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Approvazione, rinnovazione, riapprovazione, integrazione del progetto dell'opera di pubblica utilità

PUBBLICA UTILITÀ --> DICHIARAZIONE DI P.U. --> APPROVAZIONE/RINNOVAZIONE/RIAPPROVAZIONE/INTEGRAZIONE

La dichiarazione di pubblica utilità deve contenere l'indicazione delle opere da compiere e dei terreni da espropriare. La facoltà, in caso di necessità o opportunità, di espropriare i beni attigui a quelli compresi nel programma di esproprio "deve essere espressa nell'atto di dichiarazione di pubblica utilità, o concessa posteriormente dalla autorità che ha riconosciuta la pubblica utilità dell'opera" (R.D. 8 febbraio 1923, n. 422, art. 34, modificativo della L. del 1865, art. 22), il che presuppone l'adozione di un provvedimento motivato integrativo di quella dichiarazione, come previsto anche dal D.P.R. n. 327 del 2001, art. 16, comma 14; non è quindi sufficiente prevedere tale possibilità nel decreto di occupazione d'urgenza.

La necessità di ... _OMISSIS_ ...sa individuazione delle particelle interessate dal procedimento espropriativo in precedenza non correttamente individuate, integra le “giustificate ragioni” per procedere alle riapprovazione del progetto, con conseguente necessità di una nuova dichiarazione di pubblica utilità.

L'art. 13, ult. comma, della legge 25 giugno 1865 n. 2359, in vigore all'epoca dei fatti di cui è causa (il cui testo è ora sostanzialmente trasfuso nell’art. 13 del D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327), prevedeva la possibilità, permanendo l’interesse alla realizzazione dell'opera, del rinnovo procedura espropriativa, con la reiterazione, nelle forme prescritte dalla legge (verifica stato dei luoghi, fattibilità dell'opera, riapprovazione del progetto) della dichiarazione di pubblica utilità.

Il metodo di legittima apprensione alla mano pubblica di un suolo richiede la riattivazione del procedimen... _OMISSIS_ ...r dopo la scadenza dei termini per la conclusione dello stesso.

In ipotesi di annullamento della pubblica utilità, la rinnovazione del procedimento mediante nuova approvazione del progetto cui non ha fatto seguito l’adozione di nuovi atti di esproprio, non sana, anche a voler concedere che l’Amministrazione avesse tale possibilità, l'intervenuta occupazione illegittima che non ha perso tale connotazione, avendo il proprio presupposto negli atti già annullati.

Se il termine per l’avvio o per la conclusione della procedura espropriativa è inesorabilmente scaduto e non appare prorogabile, l’Amministrazione ben può rinnovare l’intera procedura, ma per farlo deve ricominciare (ex novo) dalla “dichiarazione di pubblica utilità”, non potendo ritenere ancora efficace quella concernente il procedimento estintosi per inutile decorso dei termini.

A s... _OMISSIS_ ...a dei termini e conseguente perdita di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, l’Amministrazione non può legittimamente “sanare” la procedura ablatoria mediante semplice “riapprovazione” della dichiarazione di pubblica utilità, giacché un tale modus procedendi si traduce nell’ingiustificato prolungamento sine die del vincolo cui è sottoposto il bene espropriando.

E’ illegittimo il provvedimento che anziché sostanziare l’emissione di nuova dichiarazione di p.u. si limiti a stabilire nuovi termini quando ormai i primi risultino già abbondantemente spirati; è noto infatti che a mente dell’art.13 l. n. 2359/1865 (applicabile ratione temporis) “trascorsi i termini, la dichiarazione di pubblica utilità diventa inefficace e non potrà procedersi alle espropriazioni se non in forza di una nuova dichiarazione ottenuta... _OMISSIS_ ...tte dalla legge”.

In sede di reiterazione della dichiarazione di pubblica utilità l'Amministrazione è tenuta a dare atto, con adeguata motivazione, delle persistenti ragioni di pubblico interesse che giustificano la realizzazione dell'opera pubblica, in relazione all'attuale assetto dei luoghi e agli eventuali mutamenti sopravvenuti all'originaria dichiarazione nonché all'attualità ed alla concretezza dell'interesse pubblico a realizzarla.

In sede di reiterazione della dichiarazione di pubblica utilità, l’Amministrazione è tenuta a dare atto, con adeguata motivazione, delle persistenti ragioni di pubblico interesse che giustificano la realizzazione dell’opera pubblica, in relazione all’attuale assetto dei luoghi e agli eventuali mutamenti sopravvenuti all’originaria dichiarazione nonché all’attualità ed alla concretezza dell’interesse pubbl... _OMISSIS_ ...r />
La motivazione del rinnovo della dichiarazione di pubblica utilità può evincersi – per relationem – anche dagli atti presupposti del procedimento ablatorio, consistenti (nel caso di specie) nella apposizione del vincolo espropriativo.

