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Approvazione, rinnovazione, riapprovazione, integrazione del progetto dell'opera di pubblica utilità


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titolo:DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
anno:2018
pagine: 1876 in formato A4, equivalenti a 3189 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> APPROVAZIONE/RINNOVAZIONE/RIAPPROVAZIONE/INTEGRAZIONE

La dichiarazione di pubblica utilità deve contenere l'indicazione delle opere da compiere e dei terreni da espropriare. La facoltà, in caso di necessità o opportunità, di espropriare i beni attigui a quelli compresi nel programma di esproprio "deve essere espressa nell'atto di dichiarazione di pubblica utilità, o concessa posteriormente dalla autorità che ha riconosciuta la pubblica utilità dell'opera" (R.D. 8 febbraio 1923, n. 422, art. 34, modificativo della L. del 1865, art. 22), il che presuppone l'adozione di un provvedimento motivato integrativo di quella dichiarazione, come previsto anche dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 16, comma 14; non è quindi sufficiente prevedere tale possibilità nel decreto di occupazione d'urgenza.

La necessità di una più precisa individuazione delle particelle interessate dal procedimento espropriativo in precedenza non correttamente individuate, integra le "giustificate ragioni" per procedere alle riapprovazione del progetto, con conseguente necessità di una nuova dichiarazione di pubblica utilità.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rt. 13, ult. comma, della legge 25 giugno 1865 n. 2359, in vigore all'epoca dei fatti di cui è causa (il cui testo è ora sostanzialmente trasfuso nell'art. 13 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327), prevedeva la possibilità, permanendo l'interesse alla realizzazione dell'opera, del rinnovo procedura espropriativa, con la reiterazione, nelle forme prescritte dalla legge (verifica stato dei luoghi, fattibilità dell'opera, riapprovazione del progetto) della dichiarazione di pubblica utilità.

Il metodo di legittima apprensione alla mano pubblica di un suolo richiede la riattivazione del procedimento espropriativo, pur dopo la scadenza dei termini per la conclusione dello stesso.

In ipotesi di annullamento della pubblica utilità, la rinnovazione del procedimento mediante nuova approvazione del progetto cui non ha fatto seguito l'adozione di nuovi atti di esproprio, non sana, anche a voler concedere che l'Amministrazione avesse tale possibilità, l'intervenuta occupazione illegittima che non ha perso tale connotazione, avendo il proprio presupposto negli atti già annullati.

Se il termine per l'avvio o per la conclusione della procedura espropriativa è inesorabilmente scaduto e non app... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bile, l'Amministrazione ben può rinnovare l'intera procedura, ma per farlo deve ricominciare (ex novo) dalla "dichiarazione di pubblica utilità", non potendo ritenere ancora efficace quella concernente il procedimento estintosi per inutile decorso dei termini.

A seguito della scadenza dei termini e conseguente perdita di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, l'Amministrazione non può legittimamente "sanare" la procedura ablatoria mediante semplice "riapprovazione" della dichiarazione di pubblica utilità, giacché un tale modus procedendi si traduce nell'ingiustificato prolungamento sine die del vincolo cui è sottoposto il bene espropriando.

E' illegittimo il provvedimento che anziché sostanziare l'emissione di nuova dichiarazione di p.u. si limiti a stabilire nuovi termini quando ormai i primi risultino già abbondantemente spirati; è noto infatti che a mente dell'art.13 l. n. 2359/1865 (applicabile ratione temporis) "trascorsi i termini, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace e non potrà procedersi alle espropriazioni se non in forza di una nuova dichiarazione ottenuta nelle forme prescritte dalla legge".

In sede di re... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...della dichiarazione di pubblica utilità l'Amministrazione è tenuta a dare atto, con adeguata motivazione, delle persistenti ragioni di pubblico interesse che giustificano la realizzazione dell'opera pubblica, in relazione all'attuale assetto dei luoghi e agli eventuali mutamenti sopravvenuti all'originaria dichiarazione nonché all'attualità ed alla concretezza dell'interesse pubblico a realizzarla.

