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Presentazione della domanda di condono e discrezionalità del provvedimento

La dichiarazione dell'abusività dell'opera nella domanda di condono assume carattere e natura di atto confessorio per ciò che concerne la realizzazione dell’abuso, e pertanto può essere posta a fondamento delle misure sanzionatorie ovvero della demolizione dell'immobile.

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titolo:IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI
anno:2017
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TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DOMANDA

La presentazione di una domanda di condono in epoca anteriore all'adozione del provvedimento repressivo dell'abuso edilizio comporta l'illegittimità di quest'ultimo per violazione degli artt. 38 e 44 della L. n. 47 del 1985.

La presentazione di un'istanza di condono edilizio è atto che comporta il riconoscimento dell'abusività delle opere realizzate.

Ha natura decadenziale il termine di sessanta giorni entro il quale l'amministrazione deve provvedere sulla domanda di sanatoria presentata ex art. 13 l. n. 47 del 1985, pertanto non sono configurabili ipotesi di interruzione che valgano ad incidere sul decorso di detto termine per la proposizione della relativa impugnativa, anche come conseguenza delle integrazioni della domanda originaria e richieste da parte dell'amministrazione comunale.

Unitamente alla domanda di condono, sull'interessato grava l'onere di presentare, a corredo dell'istanza, oltre alla prova del versamento degli acconti dovuti in conto oblazione e oneri concessori, la dichiarazione ai sensi dell'art. 4 legge 4 gennaio 1968, n. 15 circa la consistenza e le caratteristiche dell'opera abusiva.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...43 della legge n. 47 del 1985 non può essere utilizzata per legittimare, attraverso l'uso strumentale della domanda di condono, anche la trasformazione dell'originario piano piloty, destinato a parcheggio nell'originaria struttura, in volumetria con destinazione ad uffici.

La sospensione del procedimento penale e quello per le sanzioni amministrative ai sensi dell'art. 38 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, a seguito di presentazione dell'istanza di condono edilizio, accompagnata dal versamento delle somme dovute a titolo di oblazione, è del tutto automatica, ex lege, e incide su tutti i provvedimenti amministrativi adottati ed adottandi aventi ad oggetto sanzioni per abusi edilizi, e ciò fino alla definizione delle domande di condono edilizio eventualmente presentate.

Una volta che l'istante ha presentato la domanda di sanatoria all'ente competente non rilevano i disguidi di natura interna all'ente stesso.

L'istanza di condono deve essere esaminata qualora alla data di emanazione del provvedimento esista ancora l'immobile oggetto della stessa.

La presentazione di un'istanza di condono non è preclusa dall'acquisizione al patrimonio comunale dell'area di sedime su cui è stato realizzat... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tto abusivo.

L'amministrazione non può, in pendenza di una domanda di condono, ordinare la demolizione dell'opera abusiva, stante la necessità di una pronuncia sulla domanda stessa prima di procedere alla irrogazione delle sanzioni definitive.

Laddove l'istanza di condono ed i relativi disegni si riferiscano ad abusi minori ma non alla traslazione del manufatto non può dirsi che l'istanza di sanatoria ricomprenda anche quest'ultima.

La mancata allegazione della documentazione prevista dall'art. 35, comma 3, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, ha come effetto la preclusione per l'istante di ottenere la concessione in sanatoria per silenzio prevista dal successivo comma 18 e non di far considerare inesistente la domanda stessa.

E' illegittimo il condono rilasciato a fronte di una domanda che afferma falsamente che l'immobile abusivo costituisce residenza primaria del richiedente.

E' irricevibile perché tardiva la domanda di condono proposta oltre i termini previsti dalla legge, potendo l'interessato chiedere al più una rimessione in termini, ma certo non potendosi autoattribuire una proroga senza rappresentare all'amministrazione le esigenze equitative delle quali richied... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r />
E' manifestamente infondata la questione di llegittimità costituzionale della legge 326/2003, nella parte in cui non prevede la possibilità di presentare fuori termine la domanda di condono a seguito della pronuncia di incostituzionalità della legge regionale campana n. 10/2004.

Il modulo di "Domanda relativa alla definizione degli illeciti edilizi", allegato al decreto-legge n. 269 del 2003, non brilla per correttezza e per coerenza con il testo normativo, specie per quanto riguarda l'area di estensione del condono edilizio.

