorevole di compatibilità paesaggistica, nelle zone sottoposte al vincolo di tutela del paesaggio è propedeutico al rilascio dell'atto di sanatoria edilizia, il quale non può essere legittimato dalla sola conformità dell'abuso edilizio agli strumenti urbanistici.

La valutazione di compatibilità dell'intervento edilizio con il vincolo ha come riferimento temporale il momento in cui l'amministrazione comunale formula la richiesta di parere alla locale Soprintendenza.

In relazione al rapporto tra istanza di sanatoria edilizia e data di apposizione del vincolo paesaggistico, a prescindere dal momento dell'introduzione del vincolo, ai fini del parere della Soprintendenza rileva la data di valutazione della domanda di sanatoria e non quella di costruzione dell'immobile.

La valutazione paesaggistica deve essere condotta in maniera puntuale, mediante descrizione delle opere e del contesto ambientale in specifico riferim... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ea di ubicazione del manufatto e indicare le specifiche ragioni per le quali esso sia ritenuto compatibile con i valori paesaggistici tutelati dal vincolo.

La novità sostanziale prevista dall'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003, che consente la sanatoria delle opere realizzate su aree vincolate solo in due ipotesi, previste disgiuntamente, costituite: a) dalla realizzazione delle opere abusive prima dell'imposizione dei vincoli; b) dal fatto che le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici, è costituita dall'inserimento del requisito della conformità urbanistica all'interno della fattispecie del condono edilizio.

Le opere abusive previste dall'art. 32, comma 27, della legge n. 326 del 2003, non sono suscettibili di sanatoria, in quanto realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi ambientali e paesistici, e non conformi alle norme urbanistiche nonché alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La mera previsione di inedificabilità dell'area sotto il profilo urbanistico n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...un vincolo in senso tecnico, riconducibile a quelli previsti dalla legge n. 47/1985 e come tale oggettivamente impeditivo della richiesta sanatoria edilizia, ma costituisce unicamente una mera previsione urbanistica che la normativa sul condono è ontologicamente preordinata a superare, per cui non può di per sé fondare il diniego dell'istanza di condono edilizio.

La sanabilità ai sensi dell'art. 32, comma 27 lett. d), del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 (convertito dalla L. 24 novembre 2003, n. 326) delle opere edilizie abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli è condizionata, tra l'altro, alla sussistenza della conformità urbanistica ed edilizia delle stesse.

Il condono paesaggistico di cui alla legge n. 308/2004 è condizionato al rispetto degli stessi limiti previsti dall'art. 32 del d.lgs. n. 269 del 2003, di tal che non possono ritenersi condonabili gli abusi edilizi ricadenti in aree sottoposte a vincoli paesistici istituiti in epoca anteriore all'esecuzione delle opere e costituenti interventi non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti paesistici.

La novità sostanziale dell'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... abusi realizzati in zone vincolate è costituita dall'inserimento del requisito della conformità urbanistica all'interno della fattispecie del condono edilizio.

La sanatoria prevista dal d.l. n. 269 del 2003, convertito dalla legge n. 326 del 2003 relativa alle opere realizzate su aree vincolate è consentita in due ipotesi, previste disgiuntivamente, costituite dalla realizzazione delle opere abusive prima dell'imposizione dei vincoli e dal fatto che le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La sanatoria delle opere realizzate su aree vincolate è consentita solo nel caso in cui la realizzazione delle opere abusive sia avvenuta prima dell'imposizione dei vincoli; ovvero nel caso che le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

In mancanza di conformità alla disciplina urbanistica, le opere realizzate su aree sottoposte a vincoli non sono suscettibili di applicazione della disciplina derogatoria del condo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pecie con riferimento al condono del 2003).

La valutazione di compatibilità deve essere svolta in relazione al vincolo esistente nel momento in cui la valutazione viene effettuata.

Non è ammissibile a condono l'ampliamento di edificio residenziale con chiusura di terrazzo realizzato in zona vincolata, trattandosi di opere in tipologia 1 ai sensi del d.l. 269/2003 realizzate in assenza del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La tipologia 1 dell'abuso come descritta nella Tabella allegata al d.l. 269/2003 (opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici) non è suscettibile di sanatoria qualora trattasi di opere edilizie abusive realizzate in ambito di tutela paesaggistica come previsto all'art. 32, co. 27, lett. d), d.l. 269/2003.

L'art. 32, co. 27, lett. d) del d.l. 269/2003 introduce una doppia condizione al fine di escludere la sanabilità, ossia che l'opera abusiva sia stata realizzata su immobili soggetti a determinati vincoli istituiti prima dell'esecuzione delle stesse e che non sussista la... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; urbanistica.