In sede di reiterazione della dichiarazione di pubblica utilità, l'Amministrazione è tenuta a dare atto, con adeguata motivazione, delle persistenti ragioni di pubblico interesse che giustificano la realizzazione dell'opera pubblica, in relazione all'attuale assetto dei luoghi e agli eventuali mutamenti sopravvenuti all'originaria dichiarazione nonché all'attualità ed alla concretezza dell'interesse pubblico a realizzarla.

La motivazione del rinnovo della dichiarazione di pubblica utilità può evincersi – per relationem – anche dagli atti presupposti del procedimento ablatorio, consistenti (nel caso di specie) nella apposizione del vincolo espropriativo.

E' consentita la riapprovazione del progetto della stessa opera pubblica, pur dopo la scadenza del termine... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...amento delle procedure espropriative, alla duplice condizione che siano espressamente indicate le ragioni di forza maggiore che hanno impedito la regolare e tempestiva definizione della procedura espropriativa e che venga effettuata una nuova valutazione dell'attualità e della concretezza dell'interesse pubblico a realizzare l'opera; in difetto di tali condizioni, la riapprovazione deve essere qualificata sostanzialmente come mera proroga dei termini per l'espropriazione, e pertanto intervenire prima della scadenza degli stessi.

Nel regime ante DPR 327/2001 era ammessa dalla giurisprudenza la reiterazione della dichiarazione di pubblica utilità – scaduta o a qualunque titolo venuta meno – mediante lo svolgimento di un nuovo procedimento amministrativo strumentale alla diretta dichiarazione, in modo che da tener conto delle determinazioni di tutti gli organi amministrativi legittimati ad interloquire e delle osservazioni dei privati, in ordine all'attuale assetto dei luoghi e degli eventuali mutamenti sopravvenuti alla precedente dichiarazione.

L'art. 13 della L. n. 2359 del 1865, applicabile ratione temporis, prevede, oltre alla possibilità di prorogare i termini, stabiliti nell'atto che dichiara un'opera di p.u.,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ali dovranno compiersi le espropriazioni ed i lavori (comma 2), l'ulteriore possibilità, trascorsi detti termini, di procedersi alle espropriazioni in forza di una nuova dichiarazione ottenuta nelle forme prescritte da tale legge (comma 3).

La riapprovazione pura e semplice di un progetto di opera pubblica, non preceduta da alcuna delle formalità previste come necessarie per la dichiarazione di pubblica utilità, si qualifica sostanzialmente come mera proroga dei termini per l'espropriazione e l'ultimazione dei lavori, sicché, ove intervenuta a termini scaduti, è illegittima per violazione dell'art. 13 della L. n. 2359/1865.

Qualora sia ancora efficace il vincolo preordinato all'esproprio e vengano meno gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, per il rinnovo di questa occorre il rispetto della normativa riguardante tale specifica fase del procedimento, non solo, dunque, consentendo una rinnovata partecipazione dell'espropriando, nel rispetto dei principi desumibili dal testo unico n. 327 del 2001 e dall'art. 7 della legge n. 241 del 1990, ma anche acquisendo i pareri prescritti dalla normativa di settore.

Quando alla dichiarazione di pubblica utilità non segua la tempestiva a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... decreto di esproprio, si esaurisce il potere dell'espropriante di portare a compimento il procedimento ablativo, e l'eventuale rinnovazione richiede il compimento di tutte le formalità necessarie per una nuova dichiarazione di p.u.

Il decorso dei termini per i lavori e le espropriazioni originariamente stabiliti comporta una presunzione iuris et de iure di insussistenza della pubblica utilità dell'opera; ne consegue la necessità, per potersi procedere all'espropriazione, di rinnovazione della pubblica utilità. Non è viceversa sufficiente un semplice rinnovo dei termini.