La presentazione della domanda di rilascio di titolo edilizio in sanatoria e la documentazione tecnica a supporto della medesima devono essere idonee ad identificare l'esatta consistenza dell'abuso per consentire agli uffici comunali di esprimere le proprie valutazioni sulla conformità dell'abuso ai parametri normativi.

La dichiarazione dell'abusività dell'opera nell'istanza di condono assume carattere e natura di atto confessorio per ciò che concerne la realizzazione dell'abuso e la sua collocazione temporale e pertanto può essere posta a fondamento dell'ordine di demolizione.

Nella domanda di condono edilizio, la parte richiedente dic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ussistono i requisiti previsti dalla legge per l'applicazione del beneficio richiesto e siffatta dichiarazione è chiaramente destinata a provare la verità dei fatti attestati, producendo immediatamente effetti rilevanti sul piano giuridico.

Il privato ha piena disponibilità della prova dell'esistenza di una domanda di condono.

Ai sensi dell'art. 31 della L. n. 47 del 1985 e delle successiva normativa in materia di condono edilizio, il soggetto che chiede la sanatoria deve fornire un principio di prova in ordine alla preesistenza del manufatto rispetto alla data stabilita ex lege per il completamento degli interventi abusivi onde potere beneficiare del condono edilizio.

La presentazione della domanda di condono presuppone necessariamente il riconoscimento dell'abusività dell'opera: di conseguenza la ritenuta ultroneità della domanda di condono edilizio (nel caso di specie si trattava di immobile realizzato prima dell'entrata in vigore della legge 765/1967) non può essere dedotta quale causa di illegittimità del provvedimento di rigetto.

In caso di presentazione dell'istanza di permesso a costruire in sanatoria per la definizione di illeciti edilizi, ai sensi dell'art. 32 d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...legge n. 269/2003, convertito dalla legge n. 326/2003, a seguito della presentazione della domanda di condono l'ordine di demolizione perde efficacia, essendo destinato ad essere sostituito o dal permesso a costruire in sanatoria o da un nuovo procedimento sanzionatorio.

La domanda di condono non è idonea a ricomprendere anche abusi che siano realizzati successivamente alla sua presentazione.

La presentazione della domanda di condono è inidonea ad incidere sulla tutela apprestata da disposizioni dei regolamenti locali, che fissino le distanze delle costruzioni dai confini.

In materia di condono edilizio, i termini prescritti dalla legge n. 724 del 1994 hanno natura perentoria, pertanto non è consentito al privato un loro aggiramento mediante un'azione intesa ad integrare o modificare l'oggetto del condono indicando, attraverso lo strumento dell'integrazione documentale, beni diversi da quelli inizialmente inclusi nella richiesta di sanatoria.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DOMANDA --> ARCHIVIAZIONE

E' legittima l'archiviazione della domanda di condono relativa ad un fabbricato quando sia effettivamente venuta meno l'opera oggetto della r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r />
L'archiviazione della domanda di condono è legittima solo nel caso in cui nelle more della conclusione del procedimento il manufatto originario sia stato demolito e ricostruito con diversa sagoma o volume, poiché solo ove ricorrano tali condizioni può dirsi venuta meno l'opera a cui si riferiva la richiesta di sanatoria.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DOMANDA --> FALSITÀ DELLE DICHIARAZIONI

La domanda di condono nella quale vengono dichiarate opere di manutenzione straordinaria a fronte di interventi di ampliamento di un fabbricato preesistente deve ritenersi dolosamente infedele.

In caso di domanda di condono dolosamente infedele, la P.A. deve ordinare la demolizione delle opere abusive, non essendo consentita l'integrazione dell'istanza né con riferimento all'oggetto né con riferimento agli oneri concessori e all'oblazione.

E' legittimo denegare il condono se, a fronte di un'istanza formulata per la sola sostituzione della copertura del fabbricato, l'amministrazione abbia accettato anche un aumento della volumetria del fabbricato.

La domanda di sanatoria "dolosamente infedele" è quell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...punto di vista oggettivo, contiene una materiale rappresentazione dei fatti completamente divergente dalla realtà ed idonea ad indurre in errore l'amministrazione al fine di ottenere una sanatoria non dovuta, accompagnata, dal punto di vista soggettivo, dall'intenzione di rappresentare falsamente la realtà proprio al predetto fine di ottenere una sanatoria non dovuta.

