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Partecipazione degli enti locali alla pianificazione paesaggistica

Il piano paesaggistico disciplina: l'analisi delle dinamiche di trasformazione del territorio per individuarne i fattori di rischio; l'individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione di aree compromesse o degradate; la definizione degli interventi di valorizzazione compatibili con le esigenze della tutela.

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titolo:IL CODICE DEL PAESAGGIO
anno:2016
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PIANIFICAZIONE --> AMBIENTE E PAESAGGIO --> PIANI PAESAGGISTICI

La disciplina degli effetti del piano paesaggistico nella fase intercorrente tra adozione e approvazione è contenuta nel D. Lgs. 42/2004 e non nel R.D. 1357/1940.

Le «prescrizioni di tutela», ossia le specifiche e puntuali disposizioni relative a ben individuati «beni paesaggistici» (come tipologicamente enucleati nell'art. 134 D. Lgs. 42/2004), ostano, sin dall'adozione del piano paesaggistico, alla realizzazione di «interventi» di segno contrario, laddove le più generali «previsioni», ossia gli indirizzi di massima stabiliti dal piano paesaggistico, acquistano cogenza e prevalgono sulla configgente pianificazione territoriale ed urbanistica solo con l'approvazione del piano paesaggistico.

L'atto di adozione del piano paesaggistico non può genericamente ed indistintamente impedire la realizzazione degli interventi, pur già autorizzati dalla Soprintendenza, che siano in contrasto con le «disposizioni» del piano paesaggistico stesso, giacché tale forza preclusiva è propria, a tenore dell'art. 143, co. 9, D. Lgs. 42/2004, solo delle specifiche, puntuali e concrete &laq... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ioni».

L'impronta unitaria della pianificazione paesaggistica è un valore imprescindibile, non derogabile dal legislatore regionale, in quanto espressione di un intervento teso a stabilire una metodologia uniforme nel rispetto della legislazione di tutela dei beni culturali e paesaggistici sull'intero territorio nazionale.

Il piano urbanistico territoriale paesistico è adottato ai sensi dell'art. 149 comma 1 del d.lgs. 29 ottobre 1999, n. 490 -che aveva trasfuso l'originaria disposizione dell'art. 1 bis del 27 giugno 1985, n. 312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985-, ed ha valore di specifica normativa d'uso e di valorizzazione ambientale con finalità di salvaguardia dei valori paesistici e ambientali.

Il PUTT approvato nel vigore del d.lgs. n. 490 del 1999 (nella specie, il PUTT del 2000 della Regione Puglia) è formato con criteri ed una disciplina diversi da quelli delineati dal d.lgs. n. 42/2004, perché il d.lgs. 490/1999, all'art. 149, disciplinava il contenuto dei piani paesistici in modo notevolmente ridotto rispetto al disegno delineato nell'art. 143 del d.lgs. n. 42/2004.

Lo strumento principe per la tutela e la disciplina del territorio è la pi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e paesistica, che comporta l'obbligo da parte delle regioni di coinvolgere il ministero dei Beni culturali nell'elaborazione di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici.

Il D. Lgs. 42/2004, a seguito delle modifiche apportate dal D. Lgs. 63/2008, tra i beni paesaggistici soggetti all'obbligo di pianificazione congiunta, non indica zone umide diverse da quelle incluse nell'elenco previsto dal D.P.R. 448/1976, adottato in esecuzione della cosiddetta Convenzione Ramsar sulle zone umide di importanza internazionale.

In difetto della disciplina regionale contemplata dall'art. 144, co, 1, D. Lgs. 42/2004, restano in vigore le norme ex artt. 23 e 24 R.D. 1357/1940, come specificamente impone l'art. 158 del D. Lgs. 42/2004, integrate, ai fini partecipativi, dalle norme generale della legge 241/1990.

Nel procedimento di pianificazione paesaggistica, il criterio criterio della sufficienza della partecipazione va, quindi, valutato in concreto, ossia in relazione alle occasioni effettive in cui i soggetti medesimi abbiano potuto manifestare il proprio avviso alla P.A. procedente.

Non è irragionevole che, in assenza della normativa regionale in materia di pianificazione paesaggistica, la Regione decida di coin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... enti locali applicando analogicamente le norme della procedura di dichiarazione di notevole interesse di cui agli artt. 138 e ss. D. Lgs. 42/2004.

La legge 431/1985 ha modificato la fisionomia dei piani territoriali paesaggistici, che non sono puù riferiti alle aree che fossero state oggetto di un preventivo provvedimento di imposizione del vincolo, ma piuttosto fondati su una nozione di tutela del paesaggio improntata ad integrità e globalità.