Il provvedimento che nega il condono in zona vincolata è correttamente motivato se argomenta con il richiamo al mancato rispetto delle fasce fluviale e/o stradale, ovvero con l'aumento di superficie in contrasto con quanto prescritto dalle norme tecniche di attuazione al piano regolatore, ma non se la non conformità urbanistica è meramente allegata senza un'adeguata illustrazione della sua effettiva consistenza.

L'art. 32, co. 27, lett. d), d.l. 269/2003, convertito dalla l. 326/2003, fermo restando quanto previsto dagli artt. 32 e 33 della l. 47/1985, prescrive l'insuscettibilità della sanatoria di opere edilizie non autorizzate, realizzate su immobili soggetti a vincoli istituiti prima della esecuzione di dette opere, ove le stesse non siano conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici: condizione quest'ultima, che costituisce una novità rispetto alle precedenti leggi sul condono edilizio, dando vita ad un meccanismo di sanatoria che si avvicina fortemente all'istituto dell'accertamento di conformità, previsto dall'art. 36 T.U. 380 2001.

La sanatoria delle opere realizzate su aree vincolate è consentita solo in due ipotesi, pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...untamente, costituite: a) dalla realizzazione delle opere abusive prima dell'imposizione dei vincoli b) dal fatto che le opere oggetto di sanatoria, benché non assentite o difformi dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

La novità sostanziale dell'art. 32, comma 27, lett. d), del decreto legge n. 269/2003 è costituita dall'inserimento del requisito della conformità urbanistica all'interno della fattispecie del condono edilizio (che prescinde di norma da un simile requisito), così dando vita ad un meccanismo di sanatoria che si avvicina fortemente all'istituto dell'accertamento di conformità previsto dall'articolo 36 del D.P.R. n. 380/2001, piuttosto che ai meccanismi previsti delle due precedenti leggi sul condono edilizio.

Qualora venga in rilievo un'ipotesi di inedificabilità relativa , ovvero di vincolo di inedificabilità assoluta imposto dopo la realizzazione delle opere, la condonabilità delle opere può essere ammessa solo a condizione che vi sia la conformità delle medesime con la strumentazione urbanistica vigente.

La presenza del requisito della conformità urba... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... determina l'automatico accoglimento della domanda di condono, ma assume rilevanza solo ai fini dell'ammissibilità della stessa, in quanto persiste la necessità di rispettare le previsioni contenute nei capi IV e V della legge n. 47/1985.

Solo la conformità urbanistica dell'opera giustifica l'acquisizione del parere ex art. 32 della legge n. 47/1985 per i manufatti abusivi realizzati in zona di interesse paesaggistico.

La presenza del vincolo non preclude di per sé il condono quando il vincolo non comporti la assoluta inedificabilità dell'area, quando l'abuso risulti conforme alla normativa urbanistica vigente al momento della entrata in vigore del D.L. 269/2003 e quando esso non abbia interessato un bene classificabile come monumento nazionale.

Il rilascio del condono edilizio in zona sottoposta a vincoli di tutela richiede la conformità edilizia ed urbanistica dell'opera.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> DESTINAZIONE A PARCHEGGIO

L'abuso consistente nel mutamento di destinazione d'uso degli spazi destinati a parcheggio ex art. 41-sexies l. 1150/1942 rientra tra le fattispecie di opere non sus... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i sanatoria contemplate dall'art. 33, della l. n. 47/1985, perché in contrasto con un vincolo d'inedificabilità (sub specie della immodificabilità della destinazione d'uso) direttamente discendente dalla legge medesima.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCE DI RISPETTO CIMITERIALI

In sede di condono di opere insistenti su fascia di rispetto cimiteriale la P.A. è tenuta a valutare se ed in quale misura l'opera in questione venga effettivamente a concretizzare una lesione per il vincolo cimiteriale di inedificabilità e, più in particolare, se le opere da sanare possano aggravare il peso insediativo dell'area con la realizzazione di volumi edilizi tali da considerarsi nuove costruzioni.

È illegittimo il diniego di condono di opere che sia motivato sulla base del fatto che l'intervento era stato realizzato in fascia di rispetto cimiteriale, occorrendo piuttosto una valutazione in concreto in ordine alla compatibilità dell'intervento con le esigenze tutelate dall'art. 338 R.D. 1265/1934.

L'ampliamento di un edificio, ancorché costituente ripristino del fronte dello stesso così come esi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... degli anni '70, è precluso dalla valenza di vincolo di inedificabilità assoluta del cimitero, senza che occorra il parere dell'autorità sanitaria o l'accertamento dell'interesse pubblico leso in concreto dalla violazione della distanza minima.

