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Limiti dell'istanza del privato nella pianificazione urbanistica

Se l'area è caratterizzata dalla presenza di un preciso vincolo urbanistico essa è perfettamente normata, sicché per la revisione del vincolo stesso il privato ha due sole strade: la variante ad hoc da parte del Comune, oppure la ripianificazione territoriale generale in sede di revisione dell’intero strumento urbanistico.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> OBBLIGO DI PIANIFICAZIONE

Sintesi: Il Comune non può essere obbligato ad avviare un procedimento di riclassificazione di una singola zona (non soggetta a vincoli decaduti) al di fuori della complessiva pianificazione urbanistica, posto che l'attività di pianificazione e programmazione territoriale è di per sé caratterizzata dalla ponderazione complessiva degli interessi, pubblici e privati, nell'ambito della generale opera di pianificazione del territorio.


Estratto: «1. Il ricorso non può essere accolto, in quanto il collegio ritiene che, nell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; nel suo complesso e solo in seconda battuta degli interessi particolari.»

Sintesi: In sede di prescrizioni generali di pianificazione urbanistica, la definizione dell'assetto definitivo di zona non urbanizzata o non sufficientemente urbanizzata ben può lasciare l'attuazione completa delle previsioni dello strumento urbanistico generale attraverso la redazione e la stipula di uno strumento attuativo per le nuove realizzazioni.

Estratto: «... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...2.3. Con il terzo motivo originario, si deduceva che l'ambito in questione si configurava come una zona urbanistica a destinazione mista -- cioè in parte a servizi pubblici; in parte all'edificazione d'uso privato turistico-ricettivo e ad esercizi pubblici commerciali; in parte ad attività ricreative, stabilimenti balneari con vari accessori, attrezzature portuali, eccetera --, senza, però, specificare i dati dimensionali dell'una e dell'altra destinazione. Ciò si evincerebbe dalla loro rappresentazione grafica, che avrebbe violato l'articolo 7 e l'art. 41-quinquies della legge n. 1150/1942, i quali impongono la disciplina separata, dal punto di vista normativo e grafico, delle zone territoriali omogenee destinate all'utilizzazione privata e alle lottizzazioni, da un lato, e delle aree ad uso pubblico, dall'altro. Una zona mista, cioè, sarebbe illegittima ex se, perché non consentirebbe la quantificazione delle utilizzazioni specifiche e non consentirebbe di stabilire il rapporto massimo tra spazi destinati ad insediamenti privati e spazi destinati ad uso pubblico.La censura va disattesa.In sede di prescrizioni generali di pianificazione urbanistica, la definizione dell'assetto definitivo di zona non urbanizzata o non sufficientemente ur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...en può lasciare l'attuazione completa delle previsioni dello strumento urbanistico generale attraverso la redazione e la stipula di uno strumento attuativo per le nuove realizzazioni. Quando il piano regolatore contiene previsioni di larga massima su una zonizzazione, il suddetto piano attuativo, infatti, è, normalmente, necessario per la definizione degli standard.Nel caso in esame poi lo strumento attuativo è stato comunque adottato, per cui la censura appare in ogni caso inconferente.»

Sintesi: Il fatto che l'area sia già urbanizzata non rende per ciò solo illogica la previsione di P.R.G. che impone la obbligatoria formazione di un piano attuativo: invero, quest'ultimo strumento è ammissibile non solo per le zone non urbanizzate, ma anche per le aree di cui si prevede il potenziamento dell'urbanizzazione esistente.

Estratto: «4. Il secondo motivo di appello è altresì articolato anche in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssere quindi rigettato, con conseguente conferma della sentenza impugnata.»

Sintesi: A fronte del procedimento ad iniziativa pubblica di adozione del nuovo strumento urbanistico sussiste... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e qualificato del privato alla conclusione entro il termine normativamente codificato (nel caso di specie ex l.r. 20/2001), laddove la natura complessa dell'attività di formazione dello strumento urbanistico generale, richiedente il consenso di più Amministrazioni, obbliga comunque l'autorità comunale a terminare il segmento di propria competenza.

