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Natura e durata della concessione cimiteriale

La concessione da parte del comune di aree o porzioni di edificio in un cimitero pubblico configura concessione amministrativa di beni soggetti al regime demaniale (art.824 comma 2 cod. civ.). Tali concessioni, indipendentemente dal nomen juris adottato dalle parti e dal contenuto, si compendiano sempre in “concessioni-contratto”, anche quando, come nel caso delle concessioni cimiteriali, possono avere durata perpetua.

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titolo:IL CODICE DEL CIMITERO
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DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE

Il Comune non ha alcun potere concessorio in relazione ad una cappella gentilizia costruita in un cimitero privato, ma soltanto di vigilanza.

E' illegittima la decisione amministrativa di non istruire e non concludere una pratica di assegnazione di concessione cimiteriale sulla base di un provvedimento amministrativo in realtà inesistente.

In caso di concessione di aree cimiteriali per l'edilizia funebre a più soggetti in forma congiunta i concessionari devono indicare nella richiesta la divisione dei posti e l'individuazione di quote separate della concessione stessa.

La concessione cimiteriale rientra pacificamente tra le concessioni di beni pubblici.

Il provvedimento di diniego di concessione di lotto cimiteriale per la costruzione di una cappella gentilizia è di competenza del dirigente e non del Sindaco.

Le aree cimiteriali sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi e dai regolamenti che li riguardano.

La costituzione di cappelle private nell'ambito dei cimiteri si configura non co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del relativo spazio ad un privato acquirente, ma come concessione dello stesso.

La concessione cimiteriale attribuisce al concessionario un diritto soggettivo perfetto, assimilabile ad un diritto di superficie, come tale opponibile erga omnes, il quale si affievolisce laddove l'amministrazione concedente decida di agire con i propri poteri di autotutela.

È legittima la norma del regolamento di polizia mortuaria che prevede l'applicabilità anche alle concessioni cimiteriali già rilasciate del divieto di qualsiasi cessione diretta fra privati delle concessioni: essa infatti non è retroattiva, in quanto va a regolamentare i futuri atti di cessione fra privati. Il fatto tuttavia che la norma alteri delle regole cristallizzate al momento del rilascio della concessione comporta la necessità di un'adeguata considerazione dell'affidamento creatosi in capo al privato (ad es. mediante la predisposizione di una normativa transitoria).

La consegna del manufatto cimiteriale ai singoli concessionari del bene costituisce per il Comune un'obbligazione di risultato.

A fronte dell'inadempimento, da parte del Comune, dell'obbligo di consegnare i loculi cimiteriali ai singoli concessionari, ha diritto al... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to chi dimostri di essersi trovato nella necessità di utilizzare il loculo mentre questo non era ancora disponibile e di avere dovuto affrontare spese e disagi per la tumulazione dei propri congiunti, per il trasferimento e per la sistemazione definitiva delle salme.

È inefficace la concessione-contratto cimiteriale che attribuisca lotti diversi invertendo le assegnazioni rispetto alla delibera dirigenziale presupposta.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> CESSIONE A TERZI

Mentre il potere di autotutela è, di norma, discrezionale, la revoca del divieto di tumulare i resti mortali assunta in doverosa esecuzione di un dictum del Giudice Ordinario (che nella specie ha accertato la validità dell'acquisto del diritto al sepolcro) si configura, invece, quale atto vincolato.

La cessione di un diritto di sepoltura privata, anche qualora consentita, non si può configurare come una semplice alienazione da privato a privato, ma richiede l'intervento dell'autorità concedente.

Il ius sepulcri si atteggia come diritto reale nei confronti dei terzi, mentre nei confronti della pubblica amministrazione si atteggia come rapp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o sulla concessione di suolo cimiteriale, per cui non è possibile una cessione del diritto di proprietà superficiaria senza la previa cessione della concessione di suolo cimiteriale su cui insiste la proprietà medesima.

La concessione cimiteriale è pienamente sottoposto alla disciplina contenuta nell'art. 92, co. 4, D.P.R. 285/1990, il quale, a sua volta, riprende, sostanzialmente, i principi cardine della regolamentazione contenuta nell'art. 93, co. 4, D.P.R. 803/1975, in vigore sin dal 10 febbraio 1976, tra cui è ricompresa anche la nullità degli atti di cessione totale o parziale del diritto di uso dei sepolcri.

Nel caso in cui il titolare della concessione cimiteriale ceda a terzi lo ius sepulchri, deve ritenersi inapplicabile l'art. 92 del D.P.R. 285/1990 che prevede che la revoca delle concessioni di durata eccedente i 99 anni possa avvenire dopo i 50 anni dalla sepoltura dell'ultima salma e soltanto se si verifica una grave insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno della comunità locale; in questo caso, infatti, non si pone un problema di revoca, ma piuttosto dovrà essere disposta la decadenza della concessione per inosservanza degli obblighi da essa derivanti.

Va ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... diritto personalissimo di visita sepolcrale (per esercitare la pietas verso il defunto; cd. diritto di sepolcro secondario) che appartiene a tutti gli eredi del defunto e non può essere oggetto di atti di autonomia privata, né può essere impedito o limitato in alcun modo, dal diritto di proprietà sull'edificio sepolcrale, il quale, in quanto assimilabile ad un diritto reale di superficie su suolo pubblico, è di norma disponibile, salva la necessità della voltura della concessione cimiteriale.

Il diritto sul sepolcro già costituito è un diritto soggettivo perfetto di natura reale assimilabile al diritto di superficie, suscettibile di possesso e soprattutto di trasmissione sia inter vivos che per via di successione mortis causa, e come tale opponibile agli altri privati, atteso che lo stesso nasce da una concessione amministrativa avente natura traslativa di un'area di terreno o di una porzione di edificio in un cimitero pubblico di carattere demaniale.

Il divieto di cessione fra privati dei manufatti funebri contenuto nel regolamento locale di polizia mortuaria deve essere interpretato per la sua portata testuale che è quella di vietare che i privati, senza la partecipazione della ammini... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ubblica, possano liberamente disporre della concessione, costituendo detto divieto ad un tempo specificazione ed estrinsecazione del divieto di subentro non autorizzato e formula pienamente esemplificativa dell venir meno ai propri obblighi che lo stesso regolamento può sanzionare con la decadenza.

Se è vero che il diritto sul sepolcro è un diritto di natura reale assimilabile al diritto di superficie, suscettibile di possesso e di trasmissione sia inter vivos e mortis causa, nei confronti degli altri soggetti privati, è altrettanto vero che esso non preclude l'esercizio dei poteri autoritativi spettanti alla amministrazione concedente (con la precisazione che nel caso di emanazione di atti di revoca o di decadenza spetta la tutela prevista per le posizioni di interesse legittimo e che, in ogni caso, titolare del diritto reale, nonché della coesistente posizione di interesse legittimo nel caso di emanazione di atti autoritativi, è esclusivamente il concessionario, cui non può neppure essere assimilato né il richiedente la sub–concessione, in mancanza del formale provvedimento abilitativo, né chi abbia 'acquistato' - solo apparentemente, in ragione della nullità del relativo contratto - il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ale).

La cessione del diritto all'uso della sepoltura, vietata dagli artt. 90 e 94 del d.p.r. n. 285/1990, introduce sul demanio posizioni soggettive che, a fini privati, modificano l'uso del bene pubblico concesso in un senso non previsto dal titolo originario.

La posizione conferita al concessionario del demanio cimiteriale riceve dal regime del bene concesso il medesimo carattere di incedibilità che connota tra gli altri i beni demaniali.

Anche qualora le opere edilizie di suddivisione, abusivamente compiute in un sepolcro, non comportino uno stravolgimento volumetrico dell'edificio funerario, il loro compimento presuppone una preventiva modifica del titolo concessorio nel senso di legittimare, se normativamente possibile, l'estensione della concessione anche a soggetti ulteriori rispetto al suo originario titolare.

La cessione di un diritto di sepoltura privata non costituisce una mera alienazione da privato a privato ma richiede l'intervento dell'autorità concedente.

La cessione di un diritto al sepolcro, tanto nel suo contenuto di diritto primario al sepolcro quanto nel suo contenuto di diritto sul manufatto è qualificabile come voltura di concessione demaniale sottoposta pertan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sito di efficacia della autorizzazione dell'autorità concedente.

L'autorizzazione alla cessione di un diritto al sepolcro richiede un nuovo esercizio del potere discrezionale dell'ente concedente cui si applica il regime giuridico vigente nel momento in cui essa deve essere pronunciata.

La cessione di un diritto al sepolcro, tanto nel suo contenuto di diritto primario di sepolcro quanto nel suo contenuto di diritto sul manufatto, va in astratto configurata come voltura di concessione demaniale, sottoposta al requisito di efficacia della autorizzazione del concedente, ovvero del Comune.

La valenza pubblicistica del rapporto "interno" fra amministrazione e concessionario vieta, per principio generale, che i cespiti cimiteriali circolino senza la legittima conoscenza di tale traslazione da parte della amministrazione concedente.

