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Il provvedimento di diniego di condono edilizio

Le opere per le quali è domandata la sanatoria vanno valutate per come sono, con le relative caratteristiche di forma, dimensioni e materiali costruttivi. Qualora, al termine della valutazione di conformità, il condono fosse negato, vanno rese intelligibili all'interessato le ragioni del provvedimento.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DINIEGO

E' legittimo il diniego di condono edilizio straordinario, ex art. 32 del d.l. n. 269 del 2003, non preceduto dalla comunicazione all'interessato dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

Il combinato disposto dell'art. 32 l. 28 febbraio 1985 n. 47 e dell'art. 32, comma 27, lett. d), d.l. 30 settembre 2003 n. 269 comporta che non sia condonabile un'opera realizzata in assenza o in difformità del titolo abilitativo e non conforme alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici commesso su un bene sottoposto a vincolo di inedificabilità, sia esso di natura relativa o assoluta, che non può essere condonato quando ricorrono, contemporaneamente le seguenti condizioni: a) imposizione del vincolo di inedificabilità prima della esecuzione delle opere; b) realizzazione delle stesse in assenza o difformità dal titolo edilizio; c) non conformità alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Non vi è alcun obbligo di allegare al diniego di sanatoria i pareri interni, che sono ostensibili semmai a domanda.

Il provvedimento di diniego del condo... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... costituisce espressione di un potere vincolato rispetto ai presupposti normativi richiesti per cui trova applicazione il disposto dell'articolo 21 octies, comma secondo, prima parte, della legge n. 241/1990.

Nel caso intervenga il diniego di sanatoria edilizia straordinaria ai sensi della l. 326/2003, l'Amministrazione comunale dovrà adottare nuovamente i provvedimenti sanzionatori miranti alla demolizione del manufatto illecito.

I presupposti che debbono sussistere contestualmente e che rendono il diniego di condono un atto dovuto, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all'abuso, l'assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto ed il contrasto con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

I provvedimenti di diniego della sanatoria edilizia, in quanto momento finale di procedimenti avviati su istanza di parte, non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio.

In base all'art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. n. 269/2003, i presupposti che debbono sussistere contestualmente, ai fini del rigetto della domanda di sanatoria di un abuso edilizio, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all'abuso, l'assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...asto con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Il provvedimento di diniego di condono edilizio costituisce espressione di un potere vincolato rispetto ai presupposti normativi richiesti e dei quali deve farsi applicazione, con la conseguenza che, in ordine al medesimo, non possono venire in rilievo profili di eccesso di potere quali la disparità di trattamento, propri invece dell'esercizio del potere discrezionale, atteso altresì che il rilascio del condono registratosi in analoghi casi di abusi non condonabili, e quindi suscettibili di annullamento giurisdizionale o amministrativo, non può, ex se, legittimare la pretesa a identico trattamento.

Il provvedimento di diniego del condono edilizio intervenuto in pendenza di un giudizio sull'ordinanza di demolizione rende tale giudizio improcedibile in quanto l'esito negativo della domanda obbliga l'amministrazione a rideterminarsi con una nuova sanzione che sostituisce quella impugnata.

La mera contrarietà alle prescrizioni urbanistico paesistiche del P.T.P. costituisce ragione sufficiente a rendere doveroso il diniego del condono di opera abusiva.

In materia di sanatoria di abusi edilizi su aree soggette a vincolo, &e... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...usa la sanatoria ai sensi dell'art. 32, comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 se il vincolo è stato istituto prima dell'esecuzione delle opere abusive e/o le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo non sono conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

A proposito di un'istanza di titolo edilizio in sanatoria, concernente opere già eseguite, non è ravvisabile a carico della p.a. l'obbligo di indicare prescrizioni tese a rendere l'intervento compatibile con la strumentazione urbanistica. Difatti, ancorché ciò sia previsto - peraltro come mera facoltà e non come obbligo - in sede di autorizzazione preventiva sull'opera ancora da realizzare, è illogico che ciò sia possibile in relazione ad un manufatto già eseguito.