La falsa rappresentazione dello stato dei luoghi da parte dei richiedenti il condono, può sempre essere rilevata dall'Autorità preposta alla tutela e alla vigilanza dell'attività edilizia, a mezzo di precisi, rigorosi accertamenti da svolgersi in contraddittorio tra le parti e all'esito di tali accertamenti eventualmente esercitare il consequenziale ius poenitendi, con l'adozione dei relativi provvedimenti ripristinatori.

Integra il reato di falsità ideologica, commesso dal privato in atto pubblico, ex art. 483 c.p., la condotta di colui che, in sede di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, allegata alla domanda di concessione edilizia in sanatoria, attesta falsamente la data di ultimazione dell'opera da sanare, considerato che l'ordinamento attribuisce a detta dichiarazione valenza probatoria privilegiata e, quindi, di dichiar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...inata a dimostrare la verità dei fatti cui è riferita e ad essere trasfusa in atto pubblico.

Sono da considerarsi dolosamente infedeli le istanze di condono formulate pur sapendo che le opere per cui vengono presentate sono posteriori al termine previsto dalla legge per la loro ultimazione.

Configura una domanda dolosamente infedele l'istanza di sanatoria in cui vi sia l'inesatta rappresentazione della realtà relativamente un presupposto essenziale ai fini della sua accoglibilità (nel caso di specie la data di commissione dell'illecito).

La proposizione di un'istanza di condono dolosamente infedele impedisce che su detta istanza possa formarsi il silenzio assenso.

Le false dichiarazioni rese da un privato nella domanda di condono integrino il reato di cui all'art. 483 c.p., poiché l'ordinamento attribuisce a tali dichiarazioni valenza probatoria privilegiata - con esclusione di produzioni documentali ulteriori - e, quindi, di dichiarazione destinata a dimostrare la verità dei fatti cui è riferita e ad essere trasfusa in atto pubblico.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DOMANDA --> REGOLARIZZAZIONE DOCUMENTALE
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...La previsione di un onere dell'Amministrazione di ammissione del privato ad integrare la documentazione carente non costituisce una soluzione costituzionalmente imposta, in quanto non è irragionevole che in determinati procedimenti, per esigenze di certezza dei tempi di definizione dell'iter, il termine di presentazione della domanda e dei relativi allegati acquisti il carattere della perentorietà, secondo valutazioni discrezionali del legislatore (nella specie contenute nell'art. 27 l.r. Emilia-Romagna n. 23/2004) che incorrono in censure di incostituzionalità solo se il termine si presenti così ristretto da rendere particolarmente difficoltoso all'interessato il rispetto della scadenza temporale impostagli dalla legge.

Il formarsi del silenzio assenso a seguito della domanda di condono presuppone la completezza della documentazione allegata all'istanza e la prova della presentazione all'ufficio tecnico erariale della documentazione necessaria ai fini dell'accatastamento.

La declaratoria di irricevibilità dell'istanza di sanatoria si fonda esclusivamente sulla incompletezza degli elaborati tecnico-amministrativi, mediante un controllo di tipo meramente formale e non già su ragioni sostanziali.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'amministrazione, a fronte di una domanda di sanatoria incompleta, richieda all'interessato l'integrazione della documentazione, assegnandogli un termine per provvedere, quest'ultimo deve ritenersi tassativo, sicché l'inottemperanza a tale richiesta determina la chiusura della pratica e costituisce legittimo motivo di diniego della concessione edilizia in sanatoria.

Qualora l'amministrazione comunale, a fronte di un'istanza di sanatoria, inviti l'interessato a presentare documentazione integrativa di quella già prodotta, il termine biennale di cui all'art. 35, comma 17, l. n. 47/85, necessario per il formarsi del silenzio-assenso, si interrompe e dal deposito della documentazione inizia a decorrere un nuovo termine.

Fermo restando che l'Amministrazione è titolare del potere di chiedere documentazione integrativa di quella allegata alla domanda di condono allo scopo di meglio individuare le opere oggetto della stessa, la ipotetica possibilità di contemplare in essa domanda anche opere evidenziate in documentazione prodotta successivamente verrebbe a ledere il principio cardine di ogni legge di sanatoria edilizia, cioè che questa è ferreamente limitata alle opere realizzate ed ultimate entro il termine perento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o, anteriore alla presentazione della domanda.