Gli atti di cessione, a favore di soggetti privati, di suoli cimiteriali per costruirvi sepolture per la propria famiglia o per convivenze collettive, atti, cui normalmente accedono contratti regolatori di un predisposto assetto di interessi, sono stati sempre ricompresi nella categoria delle concessioni amministrative di beni e servizi, creatrici di posizioni soggettive perfette, trasmissib... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o o in parte per diritto comune o ereditario previo nulla osta dell'Amministrazione comunale, interessata a norma dell'art. 71 dell'abrogato regolamento di polizia mortuaria, approvato con R.D. 1880/1942, tuttora operante per le concessioni anteriori al 10 febbraio 1976, data di entrata in vigore della nuova disciplina dettata nella materia de qua dal D.P.R. 803/1975 che agli artt. 91 e 93 ha introdotto disposizioni di diverso contenuto precettivo che non hanno immutato i pregressi rapporti.

L'eventuale divieto di cessione della concessione cimiteriale contenuto nella normativa locale deve essere considerato alla stregua di specificazione ed estrinsecazione del divieto di subentro inautorizzato.

In materia di demanio cimiteriale, è insito nel sistema che l'amministrazione debba costantemente essere messa a parte, in forma giuridica, della cessione, instaurando –se del caso– un nuovo rapporto concessorio.

L'autorizzazione del Comune alla voltura della concessione cimiteriale si sostanzia in un nuovo esercizio del potere discrezionale dell'ente concedente di attribuire la concessione a terzi e deve seguire il regime giuridico vigente nel momento in cui essa deve essere pronunciata, tenendo conto di eventuali divieti d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...del titolo che siano stabiliti dall'ordinamento.

Il fatto che lo ius sepulchri abbia natura reale non significa che esso è liberamente trasferibile, occorrendo sul punto un intervento della P.A. concedente, nei confronti della quale il diritto al sepolcro affievolisce a mero interesse legittimo.

L'orientamento che ritiene che il diritto alla sepoltura non può trasmettersi ad estranei della famiglia neppure con un testamento è privo di fondamento normativo: invero, non è dato comprendere perché dovrebbe escludersi il diritto di un soggetto divenuto titolare di un diritto concessorio, sia pure in via ereditaria, di poterne godere pienamente e completamente provvedendo a propria volta a trasmetterlo per via testamentaria, mantenendo salvi, ovviamente, i diritti dei legittimari.

È illogico consentire la trasmissione testamentaria dei diritti di natura puramente dominicale gravanti sul manufatto funerario e non quello alla sepoltura, atteso che sarebbe arduo comprendere, anche solo fenomenologicamente, in cosa si sostanzierebbe il vantaggio discendente dalla titolarità del diritto dominicale (se non nel mero diritto a mantenere e a modificare il manufatto) disgiunto dallo ius sepulchri, che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... l'unico concreto utilizzo della "res" costituita dal sepolcro.

L'autorizzazione all'apertura del loculo in favore di terzi estranei all'ambito dei soggetti ammessi all'uso del sepolcreto non ha valore di assenso alla voltura della concessione amministrativa di diritti su un bene pubblico, che l'amministrazione non può rilasciare senza previa istanza del concessionario.

La concessione cimiteriale è una concessione traslativa di facoltà giuridiche su beni pubblici e quindi il diritto di uso anche d'un singolo loculo rifluisce all'interno di quest'ambito di facoltà giuridiche sul bene che la p.a. trasferisce in capo al privato concessionario.

Deve essere dichiarata la nullità dell'atto di cessione dei loculi, per impossibilità originaria dell'oggetto (bene extra commercio).

La vendita dei loculi cimiteriali è vietata, in quanto i cimiteri sono soggetti al regime dei beni demaniali e, quindi, sono inalienabili.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> CRITERI DI ASSEGNAZIONE

La decisione amministrativa di ignorare totalmente un'istanza di assegnazione di concessione cimiteriale integra una vi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... tutti i precetti dell'ordinamento giuridico in materia di procedimento amministrativo e dei principi fondamentali dell'azione amministrativa.

I timori circa il mantenimento dell'ordine pubblico, nonché il fine di evitare disagi per la cittadinanza (spinta dal criterio cronologico ad arrivare dinanzi agli uffici comunali con molto anticipo rispetto al momento fissato per la presentazione delle domande) costituiscono valide ragioni per sostituire il criterio cronologico di assegnazione delle concessioni cimiteriali con il criterio di assegnazione per sorteggio.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> DECADENZA

La realizzazione di opere in difformità o in assenza del necessario permesso di costruire (nel caso di specie la realizzazione di nuovi loculi in un cimitero) comporta la decadenza dalla concessione demaniale.

La decadenza dalla concessione cimiteriale è la conseguenza immediata nei casi in cui il soggetto si spoglia del bene concesso.

La decadenza dalla concessione (nel caso di specie concessione cimiteriale) opera automaticamente nei confronti del soggetto che si spoglia del bene concesso.

La decadenza della ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... cimiteriale è un provvedimento di carattere sanzionatorio che costituisce atto dovuto a condizioni date, trattandosi di un atto di natura vincolata in quanto ogni valutazione degli interessi pubblici coinvolti è stata già compiuta ad un livello più alto e generale (normazione primaria e secondaria) di esercizio della discrezionalità; pertanto, compito dell'Amministrazione è soltanto quello di accertare la ricorrenza o meno, in concreto, delle condizioni che legittimano e giustificano l'adozione del provvedimento, né sussistono obblighi motivazionali oltre all'indicazione dei presupposti per l'esercizio della revoca e per la declaratoria della decadenza.

E' legittima la decadenza della concessione cimiteriale disposta in ragione della conclamata inadempienza posta in essere dall'originario concessionario mediante la vendita del manufatto e dunque mediante la volturazione della concessione insciente domino.

Al di là della definizione utilizzata, la decadenza dalla concessione cimiteriale è in re ipsa rispetto a colui che si spoglia (a guisa quasi di rinuncia) del bene concesso, ponendo in crisi la stessa identificabilità "genetica" del rapporto concessorio (nella specie vendendo a ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ncessione cimiteriale ma facendosi contestualmente rilasciare una procura speciale, cosicché l'ente pubblico continui a trattare di fatto col venditore).

È legittimo il provvedimento con cui è dichiarata la decadenza della concessione cimiteriale ove il concessionario ne abbia ceduto la titolarità nonostante il divieto contenuto nel regolamento comunale di polizia mortuaria.

Il provvedimento di decadenza della concessione cimiteriale per mancato adempimento nei termini previsti dell'obbligo di erigere la cappella funeraria in essa contenuto non necessità di un'estesa motivazione, risultando sufficiente un breve riferimento al titolo concessorio nella parte in cui prevede gli specifici obblighi posti rispettivamente in capo alle parti del suddetto rapporto.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> DIRITTO SUL MANUFATTO

L'istituto dell'immemoriale determina una presunzione della conformità dello stato di diritto a quello di fatto.

Nei rapporti interprivati il diritto al sepolcro riceve una protezione giuridica piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento, mentre, laddove tale faco... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri non preclude l'esercizio dei poteri autoritativi da parte della pubblica amministrazione concedente, sicché sono configurabili interessi legittimi quando sono emanati atti di autotutela.

Una volta dichiarata la decadenza dalla concessione del suolo cimiteriale, del tutto coerentemente e correttamente sono acquisiste alla proprietà dell'amministrazione comunale le opere realizzate sul suolo demaniale, ai sensi dell'art. 953 c.c..

Nei rapporti interprivati, la protezione della situazione giuridica del titolare di concessione cimiteriale è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento; tuttavia, laddove tale facoltà concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un "diritto affievolito" in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

In tema di concessione cimiteriale non si parla di diritto di superficie strettamente inteso, bensì di un diritto che è ricondotto dalla giurisprudenza al diritto di superficie, con ciò volendo differenziare l'ipot... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mente civilistica da quella ove il rapporto interno è comunque sempre contrassegnato dalla potestà amministrativa.

Nel nostro ordinamento, il diritto sul sepolcro già costruito nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno in un cimitero pubblico di carattere demaniale (articolo 824 c.c.) e tale concessione, di natura traslativa, crea a sua volta, nel privato concessionario, un diritto soggettivo perfetto di natura reale suscettibile di trasmissione per atti inter vivos e per successione mortis causa e, perciò, opponibile, iure privatorum, agli altri privati, assimilabile al diritto di superficie, che si affievolisce, degradando ad interesse legittimo, nei confronti della P.A. e nei soli casi in cui esigenze di pubblico interesse per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero impongono o consigliano alla amministrazione competente di esercitare il potere di revoca della concessione.

Il diritto soggettivo dell'erede di subentrare nella titolarità di una concessione cimiteriale non tollera limitazioni ad opera della p.a.

La p.a., una volta rilasciata la concessione cimiteriale, non può discutere la volontà del titolare della stessa ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... chi debba esservi seppellito, salvo procedere alla revoca del titolo abilitativo per ragioni di interesse pubblico.

Il diritto al sepolcreto già costruito (inteso come diritto reale sul manufatto destinato al ricovero di spoglie mortali, che trova la sua fonte in un atto amministrativo di concessione di terreno demaniale), è separato e diverso dal cd. ius sepulchri di remota origine: il primo si atteggia come un diritto soggettivo perfetto, assimilabile al diritto di superficie e trasmissibile; il secondo invece è del tutto svincolato dal primo e consiste nel diritto ad essere ivi tumulato o inumato, con posizione del tutto personale.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> DURATA

L'inclusione dei cimiteri tra i beni demaniali comporta che atti dispositivi, in via amministrativa, non possono configurarsi senza limiti di tempo.