Rispetto ai piani territoriali paesistici, i piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici risultano caratterizzati da una più spiccata vocazione urbanistico-territoriale, operando con gli effetti e le tecniche proprie degli strumenti di pianificazione territoriale, pur essendo teolologicamente orientati verso il preminente obiettivo della protezione dei valori estetici e culturali.

L'entrata in vigore del D. Lgs. 42/2004 non ha eliminato la distinzione tra piani territoriali paesaggistici e piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici.

L'approvazione del P.U.T. trova il suo presupposto nella disciplina a suo tempo introdotta dall'art. 1-bis del D.L. 29 giugno 1985 n. 312 c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...on modificazioni in L. 8 agosto 1985 n. 431 che imponeva alle Regioni l'obbligo di sottoporre a specifica normativa di uso e valorizzazione ambientale i beni e le aree inclusi nel vincolo paesistico attraverso lo strumento dei "piani paesistici", ovvero dei "piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesistici ed ambientali".

L'art. 135 D. Lgs. 42/2004 esprime una complessiva esigenza di conoscenza e di articolate modalità di gestione del territorio nella sua ineludibile correlazione con il paesaggio ma non esige l'assoggettamento a regime vincolistico di tutto il territorio, come risulta chiaramente dal successivo art. 143 D. Lgs. cit..

Il piano paesaggistico disciplina, quale metodo della tutela, l'analisi delle dinamiche di trasformazione del territorio per individuarne i fattori di rischio e degli elementi di vulnerabilità del paesaggio, l'individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione di aree compromesse o degradate e di quelli di valorizzazione compatibili con le esigenze della tutela e altresì l'individuazione delle misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio, per appunto realizzare uno sviluppo so... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br />
La finalità del piano paesaggistico è indicare l'insieme coordinato dei parametri di tutela e salvaguardia dei valori paesistico-ambientali delle zone d'interesse paesaggistico, conformando a sé tutti gli usi, pianificati e/o programmati, quell'uso del territorio che intercetti beni o contesti sensibili.

Le norme del piano paesaggistico non sono soltanto il metro per la valutazione e per la conformazione dei piani e programmi di governo del territorio e delle relative attività d'esecuzione, ma costituiscono altresì il metodo per l'individuazione sia degli interventi di recupero e riqualificazione delle aree compromesse o degradate, sia delle misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio per lo sviluppo sostenibile delle aree coinvolte.

Nell'ordinamento permane la distinzione tra i «meri» piani paesaggistici e piani «piani urbanistico-territoriali», che si suole assimilare ai «piani territoriali di coordinamento» previsti dall'art. 5 legge 1150/1942.

Il piano paesaggistico può - ai sensi degli artt. 134, lett. c), e 143 D. Lgs. 42/2004 - direttamente qualificare come... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ggistici aree ulteriori rispetto a quelle dichiarate tali in via amministrativa o ex lege, purché con un valore specifico da tutelare.

Il piano paesistico territoriale, avendo una funzione conservativa degli ambiti reputati meritevoli di tutela, non può essere subordinato a scelte di tipo urbanistico, per loro natura orientate allo sviluppo edilizio e infrastrutturale.

Il piano paesaggistico, a differenza di uno strumento urbanistico, non è volto al dimensionamento dei nuovi interventi, quanto alla valutazione ex ante della loro tipologia ed incidenza qualitativa, pertanto, ai fini dell'assentibilità o meno di un intervento dal punto di vista paesaggistico si prescinde dall'elevazione o meno sul piano di campagna delle opere e dalla loro consistenza volumetrica.

La dichiarazione di interesse pubblico, sia che provenga dallo Stato che dalla regione, costituisce sul piano gerarchico e sostanziale un presupposto intoccabile della pianificazione paesistica.

Le disposizioni paesaggistiche sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali protett... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Il piano paesistico regionale non ha carattere regolamentare, ma costituisce, fondamentalmente, disciplina pianificatoria di carattere conformativo e, dunque, atto di carattere generale, teso ad individuare una serie di beni in relazione ai quali dovranno trovare applicazione specifiche norme di tutela, in conformità con i principi e con le indicazioni contenute nel d. lgs. 42/2004.

È legittima la nomina da parte della Giunta Regionale di un "Comitato Scientifico" formato da esperti allo scopo di supportare l'attività preparatoria e istruttoria relativa al Piano Paesistico.