Estratto: «- che l'art 11 l.r.Puglia n.20/2001 disciplina compiutamente il procedimento di formazione del PUG in tutte le sue diverse fasi, dettandone precise scansioni temporali, in linea con lo stesso generale obbligo di conclusione del procedimento di cui all'art. 2 l.241/90 e s.m. valevole in via suplettiva anche per gli atti di pianificazione urbanistica generale (T.A.R. Puglia Bari sez I, 6 maggio 2008, n.1079, Consiglio di Stato, Sez. V, 29 maggio 2006, n. 3265);- che il Comune di Ruvo di Puglia, allo stato, ha adottato ex art 11 comma 1 il solo D.P.P. (deliberazione C.C n.77 del 11 dicembre 2009) e che in data 13 dicembre 2010 ha convocato nuova conferenza di servizi (di cui non vi è traccia nel citato art 11 l.r. 20/2011) per la redazione del PUG ai fini dell'adozione da parte del Consiglio comunale;- che l'unica (e peraltro eventuale) conferenza di servizi prevista dal le... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...egionale è collocata in fase successiva all'adozione del PUG, al fine del controllo regionale e provinciale di compatibilità, rispettivamente, con il DRAG e con il PTCP;- che pertanto l'istruttoria seguita dal Comune, in attuazione della convenzione con ICAR - fermo restando la legittima facoltà di dar corso alla ritipizzazione de quo nel contesto della formazione del nuovo strumento urbanistico generale (PUG) di cui alla l.r. 20/2001 anziché con variante specifica (ex multis T.A.R. Puglia Lecce sez I, 22 novembre 2007, n.3939) - debba necessariamente coordinarsi con il modello legale tipico di cui alla citata l.r.20/2001, a pena di una abnorme dilatazione dei tempi per la formazione del PUG in danno dell'interesse azionato dalla ricorrente;- che a fronte del procedimento ad iniziativa pubblica di adozione del PUG sussiste l'interesse qualificato della ricorrente alla conclusione entro il termine codificato dalla l.r. 20/2001, laddove la natura complessa dell'attività di formazione dello strumento urbanistico generale, richiedente il consenso di più Amministrazioni, obbliga comunque l'autorità comunale a terminare il segmento di propria competenza;- che va pertanto dichiarato l'obbligo del Comune di Ruvo di Puglia a provvedere med... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...erazione del Consiglio comunale alla adozione del PUG, entro il termine di sessanta giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, fermo restando il successivo obbligo di dar corso alle successive fasi di copianificazione di cui alla l.r 20/2011, nominando sin d'ora per l'ipotesi di inottemperanza, un commissario ad acta nella persona del Dirigente UT Comune di Monopoli il quale dovrà provvedere entro novanta giorni dalla scadenza del termine di cui sopra; le spese seguono la soccombenza secondo dispositivo.»

Sintesi: Laddove, in costanza di uno sviluppo legale dell'edificato, la situazione dei luoghi muti contesto rispetto a quella originaria sulla quale si era fissata la qualificazione della zonizzazione compresa nello strumento urbanistico, incombe sull'Ente locale l'obbligo giuridico, coercibile nelle dovute sedi di porre in essere una nuova attività di pianificazione.