E' consentita la riapprovazione del progetto della stessa opera pubblica, pur dopo la scadenza del termine di completamento delle procedure espropriative, alla duplice condizione che siano espressamente indicate le ragioni di forza maggiore che hanno impedito la regolare e tempestiva definizione della procedura espropriativa e che venga effettuata una nuova valutazione dell'attualità e della concretezza dell'interesse pubblico a realizzare l'opera; in difetto di tali condizioni, la riapprovazione deve essere qualificata sostanzialmente come mera proroga dei termini per l'espropriazione, e pertanto intervenire prima della scadenza degli stessi.

Nel regime ant... _OMISSIS_ ...mmessa dalla giurisprudenza la reiterazione della dichiarazione di pubblica utilità – scaduta o a qualunque titolo venuta meno – mediante lo svolgimento di un nuovo procedimento amministrativo strumentale alla diretta dichiarazione, in modo che da tener conto delle determinazioni di tutti gli organi amministrativi legittimati ad interloquire e delle osservazioni dei privati, in ordine all'attuale assetto dei luoghi e degli eventuali mutamenti sopravvenuti alla precedente dichiarazione.

L'art. 13 della L. n. 2359 del 1865, applicabile ratione temporis, prevede, oltre alla possibilità di prorogare i termini, stabiliti nell'atto che dichiara un'opera di p.u., entro i quali dovranno compiersi le espropriazioni ed i lavori (comma 2), l'ulteriore possibilità, trascorsi detti termini, di procedersi alle espropriazioni in forza di una nuova dichiarazione ottenuta nelle forme prescritte da tale legge (comma 3).
<... _OMISSIS_ ...pura e semplice di un progetto di opera pubblica, non preceduta da alcuna delle formalità previste come necessarie per la dichiarazione di pubblica utilità, si qualifica sostanzialmente come mera proroga dei termini per l'espropriazione e l'ultimazione dei lavori, sicché, ove intervenuta a termini scaduti, è illegittima per violazione dell'art. 13 della L. n. 2359/1865.

Qualora sia ancora efficace il vincolo preordinato all’esproprio e vengano meno gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, per il rinnovo di questa occorre il rispetto della normativa riguardante tale specifica fase del procedimento, non solo, dunque, consentendo una rinnovata partecipazione dell’espropriando, nel rispetto dei principi desumibili dal testo unico n. 327 del 2001 e dall’art. 7 della legge n. 241 del 1990, ma anche acquisendo i pareri prescritti dalla normativa di settore.

Quando alla dichiarazi... _OMISSIS_ ...rave; non segua la tempestiva adozione del decreto di esproprio, si esaurisce il potere dell'espropriante di portare a compimento il procedimento ablativo, e l'eventuale rinnovazione richiede il compimento di tutte le formalità necessarie per una nuova dichiarazione di p.u.

Il decorso dei termini per i lavori e le espropriazioni originariamente stabiliti comporta una presunzione iuris et de iure di insussistenza della pubblica utilità dell’opera; ne consegue la necessità, per potersi procedere all'espropriazione, di rinnovazione della pubblica utilità. Non è viceversa sufficiente un semplice rinnovo dei termini.

La riapprovazione di un'opera pubblica ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori è astrattamente ammissibile ma è necessario, ai fini della sua legittimità, che sussistano, alla data di adozione del p... _OMISSIS_ ...provazione, le condizioni di attualità e concretezza dell'interesse pubblico che si intende conseguire, ciò proprio per evitare che il provvedimento diventi un espediente per eludere i termini posti a tutela della necessità e serietà dell'intervento approvato.

La mancata definizione del procedimento espropriativo nel termine quinquennale prefissato dal decreto che dichiara la pubblica utilità, determina il vanificarsi dell’intera procedura espropriativa non essendo più sostenuta dal suo presupposto indefettibile consistente in una valida ed efficace dichiarazione di pubblica utilità. Il conseguente venir meno del potere di espropriazione, non può essere utilmente recuperato provvedendo al semplice rinnovo tardivo della dichiarazione stessa.

Qualora sia stato approvato un progetto di opera pubblica, avendo questo effetti impliciti di pubblica utilità, non vi &egrav... _OMISSIS_ ......

...continua.

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