Il d. lgs. 63/2008 ha fatto venire meno nel d. lgs. 42/2004 il riferimento ai vari livelli di valore paesaggistico: pertanto, legittimamente il piano paesaggistico non vi fa più riferimento.

Con il d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, la tutela del paesaggio ha assunto una portata generale e comunque una decisiva prevalenza di valore rispetto alla pianificazione urbanistica, sull'intero territorio, venendo quindi a disciplinare anche immobili non soggetti a vincolo paesaggistico.

Il principio per cui il piano paesaggistico prevale sugli altri sutrimenti urban... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cui all'art. 145 d. lgs. 42/2004 vale soltanto per i piani adottati o conformati dopo l'entrata in vigore di tale norma, in quanto per quelli adottati anteriormente l'art. 150 d. lgs. 490/1999 prevede soltanto un'efficacia essenzialmente conformativa e non immediatamente prevalente.

Il termine del 31 dicembre 1986 per l'approvazione dei piani paesistici previsto dall'art. 1-bis d.l. 312/1985 conv. in l. 431/1985 non è da intendersi perentorio, ma solo ordinatorio. La sua scadenza, pertanto, non implica il venir meno del potere di approvare i piani paesistici, con la conseguenza che le misure di salvaguardia di cui agli artt. 1-ter e 1-quinquies d.l. n. 312/1985, comportanti l'inedificabilità assoluta delle aree interessate dai vincoli, permangono fino a quando non siano stati approvati i piani anzidetti o non siano stati esercitati i relativi poteri sostitutivi da parte del Ministero.

Con riferimento al procedimento di formazione del Piano territoriale paesaggistico della Sardegna, le modificazioni che in sede di approvazione siano introdotte al piano già adottato impongono la riapertura e la rinnovazione del procedimento (attraverso il rinnovo della fase di adozione e delle pubblicazioni) solo qualora comportino un consistente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... mutamento delle caratteristiche essenziali e dei principi informatori del Piano stesso.

Nel procedimento di approvazione del piano paesaggistico regionale, la ricerca di un'intesa con le amministrazioni centrali è una mera facoltà: pertanto il mancato avvio e raggiungimento del previo accordo, previsto dall'art.143 co. 3 d. lgs. 42/2004 (nel testo prima della modifica del 2008) non è causa di vizio del piano, ma semplicemente rende impossibilie l'applicazione delle procedure semplificate per il rilascio delle autorizzazioni per beni specificamente tutelati, previste dalla stesso art. 143.

Nell'elaborazione di un piano paesaggistico regionale, la P.A. ben può farsi coadiuvare da organismi esterni alla organizzazione dei pubblici uffici, ancorché non previsti da alcuna disposizione di legge statale o regionale, purché alla fine gli organi competenti per legge abbiano fatto proprie le risultanze delle istruttorie condotte e concluse dai tecnici all'uopo nominati.

L'art. 128, co. 10, L.P. Bolzano 13/1997, nel consentire, anche nelle zone assoggettate a vincoli ambientali o paesaggistici, il ripristino della destinazione d'uso di esercizio pubblico e la ripresa delle correlative attività pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...realizzati prima dell'entrata in vigore della L.P. 8/1960 e già finalizzati a tale attività per un periodo almeno ventennale non richiede né che detta destinazione sia rilevabile a ritroso dall'entrata in vigore della L.P. 8/1960 - bastando che la stessa sia ad esso comunque anteriore - né che vi sia una tipologia di prova vincolata di tale destinazione.

È infondata l'eccezione di illegittimità costituzionale dell'art. 128 co. 10 L.P. Bolzano 13/1997 (possibilità di ripristinare, anche nelle zone assoggettate a vincoli ambientali o paesaggistici, il ripristino della destinazione d'uso di esercizio pubblico e la ripresa delle correlative attività per immobili realizzati prima dell'entrata in vigore della L.P. 8/1960 e già finalizzati a tale attività per un periodo almeno ventennale) in quanto il recupero di vecchie strutture recettive mediante ripristino della destinazione d'uso a pubblico esercizio costituisce una delle opzioni di tutela e valorizzazione ambientale anche sotto il profilo paesaggistico.

L'articolo 145 del D.Lgs. n. 42/04, in materia di coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione, nello statuire che le previsioni del Piano ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co sono cogenti per gli strumenti urbanistici degli enti locali, prevale sulle eventuali disposizioni legislative regionali difformi.

In un'ottica di economia procedimentale, la competenza del Sindaco sul provvedimento paesaggistico in materia di piani attuativi non impedisce che la valutazione di compatibilità ambientale, espressa dall'organo tecnico consultivo, venga direttamente acquisita dall'organo consiliare.