E' illegittimo per difetto d'istruttoria e di motivazione il provvedimento che, a fronte di un dato oggettivo ed inequivoco costituito dalla copia delle ricevute di pagamento degli oneri concessori (risalenti nella specie al 1926 ), si limita ad affermare la mancanza di un titolo concessorio e fa derivare la costituzione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o da deduzioni fondate sulla comparazione di dati meramente anagrafici.

L'art. 92 del D.P.R. n. 285/1990 preclude il rilascio di concessioni per l'uso perpetuo di aree cimiteriali, ma non impone affatto che le preesistenti concessioni perpetue vengano ricondotte a concessioni a tempo determinato e, quindi, le predette concessioni rimangono assoggettate al regime giuridico vigente al momento del loro rilascio, potendo essere modificate solo da espressa disposizione di legge, da novazioni consensuali o dal concretarsi dei casi di estinzione quali, ad esempio, la soppressione del cimitero.

L'art. 92 d.p.r. 285/1992 non prevede la trasformazione delle concessioni perpetue in concessioni a tempo determinato ma si limita a stabilire, ovviamente per il futuro, che non possano essere rilasciate concessioni a tempo determinato e di durata non superiore a novantanove anni e, in generale, che tutte le concessioni si estinguono con la soppressione del cimitero, salvo il diritto dei titolari di concessioni non ancora scadute di ottenere nel nuovo un posto corrispondente; per quelle di durata eccedente i novantanove anni la revoca può essere disposta unicamente alla contestuale ricorrenza di tre condizioni, ossia, oltre il non uso ultracinquantennale e il ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del comune, anche l'impossibilità di provvedere tempestivamente all'ampliamento o alla costruzione di un nuovo cimitero.

La natura demaniale dei cimiteri contrasta con la perpetuità delle concessioni cimiteriali nella misura in cui rischia di occultare un vero e proprio diritto di proprietà sul bene demaniale, che per sua natura è un bene pubblico, destinato a vantaggio dell'intera collettività.

L'utilizzo di un bene demaniale (cappella funeraria) in favore di alcuni soggetti deve necessariamente essere temporalmente limitato venendo altrimenti contraddetta la sua ontologica finalità pubblica, al quale il bene verrebbe definitivamente sottratto.

L'art. 92 D.P.R. 285/1990 stabilisce che le concessioni cimiteriali successive al 1990 debbano essere ricondotte a due tipologie (esclusivamente) a tempo determinato; di conseguenza, non possono essere più rilasciate concessioni per l'uso perpetuo di aree cimiteriali.

Nessuna disposizione del D.P.R. 285/1990 prevede che le concessioni perpetue preesistenti debbano trasformarsi o essere ricondotte ad una delle tipologie previste dallo stesso decreto presi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alvo l'art. 98, co. 1, che prevede, solamente, per il caso di soppressione del cimitero, l'unica modalità di trasformazione delle concessioni perpetue in concessioni a tempo determinato della durata di 99 anni.

Dalle concessioni perpetue rilasciate in data anteriore a quella di entrata in vigore del D.P.R. 803/1975 scaturiscono diritti acquisiti e le stesse non possono essere assoggettate a una nuova disciplina in peius in virtù di una successiva regolamentazione comunale.

Le concessioni cimiteriali perpetue mantengono questo carattere e, salvo diverse valutazioni legislative allo stato non esistenti, non possono essere incise unilateralmente da provvedimenti dell'amministrazione comunale volti, in particolare, a comprimerne l'estensione temporale.

Le concessioni cimiteriali perpetue sono quelle rilasciate (come tali e comunque) precedentemente al 1975.

Nei confronti delle concessioni cimiteriali perpetue, in via generale, non trovano applicazione le disposizioni dettate dal D.P.R. 285/1990 e quindi le stesse rimangono assoggettate al regime giuridico vigente al momento del loro rilascio, potendo essere modificate solo da espressa disposizione di legge, da novazioni consensuali o dal concretarsi dei casi d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e quali ad esempio la soppressione del cimitero (art. 98 D.P.R. cit.).

È illegittima la norma del regolamento comunale di polizia mortuaria che preveda che la richiesta di ampliamento della capienza interna di una cappella gentilizia assentita con concessione perpetua per la realizzazione di nuovi loculi richieda il rilascio di nuove concessioni e comporti, ove assentita, che i loculi preesistenti nella medesima cappella, ancorché concessi in perpetuità, assumano anch'essi durata cinquantennale.

L'utilizzo ai fini delle sepolture delle cappelle oggetto di concessione perpetua è già compreso in questo provvedimento, e pertanto la richiesta di mero ampliamento interno del numero dei loculi, laddove non comporti modifiche nell'estensione dell'area cimiteriale concessa, non costituisce una nuova concessione soggetta ai limiti temporali previsti dal D.P.R. 285/2000, e non è sia idonea ad estendere questi limiti temporali all'originario titolo rilasciato in perpetuo.

Fino all'adozione di una nuova disciplina di legislazione primaria, espressamente riferita anche alle concessioni perpetue rilasciate anteriormente al 1975, nessuna limitazione alla disponibilità del diritto quesito può es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...otta con un atto regolamentare comunale.

Le concessioni cimiteriali anteriori alla data di entrata in vigore del D.P.R. 803/1975 ed eccedenti i 99 anni di durata sono soggette ad un regime di particolare protezione stabilito dal secondo comma dell'art.92 del D.P.R. 285/1990, che ne prevede la revocabilità esclusivamente quando siano trascorsi 50 anni dall'ultima tumulazione e si determini una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del Comune e sempre che non sia possibile provvedere tempestivamente all'ampliamento o alla costruzione di un nuovo cimitero.

Le concessioni perpetue rilasciate prima dell'entrata in vigore del D.P.R. n. 803/1975 conservano il carattere della perpetuità, nonostante la normativa sopravvenuta abbia introdotto i limiti temporali oggi dettati dall'art. 92 del D.P.R. 285/1990.

La concessione da parte del Comune di aree o porzioni di un cimitero pubblico è soggetta al regime demaniale dei beni, indipendentemente dalla eventuale perpetuità del diritto di sepolcro.

L'art. 92 del d.P.R. n. 285 del 1990 non prevede la trasformazione delle concessioni perpetue in concessioni a tempo determinato, limitandosi a stabilire, ovviamente per il futuro, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sano essere rilasciate che concessioni a tempo determinato e di durata non superiore a 99 anni e, in generale, che le tutte concessioni si estinguono con la soppressione del cimitero, salvo il diritto dei titolari di concessioni non ancora scadute di ottenere nel nuovo un posto corrispondente.

La norma del regolamento di polizia mortuaria comunale che preveda semplicemente la durata massima di 99 anni per le concessioni cimiteriali deve essere letta in combinato disposto con l'art. 92 D.P.R. 285/1990, che prevede una deroga alla durata novantanovennale per le concessioni rilasciate prima dell'entrata del D.P.R. 803/1975, prevedendo che le stesse possano mantenere una durata superiore, salva la facoltà di revoca.

L'eccezione formulata dall'art. 92, co. 2, D.P.R. 285/1990 opera anche per le concessioni cimiteriali perpetue rilasciate prima dell'entrata in vigore del D.P.R. 803/1975: esse dunque conservano il carattere della perpetuità nonostante la normativa sopravvenuta abbia introdotto dei limiti temporali.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> ESTENSIONE

La P.A., una volta rilasciata la concessione cimiteriale, non può discutere la volont&agr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tolare della stessa in ordine a chi debba esservi seppellito, salvo procedere alla revoca del titolo abilitativo per ragioni di interesse pubblico.

È annullabile, anche se non nulla, l'estensione a terzi della concessione cimiteriale se adottata in mancanza del consenso dell'originario concessionario.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> ESUMAZIONE

Non può essere confuso il carattere perpetuo della concessione cimiteriale, che deriva dalla normativa applicabile ratione temporis al tempo in cui la stessa fu rilasciata, con le successive vicende derivanti da una richiesta di estumuluazione, che restano disciplinate dalla normativa vigente al momento di presentazione della suddetta richiesta.

La norma del regolamento comunale di polizia mortuaria che determina l'estinzione delle concessioni perpetue a seguito di estumulazione della salma non contrasta con l'art. 92, comma 2, del d.P.R. n. 285/1990 ed anzi è conforme al principio di corrispondenza tra estinzione della concessione ed estumulazione dettato dall'art. 86 del del d.P.R. n. 285/1990.

Qualora il Comune abbia dichiarato di volersi avvalere della possibilità di ridur... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... a cinque anni dall'inumazione il periodo per l'esumazione (art. 82 D.P.R. 285/1990) è illegittimo il provvedimento che ingiunge l'esumazione dopo dodici anni adducendo che la mancanza di spazi in cui effettuare le inumazioni crea pregiudizi dal punto di vista igienico sanitario in ragione della mancanza di alternative alle stesse, specie qualora tale determinazione sia stata adottata soltanto con riferimento ad alcuni defunti e non ad altri.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> IUS SEPULCHRI

Nel nostro ordinamento il diritto sul sepolcro già costituito nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno o di porzione di edificio in un cimitero pubblico di carattere demaniale (art. 824 c.c.) e tale concessione, di natura traslativa, crea a sua volta nel privato concessionario un diritto soggettivo perfetto di natura reale (suscettibile di trasmissione per atti inter vivos o morti causa) e perciò opponibile iure privatorum agli altri privati.