In base all'art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. n. 269/2003 (convertito con l. n. 326/2003) i presupposti che debbono sussistere contestualmente, ai fini del rigetto della domanda di sanatoria di un abuso edilizio, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all'abuso, l'assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto ed il contrasto con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ....

In base all'art. 32, comma 27, lett. d), del d.l. n. 269/2003 i presupposti che debbono sussistere contestualmente, ai fini del rigetto della domanda di sanatoria di un abuso edilizio, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all'abuso, l'assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto ed il contrasto con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Fra i vincoli ostativi al rilascio del condono edilizio ai sensi dell'art. 32, comma 27, lett. d), D.L. n. 269/03, rientrano i vincoli paesaggistici, sia pure di carattere relativo, qualora non vi sia la conformità alla normativa urbanistica.

Non è suscettibile di condono la nuova costruzione abusivamente realizzata in area vincolata qualora non sia conforme alle norme urbanistiche e alle previsioni degli strumenti urbanistici.

Poiché il Piano territoriale paesistico è strumento urbanistico a cui il P.R.G. deve obbligatoriamente uniformarsi, la mera contrarietà alle prescrizioni urbanistico paesistiche del P.T.P. costituisce ragione sufficiente a rendere doveroso il diniego del condono di costruzione abusiva.

L'Amministrazione non ha alcun obbligo di proporre misure idonee ad assicurar... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...to inserimento dell'abuso edilizio nel contesto paesaggistico di riferimento, dovendo al contrario le opere abusive essere valutate per come sono state realizzate, pena altrimenti la elusione del termine posto dalla legge in relazione alla ultimazione delle opere abusive da ammettere al condono.

L'avvenuta installazione, in luogo di una tamponatura di legno, di una tamponatura in bozze di cemento, costituisce motivo di diniego della domanda di condono edilizio nella misura in cui non è ammessa la realizzazione di un manufatto con impiego di materiali di costruzione diversi da quelli originari.

L'art. 32 comma 27, lett. d), d.l. n. 269 del 2003 esclude la sanatoria di opere abusive realizzate su aree vincolate a condizione che il vincolo sia stato istituito prima dell'esecuzione delle opere abusive e che l'opera realizzata in assenza o in difformità del titolo abilitativo risulti non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.

L'incompatibilità dell'intervento edilizio con un vincolo paesaggistico (nel caso di specie inosservanza della fascia di rispetto fluviale) appare, di per sé sufficiente a determinare il diniego del condono edilizio.

Il diniego di co... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...zio per contrasto con le esigenze di tutela del vincolo ambientale o paesaggistico esistente sull'area ove insistono le opere edilizie abusive oggetto dell'istanza di sanatoria, necessita di una motivazione ancorché sintetica.

Ancorché interventi di natura eminentemente conservativa possano essere ammessi su immobili abusivi in attesa di definizione dell'istanza di condono, chi li realizza si assume espressamente a proprio carico rischi e pericoli connessi, cosicché se il condono verrà negato dovrà demolire anche le migliorie apportate.

Il diniego di sanatoria di opere realizzate in zone vincolate è da ritenersi sufficientemente motivato con l'indicazione delle ragioni assunte a fondamento della valutazione di compatibilità dell'intervento edilizio con le esigenze di tutela paesistica poste a base del relativo vincolo; in tal senso anche una motivazione scarna e sintetica, laddove riveli gli estremi logici dell'incompatibilità, va considerata soddisfacente.

Allorquando la P.A., a fronte di una domanda di condono edilizio incompleta, abbia richiesto all'interessato l'integrazione della documentazione a supporto, assegnandogli un termine per provvedere, quest'ultimo deve ritenersi ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...si di impossibilità non imputabile) tassativo, sicché l'inottemperanza a tale richiesta determina la chiusura della pratica e costituisce legittimo motivo di diniego del permesso di costruire in sanatoria ovvero di annullamento dello stesso, ove già (invalidamente) rilasciato.