Nessuna norma vieta all'amministrazione, nell'elaborazione di un provvedimento, ivi compreso il piano paesaggistico, di farsi coadiuvare da organismi esterni alla organizzazione dei pubblici uffici, purché alla fine gli organi competenti per legge abbiano fatto proprie le risultanze delle istruttorie condotte e concluse dai tecnici all'uopo nominati

PIANIFICAZIONE --> AMBIENTE E PAESAGGIO --> PIANI PAESAGGISTICI --> PARTECIPAZIONE ENTI LOCALI

La proroga di un anno del termine per l'adozione dei piani paesistici (ai sensi dell'art. 1 bis L. n. 431/1985) è significativa della volontà di accordare alle Regioni un ulteriore lasso di tempo per l'adozione dei predetti piani decorso il quale viene a cessare la temporaneità del vincolo di inedificabilità assoluta.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... La partecipazione dei Comuni in sede di adozione del piano paesaggistico è di natura istruttoria e si giustifica sia in ragione dei possibili apporti conoscitivi che tali enti possono recare ai fini di una più compiuta ricognizione dei valori paesaggistici e di più adeguate forme di loro tutela e valorizzazione, sia ai fini del necessario coordinamento della pianificazione paesaggistica con la pianificazione urbanistica (anche futura) dei Comuni, nel rispetto del principio di leale collaborazione e della necessaria prevalenza del "bene paesaggio", in quanto valore primario costituzionalmente tutelato.

In materia di pianificazione paesaggistica, la riserva relativa di legge di cui all'art. 97 Cost. risulta soddisfatta sia nel caso in cui intervengano le disposizioni legislative regionali contemplate dall'art. 144, co. 1, D. Lgs. 42/2004, sia nel caso in cui, in difetto di tali disposizioni, risultino applicabili, per effetto del richiamo operato dalll'art. 158 D. Lgs. 42/2004, le previsioni regolamentari del R.D. 1357/1940, previa verifica della loro compatibilità con le esigenze della concertazione istituzionale e della partecipazione dei soggetti interessati, come sancito dal combinato disposto degli artt. 144 e 158, D. Lgs. 42/2004 ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...modo introducono - mediante norme di livello legislativo ed in conformità al dettato costituzionale - criteri idonei ad assicurare che siano perseguite le finalità del buon andamento e dell'imparzialità della P.A..

La mancata emanazione della normativa regionale in materia di pianificazione paesaggistica non costituisce di per sé lesione delle prerogative attribuite ai Comuni, ove siano state applicate le norme del R.D. 1357/1940 e garantita la partecipazione ai sensi della legge 241/1990.

L'art. 143, co. 2, D. Lgs. 42/2004 si riferisce ai rapporti fra autorità statale e regionale, non ai rapporti procedimentali fra autorità procedente (statale o regionale) ed altri enti territoriali minori.

È da escludere che i Comuni partecipino alla fase di adozione del Piano Paesaggistico nella forma del concerto in senso tecnico, nel senso, cioè, che il provvedimento di adozione del Piano sia riferibile a - e promani anche da - gli enti Comunali che hanno preso parte al relativo procedimento.

La partecipazione dei Comuni in sede di adozione del piano paesaggistico risulta di natura istruttoria e si giustifica sia in ragione dei possibili apporti conoscitivi che tali enti posso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i fini di una più compiuta ricognizione dei valori paesaggistici e di più adeguate forme di loro tutela e valorizzazione, sia ai fini del necessario coordinamento della pianificazione paesaggistica con la pianificazione urbanistica (anche futura) dei Comuni, nel rispetto del principio di leale collaborazione e della necessaria prevalenza del bene paesaggio, in quanto valore primario e assoluto.

La previsione della partecipazione dei Comuni già nella fase tecnica di redazione del piano paesaggistico costituisce un equilibrato e ragionevole punto di convergenza tra la necessità di garantire il coinvolgimento dei Comuni in un procedimento che ne condiziona l'autonomia in campo urbanistico e l'esigenza di evitare che tale partecipazione possa creare situazione di stallo decisionale.

Appare fisiologico che, rispetto a quanto accade per i piani territoriali paesaggistici, la partecipazione procedimentale degli enti comunali risulti più intensa nell'ipotesi di adozione del piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici, atteso che in questo caso la materia urbanistica, attribuita in primo luogo alla competenza amministrativa dei Comuni, viene attinta in modo più significativo d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oni assunte con lo strumento di pianificazione regionale.


 
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