Lo ius sepulchri soggiace all'applicazione della normativa sopravvenuta che regoli il rapporto concessorio in senso modificativo rispetto all'assetto operante all'atto dell'origin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... concessorio.

Lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un diritto affievolito in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Lo ius sepulchri attiene ad una fase di utilizzo del bene che segue lo sfruttamento del suolo mediante edificazione di una cappella cimiteriale e che soggiace all'applicazione del regolamento di polizia mortuaria disciplina quest'ultima che si colloca ad un livello ancora più elevato di quello che contraddistingue l'interesse del concedente e soddisfa superiori interessi pubblici di ordine igienico-sanitario, oltre che edilizio e di ordine pubblico.

Il diritto al sepolcro si distingue in un diritto primario al sepolcro, inteso come diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro e un diritto secondario al sepolcro inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo "ius sepulchri", ossia il diritto, spettante al titolare di concessione cimiteriale, ad essere tumulato nel sepolcro, garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... rapporti interprivati, la protezione dello ius sepolcri è piena e assume la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento; tuttavia, laddove tale facoltà concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un diritto affievolito in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico, in quanto dalla demanialità del bene discende l'intrinseca cedevolezza del diritto, che trae origine da una concessione amministrativa su bene pubblico.

Il diritto ad essere sepolti in una cappella (cd. diritto di sepolcro primario), ha carattere reale (seppure ad esercizio postumo, per mezzo di familiari o della pubblica Autorità), e si può trasmettere per atto mortis causa o inter vivos oppure solo iure sanguinis, a seconda, rispettivamente, che si tratti di un sepolcro ereditario oppure familiare. Ciò che decide se il sepolcro è familiare (o gentilizio) oppure ereditario, è la volontà del fondatore, cioè di colui che realizza il sepolcro e gli imprime una destinazione.

Il diritto spettante al titolare di una concessione cimiteriale ad essere tumulato nel sepolcro ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...epulchri) garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.

Nei casi in cui il diritto ad essere tumulato concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un diritto affievolito in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Lo ius sepulchri, quale diritto spettante al titolare di una concessione cimiteriale ad essere tumulato nel sepolcro, garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.

Laddove lo ius sepulchri concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, esso non preclude l'esercizio dei poteri autoritativi da parte della pubblica amministrazione concedente, sicché sono configurabili interessi legittimi quando sono emanati atti di autotutela. In questa prospettiva, infatti, dalla demanialità del bene discende l'intrinseca "cedevolezza" del diritto, che trae origine da una concessione amministrativa su bene pubblico.

Il diritto al sepolcro si distingue, rispettivamente, in un diritto primario al sepolcro, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro; in un diritto sul sepolcro inteso in senso stretto, come diritto sul manufatto che accoglie le salme ed infine in un diritto secondario al sepolcro, accessorio dei due precedenti, inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo jus sepulchri assume una diversa configurazione a seconda che venga inquadrato nell'ottica dei rapporti tra privati o con riferimento alla relazione con l'amministrazione concedente. Sotto la prima angolazione tale diritto garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi. Ciò significa che, nei rapporti tra privati, la protezione della situazione giuridica è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento. Tuttavia, laddove tale facoltà concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un "diritto affievolito" in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Lo "ius sepulchri" attiene ad una fase di utilizzo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he segue lo sfruttamento del suolo mediante edificazione della cappella e che soggiace all'applicazione del regolamento di polizia mortuaria. Questa disciplina si colloca ad un livello ancora più elevato di quello che contraddistingue l'interesse del concedente e soddisfa superiori interessi pubblici di ordine igienico-sanitario, oltre che edilizio e di ordine pubblico. Ne deriva dunque che lo jus sepulchri può essere fatto valere alla stregua di un diritto reale soltanto nei confronti dei privati e non anche nei riguardi dell'amministrazione concedente, la quale esercita in questa direzione il proprio potere pubblicistico, nei confronti del concessionario, nell'ambito di un'ordinaria vicenda concessoria regolata dal diritto amministrativo.

Lo ius sepulchri garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene, con la conseguenza che, nei rapporti inter privati, la protezione della situazione giuridica è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento mentre nei confronti della pubblica amministrazione concedente esso costituisce un diritto affievolito in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Lo ius sepulchri discendente dall'originario prov... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i concessione cimiteriale deve ritenersi riferito ad un sepolcro di natura gentilizia o familiare, in assenza di diverse disposizioni rilasciate dall'originario concessionario, e cioè riservato sibi familiaeque suae.

In caso di sepolcro di natura gentilizia o familiare, i soggetti titolati a subentrare nel rapporto concessorio vanno circoscritti alla cerchia dei familiari del concessionario, tra cui - fatta salva una diversa volontà di quest'ultimo - rientrano non solo i discendenti in linea retta, ma anche quelli in via collaterale.

Tra i vari titolari del sepolcro si instaura una comunione indivisibile, con la conseguenza che resta escluso ogni potere di disposizione del diritto da parte di taluni soltanto di essi.

Lo ius sepulchri garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi. Ciò significa che, nei rapporti inter privati, la protezione della situazione giuridica è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento. Tuttavia, laddove tale facoltà concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un "d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...evolito" in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Il jus sepulchri si distingue in un diritto primario al sepolcro, inteso come diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro, ed un diritto sul sepolcro inteso in senso stretto, come diritto sul manufatto che accoglie le salme. Si identifica infine, ed è un accessorio dei due precedenti, un diritto secondario al sepolcro inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo jus sepulcri è istituto complesso scomponibile in più fattispecie: si distingue anzitutto un diritto primario al sepolcro, inteso come diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro, diritto distinto a sua volta in sepolcro ereditario e sepolcro familiare o gentilizio; si distingue ancora un diritto sul sepolcro inteso in senso stretto, ossia come diritto sul manufatto che accoglie le salme; si identifica infine, ed è un accessorio dei due precedenti, un diritto secondario al sepolcro inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo ius sepulchri ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...essere fatto valere alla stregua di un diritto reale soltanto nei confronti dei privati e non anche nei riguardi della amministrazione concedente, la quale esercita in questa direzione il proprio potere pubblicistico, nei confronti del concessionario, nell'ambito di un'ordinaria vicenda concessoria regolata dal diritto amministrativo.

Il diritto al sepolcro costituisce in generale istituto complesso, scomponibile in più fattispecie: si distingue anzitutto un diritto primario al sepolcro, inteso come diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro, diritto distinto a sua volta in sepolcro ereditario e sepolcro familiare o gentilizio; si distingue ancora un diritto sul sepolcro inteso in senso stretto, come diritto sul manufatto che accoglie le salme; si identifica infine, ed è un accessorio dei due precedenti, un diritto secondario al sepolcro inteso come diritto di accedervi fisicamente e di opporsi ad ogni atto che vi rechi oltraggio o pregiudizio.

Lo ius sepulchri, ossia il diritto, spettante al titolare di concessione cimiteriale, ad essere tumulato nel sepolcro, garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti interprivati, la protezione dello ius sepulchri è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento.

Lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della P.A. concedente, un «diritto affievolito» in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico: in questa prospettiva, infatti, dalla demanialità del bene discende l'intrinseca «cedevolezza» del diritto, che trae origine da una concessione amministrativa su bene pubblico.

Il diritto al sepolcro è dal punto di vista privatistico disponibile da parte del titolare stesso, il quale può quindi trasferirlo a terzi, ovvero associare terzi nella fondazione della tomba, senza che ciò rilevi nei rapporti con l'ente pubblico concedente, il quale può revocare la concessione soltanto per interesse pubblico, ma non mettere in discussione le modalità di esercizio del diritto, le quali restano libere e riservate all'autonomia privata.

Ai fini della determinazione della cerchia dei soggetti che hanno diritto alla sepoltura in una determinata tomba, assume rilevanza preminente la volontà del fondatore - che può essere manifestata in qualunque forma e f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ltare anche da elementi indiziari e presuntivi - e quindi solo in mancanza di una diversa volontà del fondatore assume rilievo la concessione amministrativa, dovendo in tal caso presumersi che la figura del fondatore coincide con quella del titolare della concessione.

Nel rispetto dei diritti dei familiari e degli stretti congiunti (legittimari), lo ius sepulchri può essere trasmesso anche a terzi per il tramite di testamento.

Ai fini della determinazione dei soggetti che devono essere sepolti, rileva come prevalente la volontà del titolare della concessione in qualunque modo manifestata, anche per via testamentaria: pertanto, in mancanza di indicazioni da parte dell'originario concessionario, il diritto di disporre dello ius sepulchri per atti sia inter vivos che mortis causa si trasferisce, integro ed affatto compresso, a chi lo riceve iure sanguinis.

Il diritto sul sepolcro nei confronti della Pubblica Amministrazione è suscettibile di affievolimento, degradando ad interesse legittimo, nei casi in cui esigenze di pubblico interesse, per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero, impongano o consiglino all'Amministrazione di esercitare il potere di revoca della concessione.