È illegittimo per difetto di motivazione il diniego di sanatoria di un'opera realizzata in zona vincolata con forma geometrica semplice e lineare, interrata per circa due terzi e con caratteristiche tali da non essere visibile qualora il provvedimento si limiti a rilevare che il manufatto «per forma e materiali crea grave impatto ambientale».

E' legittimo negare il condono alla costruzione che risulti realizzata con architetture rozze e che rappresenti inoltre un elemento di degrado ambientale, interessando una zona ricca di vegetazione e di estremo pregio paesistico.

L'amministrazione è obbligata ad esplicitare in maniera adeguata le ragioni per le quali l'opera, anche per profili di incompatibilità con il vincolo paesaggistico-ambientale, non può essere sanata.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DINIEGO --> ANNULLAMENTO

Tra il ... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...sanatoria edilizia e l'ordinanza di demolizione che trae da esso il proprio esclusivo fondamento sussiste un rapporto di presupposizione-consequenzialità immediata, diretta e necessaria (nel senso che l'atto successivo si pone come inevitabile conseguenza di quello precedente, perché non vi sono nuove e ulteriori valutazioni di interessi, né del destinatario dell'atto presupposto, né di altri soggetti) con la conseguenza che l'annullamento del primo comporta l'automatico l'effetto eliminatorio del secondo dal mondo giuridico.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DINIEGO --> DISCREZIONALITÀ

La pronuncia sulle istanze di condono è attività vincolata della p.a., la cui determinazione interviene su opere abusivamente realizzate, con la conseguenza che la loro regolarizzazione postuma risponde esclusivamente alla sussistenza degli specifici presupposti richiesti dalla legge, senza alcuna valutazione ed esternazione in ordine all'esistenza di un interesse pubblico prevalente rispetto a quello del privato alla conservazione delle opere.

Il diniego di sanatoria, in presenza di un vincolo assoluto di inedificabilità, è un provvedimento vinc... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...>
In tema di condono edilizio, in presenza di una manifesta violazione del vincolo di inedificabilità assoluta e non sussistendo ragione che potesse giustificare la violazione, non hanno nessun rilievo l'ipotetica natura pertinenziale delle opere o la loro edificazione in armonia con le tecniche agricole locali, ovvero le eventuali trasformazioni subite dall'area.

La presenza di opere edilizie abusive nella zona sottoposta a vincolo non è motivo sufficiente a giustificare la sanatoria del manufatto abusivo dovendo comunque l'amministrazione vigilare affinché un'area protetta non venga irrimediabilmente deturpata da ulteriori abusi.

E' inammissibile opporre alla valutazione sul diniego di condono, che costituisce il frutto di un giudizio tecnico-discrezionale fondato sull'applicazione di regole tecnico-scientifiche a risultato opinabile, il proprio, altrettanto opinabile, giudizio, in assenza di qualsivoglia dimostrazione circa l'erroneità dei presupposti di fatto sottesi alla scelta dell'amministrazione procedente, ovvero la manifesta irragionevolezza della stessa.

Il diniego di sanatoria delle opere abusive per incompatibilità ambientale è notoriamente frutto di una valutazione tecni... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...te discrezionale, tipica manifestazione del potere autoritativo dell'amministrazione che, come tale, si sottrae al sindacato di legittimità, tranne le ipotesi di manifesta abnormità ovvero macroscopico travisamento dei fatti.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DINIEGO --> MOTIVAZIONE

E' illegittimo il diniego di sanatoria recante una motivazione del tutto generica e standardizzata, che utilizza formula di stile senza in alcun modo collegare le stesse alle specifiche opere in considerazione (nella specie richiamando la natura e la forma e i materiali e tecnologie impiegate, ma senza che si possa ricavare dall'atto quali siano i materiali utilizzati per le opere stesse, né quale siano le caratteristiche strutturali delle medesime).