In base all'art. 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, la mancata presentazione dei documenti previsti per legge, entro 3 mesi dalla espressa richiesta di integrazione da parte dell'Amministrazione, comporta l'improcedibilità della domanda di condono ed il conseguente diniego della concessione o autorizzazione in sanatoria per carenza di documentazione.

Laddove l'interessato non integri la domanda come richiesto dall'amministrazione, la domanda di condono è da considerarsi improcedibile per carenza di documentazione.

La richiesta di eventuali integrazioni documentali prevista dall'art. 35, quattordicesimo comma lett. b), della legge 28 febbraio 1985, n. 47 è superflua se il Comune ha in precedenza compiutamente accertato lo stato dell'immobile.

Qualora l'amministrazione, a fronte di una domanda di condono edilizio incompleta, richieda all'interessato l'integrazione della documentazione assegnandogli un termine per provvedere, quest'ultimo deve ritenersi (salvi i casi di impossibilità non imputabile) tassativo, sicché l'inottemperanza a tale richiesta determina la chiusura della pratica e costituisce legittimo motivo di diniego della con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ilizia in sanatoria.

Qualora l'amministrazione comunale, a fronte di un'istanza di sanatoria, abbia invitato l'interessato a presentare documentazione integrativa di quella già prodotta, interviene l'interruzione del termine biennale necessario al formarsi del silenzio assenso della p.a. previsto dall'art. 35 comma 17 della stessa legge, e l'inizio di un nuovo termine dalla data di deposito di quanto richiesto.

Il termine di cui all'art. 35, comma 11, l. n. 47/1985 per la regolarizzazione documentale, decorre dalla presentazione della domanda e non dalla richiesta dell'Autorità comunale, in quanto la "ratio" di tale disposizione va ravvisata nella esigenza, reale e diffusa, di porre ai privati un termine congruo e perentorio per l'integrazione documentale della domanda di sanatoria, al fine evidente di definire in tempi ragionevoli le pratiche di condono giacenti presso gli uffici comunali.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DOMANDA --> RETTIFICHE E INTEGRAZIONI

Non è configurabile una sorta di "procedimento in progress" di presentazione della domanda di sanatoria edilizia, tenuto conto che la normativa stabilisce un termine ultimativo al riguardo: pertant... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; ammessa dall'ordinamento una integrazione ex post dell'istanza di condono già presentata, la quale sopravvenga, di fatto, a modificare l'oggetto di quest'ultima.

La correzione successiva della domanda di condono è ipotizzabile purché riguardi aspetti assolutamente marginali e non incida sul suo contenuto sostanziale.

Il termine previsto dall'art. 32, co 32, d.l.269/2003 per la presentazione della domanda di condono ha natura perentoria e pertanto non è consentito un suo aggiramento mediante lo strumento dell'integrazione documentale, recuperando al procedimento di sanatoria abusi originariamente non contemplati nella domanda presentata dal privato.

L'integrazione della domanda di condono è ammessa soltanto con riferimento ad elementi di dettaglio e meramente chiarificatori, dovendosi comunque ritenere esclusa la possibilità di sostituire o modificare l'oggetto dell'istanza originaria.

Una volta decorso il termine perentorio ex art. 32, co. 32, d.l. 269/2003 vanno ripudiate le modifiche dell'istanza di condono in corso del procedimento, che siano volte a consentire al privato la sostituzione o la trasformazione del relativo oggetto mediante indicazione di beni e/o abusi radi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...versi da quelli inizialmente sottoposti a sanatoria.

In presenza di un'integrazione e rettifica della domanda di condono (nella specie, in ordine alla destinazione residenziale e non commerciale dell'immobile), l'Amministrazione deve effettuare un supplemento di istruttoria per accertare l'effettiva destinazione dei locali in questione (se residenziale o commerciale), non potendosi senz'altro affermare (in mancanza di tale verifica) che i locali non sono condonabili.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> DOMANDA --> SCINDIBILITÀ

La legge 724/1994, con i suoi più ampi limiti volumetrici rispetto al d.l. 326/2003, consente la sanabilità delle nuove costruzioni, anche in via di scissione delle separate domande di sanatoria per effetto di suddivisione in autonome costruzioni o in base al titolo parziale in base al quale è stato chiesto il condono.


 
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