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I «giusti criteri» di localizzazione degli impianti di radiotelefonia

I criteri di localizzazione degli impianti di radiotelefonia non possono trasformarsi in limitazioni alla localizzazione (come, ad esempio, un obbligo generalizzato di distanza minima da una molteplicità di siti sensibili), così da configurarsi incompatibili con la possibilità di realizzare una rete completa d’infrastrutture per la telecomunicazione.

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titolo:DISCREZIONALITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NEL GOVERNO DEL TERRITORIO
anno:2018
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I giusti criteri di localizzazione e le regole di indirizzo per l'insediamento degli impianti di radiotelefonia non possono spingersi fino a concretare irragionevoli, preclusive limitazioni alla localizzazione, tali da contrastare con il punto di equilibrio tra esigenze diverse individuato dalla legge, e perciò incompatibili con la possibilità di realizzare una rete completa di infrastrutture per la telecomunicazione.

Il recepimento a regime di limiti di localizzazione degli impianti di radiotelefonia non può tradursi – come pare doversi dedurre ove abbia carattere indiscriminato e sia riferito al mero dato oggettivo dell'esistenza di insediamenti abitativi - in una misura surrettizia e ulteriore di tutela della popolazione dalle immissioni radioelettriche.

È illegittima la norma del P.R.G. che prevede cbe gli impianti di telefonia mobile possano essere installati soltanto in zona agricola.

Gli impianti di telefonia mobile sono assimilati alle opere di urbanizzazione primaria e, quindi, in caso di nuova localizzazione, è possibile la loro ubicazione anche in deroga agli strumenti urbanistici, per garantire la copertura del territorio comunale; inoltre, i criteri che i Comuni possono dettare per ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione degli impianti non possono essere tanto restrittivi da individuare un'unica zona, con esclusione di ogni altra parte del territorio comunale e senza tener conto del semplice ammodernamento in discorso, così impedendo la capillare diffusione degli impianti stessi che assicurano un servizio rispondente a rilevanti interessi nazionali.

Il potere regolamentare comunale ai sensi dellì'art. 8 legge 36/2001 non può spingersi fino al punto di ritenere che al Comune sia consentito di introdurre limiti generalizzati di esposizione ai campi magnetici diversi da quelli previsti dallo Stato, ovvero di costituire deroghe pressoché generalizzate rispetto a tali limiti statali per il tramite di generalizzate interdizioni localizzative, essendo al più consentita l'individuazione di specifiche e diverse misure precauzionali, la cui idoneità al fine della "minimizzazione" emerga dallo svolgimento di compiuti ed approfonditi rilievi istruttori sulla base di risultanze di carattere scientifico.

In tema di impianti di radiotelefonia, il regolamento comunale non può in alcun modo prevedere limiti generalizzati di esposizione diversi da quelli previsti dallo Stato né può di fatto costituire una deroga ge... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., o quasi, a tali limiti, mentre è consentita invece l'individuazione di specifiche e diverse misure, la cui idoneità al fine della minimizzazione emerga dallo svolgimento di compiuti e approfonditi rilievi istruttori sulla base di risultanze di carattere scientifico.

I criteri di localizzazione degli impianti di radiotelefonia non possono trasformarsi in limitazioni alla localizzazione, così da configurarsi incompatibili con la possibilità di realizzare una rete completa d'infrastrutture per la telecomunicazione.

Il regolamento comunale non può prevedere per gli impianti di radiotelefonia un obbligo generalizzato di distanza minima da una molteplicità di siti sensibili.

Il Comune non può compiere, in sede urbanistica ed edilizia, valutazioni che esulano dalla sua competenza e che spettano ad altre Amministrazioni.

Nel settore delle telecomunicazioni i Comuni, nell'adottare misure volte alla protezione della salute pubblica, devono farle precedere da una adeguata istruttoria tecnica, che consenta loro di dar conto in motivazione delle ragioni delle scelte adottate.

Se è vero che l'ente locale non può adottare misure derogatorie ai limiti di es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...issati dallo Stato, né introdurre divieti generalizzati di installazione in tutte le zone territoriali omogenee e neppure introdurre misure che - pur tipicamente urbanistiche (distanze, altezze, ecc.) - non risultino funzionali al governo del territorio, è altrettanto indiscutibile che lo stesso, nel rispetto del quadro statale di riferimento, possa dettare prescrizioni di carattere integrativo, volte ad imporre caratteristiche o accorgimenti tecnici particolari da adottare nella realizzazione degli impianti.

È legittima la norma del regolamento edilizio comunale che preveda il divieto di installazione sul territorio di strutture aeree per il passaggio di cavi degli impianti di telecomunicazione e il loro obbligatorio interramento, purché sia preceduta da adeguata istruttoria tecnica e sorretta da idonea motivazione.