Ladd... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ltà di essere tumulati nel sepolcro concerna un manufatto costruito su terreno demaniale, lo ius sepulchri costituisce, nei confronti della pubblica amministrazione concedente, un "diritto affievolito" in senso stretto, soggiacendo ai poteri regolativi e conformativi di stampo pubblicistico.

Gli strumenti di tutela del titolare di ius sepulchri nei confronti del concedente si riducono a quelli che assistono l'interesse legittimo anziché il diritto soggettivo, senza alcuna connotazione di assolutezza e pienezza, come avviene, invece, nei riguardi dei soggetti privati.

Lo ius sepulchri nel sepolcro ereditario si trasmette nei modi ordinari per atto inter vivos o mortis causa dall'originario titolare come qualsiasi altro bene, anche a persone non facenti parte della famiglia.

Lo ius sepulchri nel sepolcro gentilizio o familiare è attribuito in base alla volontà del testatore in stretto riferimento alla cerchia dei familiari presi in considerazione come destinatari del sepolcro stesso ed è acquistato dal singolo iure proprio sin dal momento della nascita, per il solo fatto di trovarsi con il fondatore in quel determinato rapporto previsto nell'atto di fondazione o desunto dalle regole consuetud... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ogni caso iure sanguinis e non iure successionis.

Lo ius sepulchri nel sepolcro gentilizio o familiare dà luogo ad una particolare forma di comunione fra contitolari ed è intrasmissibile sia inter vivos sia mortis causa.

Lo ius sepulchri nel sepolcro gentilizio o familiare non si estingue né per prescrizione né per rinuncia.

In caso di silenzio del fondatore del sepolcro o di dubbio, il sepolcro deve ritenersi gentilizio e non ereditario.

Lo ius sepulchri gentilizio si trasforma in ereditario solo con la morte dell'ultimo superstite della cerchia dei familiari designati dal fondatore del sepolcro, rimanendo soggetto per l'ulteriore trasferimento alle ordinarie regole della successione mortis causa.

In tema di diritto di sepolcro, dalla concessione amministrativa del terreno demaniale destinato ad area cimiteriale al fine di edificazione di una tomba deriva, in capo al concessionario, un diritto di natura reale sul bene (il cosiddetto diritto di sepolcro), la cui manifestazione è costituita prima dalla edificazione, poi dalla sepoltura.

Il diritto al sepolcro afferisce alla sfera strettamente personale del titolare e, dal punto di vista privatistico, &egrav... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te disponibile da parte di quest'ultimo.

Il titolare dello ius sepulchri può legittimamente trasferirlo a terzi, o associare altri soggetti nella fondazione della tomba, senza che ciò rilevi nei rapporti con l'ente concedente, il quale può revocare la concessione soltanto per interesse pubblico, ma non anche contestare le modalità di esercizio del diritto de quo, che restano libere e riservate all'autonomia privata.

E' illegittima l'autorizzazione all'apertura di locuolo rilasciata in contrasto con le disposizioni regolamentari che vietano, anzitutto ai titolari delle concessioni (cioè dell'ius sepulchri), ma ovviamente anche alla stessa amministrazione, di consentire la tumulazione nel sepolcreto di persone diverse da quelle aventi titolo.

Lo ius sepulchri si articola nelle due tipologie, risalenti al diritto romano, del sepolcro gentilizio (ovvero iure sanguinis) o di quello iure successionis: la differenziazione scaturisce dalla interpretazione della volontà del fondatore del sepolcro al momento della fondazione, posto che, nella prima ipotesi (che si ritiene sussistente in via presuntiva, in difetto di disposizione contraria) viene stabilita una destinazione "sibi familiaque suae", per cui... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...oi discendenti e i rispettivi coniugi, rimanendo indifferenti le successive vicende della proprietà dell'edificio nella sua materialità, acquistano "iure proprio" e fin dal momento della nascita, il diritto al sepolcro, imprescrittibile ed irrinunciabile, nonché non trasmissibile né per atto "inter vivos" né "mortis causa": viene a costituirsi così tra i contitolari una particolare forma di comunione, destinata a durare fino al venire meno degli aventi diritto, dopo di che lo "ius sepulchri" si trasforma da familiare in ereditario.

La riserva alla sepoltura è un diritto riconosciuto soltanto al concessionario ed alle persone appartenenti alla sua famiglia e non può essere alienato.

Il diritto a essere seppellito o di seppellire altri in un determinato sepolcro si distingue in sepolcro ereditario e sepolcro familiare, a seconda se sia spettante nella qualità rispettivamente di erede o di familiare del fondatore: tale scelta spetta, in linea di principio, al fondatore, ed è espressa nell'atto di fondazione; nel caso di dubbio circa la qualificazione dello stesso, si presume che il fondatore abbia voluto istituire un sepolcro familiare.

Il diritto al sepolcro familiare... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...apo a ciascun titolare nel momento della nascita, iure proprio e iure sanguinis, in forza del legame familiare con il fondatore, è personalissimo, intrasmissibile mortis causa o inter vivos, imprescrittibile e si estingue con la morte del soggetto stesso e l'inumazione del relativo cadavere.

Il concetto di famiglia, rilevante per individuare gli aventi diritto dei titolari del c.d. sepolcro familiare, è stabilito dal fondatore, ma potrebbe essere anche determinato, in astratto, dalla stessa amministrazione pubblica nell'esercizio del proprio potere regolamentare in materia, ove esigenze di pubblico interesse e di sanità pubblica, fondano poteri autoritativi a fronte dei quali si configurano, in capo dei privati e dei concessionari, non già diritti soggettivi ma interessi legittimi.

Se il diritto al sepolcro si configura come sepolcro ereditario, gli eredi del fondatore lo acquistano iure successionis al momento della morte del fondatore stesso.

Se il sepolcro ha natura familiare, coloro che non hanno alcun diritto d'uso iure sanguinis non sono legittimati ad accedere agli atti relativi alla concessione cimiteriale.

Il regolamento di polizia mortuaria approvato con R.D. 448/1892 nulla prevedev... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... al trasferimento del ius sepulchri tra privati, e quindi lo consentiva in base al principio generale, giuridico e logico, per cui ciò che non è vietato si deve ritenere permesso. Successivamente l'art. 71 R.D. 1880/1942 la aveva consentita se non "incompatibile con il carattere del sepolcro" e "sempre che i regolamenti comunali ed i singoli atti di concessione non dispongano altrimenti"; l'art. 94 D.P.R. 803/1975, confermato poi sul punto dall'art. 93 D.P.R. 285/1990, infine, innovò la materia prevendendo un divieto assoluto di cessione.

Il regolamento di polizia mortuaria che disponga un divieto di cessione delle concessioni cimiteriali non esprime un'illegittima norma retroattiva nel momento in applica tale divieto anche alle concessioni precedentemente rilasciate: in tal modo non si disciplina per il passato il contenuto della concessione, ma si regola per il presente il rilascio dell'autorizzazione alla voltura.

Il procedimento relativo alla voltura di concessione cimiteriale va correttamente disciplinato dalle norme in vigore al momento in cui si intende cedere la concessione, non certo da quelle esistenti all'epoca del rilascio del titolo: pertanto se la cessione è vietata, legittimamente la P.A. rigetta l'istanza ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... cessione era permessa all'epoca del rilascio del titolo.

Il dubbio sul carattere familiare o ereditario del sepolcro deve risolversi, in assenza di specifiche determinazioni del fondatore, nel primo senso, tale dovendosi presumere essere stata la sua volontà.

La cessione di sepolcri familiari non è consentita anche in un regime di generale cedibilità dei sepolcri stessi.

Lo ius supulchri, ovvero il diritto alla tumulazione nel proprio sepolcro, si distingue dal diritto reale avente ad oggetto il manufatto funerario o i materiali che lo compongono, e spetta al titolare della concessione amministrativa rilasciata su un'area di proprietà pubblica.

In assenza di volontà contraria del fondatore del sepolcro, lo ius sepulchri spetta non agli eredi del fondatore, bensì a tutti coloro che sono legati al fondatore da un vincolo di discendenza, che acquistano il diritto al sepolcro iure proprio, quale diritto imprescrittibile, irrinunciabile e intrasmissibile, sia per atto inter vivos, sia mortis causa.

Ove non risulti da prova certa l'identità del fondatore del sepolcro, i suoi discendenti non possono reclamare lo ius sepulchri e pertanto legittimamente il Comune p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onsiderare fondatore del sepolcro colui che risulta tale dalla lapide del sepolcro e assegnare la concessione cimiteriale ai suoi discendenti.

Per distinguere "lo "jus sepulchri iure sanguinis" da quello "iure successionis", occorre interpretare la volontà del fondatore del sepolcro al momento della fondazione, essendo indifferenti le successive vicende della proprietà dell'edificio nella sua materialità e, in difetto di disposizione contraria, ritenere la volontà di destinazione del sepolcro "sibi familiaeque suae".

Accertato dal giudice di merito il carattere di "jus sepulchri iure sanguinis" della concessione cimiteriale, il familiare acquista, "iure proprio", il diritto al sepolcro, imprescrittibile ed irrinunciabile, fin dal momento della nascita e non può trasmetterlo né per atto "inter vivos", né "mortis causa".