La riapprovazione di un'opera pubblica ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori è astrattamente ammissibile ma è necessario, ai fini della sua legittimità, che sussistano, alla data di adozione del provvedimento di riapprovazione, le condizioni di attualità e concretezza dell'interesse pubblico che si intende conseguire, ciò proprio per evitare che il provvedimento diventi un espediente per eludere i termini posti a tutela della necessità e serietà dell'intervento approvato.

La mancata definizione del procedimento espropri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ermine quinquennale prefissato dal decreto che dichiara la pubblica utilità, determina il vanificarsi dell'intera procedura espropriativa non essendo più sostenuta dal suo presupposto indefettibile consistente in una valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità. Il conseguente venir meno del potere di espropriazione, non può essere utilmente recuperato provvedendo al semplice rinnovo tardivo della dichiarazione stessa.

Qualora sia stato approvato un progetto di opera pubblica, avendo questo effetti impliciti di pubblica utilità, non vi è necessità di riapprovarlo "al fine di iniziare il procedimento espropriativo per pubblica utilità"; da ciò conseguono peraltro effetti illegittimamente lesivi per i destinatari dell'esproprio derivanti dalla conseguente protrazione del termine triennale per il compimento dell'espropriazione.

L'annullamento del decreto di occupazione non costringe a riapprovare il progetto con una nuova dichiarazione di pubblica utilità.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> APPROVAZIONE/RINNOVAZIONE/RIAPPROVAZIONE/INTEGRAZIONE --> EFFETTI

La reiterazione del vincolo e della dichiarazione di pubbli... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...grave; non costituisco titolo legittimante in via retroattiva l'occupazione sine titulo dei terreni; deve viceversa affermarsi che la pendenza del parallelo, rinnovato procedimento ablatorio non rilevi ai fini del decidere sulla domanda di accertamento dell'illegittimità dell'occupazione, che ancora perdura, e del conseguente obbligo dell'ente espropriante di provvedere ad adeguare la situazione di fatto a quella di diritto.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> APPROVAZIONE/RINNOVAZIONE/RIAPPROVAZIONE/INTEGRAZIONE --> EFFETTI --> TERMINI

Il fatto che l'amministrazione abbia riapprovato un progetto definitivo, riconfermando la pubblica utilità dell'opera, motivato dalla necessità di provvedere ad un più corretto frazionamento delle particelle catastali, significa che in questo caso è stato spostato in avanti il termine quinquennale di efficacia della detta dichiarazione.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> APPROVAZIONE/RINNOVAZIONE/RIAPPROVAZIONE/INTEGRAZIONE --> EFFETTI --> VINCOLI

La riapprovazione del progetto definitivo con riconferma della pubblica utilità dell'opera, motivata dalla necessità di provvedere ad... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; corretto frazionamento delle particelle catastali, è da ritenersi perfettamente conforme sia all'art.3 della L.241/90 che alla giurisprudenza in materia di durata dei vincoli d'inedificabilità imposti su di un bene, contestualmente alla dichiarazione di pubblica utilità. Il vincolo avente durata quinquennale non può che sorgere dal momento della precisa individuazione delle particelle interessate potendo solo da questo momento, individuato precisamente il bene, operare in concreto su di esso la destinazione pubblicistica così impressa.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> APPROVAZIONE/RINNOVAZIONE/RIAPPROVAZIONE/INTEGRAZIONE --> LIMITI, OPERA GIÀ ESEGUITA

Dal disposto di cui all'art. 1 del D.P.R. n. 327/2001, emerge che il potere espropriativo pubblico può essere esercitato quando, ai fini della realizzazione di opere o d'interventi, di pubblica utilità - comprendendosi tra essi anche gli interventi che non necessitano, per la loro realizzazione, dell'esecuzione di lavori modificativi del bene - si renda necessaria l'acquisizione alla mano pubblica di un bene immobile di proprietà privata, ovvero l'imposizione sul medesimo di una servitù. La richiamat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one non lascia dubbi sul fatto che l'esercizio del potere espropriativo possa legittimamente avvenire unicamente per acquisire il bene necessario all'opera o all'intervento d'interesse pubblico ancora da realizzare. In altri termini, detto potere non può essere esercitato per sanare pregresse situazioni illegittime.

