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Obblighi motivazionali da parte della p.a. nel dimensionamento degli standard


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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
pagine: 2099 in formato A4, equivalenti a 3568 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 40,00

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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> STANDARD

L'individuazione delle aree a standard per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale può incorrere nei vizi di irragionevolezza o di difetto di proporzionalità, qualora vi sia un evidente errore nella ricognizione dei bisogni della collettività. Non è però automaticamente qualificabile come sintomo dei suddetti vizi il superamento della dotazione minima prevista da norme di legge. In realtà, anche una dotazione molto superiore a quella minima può essere legittimamente programmata dagli strumenti urbanistici, in quanto la discrezionalità pianificatoria può certamente porsi obiettivi di qualità ambiziosi, da realizzare in un ampio intervallo temporale. Il punto decisivo diventa quindi l'utilità delle singole attrezzature, e la correttezza della localizzazione delle stesse.

Le scelte contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica non necessitino di particolare motivazione diversa da quella evincibile dalla relazione generale di accompagnamento al piano, salvo che ricorrano particolari ipotesi fra cui quella di sovradimensionamento degli standard[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
In caso di sovradimensionamento degli standard, l'Amministrazione è tenuta ad offrire una motivazione rafforzata che illustri le ragioni per le quali si è deciso di prevedere una dotazione di standard superiore a quella minima fissata dalla legge; a tal fine, tuttavia, non è necessaria una motivazione puntuale che riguardi le singole aree, essendo invece sufficiente che si chiarisca perché, per l'intero ambito comunale, si è deciso di prevedere una dotazione superiore a quella minima.

L'intenzione dell'Amministrazione di creare delle spine verdi e dei sistemi di servizi continui che permettano, attraverso aree verdi e piste ciclopedonali, il collegamento dei servizi collocati nelle varie porzioni in cui si articola il territorio comunale costituisce motivazione immune da vizi logici e perciò idonea, anche se sintetica, ad illustrare le ragioni del sovradimensionamento degli standard.

L'obbligo motivazionale rafforzato per l'ipotesi di sovradimensionamento degli standard non riguarda le scelte compiute per le singole aree, ma per l'intero ambito comunale; è quindi del tutto irrilevante - una volta appurato che vi siano idonee motivazioni ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ichino il sovradimensionamento medio calcolato a livello comunale - che per una singola area sia stata imposta una dotazione superiore a quella media.

Non vi è alcuna contraddizione interna da parte della p.a. nell'impostare un piano urbanistico che, pur contenendo previsioni di espansione edilizia, ne escluda alcune zone, per le quali siano invece previste funzioni e obiettivi di tutela paesaggistico-ambientale e di tendenziale conservazione dell'esistente: è questo, invero, uno degli effetti tipici dello zoning tradizionale.

La suddivisione del territorio in zone, che costituisce esercizio di potere amministrativo di tipo tecnico discrezionale, risponde all'esigenza di assicurare un ordinato assetto e sviluppo del territorio e, in particolare, le previsioni recate dal d.m. n. 1444 del 1968 concernenti la zonizzazione per standard sono funzionali a garantire la congrua dotazione di spazi da riservare a fini pubblici.

Gli standard sono localizzati in modo razionale quando siano fruibili dalla popolazione interessata; pertanto, non è irragionevole localizzare al di fuori dell'area interessata dal piano attuativo uno standard consistente in un polo scolastico che di regola è fruito dall'intera popolazione del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omunque da soggetti residenti in aree non interessate dallo strumento urbanistico attuativo.

La giurisprudenza ha costantemente ritenuto che il concreto esercizio della funzione di pianificazione urbanistica, nella zonizzazione del territorio, sia frutto di ampia discrezionalità e sfugga al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, se non per i profili di irragionevolezza, irrazionalità e arbitrarietà. Se è vero che il D.M. n. 1444/1968 indica la dotazione minima inderogabile, è altresì vero che esso non vieta che la complessiva dotazione di standards sia superiore al minimo. Dunque, se il Comune impone standards più ampi, si tratta di una scelta non sindacabile e senz'altro legittima.

Il dimensionamento degli standard in maniera incrementale rispetto ai minimi fissati dalla legge costituisce, secondo la costante giurisprudenza, il frutto di valutazioni discrezionali dell'amministrazione, insindacabili ove non viziate da profili evidenti di abnormità. È altresì pacifico in giurisprudenza che il sovradimensionamento degli standard non necessita di apposita, specifica motivazione ove lo scostamento dai minimi legali risulti contenuto entro uno scar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

Il riferimento all'esigenza di " fornire a ciascuna parte della città le attrezzature e i servizi previsti dalle norme vigenti " quale dotazione minima ai sensi del D.M. n. 1444 del 1968, costituisce argomentazione certamente opinabile, ma non manifestamente illogica e, comunque, espressiva dell'ampio potere discrezionale affidato, in campo urbanistico, all'autorità comunale.

La determinazione degli standard rientra nell'esplicazione di una funzione di merito, come tale riservata all'amministrazione e non sindacabile, se non per totale illogicità.

L'esistente urbanizzazione dell'area e la presenza di parcheggi pubblici e spazi verdi non esclude affatto la possibilità che l'amministrazione, nell'esercizio del proprio potere discrezionale di pianificazione del territorio, possa ritenere coerente con l'interesse pubblico il potenziamento di tali aree di parcheggio e di verde, al fine di decongestionare il centro abitato e di munirlo di maggiori servizi.

In sede di pianificazione urbanistica, la P.A. è libera di incrementare il minimo legale degli standard, purché tale superamento, soprattutto se ampio, sia adeguatamente motivato e giustificato alla luce ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...eta situazione comunale.

Le scelte pianificatorie dell'amministrazione in materia di uso del territorio possono essere sindacate solo in caso di palese irragionevolezza poiché in proposito l'ente pianificatore gode di ampia discrezionalità; non appare quindi illogico prevedere una dotazione aggiuntiva, rispetto al minimo normativamente previsto, di spazi per attività collettive qualora detta scelta appaia logicamente giustificata dall'incremento della popolazione durante la stagione turistica.

Nelle aree interessate dal problema di recupero di zone abusivamente edificate è ragionevole che la P.A. prevede di individuare aree necessarie ad assicurare gli standard urbanistici al di sopra dei limiti fissati dal D.M. 1444/1968.



 
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