Tra i contitolari dello "jus sepulchri iure sanguinis" si costituisce una particolare forma di comunione, destinata a durare sino al venir meno degli aventi diritto, dopo di che lo "jus sepulchri" si trasforma da familiare in ereditario.

Mentre nel sepolcro cosiddetto ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iare" (destinato dal fondatore "sibi familiaeque suae") l'appartenenza alla famiglia è presupposto indispensabile per l'acquisto del diritto alla sepoltura, sempre che il fondatore non abbia diversamente disposto, nel sepolcro ereditario quest'ultimo si limita a compiere una mera destinazione del diritto di sepoltura ai propri eredi ("sibi haeredibusque suis") in considerazione di tale loro qualità, con la conseguenza che ciascuno di essi (subentrandogli "iure haereditatis") è legittimato alla tumulazione di salme estranee alla famiglia di origine, entro i limiti della propria quota ereditaria.

La costituzione del sepolcro familiare ricorre quando il fondatore esprime la volontà di riservare lo ius sepulchri ai componenti della propria famiglia, così come da lui intesa.

In materia di cappelle gentilizie, tra i familiari aventi diritto al sepolcro "iure sanguinis" si costituisce una particolare forma di comunione che è destinata a durare sino al venir meno degli aventi diritto, nel qual caso lo "jus sepulchri" si trasforma da "familiare" in "ereditario".

Nel caso di sepolcro gentilizio o familiare, da distinguersi rispetto al sepo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ario, la identificazione dei soggetti titolari del diritto primario di sepolcro o "ius sepulchri" è fatta in base alla volontà del fondatore in stretto riferimento alla cerchia dei familiari presi in considerazione come destinatari del sepolcro eretto.

In caso di silenzio o di dubbio deve presumersi il carattere gentilizio, e non ereditario, del sepolcro.

Ove manchi da parte del fondatore l'indicazione dei destinatari del sepolcro familiare,il diritto ad esservi seppelliti viene riconosciuto, in base a norme consuetudinarie di remota origine, a tutti i discendenti maschi del fondatore per linea maschile e loro mogli, alle discendenti femmine per linea maschile rimaste nubili, con l'esclusione in ogni caso dei mariti delle discendenti femmine e dei collaterali, anche se fratelli del fondatore, a meno che, limitatamente però a questi ultimi, il fondatore sia morto senza figli o altri discendenti.

Il diritto ad essere inumato o tumulato nel sepolcro familiare si acquista per il solo fatto di trovarsi con il fondatore nello specifico rapporto previsto nell'atto di fondazione o desunto dalle regole consuetudinarie.

Alla morte dell'ultimo superstite compreso nella cerchia dei familiari del fonda... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sepolcro gentilizio il diritto si trasferisce secondo le ordinarie regole della successione "mortis causa".

In tema di tomba gentilizia, ossia del manufatto funerario destinato dal suo fondatore/concessionario alla sepoltura propria e dei propri familiari o congiunti, questi ultimi vantano un diritto alla sepoltura solo in virtù del fatto della consanguineità o del rapporto di coniuge, mentre occorre un preciso atto di disposizione del fondatore per creare in soggetti estranei eventuali diritti sulla tomba.

Nel sepolcro c.d. familiare o gentilizio, destinato dal fondatore familiaeque suae, hanno diritto di inumazione soltanto il fondatore, il proprio coniuge, i suoi ascendenti, i suoi discendenti ed, i coniugi di questi ultimi.

In materia di concessione cimiteriale e di ius sepulchri, il diritto alla sepoltura si acquista non già per trasmissione iure ereditario, ma iure proprio, ossia per il solo fatto di essere in rapporto di parentela o di coniugio col de cuius.

Lo ius sepulchri, cioè il diritto alla tumulazione, autonomo e distinto rispetto al diritto reale sul manufatto funerario o sui materiali che lo compongono, deve presumersi di carattere non ereditario, ma familiare, in di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecifica diversa volontà del fondatore, e quindi considerarsi sottratto a possibilità di divisione o trasmissione a terzi non legati iure sanguinis al fondatore medesimo.

Occorre distinguere lo "jus sepulchri iure sanguinis" da quello "iure successionis", distinzione che si correla unicamente sulla volontà del fondatore del sepolcro, essendo indifferenti le successive vicende della proprietà del manufatto funerario nella sua materialità. Accertato che, in difetto di disposizione contraria, la volontà del fondatore è stata quella di destinare il sepolcro "sibi familiaeque suae", il familiare acquista, "iure proprio", il diritto al sepolcro, imprescrittibile ed irrinunciabile, fin dal momento della nascita e non può trasmetterlo ad altri, né per atto "inter vivos", né "mortis causa".

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> NATURA

La concessione da parte di un comune di area del cimitero pubblico è assoggettata al regime demaniale dei beni indipendentemente dalla perpetuità del diritto di sepolcro.

La concessione da parte di un ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ree o porzioni di un cimitero pubblico è soggetta al regime dei beni demaniali.

La concessione di sepoltura privata è una concessione amministrativa di bene demaniale con diritto di uso non alienabile che lascia integro il diritto alla nuda proprietà dell'amministrazione comunale.

Il diritto spettante al titolare di una concessione cimiteriale ad essere tumulato nel sepolcro garantisce al concessionario ampi poteri di godimento del bene e si atteggia come un diritto reale nei confronti dei terzi ragion per cui nei rapporti interprivati, la protezione della situazione giuridica è piena, assumendo la fisionomia tipica dei diritti reali assoluti di godimento.

Il diritto sul sepolcro già costituito nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno o di porzione di edificio in un cimitero pubblico di carattere demaniale e tale concessione, di natura traslativa, crea a sua volta nel privato concessionario un diritto di natura reale opponibile agli altri privati, assimilabile al diritto di superficie, che comporta la sussistenza di posizioni di interesse legittimo quando l'amministrazione concedente disponga la revoca o la decadenza della concessione per la tutela d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e della buona amministrazione.

Nell'ordinamento nazionale il diritto sul sepolcro già costituito nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno o di porzione di edificio) in un cimitero pubblico di carattere demaniale (art. 824 c.c.) e tale concessione, di natura traslativa, crea a sua volta nel privato concessionario un diritto di natura reale (suscettibile di trasmissione per atti inter vivos o mortis causa) e perciò opponibile iure privatorum agli altri privati, assimilabile al diritto di superficie, che comporta la sussistenza di posizioni di interesse legittimo – con la relativa tutela giurisdizionale – quando l'amministrazione concedente disponga la revoca o la decadenza della concessione per la tutela dell'ordine e della buona amministrazione.

Il diritto sul sepolcro già costruito nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno (o di una porzione di edificio) in un cimitero pubblico di carattere demaniale e tale concessione, di natura traslativa, crea, a sua volta, nel privato concessionario, un diritto soggettivo perfetto di natura reale, e perciò, opponibile, iure privatorum, agli altri privati, assimilabile al di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...perficie, che si affievolisce, degradando ad interesse legittimo, nei confronti della P.A. nei casi in cui esigenze di pubblico interesse per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero impongono o consigliano alla p.a. di esercitare il potere di revoca della concessione.

Il diritto sul sepolcro già realizzato è un diritto soggettivo perfetto di natura reale assimilabile al diritto di superficie, suscettibile di possesso e soprattutto di trasmissione sia "inter vivos" che per via di successione "mortis causa", e come tale opponibile agli altri privati. Peraltro nei confronti della p.a. tale diritto è suscettibile di affievolimento, degradando ad interesse legittimo, nei casi in cui esigenze di pubblico interesse, per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero, impongano o consiglino all'Amministrazione di esercitare il potere di revoca della concessione.

Anche prima dell'entrata in vigore del codice del 1942, i cimiteri erano beni di proprietà comunale, come tali in linea di principio non liberamente disponibili; di conseguenza la costituzione di cappelle private nell'ambito degli stessi si configurava pacificamente non come cessione del relativo spazio ad un privato acquirente qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sto, come concessione dello stesso.

Le concessioni aventi ad oggetto aree cimiteriali sono assoggettate al regime delle concessioni demaniali ai sensi dell'art. 824 comma 2 c.c. le quali, indipendentemente dal nomen juris adottato dalle parti e dal contenuto delle singole concessioni, si compendiano sempre in "concessioni-contratto" poiché in esse é dato ravvisare sia le caratteristiche dell'atto amministrativo che quelle dell'atto negoziale. Da ciò discende che singole clausole contenute nell'atto di concessione demaniale se contrarie a norme imperative sono colpite da nullità ai sensi dell'art. 1418 comma 1° c.c. e possono determinare la nullità dell'intero atto di concessione, ove risulti che le parti non sarebbero addivenute alla stipula dell'atto in mancanza di quella clausola colpita dalla nullità.

Il diritto sul sepolcro già costruito nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno (o di una porzione di edificio) in un cimitero pubblico di carattere demaniale (articolo 824 c.c.) e tale concessione, di natura traslativa, crea a sua volta, nel privato concessionario, un diritto soggettivo perfetto di natura reale suscettibile di trasmissione per att... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...os e per successione mortis causa e, perciò, opponibile, iure privatorum, agli altri privati, assimilabile al diritto di superficie, che si affievolisce, degradando ad interesse legittimo, nei confronti della p.a. nei soli casi in cui esigenze di pubblico interesse per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero impongono o consigliano alla p.a. di esercitare il potere di revoca della concessione.