La rinnovazione della procedura volta a dichiarare la pubblica utilità dell'opera, disposta sula base del ritenuto permanente interesse al completamento dell'opera stessa, non è tale da far venire meno, dopo la scadenza del termine della pubblica utilità, il carattere di illecito permanente dell'occupazione originariamente disposta ed oramai non più presidiata da alcun titolo legittimante, con la responsabilità dell'Amministrazione che ne consegue.

La "novazione del procedimento" non può intervenire quando ormai si sia verificata l'irreversibile trasformazione del bene occupato.

La circostanza che le opere vi siano già, e siano sorte in forza del consenso liberamente prestato da gran parte dei proprietari delle aree interessate, non inibisce all'amministrazione la possibilità, una volta fallito l'obiettivo del totalitario e generalizzato consenso, di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'impianto già esistente e le opere pertinenziali, di pubblica utilità. La dichiarazione di pubblica utilità, infatti, è propedeutica all'esproprio o comunque all'attività genericamente ablatoria, e non già alla realizzazione di lavori.

E' del tutto naturale che l'imposizione coattiva di servitù sia successiva alla realizzazione delle opere, una volta che le stesse (come avviene per gli impianti di risalita al momento del rilascio della concessione della linea funiviaria), acquisiscano in concreto una funzione di pubblica utilità.

Qualora l'opera sia stata già realizzata, l'Amministrazione non può ricorrere al procedimento espropriativo; l'espropriazione sarebbe illegittima perché contrastante con l'ipotesi di sanatoria specificamente prevista dalla legge.

Non si può dubitare del potere dell'amministrazione di rinnovare e reiterare un proprio atto ancorché non formalmente annullato, sempre che non sia nel frattempo intervenuta l'irreversibile trasformazione del fondo, così come di compiere gli atti preordinati a una nuova dichiarazione di pubblica utilità, in pendenza di un giudizio di impugnazione di precedenti provvedimenti succ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... annullati.

In situazioni di già avvenuta realizzazione, in modo illecito, dell'opera pubblica, non è ipotizzabile la permanenza, de iure condito, in capo all'amministrazione di poteri discrezionali in ordine alla riedizione della complessiva procedura espropriativa, atteso che, per costante giurisprudenza, tale possibilità incontra una preclusione naturale proprio nel caso in cui l'utilizzazione della proprietà privata sia già avvenuta in via di fatto e i lavori siano già stati completati, in quanto la procedura espropriativa, con particolare riferimento alle fasi dell'apposizione del vincolo e della dichiarazione di pubblica utilità, deve precedere la realizzazione dei lavori.

La rinnovazione del procedimento trova ostacolo nell'intervenuta realizzazione dell'opera.

La circostanza che, anteriormente all'adozione degli atti di riapprovazione del progetto di opera pubblica, sia scaduto il termine dell'occupazione legittima, nonché il termine finale per le espropriazioni (ai sensi dell'art. 13 della legge 25 giugno 1865 n. 2359) e sia stata altresì realizzata l'opera pubblica, non comporta la radicale nullità degli atti in questione per assoluta carenza di potere.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> Decorsi i termini perentori indicati nella dichiarazione di pubblica utilità questa diventa inefficace e deve essere rinnovata, sempre che, nelle more, l'opera non sia stata già realizzata.