I Comuni, nell'adottare i regolamenti di cui all'art. 8, co. 6, legge 36/2001 non possono stabilire limiti minimi invalicabili di distanza mediante i quali ridurre a fini precauzionali, la potenziale esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici: la competenza in materia infatti spetta soltanto allo Stato, che fissa dei limiti di esposizione che i Comuni sono tenuti a rispettare.

Sono... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e le prescrizioni di piano e di regolamento che si traducono in limiti alla localizzazione e allo sviluppo della rete di telecomunicazione per intere zone, per di più con scelta generale ed astratta ed in assenza di giustificazioni afferenti alla specifica tipologia dei luoghi o alla presenza di siti che per destinazioni d' uso possano essere qualificati come sensibili.

I Comuni non possono adottare, in tema di radiotelefonia, misure che nella sostanza costituiscano indirettamente una deroga ai limiti di esposizione fissati dallo Stato, come il generalizzato divieto di installazione delle stazioni radio base per la telefonia cellulare in tutte le zone territoriali omogenee a destinazione residenziale.

In tema di localizzazione degli impianti di radiotelefonia, l'introduzione di misure tipicamente di governo del territorio (distanze, altezze, localizzazioni, ecc.), tramite un regolamento comunale trova giustificazione solo se sia conforme al principio di ragionevolezza e alla natura delle competenze urbanistico-edilizie esercitate, e sia sorretta da una sufficiente motivazione sulla base di risultanze acquisite attraverso un'istruttoria idonea a dimostrare la ragionevolezza della misura e la sua idoneità rispetto al fine perseguito.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... I "criteri di localizzazione" degli impianti di radiotelefonia non possono trasformarsi in "limitazioni alla localizzazione", così da configurarsi incompatibili con la possibilità di realizzare una rete completa di infrastrutture per la telecomunicazione.

La scelta dei criteri di insediamento degli impianti deve tenere conto della nozione di rete di telecomunicazione, che richiede una diffusione capillare sul territorio, in particolare per i casi di telefonia UMTS.

L'assimilazione in via normativa delle infrastrutture di reti pubbliche di telecomunicazione alle opere di urbanizzazione primaria (art. 86, co. 3 d. lgs. 259/2003) implica che le medesime non siano avulse dall'insediamento abitativo, ma debbano porsi al servizio dello stesso.

In tema di localizzazione degli impianti di radiotelefonia, il criterio della distanza non è conforme alla disciplina di cui alla legge 36/2001, che ha scelto un criterio diverso, ossia quello basato esclusivamente su limiti di immissione delle radiazioni nei luoghi particolarmente protetti.

La disciplina della localizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione nell'ambito del territorio comunale non deve essere tale da rendere estremamente difficile la reali... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... una rete completa di stazioni radio base che assicuri la copertura del servizio sull'intero territorio comunale.

Il Comune non può prevedere, in maniera quasi generalizzata, divieti di installare strutture di telecomunicazione sul territorio, poiché, così facendo, esorbiterebbe dalle attribuzioni urbanistico–edilizie che la legge gli assegna e sconfinerebbe nel perseguimento di finalità esclusivamente radioprotezionistiche, attinenti alla tutela della salute e, in quanto tali, non rientranti nelle sue competenze.

Il Comune non può limitare soltanto ad alcune zone del territorio l'installazione degli impianti di telefonia mobile; le uniche condizioni che possono essere imposte sono quelle relative al divieto di superare i limiti legali di esposizione e al divieto di installazioni in prossimità dei c.d. siti sensibili, singolarmente individuati, come scuole e ospedali.

Il Comune non può disciplinare, nei suoi regolamenti, l'installazione di impianti di telefonia mobile con limitazioni o divieti generalizzati e tali da non consentire una diffusa localizzazione sul territorio del servizio pubblico relativo, quando tale potere sia rivolto ad aspetti collegati con la salute umana, che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...petenza statale.

Gli impianti di radiotelefonia devono essere localizzati in modo che sia assicurato un servizio capillare: di conseguenza, eccezionali devono essere solo i siti non idonei o sensibili e non viceversa.

Il fatto che una zona sia soggetta a vincoli ambientali non giustifica di per sé l'esclusione contenuta nel regolamento comunale per la localizzazione degli impianti di radiotelefonia di essa dalle aree dove tali impianti siano installabili: occorre infatti accertare in concreto che dette opere non siano compatibilil con le peculiarità dell'area.

Subordinare in ogni caso l'insediamento dei centri di telefonia in sede fissa a speciali scelte urbanistiche comporta una palese contraddizione con le esigenze di semplificazione che ispirano la legislazione statale in materia di mercato della comunicazione.



 
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