Il contratto con il quale il Comune si impegna a mettere dei loculi a disposizione degli interessati dà luogo ad un rapporto paritetico tra l'ente ed i singoli concessionari.

In termini civilistici, la concessione di suolo cimiteriale può essere assimilata ad un negozio misto di vendita di cosa presente (il suolo) e di appalto per la realizzazione dell'opera da parte del cedente, a proprio rischio e con la propria organizzazione.

La concessione da parte del comune di aree o porzioni di edificio in un cimitero pubblico configura concessione amministrativa di beni soggetti al regime demaniale, indipendentemente dall'eventuale irrevocabilità o perpetuità del diritto al sepolcro.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> OPERE ED INTE... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>
Non è illegittimo l'arresto del procedimento di rilascio della concessione cimiteriale laddove il richiedente non abbia ottemperato all'invito a richiedere il permesso di costruire per la realizzazione del manufatto progettato.

La realizzazione di una nuova edicola funeraria integra una nuova costruzione che, come tale, necessita dell'autorizzazione comunale.

Le varianti-difformità edilizie dalla concessione cimiteriale, a differenza di quelle che afferiscono ad titolo edificatorio ordinario, non vedono in uno strumento urbanistico la fonte rispetto alle quali può ponderarsi la loro legittimità, dovendosi conformarsi unicamente ai caratteri delle concessione demaniale.

I profili urbanistici hanno un ruolo secondario rispetto al carattere primario delle norme disciplinati la concessione demaniale, con la conseguenza che l'abuso edilizio e demaniale (nella specie attuato suddividendo i volumi del sepolcro) non può essere sanato soltanto con riferimento al primo aspetto.

La concessione di aree cimiteriali per l'edilizia funebre può essere fatta oltre che ad un singolo soggetto privato, anche a più soggetti in forma congiunta instaurandosi in capo a ciascuno di ess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o d'uso reale che coincide temporalmente con la durata della concessione.

Sussiste scopo di lucro e speculazione nella gestione dei beni cimiteriali laddove i privati dispongano liberamente degli stessi senza la partecipazione della amministrazione pubblica.

In relazione all'apposizione di arredi funerari diversi da quelli elencati nel Regolamento comunale di Polizia Mortuaria, al Comune va riconosciuta di volta in volta la possibilità di limitarne o autorizzarne l'apposizione previa motivata e adeguata valutazione del giusto contemperamento della libera esplicazione dei sentimenti civili e religiosi dei dolenti con la salvaguardia di minime ma necessarie esigenze di uniformità e decoro del cimitero comunale.

La richiesta di ampliamento meramente interno di una cappella familiare concessa in perpetuo non costituisce una richiesta di nuova concessione, non coinvolgendo essa nuovi profili di valutazione dell'interesse pubblico ulteriori rispetto a quelli già espressi nel titolo assentito, giacché, come detto, il diritto di utilizzare l'area per la costruzione della cappella familiare già include quello di utilizzarla per le sepolture.

Soltanto nel caso in cui la richiesta di ampliamento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... possibilità di utilizzare un'area cimiteriale più ampia di quella originariamente concessa in perpetuo si renderebbe necessaria, da parte dell'amministrazione comunale, l'adozione di un nuovo provvedimento concessorio che, inevitabilmente, assumerebbe valore assorbente rispetto al precedente e, come tale, resterebbe integralmente assoggettato alla sopravvenuta disciplina sulla necessaria temporaneità delle nuove concessioni.

Il provvedimento cimiteriale che autorizza la trasformazione della tumulazione interrata in cappella fuori terra non costituisce anche titolo edilizio, il quale deve essere pertanto richiesto e rilasciato separatamente.

E' ragionevole e legittima la determinazione dell'Amministrazione di ritirare un precedente parere favorevole alla realizzazione di una cappella di famiglia, in considerazione del pregio e del decoro architettonico ed ambientale del sito in questione, che sarebbe compromesso dalla realizzazione di una sola tomba in elevazione.

Il diniego di autorizzazione all'apposizione di una lapide non va comunicato al soggetto esecutore dell'opera (il rapporto con il quale è configurabile come mero contratto d'opera) bensì al titolare della concessione cimiteriale, unico sogg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...imato passivo del procedimento conclusosi con il censurato provvedimento negativo.

E' illegittimo per eccesso di potere e difetto di motivazione il provvedimento che vieta l'apposizione di lapidi aventi portafiori con forma diversa da quella tradizionale (nella specie, con forma di una chitarra).

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> PERMUTA

Il Comune che risulti il solo titolare del suolo cimiteriale può disporne nel modo più confacente all'interesse pubblico e assegnare in concessione, in cambio del trasferimento di una salma, altro suolo cimiteriale sul quale costruire la tomba della famiglia.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> REGOLAMENTO COMUNALE

È illegittima la concessione di area cimiteriale rilasciata per un'area destinata a viabilità.

Il regolamento comunale di polizia mortuaria, in virtù del principio della gerarchia delle fonti regolamentari, espresso dall'art. 4, comma 2, delle disposizioni sulla legge in generale, non può dettare norme contrarie a quelle del regolamento governativo.

DEMANIO E PATRIMONIO --... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...SIONE E AUTORIZZAZIONE --> CONCESSIONE CIMITERIALE --> REVOCA

Il potere di revoca è esercitabile anche nei confronti delle concessioni cimiteriali perpetue.

Nel nostro ordinamento il diritto sul sepolcro già costituito nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno o di porzione di edificio in un cimitero pubblico di carattere demaniale (art. 824 c.c.) e tale concessione è assimilabile al diritto di superficie, che comporta la sussistenza di posizioni di interesse legittimo nei confronti degli atti della pubblica amministrazione nei casi in cui esigenze di pubblico interesse per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero impongono o consigliano alla pubblica amministrazione il potere di esercitare la revoca della concessione.

Nella normativa statale, per le concessioni cimiteriali di durata superiore ai 99 anni rilasciate anteriormente al D.P.R. n. 803/1975, l'esercizio del potere discrezionale di revoca nell'interesse pubblico viene ancorato a due precisi presupposti (superamento di 50 anni dall'ultima tumulazione e grave insufficienza del cimitero), che debbono concorrere entrambi per la legittimità del provvedimento di revoca, mentre la decade... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onsentita rispetto all'inosservanza di determinati obblighi a carico del concessionario da precisare con l'atto di concessione (o con la convenzione che sovente l'accompagna).

Non è illegittima sotto il profilo della omessa comunicazione di avvio del procedimento la determinazione di revoca di tutte le concessioni cimiteriali per le quali non si era avuta una tumulazione nei 50 anni precedenti, in quanto sussistente una obiettiva situazione di necessità conseguente alla indisponibilità di posti per la effettuazione di nuove tumulazioni, se è stato dimostrato in giudizio che sussisteva la oggettiva esigenza di revocare le concessioni cimiteriali non utilizzate per fronteggiare l'emergenza cimiteriale.

Il diritto sul sepolcro già costituito, che nasce da una concessione di natura traslativa da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno o di porzione di edificio in un cimitero pubblico di carattere demaniale, dà luogo a posizioni di interesse legittimo, nei confronti degli atti della pubblica amministrazione nei casi in cui esigenze di pubblico interesse per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero impongano o consiglino alla pubblica amministrazione il potere di esercitare la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a concessione.

Il diritto sul sepolcro già costituito, che nasce da una concessione da parte dell'autorità amministrativa di un'area di terreno (o di porzione di edificio) in un cimitero pubblico di carattere demaniale, comporta posizioni di interesse legittimo qualora siano emanati atti per esigenze di pubblico interesse per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero, che impongono o consigliano alla pubblica amministrazione il potere di esercitare la revoca della concessione.

Il diritto sul sepolcro già realizzato è suscettibile di affievolimento nei confronti della pubblica amministrazione, degradando ad interesse legittimo, nei casi in cui esigenze di pubblico interesse, per la tutela dell'ordine e del buon governo del cimitero, impongano o consiglino all'amministrazione di esercitare il potere di revoca della concessione.

Per le concessioni cimiteriali di durata superiore ai 99 anni rilasciate anteriormente al D.P.R. n. 803/1975, l'esercizio del potere discrezionale di revoca della concessione per ragioni di interesse pubblico viene ancorato a due precisi presupposti - il superamento di 50 anni dall'ultima tumulazione e la grave insufficienza del cimitero - i quali debbono concorrere entramb... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gittimità del provvedimento di revoca, mentre la decadenza opera come conseguenza dell'inosservanza di determinati obblighi posti a carico del concessionario con l'atto di concessione o con la convenzione che sovente accompagna tale atto.

La revoca della concessione cimiteriale disposta per mancata utilizzazione del suolo concesso è illegittima qualora tale circostanza sia dipesa dal comportamento omissivo del Comune.