Estratto: «Quest'ultimo aspetto porta il Collegio ad esaminare il principale argomento difensivo di parte ricorrente, secondo il quale il comportamento del Comune che ha ricevuto gli atti di frazionamento senza nulla eccepire, avrebbe acquistato un valore di assenso implicito alle operazioni di vendita così come av... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...termini di acquiescenza o, addirittura, di "variante implicita" al PRG.Tali tesi non trovano la condivisione del Collegio.IIIb)Intanto, la figura di variante implicita o tacita o "per facta concludentia" allo strumento urbanistico è del tutto sconosciuta nell'Ordinamento positivo, che, anzi, circonda il procedimento di variante o comunque il procedimento di formazione di qualsiasi strumento urbanistico, generale o particolare, di particolari e profonde garanzie di forma e pubblicità, che assicurano, se rispettate, una efficace ponderazione degli interessi pubblici e privati connessi alla pianificazione del territorio.Laddove, in costanza di uno sviluppo legale dell'edificato, la situazione dei luoghi muti contesto rispetto a quella originaria sulla quale si era fissata la qualificazione della zonizzazione compresa nello strumento urbanistico, incombe sull'Ente locale l'obbligo giuridico, coercibile nelle dovute sedi (ad esempio, mediante lo strumento processuale del rito sul silenzio ex art. 21 bis l. 1034/71) di porre in essere una nuova attività di pianificazione.Laddove la situazione dei luoghi abbia mutato contesto a seguito di fenomeni di grave e reiterato abusivismo, anche in tal caso sussistono gli strumenti pianificatori di legge per dare una corrett... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one ai luoghi (i piani di recupero, nell'impianto della l. 47/85, ad esempio e, nella legislazione regionale oggi vigente, i piani contemplati agli artt. da 32 a seguire della LR 19/2002, con particolare riferimento agli artt. 35-38)In tutti i casi, dunque, non è assolutamente configurabile un efficacia legale di modifica implicita dello strumento pianificatorio nell'inerzia del Comune o in suoi inadempimenti agli obblighi di controllo sul territorio. Giova inoltre osservare che la tesi sulla quale insistono molto le difese di parte ricorrente, secondo la quale il comportamento omissivo o inerte del Comune (che ha ricevuto i frazionamenti ed i relativi atti di vendita senza nulla eccepire) produrrebbe effetti sostanziali di consenso della P.A. o di acquiescenza ad una variazione sostanziale delle destinazioni di Piano, o comunque legittimerebbe la lottizzazione cartolare avvenuta, non solo non ha fondamento o dignità giuridica, ma è prima ancora da considerarsi come radicalmente inaccettabile. Invero, la violazione degli obblighi di controllo e di intervento che incombono sul Comune in relazione all'invio dei tipi di frazionamento, a mente dell'art. 18 comma 5 della l. 47/85 possono produrre, a condizione della sussistenza dei relativi presupposti costitutiv... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione di responsabilità civile dell'Ente nei confronti delle parti dei negozi posti in essere, da far valere nelle opportune sedi, specie laddove le parti acquirenti dimostrano di non essere consapevoli della lottizzazione, ma non certamente una presunzione di legittimità o, meno ancora, una approvazione tacita dell'accordo contrattuale e del relativo frazionamento del terreno, posto che la legge contempla il necessario invio dei suddetti atti presso il Comune solo al fine di consentire il controllo da parte di quest'ultimo delle attività immobiliari condotte sul territorio.Inoltre, la censura proposta, in questi termini, veicola una impostazione concettuale che il Collegio non può condividere, perché implica, alle estreme conseguenze, la sostanziale inutilità della programmazione urbanistica a difesa della