La legittimità della nuova procedura espropriativa, in conseguenza dell'inammissibilità del ricorso proposto avverso gli atti della stessa, se vale a escludere l'illegittimità delle condotte di occupazione successive all'intervenuto decreto acquisitivo e a consolidare definitivamente l'acquisto della proprietà del fondo in capo all'Amministrazione, non può rendere legittima retroattivamente la precedente occupazione sine titulo del fondo medesimo, avvenuta in virtù di atti dichiarati illegittimi ed in forza della quale è intervenuta l'irreversibile trasformazione del bene.

L'attivazione di un nuovo procedimento espropriativo non può rendere legittima retroattivamente la precedente occupazione divenuta sine titulo a seguito di annullamento degli atti relativi a precedente procedimento ed in forza della quale il bene sia stato trasformato; ciò in quanto, ove si consentisse di perseguire il medesimo effetto sanante attraverso un mero rinnovo della procedura espropriativa annullata,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... si risolverebbe in una sorta di aggiramento dell'obbligo risarcitorio stabilito dal legislatore.

Una volta che l'Amministrazione abbia tenuto un comportamento ablatorio di fatto, omettendo di seguire il corretto procedimento previsto dalla legge, tale comportamento non può ricevere ex post il carattere della legalità. Gli atti di riavvio della procedura sono del tutto superflui, atteso che eseguita ed ultimata l'opera, non ha più utilità alcuna stabilire i termini di inizio e di ultimazione di espropriazioni e lavori, già compiuti in via di fatto.

La rinnovazione della dichiarazione di pubblica utilità è possibile solo dopo la scadenza dei termini della originaria dichiarazione di pubblica utilità ma non può spiegare efficacia con riferimento a beni che siano già stati acquistati a titolo originario dall'espropriante, per effetto di occupazione appropriativa.

A seguito dell'intervenuta irreversibile trasformazione dei beni per effetto della realizzata opera (nel caso specifico PEEP), stante l'intervenuta occupazione acquisitiva, non è possibile rinnovare la procedura con nuova dichiarazione di PU (nel caso di specie mediante approvazione di nuovo pian... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

L'annullamento in sede giudiziale, con decisione irrevocabile, di una dichiarazione di pubblica utilità, preclude all'amministrazione la possibilità di rinnovare la determinazione, nel caso in cui l'ablazione della proprietà sia avvenuta in via di mero fatto ed i lavori siano già stati completati. La seconda dichiarazione di pubblica utilità, oltre ad essere adottata in violazione del giudicato, si rivela del tutto inutile rispetto ad un'opera già eseguita, priva di oggetto ed intesa a convalidare un provvedimento illegittimo, al di fuori delle ipotesi tassative in cui è consentita la sanatoria di provvedimenti invalidi.

Non è possibile riavviare un procedimento ablatorio, e le relative fasi partecipative, dopo l'esecuzione dell'opera.

Non si può ridichiarare la pubblica utilità quando le aree sono già state irreversibilmente trasformate.

la riapprovazione del progetto non è possibile se l'opera è già stata completata.

La riapprovazione di un progetto ai soli fini espropriativi quando l'opera è già stata realizzata è viziata di sviamento di potere.

PUBBLICA UTILITÀ ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...IARAZIONE DI P.U. --> APPROVAZIONE/RINNOVAZIONE/RIAPPROVAZIONE/INTEGRAZIONE --> LIMITI, OPERA GIÀ ESEGUITA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI

Il testo del comma 6 dell'articolo 208 del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152 rende evidente che l'approvazione del progetto che ha valenza di dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza deve riguardare dei "lavori" da compiere, in funzione della "realizzazione" dell'impianto.

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> APPROVAZIONE/RINNOVAZIONE/RIAPPROVAZIONE/INTEGRAZIONE --> TERMINI

L'art. 13, quinto comma, d.p.r. n. 327/2001 si riferisce all'ipotesi della proroga dei termini di cui ai precedenti commi terzo e quarto e non a quella di emanazione di una nuova dichiarazione di pubblica utilità a seguito dell'annullamento in sede giurisdizionale di una precedente dichiarazione.



 
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