Le concessioni cimiteriali perpetue rilasciate anteriormente all'entrata in vigore del D.P.R. 803/1975 sono soggette ad un regime di particolare protezione, poiché, ai sensi dell'art.92, co. 2, D.P.R. 285/1990 sono revocabili soltanto nel caso in cui siano trascorsi 50 anni dall'ultima tumulazione e si determini una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del Comune, sempre che non sia possibile provvedere tempestivamente all'ampliamento o alla costruzione di un nuovo cimitero.

La revoca di concessione cimiteriale non rientra nella categoria degli atti amministrativi generali per i quali non è prescritta la notifica individuale, trattandosi di provvedimento avente destinatari determinati.

La revoca della concessione cimiteriale ad uso perpetuo, qual... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ettibile di essere trasmesso agli eredi, è atto che va a pregiudicare direttamente la loro rispettiva sfera giuridica, con la conseguenza che deve essere notificato agli eredi stessi.

La revoca di concessione cimiteriale costituisce un atto limitativo della sfera giuridica dei privati, dal momento che essa va ad incidere, innanzitutto, sulla destinazione delle spoglie mortali delle persone ancora defunte nella tomba oggetto di concessione perpetua, nonché sull'esercizio dello ius sepulchri trasferibile in capo agli eredi, jure sanguinis oppure jure successionis, secondo la volontà del fondatore del sepolcro.

Il Comune non può introdurre delle ipotesi "ulteriori" di revoca delle concessioni perpetue e di natura atipica rispetto a quanto prescritto dalla normativa statale, pena la vanificazione della natura perpetua della concessione oggetto di salvaguardia da parte della disciplina statale.

In mancanza di un'espressa previsione di legge, lo stato di abbandono non può costituire legittimo motivo di revoca di una concessione cimiteriale ad uso perpetuo.

Nella normativa statale, per le concessioni di durata superiore ai 99 anni rilasciate anteriormente al D.P.R. n.803/1975, l'esercizio del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...crezionale di revoca nell'interesse pubblico viene ancorato a due precisi presupposti (superamento di 50 anni dall'ultima tumulazione e grave insufficienza del cimitero), che debbono concorrere entrambi per la legittimità del provvedimento di revoca, mentre la decadenza viene consentita rispetto all'inosservanza di determinati obblighi a carico del concessionario da precisare con l'atto di concessione (o con la convenzione che sovente l'accompagna).

L'art. 92 del D.P.R. 10.9.1990, n. 285 consente anche la revoca delle concessioni cimiteriali perpetue, se pure in presenza dei precisi presupposti indicati dalla legge.

E' legittima la revoca della concessione cimiteriale se il concessionario viola il termine massimo per la realizzazione delle cripte, prescritto dal regolamento cimiteriale, senza dare prova della non imputabilità del ritardo.

Per le concessioni cimiteriali di durata eccedente i 99 anni la revoca può essere disposta unicamente alla contestuale ricorrenza di tre condizioni, ossia, oltre il non uso ultracinquantennale ed il verificarsi di una "grave situazione insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del Comune", anche l'impossibilità di "provvedere tempestivamente all'ampliamento o alla ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di un nuovo cimitero".

La concessione cimiteriale inutilizzata può essere revocata dal Comune che si trovi in grave carenza di disponibilità di posti.

Le concessioni cimiteriali perpetue rilasciate prima dell'entrata in vigore del D.P.R. 803/1975 non possono essere revocate ma possono essere trasformate in concessioni a tempo determinato della durata di 99 anni in caso di soppressione del cimitero.

Le concessioni rilasciate prima dell'entrata in vigore del D.P.R. 803/1975 che abbiano durata superiore ai 99 anni possono essere revocate ove si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno del comune e non sia possibile provvedere tempestivamente all'ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero e sempre che siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell'ultima salma.

E' illegittima la revoca della concessione cimiteriale di durata superiore ai 99 anni disposta senza invocare tutte le condizioni applicative di cui all'art. 92 del D.P.R. 285/90 e cioè i 50 anni dalla tumulazione dell'ultima salma, l'insufficienza del cimitero e l'impossibilità di provvedere tempestivamente all'ampliamento.

DEMANIO E PATRIMONIO --> CONCESSIONE E AUTORIZZA... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; CONCESSIONE CIMITERIALE --> SOPRAVVENIENZE NORMATIVE

È legittima la pretesa dell'Amministrazione comunale di applicare alle concessioni cimiteriali già rilasciate ma per le quali non risulta ancora essere stata stipulata la relativa convenzione gli aumenti tariffari stabiliti con provvedimento approvato tra il rilascio del titolo e la conclusione della convenzione che vi accede.

Non è condivisibile la ricostruzione secondo cui una volta costituito il rapporto concessorio, questo non potrebbe essere più assoggettato alla normativa intervenuta successivamente, diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizio del ius sepulchri; non è pertinente il richiamo al principio dell'articolo 11 disp. prel. c.c., perché la nuova normativa applicata dalla P.A. non agisce, retroattivamente, su situazioni giuridiche già compiutamente definite e acquisite intangibilmente al patrimonio del titolare, ma detta regole destinate a disciplinare le future vicende dei rapporti concessori, ancorché già costituiti.

Con riguardo alle concessioni demaniali deve distinguersi tra la disciplina delle situazioni soggettive originariamente costituite, che resta sottoposta alla normativ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'epoca nella quale le stesse sono sorte, rispetto alle vicende ulteriori, che interessano il rapporto concessorio.

L'autorizzazione alla cessione di un diritto di sepoltura privata si sostanzia in un nuovo esercizio del potere discrezionale dell'ente concedente di attribuire la concessione a terzi e come tale deve seguire il regime giuridico vigente nel momento in cui essa deve essere pronunciata.

Non è corretta la tesi secondo cui, una volta costituito il rapporto concessorio, questo non potrebbe essere più assoggettato alla normativa intervenuta successivamente, diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizio dello ius sepulchri, anche con riferimento alla determinazione dall'ambito soggettivo di utilizzazione del bene.

Il principio di irretroattività postula di per sé l'inapplicabilità di una disposizione di legge ad un fatto avvenuto nel passato, prima della sua emanazione; detta fattispecie non ricorre nel caso di una concessione cimiteriale, che dà vita ad un rapporto di durata, e che ben può essere sottoposto, nel suo concreto ed effettivo dipanarsi nel tempo, anche ad una disciplina diversa da quella in vigore al momento della emanazione del provvedimento conc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
La normativa entrata in vigore dopo il rilascio della concessione si applica a tutti i fatti, gli atti e le situazioni verificatesi dopo la medesima entrata in vigore, oltre che gli effetti che non si siano ancora definitivamente consolidati; resta salva, in tal caso, la tutela del legittimo affidamento, che non è configurabile quando chi lo invochi abbia volontariamente violato la normativa di settore.

Il rapporto avente ad oggetto una concessione cimiteriale può essere disciplinato da una normativa entrata in vigore successivamente, diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizio del ius sepulchri, anche con riferimento alla determinazione dall'ambito soggettivo di utilizzazione del bene.

Il rapporto concessorio può essere disciplinato da una normativa entrata in vigore successivamente alla sua costituzione e diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizio del ius sepulchri, anche con riferimento alla determinazione dall'ambito soggettivo di utilizzazione del bene.

La normativa entrata in vigore dopo il rilascio della concessione cimiteriale si applica a tutti i fatti, gli atti e le situazioni verificatesi dopo la medesima entrata in vigore, oltre che agli effetti c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iano ancora definitivamente consolidati (salva, in tal caso, la tutela del legittimo affidamento, che tuttavia non è configurabile quando chi lo invochi abbia volontariamente violato la normativa di settore).

Una volta costituito il rapporto concessorio, questo può essere disciplinato da una normativa entrata in vigore successivamente, diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizio del ius sepulchri, anche con riferimento alla determinazione dall'ambito soggettivo di utilizzazione del bene: infatti, non è pertinente il richiamo al principio dell'articolo 11 delle preleggi, in materia di successione delle leggi nel tempo, dal momento che la nuova normativa comunale applicata dall'amministrazione non agisce, retroattivamente, su situazioni giuridiche già compiutamente definite e acquisite, intangibilmente, al patrimonio del titolare, ma detta regole destinate a disciplinare le future vicende dei rapporti concessori, ancorché già costituiti.

Non è persuasiva l'affermazione secondo cui, una volta costituito il rapporto concessorio, questo non potrebbe essere più assoggettato alla normativa intervenuta successivamente, diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...epulchri, anche con riferimento alla determinazione dall'ambito soggettivo di utilizzazione del bene.

Non si può ritenere che, una volta rilasciata la concessione cimiteriale, il rapporto concessorio non possa più essere assoggettato alla normativa intervenuta successivamente, diretta a regolamentare le concrete modalità di esercizio del ius sepulchri, anche con riferimento alla determinazione dall'ambito soggettivo di utilizzazione del bene.

La norma del regolamento di polizia mortuaria che vieta la cessione a terzi della concessioni cimiteriali si applica anche ai rapporti concessori in essere, a nulla rilevando che questi siano stati costituiti in un momento in cui vigeva una diversa normativa.

In difetto della stipula del contratto di concessione, la posizione economica dei soggetti assegnatari dei lotti siti nella zona di ampliamento del Cimitero Comunale non può considerarsi cristallizzata e su di essa ben possono incidere gli atti normativi ed amministrativi successivi, in forza del principio tempus regit actum.


 
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