pretesa all'incondizionata edificazione del territorio (con tutte le conseguenze in termini di abusivismo diffuso che l'esperienza comune del territorio della provincia di Reggio Calabria rende notorie).Deve quindi respingersi la tesi di parte ricorrente ed affermare che la comunicazione dei tipi di frazionamento ex art. 18 l. 47/85 comma 5 al Comune non implica alcuna attività di autorizzazione da parte di quest'ultimo alla l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e cartolare.Tuttavia, ancora per completezza di giudizio, il Collegio deve evidenziare che il comportamento del Comune, pur non integrando la rilevanza che parte ricorrente vorrebbe riconoscerli, non è certamente esente da critiche: la corretta, ordinata ed efficace pianificazione territoriale è un obbligo giuridico per l'Ente titolare del potere di iniziativa in materia urbanistica: ciò comporta una evidente responsabilità per inadempimento di tale obbligo in capo all'Ente locale che abbandona parti anche rilevanti del proprio territorio in condizioni di inappropriata o mancante pianificazione urbanistica, che possono avere rilievo, se sussistono le condizioni previste in generale dall'art. 2043 cod.civ. quale titolo di responsabilità aquiliana in relazione ai proprietari dei terreni che subiscono l'inerzia pianificatoria nel governo del territorio da parte dell'Ente locale o che, nel silenzio del Comune, si rendono parti acquirenti, in buona fede, di lotti derivanti da una lottizzazione abusiva cartolare.Nella fattispecie, appare assolutamente ingiustificato che, una volta compiuta la pianificazione generale, come nel caso del PRG di Montebello (adottato nel 1986 ed approvato nel 1994) non si sia provveduto, a distanza di quindici anni, a rev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... disciplina generale, in quella parte ove, secondo la ricostruzione della difesa comunale, essa era funzionale e finalizzata alla valorizzazione di un impianto di rilevanti proporzioni che però non è mai entrato in funzione. Tale revisione si sarebbe dovuta effettuare allo scopo di verificare la sussistenza di interessi pubblici ancora attuali a quelle determinate scelte di piano ed, ove ancora sussistenti, a darvi compiuta attuazione con la necessaria (espressamente prevista nel medesimo piano) pianificazione attuativa.Quest'ultima, infatti, ha, in generale, lo scopo di conferire attualità alla destinazione urbanistica di Piano che fa dei terreni nella zona altrettante aree edificabili: in mancanza di essa, laddove espressamente prevista nel piano come condizione per la realizzazione delle edificazioni, il valore giuridico delle suddette aree è, in sostanza, paralizzato ed i relativi interessi vengono così sacrificati senza possibilità di indennizzo (le destinazioni di zona che consentono l'edificabilità a condizione dell'approvazione di piani esecutivi hanno natura conformativa e non ablatoria).Come detto prima, ciò non rende comunque l'attività lottizzatoria (anche se solo cartolare) lecita o ammissibile, consider... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enditori del terreno avrebbero potuto (e dovuto, se intendevano alienare parti del lotto) proporre una lottizzazione convenzionata, per supplire alle deficienze della programmazione e della attuazione di mano pubblica: tuttavia, dagli atti di causa emerge una generale inerzia dell'Ente pubblico (confermatasi anche in pendenza di giudizio, atteso che il Comune ha subito l'accoglimento della domanda cautelare che ha sospeso gli effetti dell'ordinanza impugnata, ma, in seguito, non ha attivato alcuno dei suoi pur esercitabili poteri di governo del territorio, al fine di dare una compiuta sistemazione agli assetti dell'interesse pubblico in zona) che, sul piano processuale, costituisce evidente motivo di compensazione delle spese di giudizio tra le parti.»