Il diniego di condono è sufficientemente motivato ponendo in evidenza come i manufatti interessati, soprattutto per il materiale usato (nella specie lamiera), e per la precarietà dell'edificazione, non possono essere considerati compatibili con il vincolo paesaggistico esistente in area di pregio.

In tema di condono, l'assolvimento dell'obbligo di motivazione è realizzato, in presenza di attività vincol... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ....a. e di un vincolo di inedificabilità assoluta, attraverso il richiamo all'esistenza del vincolo ed alla consistenza delle opere realizzate, elementi sufficienti a dare conto delle ragioni del mancato accoglimento delle istanze.

Il provvedimento di diniego di sanatoria edilizia deve essere motivato mediante puntuale indicazione delle norme applicate, ossia delle previsioni legislative o regolamentari che rendono l'opera abusiva insuscettibile di regolarizzazione.

Nel condono edilizio di cui al d.l. n. 269/2003 (convertito con l. n. 326/2003) i presupposti che debbono sussistere contestualmente, ai fini del rigetto della domanda di sanatoria di un abuso edilizio, sono la sussistenza di un vincolo anteriore all'abuso, l'assenza o difformità dal titolo abilitativo prescritto, nonché la conformità con norme urbanistiche e con prescrizioni degli strumenti urbanistici.

Il superamento dei limiti volumetrici previsti dalla legge è un elemento ostativo al formarsi di un tacito accoglimento della domanda di condono dell'opera.

Quando la norma vincola l'esercizio del potere, pretendendo il rigetto dell'istanza di condono in presenza di certi presupposti predefiniti, la motivazione del provvedime... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ego può ben esaurirsi nel richiamo della norma applicata e dei presupposti di fatto che determinano il rigetto della domanda.

Un cenno contenuto nelle premesse del diniego di condono (nella specie, al fatto che la costruzione sarebbe parzialmente ultimata) non ha valore di ragione autonoma e non è sufficiente a sorreggere il diniego.

La mancanza dell'elemento essenziale ad integrare la sanatoria, consistente nella prova dell'esistenza delle opere alla data indicata nel comma 25 dell'art. 32 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326 (nonché, nella specie, nell'art. 2 della legge regionale Lazio 8 novembre 2004, n. 12) costituisce motivazione sufficiente a sostenere la legittimità del diniego di condono.

Nell'ambito della procedura di sanatoria degli abusi edilizi, è illegittimo il parere negativo espresso dal soggetto deputato alla tutela di un vincolo paesistico, ai sensi dell'art. 32 comma 1 L. n. 47 del 1985, che si limiti ad una descrizione dell'intervento operato rispetto all'originario stato dei luoghi e non contenga invece una specifica motivazione in ordine in ordine al pregiudizio che all'interesse pubblico deriverebbe dall'intervento stesso.... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ... /> Il diniego di sanatoria di opere realizzate in zone vincolate è sufficientemente motivato laddove siano indicate le ragioni assunte a fondamento della valutazione di compatibilità dell'intervento edilizio con le esigenze di tutela paesistica poste a base del relativo vincolo per cui va considerata soddisfacente anche una motivazione scarna e sintetica purché idonea a rivelare gli estremi logici dell'incompatibilità.

Non è illegittima una motivazione, anche succinta, di un diniego di sanatoria di opere incompatibili con i valori paesaggistici, in quanto nel sistema non è ravvisabile a carico della p.a. l'obbligo di indicare, in una logica comparativa degli interessi in gioco, prescrizioni tese a rendere l'intervento compatibile con la bellezza di insieme tutelata, la cui protezione risponde ad un interesse pubblico normalmente prevalente su quello privato, anche per la rilevanza costituzionale che il primo presenta ex art. 9 Cost.

