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Tutela del paesaggio e localizzazione di impianti energetici da fonti rinnovabili

La disciplina urbanistica rappresenta un ostacolo non insormontabile alla realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Fermo restando l'obbligo di tutela del paesaggio, infatti, il criterio di localizzazione di detti impianti si ispira al principio di massima diffusione delle fonti di energia rinnovabili, e trova attuazione nella generale utilizzabilità di tutti i terreni.

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anno:2018
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PROCEDURA --> DISCREZIONALITÀ DELLA P.A. --> NELLE SCELTE URBANISTICHE --> OPERE ED INTERVENTI, CASISTICA --> IMPIANTI ENERGETICI --> FONTI RINNOVABILI

In materia di localizzazione di impianti di produzione di energia rinnovabile, alle Regioni è consentito soltanto individuare, caso per caso, «aree e siti non idonei», avendo specifico riguardo alle diverse fonti e alle diverse taglie di impianto, in via di eccezione e solo qualora ciò sia necessario per proteggere interessi costituzionalmente rilevanti.

Il principio di massima diffusione delle fonti di energia rinnovabile, derivante dalla normativa europea e recepito dal legislatore nazionale, trova attuazione nella generale utilizzabilità di tutti i terreni per l'inserimento di tali impianti, con le eccezioni, stabilite dalle Regioni, ispirate alla tutela di altri interessi costituzionalmente protetti nell'ambito delle materie di competenza delle Regioni stesse; non appartiene invece alla competenza legislativa della stessa Regione la modifica, anzi il rovesciamento, del principio generale contenuto nell'art. 12, co. 10, del D. Lgs. 387/2003.

Non è consentito alle Regioni, neppure in assenza di linee guida approvate in Conf... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...icata, porre limiti di edificabilità degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, su determinate zone del territorio regionale.

Il margine di intervento riconosciuto al legislatore regionale per individuare «le aree e i siti non idonei» alla installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile ai sensi dell'art. 12, co. 10, D. Lgs. 387/2003 e del paragrafo 17 delle linee guida, non permette in alcun modo che le Regioni prescrivano limiti generali, valevoli sull'intero territorio regionale, specie nella forma di distanze minime, perché ciò contrasterebbe con il principio fondamentale di massima diffusione delle fonti di energia rinnovabili, stabilito dal legislatore statale in conformità alla normativa dell'Unione europea.

È incostituzionale la legge regionale che prescriva che la costruzione di nuovi impianti di produzione di energia da fonte eolica deve rispettare una certa distanza dall'impianto più vicino preesistente o già autorizzato.

Le Regioni e le Province ad autonomia speciale dotate di competenza statutaria in materia di tutela del paesaggio possono individuare aree e siti non idonei alla installazione degli impianti di produzione di ener... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i rinnovabili al di fuori delle prescrizioni contenute nelle linee guida approvate con il D.M. 16 settembre 2010, ma sempre all'interno dei principi fondamentali dettati dal legislatore statale nella materia dell'energia.

La tutela del paesaggio, la quale si esprime attraverso la individuazione delle aree e dei siti non idonei alla installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili attiene ad una fase che logicamente precede quella autorizzatoria, essendo all'evidenza finalizzata ad offrire agli operatori un quadro di riferimento ed orientamento per la localizzazione dei progetti.

Le linee guida di cui al D.M. 16 settembre 2010 sono inapplicabili in Provincia di Trento soltanto con riferimento al profilo del paesaggio, mentre devono trovare certamente applicazione per quel che concerne i profili procedimentali dell'autorizzazione unica.

La ratio ispiratrice del criterio residuale di indicazione delle aree non destinabili alla installazione di impianti eolici deve essere individuata nel principio di massima diffusione delle fonti di energia rinnovabili e trova attuazione nella generale utilizzabilità di tutti i terreni per l'inserimento di tali impianti, con le eccezioni, stabilite dalle Regioni, ispirate... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a di altri interessi costituzionalmente protetti nell'ambito delle materie di competenza delle Regioni stesse.

Non appartiene alla competenza legislativa delle Regioni a statuto speciale il rovesciamento del principio generale contenuto nell'art. 12, co. 10, .d.lgs. 387/2003 e, quindi, individuare delle aree ove sia esclusivamente possibile la realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Deve escludersi che alle Regioni sia consentito di provvedere in via autonoma all'individuazione dei criteri per il corretto inserimento ambientale degli impianti alimentati da fonti di energia alternativa, al di fuori delle linee-guida nazionali ed in violazione del principio di leale collaborazione.

È illegittima la norma regolamentare che stabilisca per una cospicua parte del territorio comunale un divieto assoluto e generalizzato di localizzazione di impianti energetici da fonti rinnovabili.

La disciplina urbanistica rappresenta un ostacolo per definizione non insormontabile alla realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili: non può, pertanto, trovare applicazione il tradizionale indirizzo interpretativo secondo cui il diniego di variante urbanistica non rich... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...arato motivazionale particolarmente pregnante, giacché il chiaro favore per la diffusione delle energie alternative impone di capovolgere i termini del rapporto fra regola (pianificazione urbanistica vigente) ed eccezione (variante), nel senso che – a fronte dell'istanza volta ad ottenere il titolo per l'installazione di un impianto di produzione di energia "pulita", e degli incentivi all'uopo apprestati dal legislatore – non è il sovvertimento della regola, ma la sua conservazione, a dover essere appropriatamente giustificata dall'amministrazione.

Il d. lgs. 387/2003 non esclude il potere del Comune di disciplinare l'uso del territorio al fine di procedere ad una distribuzione equilibrata e razionale degli impianti eolici, tenuto conto dell'elevato numero di richieste di autorizzazione e della necessità di evitare possibili sovrapposizioni ed interferenze tra parchi eolici con potenza superiore ad 1 Mw ed impianti di microgenerazione.

La realizzazione degli impianti eolici impone un contemperamento tra l'interesse alla tutela del paesaggio e quello alla produzione di energia attraverso fonti "pulite" e rinnovabili.

È legittima la scelta della P.A. di limitare al massimo l'installazione di impia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...in una zona caratterizzata dalla presenza di abitazioni residenziali e rurali e dalla scarsa efficacia dell'azione del vento.



 
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