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> OBBLIGO DI PIANIFICAZIONE --> ISTANZA DEL PRIVATO

Sintesi: Se l'assenza di un vincolo decaduto rende l'area del tutto simile, sotto un profilo urbanistico (e, quindi, anche di fatto), a una " terra di nessuno", per contro, la presenza del vincolo di diversa natura rende l'area perfettamente normata, sicché per la revisione del vincolo stesso il privato ha due sole strade: la variante ad hoc d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Comune, oppure la ripianificazione territoriale generale in sede di revisione dell'intero strumento urbanistico. Nel primo caso, però, la scelta del Comune non può che essere improntata alla massima discrezionalità e valutazione di opportunità, nulla vietando all'ente locale di seguire la seconda strada, per ragioni di opportunità legate anche al caso concreto e alla natura del vincolo di cui si chiede la revisione.

Estratto: «1.3. Molto diversa è la situazione, rappresentata in ricorso, dell'inadempimento del Comune rispetto alla qualificazione delle cd. zone bianche, ossia delle parti di territorio comunale nelle quali la decadenza dei vincoli preordinati all'esproprio, per l'infruttuoso decorso del quinquennio dalla data di approvazione dello strumento urbanistico generale senza il varo di una pianificazione attuativa di secondo livello, ai sensi dell'art. 2 l. 19 novembre 1968 n. 1187, impone all'amministrazione di ridefinire l'assetto urbanistico delle aree.In tal caso, per giurisprudenza copiosa e costante anche di questo Tribunale (alcune sentenze sono citata nel ricorso e nella memoria, ex multis vedi Cons. St., sez. IV, 06 ottobre 2010 n. 7339), le istanze dei privati proprietari che mirano a conseguire... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ficazione urbanistica delle aree incise da vincolo preordinato all'esproprio o da vincolo di inedificabilità devono essere pertanto puntualmente riscontrate, mediante specifico e immediato completamento del piano regolatore generale per quella zona e non già attraverso il mero avvio del procedimento di revisione dello stesso strumento urbanistico.Tuttavia, non può dirsi che questa affermazione sia esportabile al caso oggetto di questo giudizio, in cui non esiste alcuna zona bianca, bensì, al contrario, la zona risulta assoggettata a vincoli non decaduti.Parimenti non è esportabile la giurisprudenza che obbliga il Comune ad adottare il piano regolatore generale (laddove ne fosse privo) (Cons. St., sez. IV. 10 agosto 2007 n. 4389).Se quindi l'assenza di un vincolo rende l'area del tutto simile, sotto un profilo urbanistico (e, quindi, anche di fatto), a una " terra di nessuno", per contro, la presenza del vincolo di diversa natura rende l'area perfettamente normata, sicché per la revisione del vincolo stesso il privato ha due sole strade: la variante ad hoc da parte del Comune, oppure la ripianificazione territoriale generale in sede di revisione dell'intero strumento urbanistico.Nel primo caso, però, la scelta del Comune non pu&ogr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sere improntata alla massima discrezionalità e valutazione di opportunità per le ragioni sopra esposte, nulla vietando all'ente locale di seguire la seconda strada, per ragioni di opportunità legate anche al caso concreto e alla natura del vincolo di cui si chiede la revisione.Pertanto, qualora il Comune risponda all'interessato di non voler provvedere nell'immediato ma di voler attendere la revisione complessiva del territorio, a parere del collegio non può dirsi che vi sia stata elusione dell'obbligo di provvedere, posto che l'onere di risposta al privato è stato comunque assolto, ed è stato assolto decidendo, in tutta consapevolezza, di voler praticare la seconda delle strade possibili, che è quella della redazione di un nuovo piano regolatore.»

PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> OBBLIGO DI PIANIFICAZIONE --> ISTANZA DEL PRIVATO --> SILENZIO

Sintesi: Il silenzio-rifiuto è attivabile solo nei confronti delle omissioni di attività amministrative (cioè in relazione all'omessa adozione di provvedimenti che hanno specifici destinatari) e non anche per l'omessa adozione di atti normativi o generali (nei quali la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e scelte di natura politica, ossia aventi valenza generale), quali gli atti generali di pianificazione, a contenuto altamente discrezionale, che riguardano l'intero territorio comunale.

Sintesi: Il meccanismo del silenzio rifiuto è attivabile in ipotesi di obbligo dell'amministrazione di provvedere sulla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto attribuendo all'area una specifica e appropriata destinazione urbanistica e non anche in ipotesi, del tutto differenti, riguardanti in via generale la pianificazione di tutto il territorio comunale e non una sola specifica posizione incisa.