Il diniego di sanatoria di opere abusive è sufficientemente motivato con il riferimento all'assoluta contrarietà delle opere realizzate rispetto a specifiche prescrizioni ovvero all'assenza dei relativi presupposti, risolvendosi ogni esigenza di rappresentazione d... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...se pubblico da tutelare proprio nella rilevazione di tale difformità.

Il diniego di sanatoria di opere realizzate in zone vincolate debba ritenersi sufficientemente motivato laddove siano indicate le ragioni assunte a fondamento della valutazione di compatibilità dell'intervento edilizio con le esigenze di tutela paesistica poste a base del relativo vincolo, e che in tal senso anche una motivazione scarna e sintetica, purché idonea a rivelare gli estremi logici dell'incompatibilità, va considerata soddisfacente.

Il diniego di sanatoria di opere realizzate in zone vincolate può ritenersi sufficientemente motivato laddove siano indicate le ragioni assunte a fondamento della valutazione di compatibilità dell'intervento edilizio con le esigenze di tutela paesistica poste a base del relativo vincolo, e in tal senso anche una motivazione scarna e sintetica, purché idonea a rivelare gli estremi logici dell'incompatibilità, va considerata soddisfacente.

E' legittima la motivazione del diniego di condono la quale, lungi dal fare ricorso a clausole astratte, contiene una valutazione di incompatibilità dei manufatti aggiunti a quello originario che, pur in sintesi, fa riferimento sia... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...teristiche dell'edificio principale (rispetto al quale i manufatti aggiunti ricevono, nella specie, una collocazione casuale), sia alle caratteristiche dell'area a verde interessata dalle opere abusive (di questa, in particolare, viene evidenziata l'indebita riduzione).

La circostanza che l'area ove è situato il manufatto sia completamente edificata non giustifica di per sé il rilascio del condono, ma anzi aggrava l'impatto delle costruzioni abusive, rafforzando l'esigenza di provvedere alla tutela del vincolo e dei residui spazi di verde pubblico.

Il provvedimento di reiezione dell'istanza di sanatoria di abuso edilizio, conseguente all'utilizzo di un fondo in contrasto con la destinazione ad esso assegnato dallo strumento urbanistico, non richiede una motivazione specifica, essendo sufficiente il mero richiamo alla normativa di tipo preclusivo.

Il provvedimento comunale di diniego di una domanda di permesso di costruire è legittimo allorquando è chiaro il contrasto tra la domanda e la disciplina urbanistica vigente.

E' legittimo il diniego di condono edilizio laddove gli interventi edilizi eseguiti sono tali, per entità e modalità, da determinare un evidente mutamento dei cara... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ggistici dell'area oggetto di tutela.

Il diniego di sanatoria di opere edili realizzate in zone vincolate è da ritenersi sufficientemente motivato con l'indicazione delle ragioni assunte a fondamento della valutazione di incompatibilità dell'intervento con le esigenze di tutela paesistica poste a base del relativo vincolo, sicché anche una motivazione scarna e sintetica, laddove riveli gli estremi logici dell'incompatibilità, va considerata soddisfacente.

E' illegittimo per difetto di motivazione il diniego di condono che non identifica i documenti mancanti in relazione alle previsioni di legge.

Il responso sulla domanda di sanatoria edilizia deve esplicare le ragioni di diritto e di fatto poste a fondamento del diniego.

Nulla vieta all'amministrazione di adottare un provvedimento sulla scorta di plurime motivazioni, semprechè le stesse abbiano contenuto logicamente non configgente tra di loro, come in ipotesi in cui il diniego di sanatoria edilizia sia puntualmente e correttamente motivato sulla base di pluralità di profili non in contraddizione.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DINIEGO --> RIMBORSO OBLAZIONE
<... [Omissis - La versione integrale é presente nel prodotto - Omissis] ...ora il diniego di condono importi l'insorgere di un diritto al rimborso di oneri a questo punto indebitamente versati, l'azione di ripetizione si prescrive nell'ordinario termine decennale.


 
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