L'evidenziata localizzazione dell'opera all'interno della fascia di rispetto ed il richiamo all'art. 338 del r.d. n. 1265/1934 costituiscono sufficiente motivazione del diniego di condono.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCE DI RISPETTO FERROVIARIE

E' legittimo denegare il condono se l'opera edilizia, benché realizzata in un periodo in cui il PRG non prescriveva una specifica distanza dalle reti ferroviarie, ricada comunque nella fascia di rispetto di cui al d.P.R. 753/1980 (norma sovraordinata al PRG) e RFI abbia espresso parere contrario alla sanatoria edilizia.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCE DI RISPETTO STRADALI

Laddove sussista un vincolo di inedificabilità assoluta (nella specie ex art. 26 del d.P.R. 495/92) sorto prima della realizzazione dell'opera abusiva, il condono edili... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o dalla L. 326/2003 deve ritenersi a priori precluso.

L'art. 32 L. 47/85 consente di condonare opere realizzate in violazione del d.m. 1.4.68, relativo alle distanze da osservarsi dal nastro stradale, soltanto qualora si tratti di vincoli imposti dopo la realizzazione di opere da condonare.

In materia di condono di un fabbricato realizzato in fascia di rispetto autostradale deve ritenersi che l'Autorità preposta alla tutela del vincolo, per verificare se il manufatto sia ubicato in centro abitato e così sottratto all'ambito di applicazione degli art. 3 e 4 del D.M. 1404/1968, debba prendere in considerazione le condizioni dello stato dei luoghi al momento della presentazione e dell'esame dell'istanza di sanatoria e non all'epoca di realizzazione delle opere.

In sede di esame della domanda di condono di un edificio parzialmente ricadente in fascia di rispetto, l'amministrazione comunale deve verificare (a maggior ragione se l'interessato sua sponte modifica il fabbricato al fine di rispettare la fascia di rispetto stradale) la praticabilità di soluzioni idonee a eliminare la protrazione del corpo edificato nella medesima fascia.

Il vincolo imposto sulle aree site in fasce di rispetto stradale o autos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sensi della L. n. 1150/1942, art. 41 septies (c.d. legge urbanistica), come modificato dalla L. n. 765/1967, art. 19, dal D.M. 1 aprile 1968, nonché dalla L. n. 729/1961, art. 9, si traduce in un divieto assoluto di edificazione che rende le aree legalmente inedificabili, con conseguente inapplicabilità delle ipotesi indicate dalla L. n. 47/1985, art. 32, che prevede la possibilità di sanatoria per le opere insistenti su aree vincolate dopo la esecuzione, anche attraverso l'istituto del silenzio-assenso ed applicazione, per converso, del successivo art. 33 della stessa L. n. 47/1985, che esclude la possibilità di sanatoria delle opere realizzate in contrasto con ogni vincolo d'inedificabilità che sia stato imposto in epoca anteriore all'esecuzione.

Le opere realizzate dopo l'imposizione del vincolo all'interno della fascia di rispetto autostradale rientrano nella previsione di cui all'art. 33 comma 1 lett. d), della L. 28 febbraio 1985 n. 47 e non sono pertanto suscettibili di sanatoria.

Il vincolo di rispetto stradale ha carattere assoluto, in quanto perseguente una serie concorrente di interessi pubblici fondamentali ed inderogabili, con la conseguenza che il diniego di condono di un edificio abusivamente realiz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lazione di detto vincolo non richiede un previo accertamento sulla effettiva pericolosità dello stesso per il traffico stradale.

Le opere insistenti su fascia di rispetto stradale realizzate prima dell'entrata in vigore del D.M. 1404 del 1968 possono essere condonate in forza dell'art. 32, comma 2, lettera c), della L. 28 febbraio 1985 n. 47 e quindi anzitutto a condizione che non costituiscano minaccia alla sicurezza del traffico.

Per le opere realizzate susseguentemente all'entrata in vigore del D.M. 1404 del 1968, l'inedificabilità della fascia di rispetto stradale va intesa in senso assoluto, a' sensi dell'art. 33, lett. d), della medesima L. 47 del 1985.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCIA DI RISPETTO IDRICA

Le opere costruite in violazione del divieto previsto dall'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 (fascia di rispetto idraulica) ricadono nella previsione dell'art. 33 legge 47/1985 e non sono pertanto suscettibili di sanatoria.