Estratto: «2) Il Collegio ritiene che il proposto ricorso sia da dichiarare inammissibile, trattandosi di fattispecie in cui non è configurabile il silenzio rifiuto formatosi in ambito procedimentale e quindi non sia concessa al soggetto istante la possibilità di far valere, attraverso lo strumento appunto del silenzio significativo, l'obbligo di provvedere dell'ente intimato.L'istanza rispetto al quale parte ricorrente chiede venga dichiarato l'obbligo di provvedere si riferisce ad atti generali di pianificazione, a contenuto altamente discrezionale, che riguardano l'intero territorio com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...: (i) l'individuazione nello strumento urbanistico comunale delle zone e dei criteri di localizzazione degli esercizi commerciali delle medie e grandi superfici di vendita, secondo i parametri di insediabilità urbanistica dettati, con l'individuazione eventuale anche delle aree da destinare agli insediamenti delle medie e delle grandi superfici di vendita; (ii) la ripartizione del territorio comunale con l'individuazione degli eventuali centri minori o frazioni, periferie ed il centro storico per il quale si possa prevedere uno specifico piano che fissi principi e criteri per l'insediamento delle grandi e medie superfici di vendita e degli esercizi di vicinato.Inoltre l'istanza attiene all'adozione di una serie di ulteriori provvedimenti a carattere generale o regolamentare, e sempre a contenuto altamente discrezionale, quale l'adozione dei criteri e delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni per le medie e grandi superfici di vendita, la fissazione delle norme sul procedimento per l'esame delle domande ed il termine entro il quale le domande si possono ritenere accolte, nonché la determinazione di criteri per garantire la massima trasparenza nella definizione delle procedure, per cui sono anche previsti anche strumenti di consultazione di parti sociali q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anizzazioni provinciali, aderenti alle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale dei consumatori, degli imprenditori del commercio e delle organizzazioni sindacali del settore.Per poter qualificare come silenzio impugnabile un comportamento asseritamente omissivo della P.A. occorre che la norma attributiva del potere definisca, in maniera specifica, oltre che l'obbligo dell'amministrazione, anche la correlata posizione individuale del cittadino che fronteggia il potere pubblico, di modo che allo stesso possa riconoscersi lo ius agendi a tutela del proprio interesse. In caso contrario non può essere riconosciuta al singolo cittadino una posizione differenziata, che lo abiliti ad impugnare il silenzio della P.A. che omette o ritarda l'esercizio del potere, nemmeno se si tratta di un soggetto che potrebbe ricavare un vantaggio dall'adozione del provvedimento (T.A.R. Puglia Lecce, sez. II, 01 aprile 2004 , n. 2262).Poiché le norme poste dall'art. 21bis della L. n. 1034/71 non hanno inciso sui presupposti sostanziali del silenziorifiuto impugnabile, è necessario far riferimento al sistema complessivo disegnato dalla L. n. 241/90, ed in particolare dagli artt. 7 e 13 (che pongono, rispettivamente, una regola generale sulla partecipazione al p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... amministrativo e le eccezioni tassative a tale regola), in relazione alle possibilità di tutela giurisdizionale avverso l'inerzia amministrativa.A tal riguardo, l'art. 13, comma 1, della L. n. 241/90 esclude che le regole sulla partecipazione (non tutte le regole, beninteso, ma solo quelle contenute nel capo III della legge) si applichino nei confronti dell'attività amministrativa diretta all'adozione di atti normativi, generali, di pianificazione o di programmazione, il che significa che, in questi casi (come del resto accade anche nei procedimenti di formazione delle leggi), il Legislatore ha ritenuto che la responsabilità delle scelte deve essere rimessa esclusivamente alla P.A. e che i cittadini possano interloquire solo nelle forme previste eventualmente in leggi speciali (si pensi alle osservazioni al p.r.g.) o nelle sedi istituzionali (ad esempio, nell'ambito delle assemblee elettive o attraverso le formazioni sociali in cui si esplica la personalità dei singoli, cioè sempre sul terreno politico), ma non uti singuli. Ciò significa che il silenziorifiuto (che costituisce lo strumento per far valere in sede giurisdizionale l'inosservanza del dovere di concludere il procedimento, sancito dall'art. 2 della L. n. 241/90) è at... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo nei confronti delle omissioni di attività amministrative (cioè in relazione all'omessa adozione di provvedimenti che hanno specifici destinatari) e non anche per l'omessa adozione di atti normativi o generali (nei quali la P.A. esprime scelte di natura politica, ossia aventi valenza generale).Al riguardo, la legge regionale in questione prevede l'adozione di atti generali e regolamentari, come appunto quelli richiesti dai ricorrenti nella vicenda di cui trattasi, per i quali non può essere riconosciuta la possibilità di impugnare il silenzio in quanto espressione di un potere fortemente discrezionale rimesso in via esclusiva a dette autorità sulla base di scelte di carattere politico generale e non semplicemente tecnicoamministrativo. 3) Il Collegio rileva infine come i precedenti giurisprudenziali che attribuiscono la possibilità di ricorrere al rito sul silenzio di cui all'art.21 bis legge n.1034/71 in materia di pianificazione urbanistica riguardano l'obbligo dell'amministrazione di provvedere sulla definizione urbanistica di un'area già oggetto di vincolo espropriativo scaduto attribuendo all'area una specifica e appropriata destinazione urbanistica (da ultimo, Consiglio di Stato, 26 gennaio 2009, n.389; T.A.R. Campania Sal... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...II, 16 giugno 2008 , n. 1944; T.A.R. Lazio Roma, sez. II, 09 giugno 2008 , n. 5658). Sono quindi ipotesi del tutto differenti da quella in questione in quanto riguardano l'adozione di atti che non sono classificabili quali generali e dove l'interesse del singolo è fortemente connesso ad una specifica posizione incisa. Non riguardano, difatti, in via generale la pianificazione di tutto il territorio comunale, bensì solo la specifica zona del territorio dove insiste l'immobile di proprietà di parte ricorrente.»

Sintesi: Non sussiste alcun obbligo in capo al Comune di provvedere alla ritipizzazione del territorio comunale mediante la sua zonizzazione e, quindi, la generale qualificazione urbanistica degli ambiti territoritoriali; non è pertanto configurabile, a fronte di istanza del privato, la formazione di silenzio - rifiuto sindacabile in sede giudiziale.

Estratto: «1. Le critiche mosse alla sentenza appellata possono ritenersi ascrivibili a due distinti profili, in relazione ai quali il Giudice di primo grado avrebbe errato sia a qualificarli, sia a valutarli, anche alla luce della recente decisione di questa sezione n. 2159 del 2088, citata dagli appellanti nella memoria depositata in previsione dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne del ricorso.1.1 In particolare, il primo di detti profili riguarda la natura e gli effetti, sia del comportamento tenuto dall'Amministrazione comunale a seguito della presentazione dell'istanza e della notifica della successiva diffida, sia della impugnata nota sindacale n. 1139 del 21 marzo 1994.Al riguardo, osserva il Collegio che è certamente da condividere l'affermazione del primo Giudice che dichiara inesistente un obbligo del Comune di dare risposta all'istanza dei ricorrenti, atteso che è in facoltà dello stesso Comune provvedere o meno alla tipizzazione del territorio comunale mediante la sua zonizzazione e, quindi, la generale qualificazione urbanistica degli ambiti territoritoriali.Consegue che né al comportamento né alla nota sindacale in questione può essere attribuita natura di manifestazione negativa silenziosa, difettando il necessario presupposto della doverosità dell'azione amministrativa, per cui la relativa domanda formulata dai ricorrenti (in via subordinata) è da ritenere inammissibile e, quindi, soltanto sotto l'evidenziato profilo di motivazione che la sentenza di primo grado non può essere condivisa, fermo l'esito negativo, per tale parte, del ricorso, così come statuito dal predetto... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...aquo;



 
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