Nessuna opera realizzata in violazione dell'art. 96, lett. f), R.D. 523/1904 può essere sanata, a prescindere dal fatto che essa non interferisca in concreto con il deflusso delle ac... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Non è suscettibile di condono l'opera che rispetto ad un'infrastruttura idraulica sia stata realizzata a distanza inferiore da quella minima prescritta dalla legge; in questo caso non c'è bisogno di un accertamento in concreto della compatibilità dell'opera con il vincolo, in quanto le previsioni legali di distanze minime, se insuscettibili di deroga, recano in sé una presunzione assoluta di conformità delle stesse all'interesse pubblico tutelato e di inammissibilità di soluzioni alternative, onde la loro inosservanza è in sé indice di incompatibilità dell'intervento con i valori da salvaguardare.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> INEDIFICABILITÀ RELATIVA

La previsione del "vincolo relativo" ex art. 32 della legge n. 47/85 si riferisce a quegli istituti, consistenti nella sottoposizione di determinate aree ad una tutela di alcuni interessi generali che, per quanto riguarda l'attività edilizia, si esercita subordinando l'esecuzione delle opere all'autorizzazione (o "nulla osta") dell'autorità preposta alla cura dell'interesse generale considerato, la quale valuta se l'opera di cui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ottoposto il progetto contrasti o meno con quell'interesse.

In materia di condono edilizio, la sopravvenuta introduzione di vincoli rispetto alla relativa domanda di sanatoria dell'immobile proposta, non preclude in via assoluta il condono, imponendo però la prioritaria esigenza di valutare la compatibilità dello stesso - qualora l'intervento rientri ovviamente nelle tipologie costruttive per cui esso è ammesso - con previsione delle dette prescrizioni vincolistiche.

Il condono edilizio disciplinato dalla l. n. 47 del 1985 e dalla l. n. 724 del 1994 non è espressamente precluso in caso di abusi edilizi commessi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico dovendosi trattare di vincolo paesaggistico relativo, poiché in caso di vincoli assoluti di inedificabilità non vi sarebbe nessuna possibilità di sanatoria.

In base alla disciplina posta da d.l. n. 269 del 2003, la sanabilità delle opere realizzate in zona vincolata è radicalmente esclusa solo qualora si tratti di un vincolo di inedificabilità assoluta e non anche nella diversa ipotesi di un vincolo di inedificabilità relativa, ossia di un vincolo superabile mediante un giudizio a posteriori di compatibilit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ggistica.

Non è possibile dichiarare non ricevibile la domanda di condono edilizio per la semplice ragione che l'abuso realizzato in area sottoposta a vincolo di inedificabilità relativa rientra nella tipologia di cui al n. 1 della tabella 1 allegata al decreto legge n. 269/2003, non essendo tale circostanza di per sé sola ostativa al rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria dovendo viceversa la P.A. verificare, in sede di esame della domanda di condono, la sussistenza delle altre condizioni richieste.

In base al d.l. 269/2003 la sanabilità delle opere realizzate in zona vincolata è radicalmente esclusa solo qualora si tratti di un vincolo di inedificabilità assoluta e non anche nella diversa ipotesi di un vincolo di inedificabilità relativa, ossia di un vincolo superabile mediante un giudizio a posteriori di compatibilità paesaggistica.

La presenza di vincoli di inedificabilità relativa comporta non l'insanabilità dell'opera abusiva, ma la più limitata misura consistente nell'onere del parere favorevole da parte dell'organo preposto alla tutela del vincolo.

I vincoli preclusivi del condono edilizio non sono solo quelli che prevedo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ificabilità assoluta.

Dato che non tutti i vincoli precludono il condono edilizio, è viziato il diniego di condono che non specifichi quale sia il vincolo apposto sulla zona in questione e con quale provvedimento amministrativo.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> INTERVENTI SENZA INCREMENTI PLANIVOLUMETRICI

Quando le opere abusive ricadano in zone soggette a vincolo, può ammettersi la sanatoria, ai sensi dell'art. 32, comma 26, del d.l. n. 269 del 2003, per i soli interventi di manutenzione straordinaria e restauro e risanamento conservativo.

In caso di condono di opere eseguite su immobili soggetti alla legge 1497 del 1939 e al d.l. 312 del 1985, conv. con modif. dalla legge 431/1985, relative ad ampliamenti o tipologie di abuso che non comportano aumento di superficie o di volume, il parere dell'amministrazione preposta al vincolo deve essere rilasciato entro centoventi giorni: trascorso tale termine il parere stesso si intende reso in senso favorevole.

Gli immobili di ridotta superficie (nella specie due cabine della superficie media di circa 20 mq. ognuna e un ripostiglio di circa 5 mq.) non rientrano nella previ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i al secondo comma dell'art. 32 legge 47/85, il quale - in deroga alla disciplina contenuta nel primo comma - stabilisce che per le opere eseguite su immobili soggetti alla legge 1497 del 1939 e al d.l. 312 del 1985, conv. con modif. dalla legge 431/1985, relative ad ampliamenti o tipologie di abuso che non comportano aumento di superficie o di volume, il parere dell'amministrazione preposta al vincolo deve essere rilasciato entro centoventi giorni e che trascorso tale termine il parere stesso si intende reso in senso favorevole.


 
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